LE VERTIGINI: COSA SONO E COME RICONOSCERLE

Indice

  1. Definizione;
  2. Anamnesi;
  3. Cause;
  4. Disturbi connessi alle vertigini;
  5. Tipi di vertigine;
  6. Vertigine periferica (tipo oggettivo);
  7. Vertigine centrale (tipo soggettivo);
  8. Fattori favorevoli le vertigini;
  9. Sintomi associati;
  10. VPPB vertigine parossistica posizionale benigna;

Le vertigini sono disturbi della sensibilità spaziale, dove l’interessato ha la sensazione di spostamento del proprio corpo rispetto all’ambiente esterno (vertigine soggettiva), o dell’ambiente rispetto al proprio corpo (vertigine oggettiva).

È molto difficile, per non dire insolito, che un paziente si rivolga al proprio medico o terapeuta utilizzando il termine vertigine. Spesso i disturbi riguardanti la testa o perdita di equilibrio durante la deambulazione, vengono descritti o riportati come capogiri. È, quindi, molto importante eseguire un’accurata anamnesi. Lo scopo è quello di fare diagnosi differenziale tra la lipotimia e le vertigini. Le vertigini rappresentano un sintomo di riscontro frequente nella pratica clinica e il suo inquadramento diagnostico è molto difficile.

Le vertigini

By Reuschp at the German language Wikipedia, CC BY-SA 3.0.

Fontehttps://commons.wikimedia.org/

Anamnesi delle vertigini

Bisogna indagare su:

  • Come sono insorte e quanto sono durate le vertigini;
  • Tipologia di vertigine→soggettiva od oggettiva;
  • Quante volte è già successo;
  • Se riesce a stare in piedi o se tende a cadere durante l’episodio;
  • Indagare se il paziente preferisce una determinata postura durante l’episodio;
  • Assunzione di farmaci o alcool;
  • Se la causa è traumatica o no.

Oltre a queste specifiche domande è opportuno chiedere:

  • Il tono di umore del paziente;
  • Se il paziente soffre di insonnia;
  • Tremore delle mani;
  • Se il paziente è ipoteso;
  • Uso di farmaci antipertensivi;
  • Ovattamento, sensazione di orecchio pieno;
  • Recenti infezioni alle vie respiratorie.

Possibili cause

  • Ansia;
  • Ipotensione posturale;
  • Fatica;
  • Effetto collaterale di farmaci;
  • Compressione nervosa delle radici cervicali.

Le vertigini presentano una sensazione di rotazione associata ad un deficit di equilibrio e sintomi neurovegetativi come:

  • Nausea;
  • Vomito;
  • Pallore;
  • Tachicardia;
  • Sudorazione fredda.

 Disturbi connessi

Oltre ai disturbi sopracitati, ne abbiamo altri che possono essere associati alle vertigini:

  • Oscillopsia→disturbo dove si ha la percezione di costante movimento dell’ambiente circostante, solitamente il disturbo è legato ad un problema del sistema vestibolare che non mantiene l’immagine stabile durante i movimenti del corpo;
  • Pseudo vertigini psicogene→frequentissime, sensazioni di perdita di equilibrio riferite da persone ansiose o depresse, può capitare in pazienti con sindromi di iperventilazione o sintomi da crisi d’ansia;
  • Disequilibrio→sensazione di mancanza di equilibrio dovuta alla perdita del normale controllo posturale, può essere dovuto a diverse problematiche ma si manifesta quando viene effettuato un cambio posturale o durante la deambulazione o spostando il capo. Più raramente può verificarsi in condizioni statiche.

NB. Spesso sensazioni come testa piena o vuota o confusa, diplopia, difficoltà a concentrarsi, perdita di coscienza con caduta a terra, possono essere confusi come sintomi derivanti da vertigini, ma in realtà sono sintomi da depressione e ansia.

Le vertigini sono di due tipologie

Le vertigini possono avere due tipi di origini:

  • Periferica (oggettiva);
  • Centrale (soggettiva).

La soggettiva è più rara e si ha quando la sensazione del paziente è quella di girare rispetto all’ambiente che lo circonda. L’oggettiva è più frequente e si ha quando la sensazione del paziente è quella di percepire l’ambiente come se stesse girando.

