EPILESSIA: DEFINIZIONE E RICONOSCIMENTO

Indice

  1. Definizione;
  2. Epilessia e crisi epilettiche;
  3. Suddivisione delle epilessie;
  4. Crisi generalizzate e parziali;
  5. Piccolo male e grande male;
  6. Caratteristiche principali delle crisi;
  7. Diagnosi differenziale;
  8. Come assistere un paziente epilettico;
  9. Stato di male epilettico;
  10. Convulsioni febbrili.

Sindrome neurologica complessa, caratterizzata dal periodico ripetersi di manifestazioni psicofisiche improvvise. Essa è causata da una scarica abnorme ed incontrollata di alcuni gruppi neuronali. Essa può verificarsi in diversi modi, infatti, vengono chiamate epilessie e non epilessia.

Crisi epilettiche

Diritto d’autore: pitju / 123RF Archivio Fotografico

Differenza tra epilessia e crisi epilettiche

  • Una crisi epilettica è un episodio breve e temporaneo di un disturbo dell’attività elettrica cerebrale;

  • L’epilessia è una malattia caratterizzata dal ripetersi di crisi epilettiche.

Il cervello è la fonte dell’epilessia. La crisi epilettica si ha quando un gruppo di cellule nervose inizia a scaricare in modo eccessivo ed incontrollato. Questi neuroni, sono iper eccitabili per diverse motivazioni:

  • Intrinseche (causa genetica). Le cause genetiche sono principalmente correlate a cause primarie o idiopatiche, a malattie degenerative come alzheimer, demenza senile, o a disturbi prenatali dello sviluppo cerebrale;

  • Acquisite (abuso di alcool, ipoglicemia nei pazienti diabetici);

  • Fisiche o patologiche (trauma cerebrale, ictus, lesioni cerebrali).

Nel 70% dei casi, la causa dell’epilessia non è nota, il restante 30% è legato a cause note:

  • Trauma cranico;

  • Meningiti;

  • Tumori cerebrali;

  • Malattie cerebrovascolari sia ischemi che emorragiche;

  • Etc.

NB. Il sangue, fuori dai vasi sanguigni è un agente irritante. I pazienti epilettici devono evitare stimolazioni luminose intermittenti, TV, alterazioni del ciclo sonno veglia, alcool, droge, etc.

Suddivisione delle epilessie

In base alla loro origine/causa, le epilessie possono essere suddivise in:

  • Idiopatiche o primarie;

  • Somatiche o secondarie;

  • Criptogenetiche.

 Primarie o Idiopatiche

Sono la maggioranza e si riconosce quasi sempre la causa genetica. Sono crisi epilettiche dove non si trovano motivazioni che possano spiegare la patologia. Solitamente queste crisi rispondono bene alla terapia e possono anche regredire. Nelle crisi idiopatiche è presente il Grande male (trattato successivamente nell’articolo).

 Secondarie o Somatiche

Sono derivanti da altre patologie. In pratica queste epilessie secondarie, non sono altro che sintomi, segni di un problema sottostante. Più ci allontaniamo dall’età giovanile e maggiore è la gravità delle epilessie poichè derivano da altre patologie come traumi cranici, tumori cerebrali, esisti di interventi chirurgici al cervello, ictus ischemico o emorragico, morbo di alzheimer, demenze senili, disordini metabolici, insufficienza renale, epatica, respiratoria, etc.

 Criptogenetiche

Sono la minoranza. L’origine non è nota, ma si suppone derivino da alterazioni strutturali del cervello (alterazioni neurologiche). Esse si verificano durante l’infanzia e spesso non sono un buon segno per il paziente.

Crisi generalizzate e parziali

Le crisi epilettiche di differenziano in:

  • Generalizzate;

  • Parziali.

Le generalizzate indicano il coinvolgimento di tutto il cervello e causano la perdita di coscienza del paziente. I pazienti si presentano con assenze e crisi tonico-cloniche. Quindi si ha una perdita di coscienza, perdita della postura e presenza di spasmi ritmici degli arti.

Nelle crisi generalizzate le manifestazioni motorie sono bilaterali. Esse si dividono in:

  • Piccolo male: crisi generalizzata, caratterizzata da improvvisa perdita di coscienza con arresto motorio, il tono posturale è mantenuto, il paziente risulta inaccessibile, spesso attonito. La crisi termina bruscamente e il paziente non risulta confuso. Questa crisi generalizzata ha una durata breve, spesso <10 secondi. Durante la crisi di piccolo male sono possibili fini clonie degli arti, minime alterazioni del tono posturale. Tale crisi può ricorrere a grappolo (più crisi in poco tempo);

