30 Marzo 2017

Milza: anatomia e fisiologia dell’organo linfoide

La milza è un organo linfoide, contiene sia linfociti B che T. Ha la capacità di neutralizzare eventuali patogeni che si trovano all’interno del sangue.  Si tratta di un organo che è continuamente soggetto a variazione morfologica in funzione dell’età. L’organo splenico si trova in corrispondenza della zona di confine tra fondo e corpo dello stomaco. Sulla faccia dorsale dello stomaco troviamo la prosecuzione del foglietto viscerale del peritoneo avvolge lo stomaco e fa a formare il legamento gastrolienale.

Indice delle informazioni che troverai nell’articolo

Posizione della milza

Qual’è la posizione della milza? Dove si trova? La milza si posiziona sotto le coste, in ipocondrio sinistro.  Il suo margine inferiore si trova posizionato in corrispondenza della 11 costa e il margine superiore in corrispondenza della 8-9 costa, lungo il margine laterale dello stomaco.

Posizione milza

Henry Vandyke Carter – Henry Gray (1918) Anatomy of the Human Body (See “Book” section below) Bartleby.comGray’s AnatomyPlate 1098. Fonte: https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=564832

Anatomia della milza

La presenza degli organi con i quali confida, creano delle “facce” a livello della superficie dell’organo stesso:

  • Faccia diaframmatica: si trova superolateralmente all’organo ed è in rapporto con il diaframma e parete addominale;
  • Faccia viscerale: si trova inferomedialmente all’organo ed è in rapporto con vari organi di cui si riconoscono le impronte, tra cui stomaco, colon, rene e pancreas.

La faccia viscerale che contiene l’ilo dell’organo ed entra in rapporto con gli altri organi della regione dell’ipocondrio di sinistra. L’ilo si trova tra il margine inferiore e superiore della faccia viscerale ed è sormontato da un rilievo noto come tuberosità splenica o lienale. L’ilo è quindi delimitato da due labbri, labbro anteriore e labbro posteriore che saranno fondamentali per comprendere la sede di ancoraggio di alcuni legamenti splenici. Superiormente alla linea obliqua lienale troviamo inferiormente una faccia reale che entra in rapporto con il rene di sinistra e superiormente una faccia gastrica in  rapporto con lo stomaco. L’ilo è rappresentato dall’arteria splenica (uno dei 3 vasi del tripode celiaco).

Milza

Henry Vandyke Carter – Henry Gray (1918) Anatomy of the Human Body (See “Book” section below) Bartleby.comGray’s AnatomyPlate 1098
Fonte: https://commons.wikimedia.org

Legamenti della milza e fissità

Numerosi sono i legamenti che mantengono la milza in sede della capsula splenica. Questi legamenti sono in stretto rapporto con il peritoneo.

Il peritoneo, infatti, circonda i ¾ dell’organo splenico, lasciando libero l’ultimo quarto per il passaggio di vasi afferenti ed efferenti a livello dell’ilo. Sempre il peritoneo è in grado di formare dei legamenti tra la milza e altre strutture viscerali/parietali, andando ad avvolgere dapprima l’organo attraverso i due foglietti fibrosi che costituiscono questo mesotelio e successivamente si riuniscono in un punto formando il legamento:

  • Collega la milza allo stomaco mediante il legamento gastrolineale;
  • Collega la milza alla parete addominale posteriore mediante il legamento pancreaticolineale, lineorenale, frenolineale e frenocolico. 

Legamento pancreaticolineale

Si trova tra il labbro posteriore dell’ilo splenico e la parte di peritoneo parietale posteriore adesa alla faccia anteriore del pancreas. La porzione superiore del legamento pancreaticolineale si continua con il polo superiore dell’organo andando fino al diaframma.

Legamento frenolineale

La continuazione del legamento pancreaticolineale a livello del diaframma si fissa costituendo il legamento frenolineale.

Legamento splenorenale

Si trova tra faccia anteriore del rene sinistro, surrene e diaframma.

Legamento frenocolico

Si trova tra la fessura splenica del colon (fessura colica della faccia viscerale) ed il diaframma costale. Si tratta del “legamento sospensore” della milza.

Legamento gastrolineale

Connette la milza alla parete addominale anteriore (tutti gli altri invece connettono la milza alla parete addominale posteriore) e si dispone tra labbro anteriore dell’ilo splenico e fondo cieco gastrico.

All’interno del legamento gastrolineale scorrono i vasi gastrici brevi e a livello della parte inferiore decorre la arteria gastroepiploica di sinistra.

Vascolarizzazione della milza

Buona parte dell’irrorazione dell’organo è data dall’arteria lienale, essa lungo il suo decorso emette dei collaterali pancreatici per poi, prima di entrare nell’ilo della milza, emettere due rami: superiore e inferiore. Da tali rami prenderanno origine le arterie gastriche brevi che entreranno nel’ilo.

Milza faccia viscerale

Faccia viscerale della milza

Dal ramo inferiore, si staccherà anche un altro ramo (arteria gastroepiploica di sinistra) che andrà ad irrorare parte del pancreas ma soprattutto lo stomaco in corrispondenza della sua grande curvatura. Una volta fatto l’ingresso nell’ilo, le arterie gastriche si suddividono ancora in ulteriori rami segmentali per l’irrorazione di uno specifico segmento splenico. È da notare come in realtà la circolazione arteriosa sia molto più scarsa rispetto a quella venosa.

Vasi splenici

In questa immagine possiamo apprezzare il ramo collaterale dell’arteria splenica che va a formare la gastroepiploica di sinistra. Nell’immagine vediamo lo stomaco alzato e la gastroepiploica sinistra che decorre lungo il margine destro dell’immagine.

Il drenaggio venoso splenico è importante per la presenza della vena omonima (splenica)  che si forma a livello del legamento lienorenale. Essa deriva dalla confluenza di 5-8 venule segmentali emergono dal parenchima della milza, in prossimità dell’ilo. Essa costeggia il margine postero superiore del pancreas per tutta la sua lunghezza. Il rapporto molto intimo. La vena splenica riceve il sangue refluo dalla vena mesenterica inferiore e si porta sulla vena splenica superiore che si getta all’interno della vena porta.

Nella milza non abbiamo continuità tra i capillari arteriosi (termina a fondo cieco) e i capillari venosi. Questa organizzazione è data  proprio dalla funzione, ovvero, quella di controllare la funzione dei globuli rossi (metabolizza i globuli rossi invecchiati), ricicla l’emoglobina che verrà utilizzata nuovamente. Il gruppo eme viene strappato dall’emoglobina viene metabolizzato dal fegato.

L’organo è così suddiviso:

  • La polpa bianca: contiene il tessuto linfoide che costituisce una sorta di follicolo addossato all’arteria centrale della milza;
  • La polpa rossadove troviamo globuli rossi con minore presenza di linfociti.

Capillari

L’organo internamente è ricco di capillari. Nel corpo umano i capillari sono organizzati in base alla funzione espletata:

  • Capillari continui: endotelio con giunzioni strette. Si trovano a livello del SNC (barriera ematoencefalica) e acini respiratori per permettere solo il passaggio di gas;
  • Capillari fenestrati: si trovano nel glomerulo renale per una filtrazione ottimale;
  • Capillari sinusoidi: li troviamo nella polpa rossa splenica e a livello epatico. I pori sono più grandi senza membrana basale, permettono il passaggio di grosse molecole, ovvero molecole ad alto peso molecolare. Le sinusoidi non hanno un diametro costante, si allargano e si restringono (cambiano diametro per diminuire la velocità del sangue). Nella polpa rossa permettono il passaggio di molecole dal sangue al parenchima della milza (legato alla funzione immunitaria) e permette il passaggio dei globuli rossi.

La polpa rossa, è più lassa con spazi vuoti più grandi rispetto la polpa bianca. Gli spazi vuoti sono occupati da vasi.

Drenaggio Linfatico

Per quanto concerne il drenaggio linfatico la linfa splenica viene drenata a livello dei linfonodi pancreaticolienali contenuti all’interno del legamento pancreaticolienale. Nel parenchima splenico sono assenti i capillari linfatici, mentre taluni sono invece presenti a livello dello stroma.

Anche a livello della matrice connettivale sono presenti capillari linfatici superficiali e profondi, questi ultimi come “satelliti” delle vene. Convergono quindi questi capillari verso l’ilo e successivamente abbandonano l’organo.

Anatomia microscopica

A livello funzionale la milza esegue processi di ematocataresi (per quanto riguarda i processi legati alle emazie) e processi di maturazione linfocitaria (per quanto riguarda i processi legati ai globuli bianchi). A livello fetale, la milza è anche coinvolta in processi emopoietici.

Le funzioni spleniche sono integrate e talora sostituite completamente da quelle epatiche.

Sotto il peritoneo di rivestimento vi è una capsula fibrosa contenente fibre collagene e fibre elastiche.

Da questa capsula fibrosa si sviluppano delle trabecole che si dirigono verso la porzione centrale dell’organo formando un reticolo stromale di sostegno.

A livello dell’ilo splenico, le trabecole di dimensioni maggiori fungono da sostegno per i vasi che irrorano il parenchima (polpa splenica). Queste strutture trabecolari si connettono a fibre reticolari (composte da reticolina) prodotte da cellule fibroblastiche reticolari a stella.

