Il duodeno è una struttura sopra-mesocolica. È il primo tratto dell’intestino tenue, abbastanza breve, circa 30 cm con un calibro di 5 cm. Dal punto di vista topografico esso inizia sotto la valvola pilorica a livello del corpo della prima vertebra lombare. Si dirige verso destra inizialmente per poi volgere verso il basso. Tra la 4-5 vertebra lombare ripiega verso l’alto fino ad arrivare a livello della 1 vertebra lombare per poi ripiegare verso il basso-avanti e terminare nel margine sinistro del corpo della 2 vertebra lombare. Ha una forma di C che accoglie al suo interno la testa del pancreas.

Duodeno

 

By Henry Vandyke Carter – Henry Gray (1918) Anatomy of the Human Body

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Flessura duodeno-digiunale

La porzione terminale del duodeno è rappresentato dalla flessura duodeno-digiunale (D4). Essa è la porzione che viene a formarsi tra la porzione terminale del duodeno e l’iniziale dell’intestino tenue, appunto il digiuno. Essa si trova al limite tra la 1° e 2° vertebra lombare.

Questo angolo risulta sospeso da un muscolo chiamato sospensore del duodeno o  di TreitzEsso collega l’angolo duodeno-digiunale con la porzione destra dell’orifizio esofageo diaframmatico (Iatus esofageo). Inoltre l’angolo duodeno-digiunale risulta in rapporto con la porzione superiore del mesentere e sulla sinistra risulta in rapporto con l’arco vascolare di Treitz composto dall’arteria colica di sinistra e la vena mesenterica inferiore.

Rapporti anatomici del duodeno

  • Dorsalmente decorso vena cava inferiore;
  • Ultimo tratto vena porta;
  • Coledoco;
  • Lobo quadrato fegato superiormente e anteriormente;
  • Con il collo della cistifellea in alto;
  • Lobo destro del fegato;
  • Rene destro rene sinistro;
  • Flessura colica di destra;
  • Mesocolon;
  • Colon trasverso;
  • Anse dell’intestino tenue;
  • testa del pancreas;
  • Aorta;
  • Uretere destro e sinistro;

Duodeno rapporti

La parte esocrina del pancreas somiglia molto ad una ghiandola salivare. Il dotto pancreatico accessorio ha la funzione di drenare la testa del pancreas. Esso può convergere a livello del dotto pancreatico maggiore oppure può avere una sua individualità ed aprirsi all’interno del duodeno con la papilla minore duodenale.

La parete interna del duodeno presenta delle pieghe circolari. Sono tutte inclinate in un unica direzione che segue il percorso del contenuto che deve fare nel duodeno, in modo da costituire una valvola che permette solo il passaggio anterogrado.

Peritoneo

Il duodeno risulta rivestito in maniera incompleta dal peritoneo. Esso risulta adesso alla parete posteriore dell’addome tramite il peritoneo parietale, ma soltanto la sua porzione superiore, ovvero la porzione D1, risulta rivestita interamente dal peritoneo. Grazie a questo suo rivestimento, il peritoneo forma due legamenti importanti che lo mettono in relazione e con il fegato (legamento epato-duodenale) e con il colon trasverso (legamento duodeno-colico). Il legamento epato-duodenale è molto importante perchè, facendo parte del piccolo omento (pars tensa), da il passaggio, al suo interno, alla triade portale (arteria epatica, vena porta e dotto coledoco).

La porzione discendente del duodeno (D2), risulta ricoperta dal peritoneo soltanto sulla sua faccia anteriore, così come la porzione orizzontale (D3) e ascendente (D4). La parte orizzontale risulta molto fissa, mentre le parti discendente e ascendente risultano abbastanza mobili.

Configurazione interna

La superficie interna del duodeno risulta tappezzata dalla presenza di pieghe circolari che iniziano dalla sua porzione discendente per poi proseguire per tutto l’intestino tenue. Rispetto a tutte le porzioni duodenali, la parte discendente presenta delle differenze rappresentate da:

  • Piega longitudinale: rappresenta la piega formatasi dal passaggio intramurale del dotto coledoco che successivamente si riverserà in prossimità della papilla maggiore;
  • Papille duodenali: rappresentate dalla papilla maggiore dove vi sboccano il dotto coledoco, per riversarvi la bile) ed il dotto di Wirsung (per riversarvi i secreti pancreatici). Questi due dotti possono presentarsi fusi o divisi. Se dovessero presentarsi fusi tra loro, andrebbero a confluire leggermente inferiormente alla papilla maggiore in una cavità chiamata ampolla di Vater o duodenale. La papilla minore accoglie il dotto accessorio pancreatico, chiamato di Santorini.

Vascolarizzazione

La vascolarizzazione viene data principalmente dall’arteria pancreatico-duodenale superiore, continuazione dell’arteria gastro-duodenale e dall’arteria pancreatico-duodenale inferiore, ramo dell’arteria mesenterica superiore. Le due arterie si anastomizzano andando a formare una rete vascolare che si disporrà anteriormente e posteriormente la testa del pancreas, in prossimità della C duodenale. Da qui vengono emesse delle arteriole che andranno a vascolarizzare il duodeno.

Il drenaggio venoso segue il decorso delle arterie. Tutte le vene confluiscono nella vena pancreatico-duodenale e nelle vene duodenali che a loro volta si riverseranno nella vena mesenterica superiore tributaria della vena porta.

Innervazione

L’innervazione parasimpatica è di origine vagale, mentre l’ortosimpatica deriva dal nervo toracico grande splancnico, nello specifico dai segmenti D5-D8. Le fibre parasimpatiche e simpatiche, prima di arrivare sull’organo entrano in rapporto con il ganglio celiaco e raggiungono l’organo attraverso il plesso mesenterico superiore il quale farà anastomosi con il metasimpatico (plesso sottomucoso di Meissner e mioenterico di Auerbach). Le fibre parasimpatiche avranno la funzione di stimolare tale sistema, l’ortosimpatico di inibirlo.

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Bibliografia: