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23 Luglio 2016

Tecnica V-spread

V-Spread significa diffondere, propagare ma anche stendere, dispiegare, srotolare. La tecnica fu scoperta casualmente da Sutherland ed attualmente non ha una spiegazione razionale riguardo il suo meccanismo d’azione. Viene usata per liberare le suture craniche sfruttando o i liquidi o sfruttando la meccanica. Per liberare una determinata sutura, bisogna posizionarla tra le 2 dita (indice e medio) e nella parte opposta posizionare le dita della mano controlaterale. Lo scopo è mettere in comunicazione le 2 mani attraverso la pressione di una verso l’altra. Bisogna sentire l’onda che passa da una mano all’altra. La tecnica si basa sulla tipologia della percezione dell’onda che arriva sulla sutura in esame. Se la sutura è in restrizione, abbiamo la sensazione di impatto duro, se non dovesse essere in restrizione, l’arrivo dell’onda è gradualedelicato.

V-spread

Secondo l’applicazione classica data dal Magoun, l’azione di questa tecnica è generata dalla fluttuazione, diretta dalle dita del terapeuta, dell’onda del LCR verso la zona sottoposta a restrizione di mobilità. Quest’onda, venendo ad urtare la mobilità, riesce a provocare la sua liberazione e il ripristino dell’armonia del movimento. La percezione di rimbalzo e di ritorno dell’onda conferma la restrizione di mobilità.

Secondo il Caporossi, il LCR non è l’agente correttivo principale. Esso è un fluido passivo e la mobilità di tale fluido è dato dalla forza di pressione motrice che viene impressa dall’operatore. I liquidi essendo incomprimibili trasmettono essenzialmente la trasmissione fisica delle forze. Tali forze sono situate a livello delle masse cerebrali e derivano dall’MRP. I movimenti si trasmettono tramite 2 componenti:

  • Idraulica attraverso il LCR;
  • Meccanica tramite le MTR.

Il movimento osseo è derivante dal movimento membranoso dipendente dal movimento stesso delle masse cerebrali e sinergico con il movimento fluidico. Le 2 mani contrapposte vanno a creare un asse, asse rafforzato dalla presenza delle MTR. Esse sono il vettore tramite il quale si attua la liberazione della restrizione di micromobilità. Le forze idroninamiche (derivate dalla presenza del LCR), accentuano, potenziano e completano la liberazione della zona in esame.

V-spread: scopo della tecnica

La tecnica V-Spread viene utilizzata:

  • A scopo diagnostico→(Prima fase) il polpastrello dell’indice e del medio sono in contatto con le parti ossee, da una parte e dall’altra della sutura da testare a circa 5-10 mm dalla sutura stessa. L’altra mano ha il palmo dalla parte opposta della sutura da testare. Upledgerparla di un numero variabile di dita, da uno a cinque. In questa prima fase si testa la mobilità articolare e il MRP;
  • A scopo correttivo→(Seconda fase) sincronizzarsi con il ritmo generale del MRP. Focalizzare la sua percezione sui 2 poli dell’asse creato dalle 2 mani. Fare attenzione alla consistenza dei tessuti para-suturali, essi saranno più densi del normale. In condizioni fisiologiche si verifica→a livello del palmo della mano opposta alla sutura un ritmo e ampiezza di pulsazione del MRP soddisfacenti; A livello delle dita para-suturali un ritmo e un’ampiezza di pulsazione del MRP sincroni e uguali qualitativamente. In condizioni non fisiologichesi può verificare una netta restrizione di mobilità a livello delle dita. Si sente un’asincronia del battito rispetto al MRP. In questo frangente è opportuno valutare i parametri qualitativi e quantitativi del battito. Qualitativo→prima ritorna la convessità nel palmo, maggiore è la tensione meccanica e maggiore sarà la restrizione della sutura; Quantitativa→più il battito sarà intenso, maggiore sarà la restrizione.

Esecuzione della tecnica

Dopo aver localizzato la zona con maggiore restrizione, posizionarsi con le dita (indice e medio) sulla sutura in restrizione. Le dita sono posizionate parasuturalmenteIndurre un leggero disimpegno delle porzioni ossee che compongono la sutura (diastasare i 2 compartimenti ossei), adeguarsi al MRP e con il palmo o le dita opposte alla sutura, creare una leggera contro-forza che crea un battito atto a raggiungere la sutura in restrizione.

NB. La contro-forza non deve alterare il MRP. La contro-forza deve essere ritmica e si effettua ad ogni ciclo in direzione della sutura in restrizione.

Dopo una serie di cicli, se la tecnica è eseguita correttamente, le due dita disposte parasuturalmente, iniziano a percepire una diminuzione della densità ed un aumento della mobilità delle ossa con cui prendono contatto. Questo movimento aumenterà di quantità e qualità in concomitanza della diminuzione del battito percepito sulla mano opposta. La tecnica viene terminata una volta che il battito sarà sparito.

 

Bibliografia:

  • CAPOROSSI R., PEYRALADE F.: Traité pratique d`ostéopathie cranienne, Editions S.I.O. De Verlaque, France, 1992;
  • Appunti personali.
Autore Angelo Terranova

Autore Angelo Terranova

Osteopata, CEO e fondatore di OsteoLab. Sono sempre stato convinto che la problematica della persona debba essere approcciata in maniera integrata e olistica. Per tale motivo ho creato OsteoLab.

Autore

Angelo Terranova

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