Vertigine periferica (tipo oggettivo)

Nella vertigine periferica il problema è da ricercare nel sistema vestibolare. Essa si presenta:

  • Carattere rotatorio;
  • Associata a fenomeni neurovegetativi;
  • Frequente compromissione uditiva;
  • Disturbo che si risolve in poco tempo.

Esempi di vertigine periferica

Cause della vertigine periferica acuta

  • Labirintite;
  • Zoster auricolare→disturbo dovuto alla varicella. Il virus zoster rimane nei gangli per poi manifestarsi successivamente.

Vertigine centrale (tipo soggettivo)

Nella vertigine centrale il problema è da ricercare nel cervelletto e/o tronco encefalico.

L’insorgenza è subdola, non acuta. Essa si presenta con quadri remissivi che si alternano a quadri peggiorativi. Non si presenta con fenomeni neurovegetativi associati, non ci sono deficit uditivi, ma concomitano turbe neurologiche e difficilmente si riesce a compensare il deficit.

Possiamo avere diversi danni neurologici che portano ad una vertigine soggettiva:

  • Danno cerebello-pontino→sensazione fastidiosa al volto, dovuta al fatto che il V nervo cranico risulta interessato, inoltre il paziente presenterà disartria e incoordinazione;
  • Danno al tronco encefalo→emiparesi, deficit dei nervi cranici, perdita di coscienza;
  • Danno della corteccia→perdita di coscienza, alterazioni olfattive, gustative, allucinazioni, emiparesi transitorie.

Fattori favorevoli le vertigini

  • Assunzione di farmaci;
  • Variazione della pressione arteriosa;
  • Infezioni virali.

Sintomi associati

  • Cocleari→ipoacusia, acufeni. In questo caso si parlerà di vertigine di tipo oggettivo;
  • Neurologiciemicrania, cefalea, paralisi dei nervi cranici causati da ictus. In questo caso si parlerà di vertigini di tipo soggettivo.

VPPB vertigine parossistica posizionale benigna

 

Essa è solitamente idiopatica e generalmente si risolve spontaneamente dopo settimane o mesi. Essa è solitamente scatenata dalla posizione sdraiata. La VPPB o cupololitiasi, è causata dal distacco di cristalli di ossalato di calcio, conosciuti come otoliti, otoconi, canaliti o dendriti otoconali che si trovano all’interno del labirinto dell’orecchio. Gli otoliti sono posizionati sulla macula, area specializzata di epitelio sensoriale, dell’utricolo e del sacculo. La macula è ricoperta in realtà da una membrana, membrana otolitica, sulla quale sono posizionati diversi cristalli, appunto gli otoliti. Tali strutture hanno la funzione di modificare la densità della membrana rispetto l’endolinfa e sono impiegati nelle accelerazioni anteroposteriori o lineari (su-giù). Nella vertigine parossistica posizionale benigna, tali cristalli si staccano dalla loro sede e viaggiano con l’endolinfa. Infatti, il reperto istologico è caratterizzato dalla presenza di corpuscoli con un peso specifico maggiore da quello dell’endolinfa. Tali cristalli si posizionano frequentemente nella porzione non ampollare del canale semicircolare posteriore (i canali semicircolari hanno la funzione di rispondere alle accelerazioni angolari grazie alla forza inerziale che esercita l’endolinfa sulla cupola nelle ampolle).

Le vertigini sono innescate da movimenti paralleli al piano dell’asse del canale semicircolare. La corrente endolinfatica modifica lo stato funzionale delle cellule cigliate del recettore ampollare (vengono eccitate o inibite). Questo meccanismo provoca la sindrome vestibolare caratterizzata dalla vertigine.

vertigine parossistica posizionale benignaBy OpenStax College – Anatomy & Physiology, Connexions Web site. http://cnx.org/content/col11496/1.6/, Jun 19, 2013., CC BY 3.0.

Fontehttps://commons.wikimedia.org/

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Bibliografia:

  • Gray – Drake, Anatomia del Gray, Elsevier Masson 2009;
  • Enciclopedia Treccani, www.treccani.it;
  • G. Anastasi – G. Balboni, Trattato di Anatomia umana, Edi-Ermes IV 10/2006;
  • Dan L. Longo, Harrison. Principi di medicina interna, il manuale, McGraw-Hill XVII Edizione.

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