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GABBIA TORACICA: VISIONE OSTEOPATICA

Alla gabbia toracica si unisce anche la clavicola, che anatomicamente è associata unicamente all’arto superiore. In osteopatia oltre ad essere collegata all’arto superiore è inglobata anche nella gabbia toracica definita come K0.

In Osteopatia le coste si suddividono in maniera differente rispetto alla medicina allopatica.

Esse sono suddivise in 4 blocchi:

  1. 1 e 2 costa;
  2. 3 4 5;
  3. 6 7 8 9 10;
  4. 11 12.

Per l’anatomia delle coste, visionare il seguente articolo, clicca QUI

Gabbia toracica

By OpenStax College – Anatomy & Physiology, Connexions Web site. http://cnx.org/content/col11496/1.6/, Jun 19, 2013., CC BY 3.0,

Fontehttps://commons.wikimedia.org/

Articolazioni della gabbia toracica

L’articolazione condro-costale si presenta come un articolazione conica molto ellissoidale che impedisce la possibilità di rotazione lungo l’asse principale.

L’articolazione condro-sternale invece può avere un certo margine di scivolamento antero-posteriore ma per niente un movimento rotatorio.

L’articolazione costo-somatica e costo-trasversaria sono delle artrodie. Nei diversi distretti toracici le articolazioni citate sono su un asse differente. Le superiori hanno un movimento supero-inferiore, infatti l’asse delle superiori è para frontale, mentre nelle articolazioni inferiori l’asse è maggiormente sul piano sagittale che crea un movimento laterale. Quindi superiormente si ha movimento a braccio di pompa e inferiormente a manico di secchio.

Il passaggio di movimento e un passaggio graduale, nella porzione centrale si ha un movimento risultante a compasso. Nel manico di secchio si ha un aumento del diametro trasversale.

Nella inspirazione la parte cartilaginea subisce una deformazione in torsione, mentre in espirazione, la gabbia toracica ha un ritorno elastico (non interviene nessun muscolo). Durante l’alzamento dello sterno in inspirazione, la parte posteriore delle coste, quella adesa alle vertebre, rimane molto fissa, di conseguenza è obbligatorio che ci sia una torsione delle porzioni cartilaginee che legano la costa allo sterno.

Nel caso delle scoliosi la gabbia toracica subisce delle deformazioni. Le scoliosi seguono la 1° legge di fryette.

Se la vertebra ruota a destra, porta in dietro e infuori la costa a destra. Quando si ha una modificazione del corpo vertebrale nelle scoliosi, ci fa pensare che la scoliosi è avvenuta durante il periodo accrescitivo.

Movimenti

I movimenti sono rappresentati da:

  • Inspirazione;

  • Espirazione;

  • Adattamenti;

Adattamenti gabbia toracica in relazione alla rotazione vertebrale. Se ruotiamo la vertebra a destra si crea una deformazione nella parte prossimale della costa aumentando la sua concavità, mentre anteriormente diminuisce la concavità proporzionalmente alla concavità della parte prossimale. Viceversa avviene a sinistra. Quindi in rotazione destra aumenta il diametro obliquo sinistro anteriormente e destro posteriormente e diminuisce il diametro obliquo destro anteriormente e sinistro posteriormente. Possiamo accomunare, paragonare il movimento di flesso estensione vertebrale al movimento di braccio di pompa della gabbia toracica. Infatti in flessione si ha una chiusura della gabbia toracica e in estensione si ha un apertura della gabbia toracica.

Nel braccio di pompa la costa si alza in toto, la parte anteriore si alza di più dell’angolo costale, la parte posteriore si abbassa invece. Nel braccio di pompa aumenta il diametro antero-posteriore. Questo movimento permette una maggiore ventilazione nella zona medio alta dei polmoni a livello delle prime 3 vertebre toraciche e in parte sul lobo medio del polmone destro.

Nel manico di secchio il movimento maggiore è lateralmente, esso fa si che il movimento più ampio avvenga nella parte intermedia della costa, facendo si che ci sia maggiore ventilazione nel lobo inferiore e medio dei polmone. E’ possibile associarlo alla lateroflessione vertebrale.

Se facciamo un side destro sul piano posturale le coste in inspirazione sono quelle di sinistra, mentre sul piano del movimento, le coste inspiratorie saranno quelle di destra, perchè saranno quelle più mobili rispetto alle controlaterali aperte in modo massimale.

Quando i 2 movimenti si incontrano nelle coste intermedie il movimento risultante sarà a compasso.

Durante l’inspirazione, l’inclinazione fisiologica delle coste diminuisce portandole in orizzontali, così facendo aumenta il diametro antero-posteriore e il latero-laterale. Ovviamente questa orizzontalizzazione è accompagnata da una estensione vertebrale. Si ha anche una risultante rotazione esterna di tutto l’arco costale, sarà più prominente anteriormente e meno posteriormente. Questo movimento risultante sarà più spiccante a livello di D4-D5-D6.

Durante l’espirazione avviene il discorso inverso.

Movimento a compasso Puro: Si verifica sulle coste fluttuanti.

Spesso le coste vanno in disfunzione in gruppo. Abbiamo 2 disfunzioni:

  • Ha facilità a salire in inspirazione e difficoltà a scendere in espirazione;

  • Ha facilità a scendere in espirazione e difficoltà salire in inspirazione;

Andando in disfunzione in gruppo in genere in 3, si agisce sulla costa più alta nelle disfunzione in inspirazione, mentre agiamo su quella più bassa nelle disfunzioni in espirazione. Si ha un effetto domino. Sistemando una costa, le altre la seguono normalizzandosi.

Per avere una migliore normalizzazione delle coste sarà utile seguire le caratteristiche del livello costale corrispondente. Se vanno in disfunzione quelle che si muovono a braccio di pompa sarà più facile andare a lavorare anteriormente, su quelle che si muovono a manico di secchio sarà meglio andare ad agire a livello laterale delle coste poichè in questo caso esse si muoveranno maggiormente nella loro porzione laterale.

Abbiamo diversi test:

  • Test visivo;

  • Test di rimbalzo;

  • Test di respirazione;

  • Test meccanico;

ARTICOLI CORRELATI

1° - 2° costa

Coste

Rachide

Bibliografia:

  • I. A. Kapandj, Anatomia funzionale, Monduzzi VI/2011;
  • Maurice Audouard, Osteopatia la colonna vertebrale, Marrapese 1997;
  • G. Anastasi – G. Balboni, Trattato di Anatomia umana, Edi-Ermes IV 10/2006;

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