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CONTROLLO DELLA POSTURA. DALLA DEFINIZIONE AL PARADIGMA DUAL-TASK

Il controllo della postura è un procedimento organizzato in maniera gerarchica con sistemi disposti in serie e altri in parallelo. La gerarchia si può dividere in tre parti:

  • Corteccia;

  • Tronco encefalo;

  • Midollo spinale.

Questi livelli ricevono informazioni sensitive, tanto più si sale di livello maggiormente le informazioni diventano complesse. I livelli superiori usufruiscono di memoria, capacità predittiva, apprendimento. Il midollo spinale NO.

Se la via cortico-spinale ci permette di effettuare i movimenti più fini, i fasci reticolo-spinale e vestibolo-spinale ci permettono di effettuare movimenti automatici e nel controllo della postura. Il vestibolo-spinale è importante per effettuare un attività tonica dei muscoli antigravitari (estensori degli arti inferiori e flessori degli arti superiori).

I movimenti sono dovuti da una complessa serie di meccanismi neuromuscolari che controllano la nostra postura.

Il sistema posturale deve:

  • Mantenere una posizione eretta stabile (equilibrio), nonostante la forza di gravità;

  • Generare risposte che anticipano i movimenti volontari finalizzati. Prima di generare il movimento volontario vengono eseguiti movimenti per il controllo della postura;

  • Adattarsi alle condizioni ambientali.

Controllo della postura

By Unknown or not provided – U.S. National Archives and Records Administration.

Fonte: https://commons.wikimedia.org

Definizione controllo della postura

Il controllo della postura indica il controllo dell’orientamento del corpo e dei suoi diversi segmenti in condizioni sia statiche che dinamiche. Possiamo considerare il sistema di controllo posturale come al centro di 3 protagonisti:

  • Compito;

  • Individuo;

  • Ambiente.

Il controllo posturale mantiene la stabilità e l’orientamento.

Nel controllo della postura entrano in gioco:

  • La base d’appoggio (area in contatto con la superficie di supporto);

  • Centro di gravità (se immaginiamo di tracciare una linea retta verso il terreno, il punto che interseca questa retta con il piano d’appoggio è il centro di gravità);

  • Massa corporea (situato a livello di L2).

Un corpo è in equilibrio se il suo centro di gravità cade nella sua base di appoggio.

Nella deambulazione proiettiamo il nostro centro di gravità davanti alla nostra base di appoggio, quindi per non cadere in avanti facciamo un passo. Esistono in fisiologia dei sistemi che ci aiutano a capire dove cade il centro di gravità. Negli studi fisiologici si utilizzano delle piattaforme che calcolano il vettore forza in ciascun piede, questo permette di calcolare il centro di pressione ovvero la sede media di tutte le forze proiettate sulla base di appoggio.

Sistemi di controllo posturale

  • Componente muscolo-scheletrica;

  • Sinergie neuromuscolari (tutti i meccanismi che cooperano insieme per mantenere la postura muscolare);

  • Altri sistemi sensitivi come la vista;

  • Strategie sensoriali (capacità che hanno i centri nervosi superiori di modulare l’entità di una certa informazione sensoriale);

  • Meccanismi anticipatori (tutti i meccanismi che vengono attivati prima di effettuare un movimento volontario);

  • Meccanismi adattativi;

  • Rappresentazioni interne (a livello cerebrale il cervello ha uno schema corporea che rappresenta il nostro corpo, consapevolezza di se).

Tutti questi cooperano nel controllo posturale. L’uomo è dotato di una scarsa stabilità passiva. Questo perchè:

  • La forza di gravità che agisce sul corpo;

  • Ha una ristretta base di appoggio;

  • Ha un baricentro elevato.

Livelli di controllo coinvolti

  • Controllo tronco-encefalico del tono antigravitario;

  • Meccanismi di mantenimento della stabilità posturale;

  • Meccanismi che stabilizzano testa e occhi che allineano testa-corpo.

Afferenze

  • Somatosensitive (propriocettori e recettori cutanei);

  • Vestibolari;

  • Visive.

  • I limiti di stabilità rappresentano i limiti all’interno dei quali il corpo può mantenere la stabilità senza variare la base di appoggio. I limiti di stabilità sono dinamici, ovvero, dipendono dalla velocità di esecuzione del movimento. Maggiore è la velocità e più piccolo è il limite di stabilità, questo dovuto al fatto che tutti i meccanismi di controllo posturale non sono abbastanza veloci rispetto al movimento effettuato. Quindi i limiti di stabilità dipendono sia dal posizionamento del nostro centro di gravità che deve essere all’interno della nostra base di appoggio, sia dalla velocità in cui varia il nostro centro di gravità all’interno della nostra base d’appoggio. A partecipare alla delimitazione dei limiti di stabilità sono:

  • La forza muscolare;

  • Il range di movimento;

  • Il timore di caduta (vedi gli anziani che hanno timore di cadere);

  • La stabilità percepita (anziano);

  • Ambiente (ambiente luminoso o al buio).

Controllo posturale a feedback e feedforward

Possediamo due sistemi di controllo posturale:

  • Sistemi di controllo a feedback (risposte posturali compensatorie o reattive);

  • Sistemi di controllo a feedforward (anticipatori) usato nei movimenti volontari. Risposte posturali eseguite prima che il movimento volontario abbia inizio.

NB. L’individuo si trova perennemente in feedforward (inizio azione volontaria). Al feedfordward segue il sistema di controllo a feedback.

In posizione tranquilla si ha sempre l’allineamento del corpo. Esso rappresenta la posizione ideale, richiede minore energia e minore tono posturale, la sola attivazione muscolare è rappresentata dall’attivazione dei muscoli posturali antigravitari, che aumenta per contrastare la forza di gravità.

Strategie motorie di controllo

Le strategie motorie per recuperare la stabilità anteroposteriore sono meccanismi a feedback:

  • Ankle strategy (strategia della caviglia), l’attivazione muscolare va dal distale al prossimale. Il corpo ondeggia sulle caviglie con i fianchi e ginocchia che si trovano in posizione di relativa estensione. Tale strategia è utilizzata in risposta a piccole perturbazioni su una superficie piana;

  • Hip strategy (strategia dell’anca), vengono attivati i muscoli prossimali per primi fino ad arrivare ai più distali. Tale strategia viene utilizzata quando ci s trova in piedi su una stretta base d’appoggio, su una superficie morbida o in rapide perturbazioni;

  • Stepping strategy (strategia del passo), per non cadere è necessario utilizzare il passo, è la strategia utilizzata più frequentemente. Gli anziani utilizzano questa strategia più frequentemente rispetto ai giovani adulti.

Paradigma dual-task

Il Paradigma dual-task  viene usato per capire se due azioni condividono le stesse risorse cognitive.

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Bibliografia:

  • Appunti personali.

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