Last updated on Aprile 5th, 2020 at 12:42 pm

Il Test dei Rotatori interroga la catena della statica e la catena della dinamica per individuare rispettivamente disfunzioni discendenti o ascendenti.

Questo test prende in considerazione il deficit di intrarotazione di un arto rispetto al controlaterale, quindi interroga la tonicità degli extrarotatori dei due arti mettendoli a confronto. Viene anche chiamato Test del pirifirome poiché, esso è l’extrarotatore principale dell’anca. Il Test dei Rotatori dell’Anca è utilizzato per distinguere se la sindrome posturale è ti tipo ascendente, discendente, mista o cranio-sacrale.

In tale test viene preso in considerazione il deficit di intrarotazione dell’arto inferiore.

Test dei rotatori: come si esegue il test?

Il paziente viene posizionato in decubito supino, l’operatore ai piedi del paziente, prende contatto con la sua articolazione tibiotarsica, la blocca creando un leggero valgismo ed effettua l’intrarotazione. Qualora un arto dovesse avere un grado di intrarotazione inferiore rispetto al controlaterale, per esempio l’arto destro, proseguiamo con la normalizzazione di tale deficit usando gli arti superiori del paziente in questo modo:

  • Arto superiore omolaterale al deficit di intrarotazione sulla spalla controlaterale per indagare su una problematica di tipo discendente;

  • Arto superiore controlaterale al deficit di intrarotazione dietro la nuca per indagare su una problematica di tipo ascendente.

NB. procedimento mentale per evitare di dimenticare in quale posizione del braccio si interroga la catena della dinamica (ascendente) e la catena della statica (discendente). Basta ricordare che, posizionando l’arto controlaterale al deficit dietro la nuca, viene esposta l’ascella del paziente quindi si indagherà su una problematica ascendente (ascella=ascendente). Posizionando l’arto omolaterale sulla spalla controlaterale al deficit di intrarotazione, le strutture formeranno una D, quindi si indagherà su una problematica discendente.

Se il deficit di intrarotazione normalizza in tutti e due i casi siamo davanti ad una disfunzione mista.

In definitva il test dei rotatori si basa sull’inibizione del piriforme attraverso le manovre descritte precedentemente. Otet afferma che con tali manovre, si va ad inibire con un azione neurologica il piramidale (piriforme) del lato dove l’arto inferiore ruota meno.

Variante del test con scafoide e cuboide

Esiste una variante del test. Al fine di evitare di spiegare il procedimento al paziente ed essere anche più veloci nell’esecuzione dello stesso, è possibile interrogare le diverse catene andando ad inibire lo scafoide del tarso dell’arto omolaterale al deficit di intrarotazione ed il cuboide dell’arto controlaterale al deficit di intrarotazione. Scafoide=braccio omolaterale (problematica discendente), cuboide=braccio controlaterale (problematica ascendente).

Angelo Terranova

Angelo Terranova

Fondatore di OsteoLab, Autore

Ciao, mi chiamo Angelo Terranova e sono un Osteopata. La mia passione per l’osteopatia mi ha portato nel 2015 a fondare OsteoLab che, insieme ad alcuni fidati colleghi, mi impegno a mantenere sempre aggiornato.

0 commenti

Invia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Spero che l’articolo sia stato di tuo gradimento.

👇Qui sotto avrai la possibilità di votare l’articolo e di condividerlo con i tuoi amici 👇