I legamenti rotondi partono dal fondo (dalle corna uterine), si dirigono prima superiormente e lateralmente e poi inferiormente e medialmente e, passando sotto i legamenti larghi, impegnano il canale inguinale per poi inserirsi alle grandi labbra. Essi tengono l’utero antiflesso. Una tensione del legamento largo, può facilmente condizionare il legamento rotondo che vi passa attraverso.

 

Legamenti rotondi

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Valutazione dei legamenti rotondi

Paziente in decubito supino. L’operatore si posiziona lateralmente al paziente. Posiziona la sua mano craniale e caudale longitudinalmente al corpo dell’utero. Una volta preso contatto con l’utero verranno effettuati dei movimenti di rotazione dell’utero. Se la rotazione destra è limitata, vuol dire che il legamento rotondo destro non si distende e quindi non permette la rotazione dell’utero. Parliamo di rotazione per esprimere il concetto di tensione del legamento rotondo. In realtà, l’utero non ruota attorno ad un asse verticale ma, antepone una porzione rispetto all’altra (rotazione destra corrisponde ad anteposizione sinistra e viceversa).

Tecnica 1

Paziente in decubito supino. L’operatore si posiziona lateralmente al paziente e omolateralmente al legamento rotondo da trattare (legamento rotondo destro, operatore a destra). Si crea una flessione dell’arto omolaterale al legamento, la mano caudale andrà a posizionarsi sotto il cavo popliteo dell’arto flesso e la mano craniale prenderà contatto con l’utero e lo manterrà in posizione neutra eliminando la sua rotazione. La mano craniale farà punto fisso e la mano caudale mobilizzerà l’arto inferiore omolaterale con l’intendo di detendere il legamento rotondo in questione (omolaterale all’arto flesso).

Tecnica 2

Paziente in decubito supino. L’operatore si posiziona lateralmente al paziente e omolateralmente al legamento rotondo da trattare (legamento rotondo destro, operatore a destra). Si prende contatto con l’inserzione pubica del legamento rotondo e si lavora in fasciale cercando di diminuire la tensione.

Tecnica 3

Paziente in decubito supino. L’operatore si posiziona lateralmente al paziente e omolateralmente al legamento rotondo da trattare (legamento rotondo destro, operatore a destra). Sapendo il tragitto del legamento rotondo, l’operatore può andare a lavorare il canale inguinale indirettamente tramite la fascia dello psoas.

Bibliografia:

  • C. Benedetto – P. Sismondi, Ginecologia e Ostetricia, Edizioni Minerva Medica;
  • Gray – Drake, Anatomia del Gray, Elsevier Masson 2009;
  • Enciclopedia Treccani, www.treccani.it;
  • G. Anastasi – G. Balboni, Trattato di Anatomia umana, Edi-Ermes IV 10/2006.