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PARALISI CENTRALE E PERIFERICA

Indice

  1. Paresi, plegia, faticabilità;
  2. Test di forza;
  3. Lesione primo motoneurone;
  4. Lesione secondo motoneurone;

Prima di parlare di paralisi centrale e di paralisi periferica, è doveroso fare una distinzione tra la paresi e la plegia. Per il neurologo è fondamentale capire da cosa, da quale struttura è dovuta la paresi o la plegia.

  • Paresi: Perdita parziale della motilità da parte di una struttura muscolare volontaria;

  • Plegia: Perdita totale di mobilità;

  • Faticabilità: Il grado di debolezza aumenta con lattività muscolare (di alcuni gruppi muscolari) e peggiora nel corso della giornata, raggiungendo il massimo alla sera. Il riposo fa regredire il disturbo (es.miastenia).

Nella paralisi centrale si ha una diminuzione degli impulsi dalla corteccia motoria ai motoneuroni spinali.

Nella paralisi di tipo periferico si ha una lesione su un certo numero di unità motorie (costituita da un motoneurone e da tutte le fibre muscolari da esso innervate) che non possono essere attivate nonostante il normale afflusso di impulsi provenienti dalla corteccia.

Segni nella paralisi centrale

Nella paralisi centrale si riscontra:

  • Diminuzione della forza (paresi o plegia);

  • Faticabilità;

  • Ridotto reclutamento MU (unità motorie);

  • Ridotta destrezza motoria (paziente con paresi centrale ha un impaccio nei movimenti);

NB. Questi vengono definiti segni negativi!

  • Aumento del tono muscolare, Spasticità (esempio nella sclerosi multipla). [la spasticità interessa i muscoli antigravitari. La caratteristica è data da un aumento dei riflessi di stiramento tonici (tono muscolare) e aumento dei riflessi da stiramento fasici (riflessi osteo-tendinei)];

  • Aumento dei riflessi profondi (iperreflessia) con eventuale clono. I ragazzini possono avere il clono del piede, ma è fisiologico;

  • Alterazione dei riflessi cutanei e possibili spasmi flessori;

  • Presenza di riflessi patologici (segno di Babinski) ovvero riflesso cutaneo plantare in estensione (flessione dorsale del pollice). Nei bambini fino al 2 anno di età, mielina non ancora sviluppata hanno il segno di Babinski ma non è patologico ma puramente fisiologico;

  • Il trofismo muscolare, nella paralisi centrale, inizialmente è normale, diventerà atrofico dopo un po’ di tempo;

  • Spasticitàaumento dei riflessi dello stiramento tonici che sono quelli che determinano il tono muscolare e aumento dei riflessi da stiramento fasici ovvero dei riflessi osteotendinei. La spasticità colpisce maggiormente i muscoli antigravitari che sono i flessori, adduttori e intrarotatori degli arti superiori e gli estensori e adduttori degli arti inferiori. Caratteristica importante è che tale fenomeno, è un fenomeno velocità dipendente. È la resistenza data dal muscolo nei confronti di un movimento passivo. In un paziente con spasticità, se muoviamo il braccio lentamente, avvertiamo poca resistenza, se dovessimo fare un movimento rapido avvertiremo una resistenza maggiore. Altra caratteristica è il fenomeno a temperino del coltello a serramanico. Il fatto che sia velocità dipendente ci aiuta a distinguerla da un altro tipo di ipertonia che è la rigidità che si trova nel paziente parkinsoniano, la rigidità a differenza della spasticità non è velocità dipendente.

Lesione del primo motoneurone

Il primo motoneurone è rappresentato da queste vie:

  • Cortico-spinale;

  • Vestibolo-spinale;

  • Reticolo-spinale;

  • Tetto-spinale.

Questi motoneuroni sono adibiti all’esecuzione dei movimenti volontari e al controllo delle attività riflesse spinali. Per esempio in una paralisi superiore si ha un deficit nell’esecuzione di movimenti volontari e dall’altro viene meno il controllo dei riflessi spinali (iperflessia). Qui si parla di Sindrome del motoneurone superiore.

La lesione del primo motoneurone da una paralisi di tipo centrale o sindrome del motoneurone superiore. La lesione può essere localizzata:

  • Corteccia motoria;

  • Aree sottocorticali;

Le cause sono molteplici:

  • Vascolari;
  • Infiammatorie;
  • Neoplastiche;
  • Traumatiche;
  • Degenerative;
  • Etc.

Lesione del secondo motoneurone

La lesione del secondo motoneurone porta alla paralisi periferica quando un danno interesserà i motoneuroni spinali, le radici spinali, i nervi periferici o un plesso.

La paralisi periferica è rappresentata da:

  • Atrofia da denervazione (i nervi a livello dei muscoli oltre ad avere un’azione attivante, hanno anche un ruolo trofico);

  • Fibrillazione;

  • Fascicolazioni (guizzi che sentiamo sotto la pelle, capita soprattutto agli sportivi che presentano una massa muscolare importante, ma queste sono fascicolazioni fisiologiche). Nei patologici le fascicolazioni sono dovute al fatto che, avendo un problema al secondo motoneurone, il muscolo risulta meno controllato e più soggetto agli stimoli esterni.

La SLA presenta atrofia muscolare poiché presenta oltre alla lesione del primo anche al secondo motoneurone.

Una caratteristica della paralisi periferica è l’ipotonia (tono muscolare molto ridotto) gli arti saranno molli, flaccidi con ipo o ariflessia.

Test di forza nella paralisi centrale e periferica

Per valutare la forza possiamo fare diversi test:

  • Antigravitari→(test di Mingazzini): Valutano la forza contro gravità. Braccia tese ad occhi chiusi. Il test sarà positivo quando il paziente avrà uno slivellamento delle braccia. Per aumentare la sensibilità, si fa il test della pronazione, con palmi rivolti verso l’alto, il test sarà positivo quando il paziente inizierà a pronare automaticamente il braccio interessato. Questo è una variante più sensibile. Nella ipostenia lieve, il paziente prona leggermente. La pronazione evidenzia ipostenie più lievi delle braccia tese, quindi se il mingazzini dovesse essere positivo con le braccia tese, sarà sicuramente positivo anche nel test di pronazione;

  • Test di Barrè→paziente in decubito prono, si fanno flettere le gambe, se le gambe vanno giù verso il letto, ovvero si estendono, il Barrè è positivo. Per aumentare la sensibilità del test si fa eseguire più volte la flesso-estensione dell’arto inferiore, ovvero si aumenta la sensibilità aumentando la fatica;

  • Test contro resistenza→andiamo a saggiare la forza in maniera ancora più fine.

Bibliografia:

  • Appunti personali.

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