L’estensione un adattamento di forma e cinetica del meccanismo cranio sacrale, si sviluppa su un piano sagittale, sugli stessi assi della flessione (SS e CSM). Le due sfere ruotano su un piano sagittale: la sfera anteriore ruota posteriormente, la sfera posteriore ruota anteriormente. I quattro quadranti risultano in rotazione interna. I diametri antero-posteriore e verticale aumentano, mentre il trasversale diminuisce. Troviamo un alterato drenaggio venoso (seno cavernoso), il foro lacero posteriore risulta aperto, l’ipofisi tende a essere ipostimolata.

Estensione cranica

Test di estensione e flessione

  1. Approccio alla volta;

  2. Valutare la flessione→spingo indici e mignoli verso il basso nel tempo di flessione cranica;

  3. Valutare l’estensione→spingo indici e mignoli verso l’alto nel tempo di estensione cranica.

Dove c’è facilitazione, troviamo l’adattamento della base.

QUADRANTE ANTERIOREFLESSIONEESTENSIONE
ANGOLO LATERALE DEL FRONTALEAnteriore Posteriore
BORDO ORBITO-MALAREAnteriorePosteriore
ZIGOMOSfumatoProminente
ORBITALargaStretta
GLOBO OCULAREProminenteInfossato
RAMO ASCENDENTE DEL MASCELLAREFrontalizzatoSagittalizzato
APOFISI PALATINA DEL MASCELLAREBassaAscensionata

QUADRANTE POSTERIOREFLESSIONEESTENSIONE
SCAGLIA DEL TEMPORALEAntero/EsternaPostero/Mediana
apofisi ZIGOMATICA DEL TEMPORALEAntero/EsternaPostero/Mediana
PORZIONE MASTOIDEAAntero/EsternaPostero/Mediana
ORECCHIOScollatoIncollato

Approccio e correzione dell’estensione cranica

Approccio alla volta: come sappiamo, per testare la disfunzione in flessione con approccio alla volta, è indispensabile prendere contatto tramite la tecnica a cinque dita. Bisogna sincronizzarsi con il ritmo craniosacrale. Andando a valutare i suoi cicli, sarà possibile apprezzare, che i tempi di estensione saranno maggiori rispetto a quelli di flessione. Possiamo correggere la disfunzione nei seguenti modi:

  • Esacerbare l’estensione, andiamo ad esagerare tale movimento e manteniamo fino a quando avremo la sensazione che dalla estensione, le ossa craniche vorranno andare in flessione;
  • Sempre sincronizzati con il ritmo craniosacrale, andiamo ad accompagnare e facilitare maggiormente la flessione, fino a quando riusciremo ad apprezzare equilibrio tra le due fasi.

Approccio occipito-frontale: poniamo una mano sotto l’occipite e l’indice e pollice, o medio e pollice (in base alla grandezza della mano dell’operatore) sulle grandi ali dello sfenoide. Qui ci sincronizziamo con il ritmo craniosacrale e, andando a valutare i suoi cicli, sarà possibile apprezzare, che i tempi di estensione saranno maggiori rispetto a quelli di flessione. La normalizzazione è la medesima dell’approccio alla volta.

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Bibliografia:

  • CAPOROSSI R., PEYRALADE F.: Traité pratique d’ostéopathie cranienne, Editions S.I.O. De Verlaque, France, 1992;
  • UPLEDGER J. E.: Terapia cranio-sacrale. Oltre la dura. Ed. BioGuida 8 marzo 2018;
  • Appunti personali.