  • Grande male: crisi tonico-clonica. A volte possono essere precedute da auree. La perdita di coscienza spesso può essere accompagnata da un grido. L’urlo è dovuto ad una contrazione perentoria dei muscoli respiratori che provocano appunto l’urlo. La mandibola risulta serrata, gli arti rigidi e pugni solitamente chiusi. Nel grande male, dato l’interessamento dei muscoli respiratori, il paziente va in arresto respiratorio, esso risulta cianotico. A questa fase segue quella clonica, ovvero movimenti convulsivi dei quattro arti, si ha perdita di saliva, variazione della frequenza cardiaca e perdita del controllo degli sfinteri. Il paziente riprende coscienza in modo confuso e rallentato. Questa crisi risulta la più spaventosa per via dell’urlo provocato dall’interessamento dei muscoli respiratori, ma essa presenta una prognosi migliore rispetto alle altre epilessie.

Le parziali coinvolgono solo una porzione del cervello. Esse includono la perdita o alterazione della coscienza. Nella perdita di coscienza si parla di crisi parziali complesse.

Nelle crisi parziali semplici i sintomi semplici sono:

  • Alterazione del linguaggio (disfasia);

  • Alterazioni della memoria (dismnesia);

  • Stati di sogno (sintomi cognitivi);

  • Paura, depressione, pensieri erotici (sintomi affettivi);

  • Allucinazioni.

Le crisi parziali complesse attraversano 3 fasi:

  1. Aurea: equivalente ad una crisi parziale semplice;

  2. Alterazione parziale o completa della coscienza;

  3. Automatismi, attività motorie involontarie durante l’alterazione dello stato di coscienza:

  • Oro-alimentari (il paziente inizia a masticare e salivare);

  • Mimici (espressioni particolari);

  • Gestuali (movimenti ritmici come camminare in cerchio o iniziare a correre);

  • Verbali (produzione di suoni privi di significato);

  • Comportamento violento.

Caratteristiche principali delle crisi epilettiche

Le crisi epilettiche tendono ad avere un inizio e una fine brusca, l’attività neuronale è abnorme. Solitamente il gruppo di cellule scarica in maniera sincrona. Alcune crisi sono precedute da sensazioni (auree). Le auree possono passare dal sentire un odore sgradevole, all’intorpidimento della mano. Il risvolto negativo di queste sensazioni è che i pazienti conoscendo tali auree, iniziano a fare molta attenzione alle proprie sensazioni, vivendo così nell’angoscia. Ogni sensazione sgradevole, viene vista dal paziente come l’aurea che precede l’epilessia, quando invece su 10 sensazioni sgradevoli, l’aura che precede l’epilessia potrebbe essere soltanto 1 se non nessuna.

Diagnosi differenziale

La diagnosi differenziale non è molto semplice. Bisogna escludere:

  • Sincope (vaso-vagale, cardiaca, posturale);

  • TIA (può manifestarsi accompagnata dall’attacco epilettico o no);

  • Emicrania;

  • Amnesia globale transitoria;

  • Disturbi vestibolari;

  • Attacchi di panico;

  • Iperventilazione,

  • Allucinazioni psicotiche e illusioni.

Bisogna fare molto attenzione alle patologie elencate perchè, spesso le crisi epilettiche, presentano sintomatologie molto simili.

Bisogna fare Diagnosi Differenziale!

Come assistere un paziente epilettico

L’assistenza di un paziente epilettico richiede soltanto piccoli accorgimenti:

  • Spostare il paziente da posizioni pericolose;

  • Non cercare di fermare le clonie;

  • Non infilare nulla in bocca.

Dopo la crisi posizionare il paziente su un fianco per aiutarlo a respirare. È possibile posizionarlo anche in posizione seduta di sicurezza. Generalmente viene preferita la posizione sul fianco, poichè dopo la crisi il paziente risulta ipotonico con la lingua che arretrata in faringe.

Stato di male epilettico

Lo stato di male epilettico è la condizione in cui:

  • La crisi epilettica è continua (dura più di 5 min). Tale stato è un segnale prognostico sfavorevole;

  • Il paziente continua ad avere una crisi dietro l’altra con un intervallo di tempo inferiore ai 30 min.

Esiste uno stato di male epilettico generalizzato o stato di male epilettico parziale. Lo stato di male epilettico può durare giorni e settimane. La prognosi per chi è in stato di male epilettico è buona, tale stato non mette in pericolo la vita del paziente.

Convulsioni febbrili

Sono crisi generalizzate di tipo tonico-cloniche in corso di febbre in bambini neurologicamente normali. Essi hanno una prognosi favorevole e presentano un EEG normale.

Convulsioni febbrili

Sono crisi generalizzate di tipo tonico-cloniche in corso di febbre in bambini neurologicamente normali. Essi hanno una prognosi favorevole e presentano un EEG normale.

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Bibliografia:

  • Enciclopedia Treccani, www.treccani.it;
  • Appunti personali.

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