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COME TRATTARE IN OSTEOPATIA IL LIQUOR CEREBROSPINALE

Il liquor cerebrospinale è una sostanza trasparente che bagna il nevrasse, è contenuto nel tessuto aracnoideo (subaracnoideo), all’interno dell’asse osseo cranio-rachideo. Esso circola anche nelle guaine perivascolari e nei gangli cervicali toracici e lombari. Permea la corteccia cerebrale, il midollo spinale, i globi oculari e occupa anche gli spazi interni del SNC, quali i ventricoli e il canale ependimale. Si presenta come liquido trasparente rinnovato ogni 6h, ossia 3-4 volte al giorno in condizioni fisiologiche. È un ultra filtrato di plasma che comprende: proteine, cloruri, glucidi e praticamente nessun elemento figurato.

Fluttuazione del liquor cerebrospinale

La fluttuazione del liquor è, ricordiamo, uno dei cinque elementi che permettono la mobilità dell’asse cranio-sacrale. Le variazioni di forma e di massa cerebrale nelle fasi di espansione e ritorno elastico sono uno dei fattori dovuti, infatti, dalla fluttuazione del liquor. L’idrodinamica del LCR si basa su fenomeni pressori e si svolge in un circuito chiuso realizzato dalla dura madre e dai suoi sepimenti cranici e spinali. Su tale argomento ci sono molte teorie:

  • Woolley e Shaw (Istituto Rockfeller) notarono una contrazione ritmica degli oligodendrociti (cellule appartenent alle nevroglia del SNC);
  • Leland e Clarke osservarono delle pulsazioni continue, che si verificano nelle strutture più sottili del cervello, caratterizzate da onde cicliche di 8-12 minuti, non correlate nè alla frequenza cardiaca nè a quella respiratoria. Inoltre sostennero anche loro la teoria sul movimento ritmico degli oligodendrociti;
  • Boswher, grazie alla sue ricerche, confermò le variazioni di pressione del LCR, ma ammise anche che ancora molti dubbi sono da sciogliere sulla fluttuazione del liquor, dato che il sistema è, di per sè, particolarmente difficile da studiare, la stessa esplorazione modifica le condizioni idrodinamiche nella quale essa si attua normalmente;
  • Sutherland osservò il LCR in condizioni fisiologiche, nel proprio ambiente naturale e notò che la fluttazione non solo esiste, ma possiede due chiare caratteristiche:

– potenza fisica (energia) che agisce in tutto il corpo come un “meccanismo idrodinamico” ;

-potenziale elettrico che presenta fasi positive e negative.

Entrambe sono intimamente connesse con la motilità del SNC.

E’ possibile avvalorare quest’ultima ipotesi con la percezione degli impulsi ritmici presenti in tutti i cranii umani. La media fisiologica è compresa tra i 10/14 cicli al minuto. Questo fenomeno è chiamato impulso ritmico craniale.

 Tecniche osteopatiche che agiscono sulla fluttuazione del liquor

Le tecniche che influenzano la fluttuazione del LCR sono:

  • compressione del IV ventricolo;
  • Mobilizzazione dei temporali (Rotolamento simmetrico o asimmetrico) NB. Nel simmetrico si effettua la rotazione esterna in concomitanza alla flessione cranica. È possibile effettuare tale rotolamento in accelerazione o in rallentamento (questo meccanismo lavora sulla fluttuazione longitudinale). NB. Nell’asimmetrico, ovvero rotazione esterna in estensione cranica, serve a rilanciare la fluttuazione trasversale, chiamato anche PUSSY FOOT.

Fluttuazione longitudinale: Nel valutare la fluttuazione è necessario stabilire un contatto con essa ma non modificarla, quindi il tatto deve essere molto delicato.

Compressione del IV ventricolo o ritardo: Esso viene usato per rilanciare la fluttuazione longitudinale, anche se altri autori affermano che rilancia sia la longitudinale che la trasversale. Il IV ventricolo viene compresso per rilanciare la fluttuazione del LCR. L’applicazione può essere fatti agli angoli posteriori delle ossa parietali, ai processi mastoidei dei temporali, ma è preferibile che la compressione sia applicata sul sovra-occipite, appena medialmente agli angoli laterali, per avere effetto sui centri fisiologici del corpo, posti nel pavimento del IV ventricolo. L’intento di tale tecnica è quello di rallentare la fluttuazione al punto tale da favorire l’interscambio attraverso i fluidi corporei. Quindi non ha un effetto soltanto ai centri nervosi del pavimento del IV ventricolo, ma ho un’azione sistemica. Come appena detto la reazione è sistemica e i brevi colpi ritmici del diaframma agiscono sulla cisterna del pequet, sul dotto toracico e su tutte le fasce del corpo. Nella compressione dei bordi laterali del sovra-occipite, l’osso viene portato ad una leggera compressione. In questo modo gli angoli laterali si avvicinano verso l’interno. Tutto questo agisce sul tentorio che si trova sopra il cervelletto. In questo caso il tentorio agisce sul cervelletto creando una rotazione dello stesso andando a creare un sollevamento del IV ventricolo attraverso l’azione del peduncolo cerebellare medio in diretto contatto con lo stesso. Tale peduncolo solleverà il ponte e il midollo al di sotto del pavimento. Il ventricolo viene trazionato verso l’alto creando una diminuzione del diametro antero-posteriore. La tecnica ha un’azione Parasimpaticotonica. Ma è più corretto dire che agisce sulla distonia neurovegetativa, essa crea un equilibrio a livello neurovegetativo.

Indicazioni alla tecnica:

  • Astenia;
  • Stati ortosimpaticotonici;
  • Compressione della SSB;
  • Ipertensione;
  • Stimolare le contrazioni uterine;
  • Infezioni acute.

Controindicazioni:

  • Epilessia;
  • Asma cardiaco;
  • Ipotensione;
  • Bradicardia;
  • Traumi cranici-cervicali;
  • Colpi di frusta recenti;
  • Asma in crisi acuta;
  • Gravidanza a termine;
  • Stati parasimpaticotonici e vagali;
  • Stati depressivi o depressioni nervose.

Attenzione, nell’esecuzione della tecnica non bisogna andare sulla mastoide, sul temporale o sui parietali.

Ventricoli cerebrali

Il sistema ventricolare è formato da quattro cavità :

  • Due laterali (I-II) appartenenti agli emisferi telencefalici;

  • Terzo ventricolo appartenente al diencefalo;

  • Quarto ventricolo appartenente al romboencefalo (ponte e midollo allungato);

Sono ricoperti, come il canale ependimale, da una membrana ependimale che origina dall’ectoblasto embrionale.

 Fisiologia osteopatica

Durante la fase si inspirazione cranica (espansione) si ha un aumento del diamentro trasversale del cranio e un leggero allontanamento posteriore che determina il rilasciamento dei ventricoli laterali con una variazione della pressione intraventricolare che favorisce “l’aspirazione” dell’essudato a livello dei plessi coroidei. Viene dunque rilasciato liquor all’interno della cavità ventricolare.

Durante la fase di ritorno (espirazione cranica), i ventricoli laterali si restringono e ciò spinge il liquor verso il III ventricolo.

Il IV ventricolo, invece, si rilassa durante l’inspirazione, favorendo il richiamo del flusso a monte, mentre l’oscillazione anteriore della squama occipitale durante l’espirazione cranica, associata all’aumento del diametro antero-posteriore, restringe il ventricolo e spinge il LCR verso valle, ovvero verso il canale ependimale e verso le cisterne subaracnoidee.

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Bibliografia:

  • CAPOROSSI R., PEYRALADE F.: Traité pratique d`ostéopathie cranienne, Editions S.I.O. De Verlaque, France, 1992;
  • UPLEDGER J. E.: Terapia cranio-sacrale, Ed. Marrapese, Roma, 1997.

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