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CRA (catena retta anteriore)

Comprende tutto il tratto che va da D1 al sacro, essa è costituita da parti ossee e muscolari. Dal sacro la CRA continua nell’arto inferiore con la catena di flessione. Essa è anteriore a livello dell’anca e posteriore a livello del ginocchio, anteriore a livello della caviglia per poi unirsi a livello delle dita alla faccia plantare del piede andando a terminare sul calcagno.

L’attivazione della catena di flessione è sinonimo di problematiche viscerali. Se la sintomatologia non verrà curata nel breve tempo si assisterà all’attivazione anche delle catene di chiusura.

Il compito della CRA è quello di avvolgere il tronco ripiegandolo su se stesso.

Relè ossei:

  • Sterno;
  • Pube;
  • Sacro;
  • Osso ioide;
  • Mascellare inferiore.

Relè muscolari:

  • Retti dell’addome;
  • Muscoli Perineali;

Quando si parla di iper-programmazione della catena si indica una iper-attivazione della suuddetta.

Questa Iper-attivazione determina o può determinare problemi a livello lombare in particolar modo a livello di L5, facendo verificare a volte una protusione del disco. Questo perchè tendenzialmente il sacro nella iper-attivazione della CRA tende ad estendere portando in flessione le vertebre lombari aumentando lo spazio posteriore tra le vertebre favorendo così la protusione del disco.

Il sacro estende perchè il coccige si avvicina al pube (probabilmente dato dalla contrazione dei muscoli perineali).

La CRA viene definita catena di FLESSIONE o di ARROTOLAMENTO. L’azione dei retti con i muscoli perineali ha come conseguenza:

  • Avvicinamento del pube al torace;
  • Verticalizzazione del sacro;
  • Apertura delle ossa iliache;
  • Allargamento della parte laterale del torace;
  • Apertura della parte bassa del costato.

Molto importante è il ruolo del foro otturatorio (Membrana otturatoria), che ha il compito di timpanizzare l’aumento di pressione del piccolo bacino.

Quindi l’attivazione della CRA crea un aumento della pressione del piccolo bacino che ripercuotendosi sulla membrana otturatoria crea una contrazione del muscolo otturatore interno. La contrazione o per meglio dire la ipercontrazione di questo muscolo si ripercuote sull’anca. In definitiva, porta ad una maggiore contrazione dei muscoli extrarotatori.

La CRA è composta anche da CENTRI FIBROSI:

  • Perineo inferiormente;
  • Ombelico anteriormente;
  • Diaframma superiormente.

Questi centri fibrosi hanno una capacità contenitiva e sono molto importanti.

La LINEA ALBA anteriormente insieme ai retti aiuta a contenere la spinta della lordosi.(E’ da ricordare che i centri tendinei verticali sono sempre posizionati davanti alle lordosi, esempio linea alba davanti alla lordosi lombare, osso ioide davanti alla lordosi cervicale. Hanno il compito di raccordare le cifosi e di permettere maggiore mobilità. Le cifosi viceversa hanno il compito di proteggere, contenitivo).

Quindi in definitiva nelle lordosi troveremo delle compensazioni, mentre nelle cifosi sarà più facile trovare la PRIMARIETA’.

Muscoli che fanno parte della CRA:

  • A livello del collo:-Lungo del collo;-Piccolo retto anteriore;-Retto anteriore;-Piccolo retto laterale;
  • I restanti:-Temporale fascio medio;-Massetere;-Sternocleidomastoideo;-Scaleni;-Succlavio;-Sovra-Ioidei (genio ioideo, digastrico);-Tiro-Ioideo;-Sterno-Tiroideo;-Triangolare dello sterno;-Piccolo e Grande Pettorale;-Intercostali;-Ileopsoas.

Importante da sapere:

I muscoli TRAPEZIO INFERIORE, ROMBOIDE, SPLENIO DEL COLLO non fanno parte dei muscoli della CRA ma ne rappresentano i RELE’ posteriori. Il muscolo PSOAS rappresenta il RELE’ con l’arto

inferiore.

La catena di flessione a livello dell’arto inferiore determina:

  • Posteriorità osso iliaco;
  • Flessione dell’anca;
  • Flessione del ginocchio;
  • Flessione della caviglia;
  • Flessione della volta plantare;
  • Flessione delle dita (dita a martello).

Muscoli che fanno parte della catena di flessione (prosecuzione della CRA):

  • Ileo-Psoas;
  • Piccolo psoas;
  • Otturatori;
  • Semimembranoso;
  • Popliteo;
  • Gastrocnemi;
  • Flessore lungo delle dita;
  • Lombricali;
  • Quadrato plantare;
  • Flessore breve dell’alluce e del V dito.

La catena di flessione ha un compito attivo che si contrappone all’azione alla catena di estensione andando a dare maggiore stabilità a:

  • Anca;
  • Ginocchio;
  • Caviglia;
  • Dita.

Anca: L’estensione dell’anca provoca stiramentod el legamento di bertin e dell’ischio-femorale con conseguente attivazione dello Psoas conseguente allo stiramento del legamento di Bertin, e degli otturatori interno ed esterno conseguente allo stiramento del legamento ischio-femorale.

Ginocchio: L’estensione crea uno stiramento eccentrico del legamento crociato anteriore. La catena di flessione interviene attivamente per preservare l’integrita del LCA attivando il Semimembranoso e il Popliteo. Si ricorda anche che queste 2 strutture muscolari fungono da stabilizzatori attivi del ginocchio andando a formare il PAPI E PAPE. La stabilizzazione del ginocchio è data anche del gastrocnemio mediale e laterale che dfanno parte delle catene crociate ovvero di apertura e chiusura.

Caviglia: L’estensione della caviglia viene protetta dall’attivazione dei muscoli anteriori della suddetta. Per la stabilità laterale interverranno le catene di apertura e chiusura.

Dita: Durante l’estensione i muscoli flessori plantari preservano le dita.

Come deprogrammare la CRA:

Usare la respirazione. Paziente prono (posizione sfinge). Inspirazione, il diaframma porta in flessione le lombari, i glutei fungono da estrattori del sacro e stabilizzano la regione lombare. In Espirazione spingere il torace verso il lettino in senso di apertura, non bisogna inarcare la regione lombare, portare il mento in retroversione, deve andare avanti e alto.

Iter deprogrammazione CRA:

  • Valutare ed eventualmente normalizzare i diaframmi;
  • Valutare la respirazione globale del pz e rendo cosciente il suddetto sulla corretta respirazione;
  • Miotensiva a livello dei muscoli starter dell’iperprogrammazione;
  • Normalizzare gli eventuali RELE’ ossei;
  • Valutare e normalizzare del sacro;
  • Valutare e normalizzare  la sfera craniale;
  • Continuazione terapeutica (sfinge ed esercizi respiratori).

ARTICOLI CORRELATI

Generalità

Della statica

Crociata anteriore

Retta posteriore

Crociata posteriore

Bibliografia:

  • L. Busquet, Le Catene muscolari, Marrapese 1993.

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