ANCA: DISFUNZIONE IN ADDUZIONE

Nella disfunzione anca in adduzione il paziente si presenta con dolore che va dall’inguine al gran trocantere del femore. L’arto si trova maggiormente in adduzione e presenta una mobilità limitata in abduzione. Generalmente la disfunzione è causata da un trauma rappresentato da una caduta sulla faccia esterna dell’arto inferiore (coscia).

Trattamento della disfunzione anca in adduzione

Paziente in posizione supina. L’operatore si pone omolaterale alla disfunzione e rivolto verso la porzione craniale del paziente. Dato che l’arto è limitato nell’abduzione, creiamo una iniziale abduzione, ovvero poniamo leggermente l’arto inferiore fuori dal lettino. Con la mano interna si prende contatto con la faccia interna del terzo distale di femore, con la mano esterna si prende contatto con il gran trocantere del femore. Lo scopo è quello di far guadagnare all’anca la libertà di movimento di abduzione. Con le mani posizionate, facciamo pressione per ridurre lo slac, ovvero per arrivare al limite di mobilità in abduzione. La mano interna spingerà verso l’esterno e la mano esterna verso l’interno (linea mediana del paziente). Una volta ridotto lo slac, si chiederà una inspirazione seguita da una espirazione. Durante l’espirazione si darà un thrust propriocettivo.

Disfunzione anca in adduzione

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Bibliografia:

  • Maurice Audouard, Osteopatia l’arto inferiore, Marrapese 1997;
  • Appunti personali;
  • Esperienza personale.

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