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1 Febbraio 2017

L’omero osso lungoforma lo scheletro del braccio. Esso si articola con la cavità glenoidea prossimalmente e con ulna e radio distalmente.

Omero

Omero: anatomia

Trattandosi di un osso lungo, l’omero è composto da una diafisi e due epifisi. Il corpo ha una forma cilindrica prossimalmente che si modifica assumendo una forma triangolare distalmente evidenziando tre facce:

  • Anteromediale;
  • Anterolaterale;
  • Posteriore con due margini: uno laterale e uno mediale;
  • Nella regione distale è presente anche un margine anteriore.

La faccia anterolaterale presenta nel suo terzo medio, una rugosità triangolare, la tuberosità deltoidea dove si inserisce il muscolo deltoide.

La faccia anteromediale presenta prossimalmente la prosecuzione del solco bicipitale dell’epifisi. Nel suo terzo medio mostra il foro nutritizio e appena sopra di esso, nel terzo prossimale, presenta la tuberosità dove si inserisce il muscolo coracobrachiale.

La faccia posteriore è percorsa da un solco con direzione caudale medio-laterale, attraversato dal nervo radiale.

Il margine laterale, interrotto dal solco del nervo radiale, termina distalmente con la Cresta sopraepicondiliodea laterale.

Il margine mediale termina invece con la Cresta sopraepicondiliodea mediale dove è visibile il solco del nervo ulnare.

Il margine anteriore si biforca in basso formando la Fossa coronoidea.

Estremità prossimale dell’omero

L’estremità prossimale dell’omero è voluminosa e si continua con il corpo in una zona chiamata Collo chirurgico. La testa dell’omero è rappresentata da un’ampia superficie emisferica rivestita da cartilagine. Essa si rivolge in alto e medialmente, essa forma con il corpo un angolo di 130° e termina con un restringimento anulare, il Collo anatomico.  Lateralmente al collo troviamo una formazione chiamata grande tuberosità o trochite che presenta tre faccette: superiore, mediale ed inferiore. Su queste faccette si inseriscono rispettivamente i muscoli: sovraspinato (superiore), infraspinato (mediale) e piccolo rotondo (inferiore). Anteromedialmente al tubercolo maggiore troviamo la piccola tuberosità o trochine che da inserzione al muscolo sottoscapolare. Tra i due tubercoli c’è il solco bicipitale che da passaggio al tendine del capo lungo del muscolo bicipiteDalle due tuberosità si distaccano due creste che si dirigono in basso. Quella che si perde nel mergine anteriore deriva dal trochite e dà inserzione al muscolo grande pettorale, quella che si perde nella faccia antero-mediale deriva dal trochine e dà inserzione al muscolo gran dorsale.

Estremità distale dell’omero

L’estremità distale dell’omero risulta appiattita anteroposteriormente e presenta medialmente e lateralmente i due epicoldili: mediale chiamato anche epitroclea e laterale. L’epitroclea risulta più grande dell’epicondilo e presenta dorsalmente il solco del nervo ulnare.

Tra gli epicondili è presente un’ampia superficie rivestita di cartilagine. Sul margine distale troviamo il condilo laterale che presenta una superficie emisferica e si articola con il radio, la troclea mediale che presenta una superficie a puleggia e si articola con l’ulna.

Sull’epifisi distale troviamo inoltre tre fosse:

  • Fossa olecranica(mediale). La troviamo sulla faccia posteriore, appena sopra la troclea e permette l’alloggiamento dell’olecrano ulnare;
  • Fossa radiale(laterale). La troviamo sulla faccia anteriore ed accoglie il capitello radiale;
  • Fossa coronoidea(mediale rispetto alla fossa radiale). La troviamo sulla faccia anteriore ed accoglie il processo coronoideo dell’ulna.

Omero osso

Bibliografia:

Autore Angelo Terranova

Autore Angelo Terranova

Osteopata, CEO e fondatore di OsteoLab. Sono sempre stato convinto che la problematica della persona debba essere approcciata in maniera integrata e olistica. Per tale motivo ho creato OsteoLab.

Autore

Angelo Terranova

Osteopata, CEO e fondatore di OsteoLab. Sono sempre stato convinto che la problematica della persona debba essere approcciata in maniera integrata e olistica. Per tale motivo ho creato OsteoLab.

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