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L’operatore si pone in leggero affondo con gamba esterna in avanti. Si fa in modo che il piede del paziente contatti il suo sterno e con esso nonché con il movimento di tutto il corpo, si aiuti nel compiere globalmente movimenti ritmici flesso-estensori.

Bibliografia:

  • Marcello L. Marasco, Archi funzionali e biomeccanica vertebrale di John Martin Littlejohn, Marrapese 2009.