Il parenchima dell’organo è diviso in due unità funzionali:

  • Polpa bianca
  • Polpa rossa

La polpa rossa rappresenta i ¾ dell’intero parenchima e costituisce un’area riccamente vascolarizzata ed è formata da cordoni splenici. Questa unità è sede di ematocataresi ed è molto ricca di eritrociti e piastrine.

I macrofagi presenti infatti hanno la funzione di degradare i globuli rossi non funzionanti, microorganismi e agenti estranei a livello del reticolo fibroso sintetizzato dalle cellule fibroblastiche reticolari a stella.

La polpa bianca rappresenta ¼ dell’intero parenchima ed è costituita da centri germinativi con struttura simile a quelli dei follicoli linfatici linfonodali ricca di linfociti B e linfociti T.

L’arteria splenica penetra quindi a livello dell’ilo e abbiamo detto che si ramifica formando arterie che si irradiano verso la capsula note come arterie trabecolari. Queste formeranno successivamente arteriole minori che nella loro porzione terminale si costituisce uno strato di linfociti T che forma la PALS, ovvero la guaina linfoide periarteriolare.

L’arteriola quindi viene circondata da un aggregato di linfociti B che fanno parte della polpa bianca. Le arteriole terminali decorrono in modo parallelo a livello dell’organo e vengono chiamate arterie penicillari.

I capillari originati dalla circolazione interna della milza, drenano il sangue verso la polpa rossa. A livello della polpa rossa, infatti, i capillari portano successivamente il sangue verso i seni venosi da cui poi si origineranno le venule spleniche e quindi le vene trabecolari per poi convergere a livello della vena splenica.

I seni venosi sono costituiti da endotelio fenestrato formato da cellule allungate note come cellule a doghe di botte. Tra le cellule endoteliali sono presenti ampi spazi extracellulari con lamina basale discontinua che consentono lo scambio di sangue tra il lume dei seni venosi e i cordoni splenici della polpa rossa.

Tra la polpa rossa e la polpa bianca vi è la zona marginale, ovvero un’area attraverso la quale:

  • Emazie migrano alla polpa rossa.
  • Linfociti migrano alla polpa bianca.

I capillari presenti a livello della zona marginale, derivano dalle arteriole della polpa bianca e sono

costituiti dalla guaina linfoide periarteriolare e aggregati di macrofagi.

Vi sono due tipologie di circolazione:

  • Circolazione aperta: i capillari splenici portano il sangue ai seni venosi splenici passano per il parenchima (contribuisce alla irrorazione arteriosa splenica).
  • Circolazione chiusa: i capillari splenici portano il sangue direttamente ai seni venosi splenici senza che questo percoli a livello parenchimale (contribuisce in maniera minore alla irrorazione arteriosa splenica).

Fisiologia della milza: le funzioni

Le funzioni della milza sono molteplici e molto importanti:

  • Produzione linfociti e monociti;
  • Deposito di globuli rossi e distrugge quelli vecchi e danneggiati;
  • Conserva il ferro derivato dalla distruzione dell’emoglobina;
  • Elimina materiale corpuscolato dal sangue;
  • Produzione di anticorpi specifici per antigeni veicolati dal sangue;
  • Deposito dei lipidi ematici nelle cellule reticolari.

Innervazione

La milza presenta una sia una innervazione parasimpatica garantita dal nervo vago di sinistra, sia ortosimpatica garantina dal plesso celiaco che rilascia fibre derivanti dai rami del grande splancnico nello specifico dal livello metamerico D7-D9. Il decorso di quest’ultimo segue quello dell’arteria lienale.

Se volessi approfondire tale argomento ti consiglio la lettura degli articoli del Sistema Nervoso Autonomo (Ortosimpatico e parasimpatico)

Milza accessoria

A volte è possibile riscontrare la presenza di una milza accessoria o milza sovranumeraria. Per milza accessoria si intende la presenza di un focus di normale tessuto splenico funzionante. Tale tessuto si trova scisso, separato dal corpo principale (la milza vera e propria). La sua esistenza è comune e la sua esistenza viene appurata accidentalmente.

Milza accessoria

La milza accessoria si trova cerchiata in rosso, tra il rene (medialmente), la coda del pancreas (superiormente), il colon discendente (inferiormente), la milza (lateralmente). Di Mikael Häggström – Opera propria, CC0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=58458380

A volte la milza accessoria deriva da una splenosi, ovvero da parti di milza rotta che, impiantata sulla superficie del peritoneo, cresce e funziona come una milza vera e propria.

 

Bibliografia:

Autore Angelo Terranova

Autore Angelo Terranova

Osteopata, CEO e fondatore di OsteoLab. Sono sempre stato convinto che la problematica della persona debba essere approcciata in maniera integrata e olistica. Per tale motivo ho creato OsteoLab.

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Angelo Terranova Osteopata

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