In questo brevissimo articolo parleremo del paradosso di Codman. Quando si parla di rotazione automatica dell’arto superiore di 180°, siamo davanti a quello che è stato definito il paradosso di Codman.

Effettuando il movimento di abduzione e di estensione, l’arto subirà una rotazione di 180° senza l’intervento della volontà.

Paradosso di Codman: come si esegue

Codman parlò della rotazione automatica dell’arto superiore, ma come si esegue? Come avviene questa rotazione? Ecco cosa bisogna fare affinchè si verifichi il paradosso di Codman:

  1. Posizionare l’arto superiore lungo il fianco, con il pollice rivolto verso il davanti e il palmo della mano rivolto verso il corpo, ovvero interno;
  2. Effettuare un’abduzione dell’arto superiore di 180°, in questo caso il palmo della mano sarà rivolto verso l’esterno, pollice sempre avanti;
  3. Si procede con una estensione di 180° lungo il piano sagittale dell’arto precedente abdotto;
  4. L’arto adesso si ritroverà come nella posizione iniziale ma con il palmo della mano rivolto verso l’esterno ed il pollice che guarda dietro.

Paradosso di codman

In definitiva, il movimento lungo i due assi della spalla (antero-posteriore e trasversale), ha creato una rotazione dell’arto superiore di 180° lungo il suo asse longitudinale involontariamente. Tale rotazione viene definita da Mac Conaill, rotazione congiunta.

Qualora si agisse contro la propria volontà, la rotazione automatica risulterebbe nulla, o limitata. Viceversa, la rotazione risulterebbe amplificata.

Ovviamente, grazie anche alla possibilità che ha la spalla di effettuare una rotazione longitudinale volontaria, definita rotazione aggiunta, la rotazione di 180° verrà compensata con una rotazione uguale, contraria e volontaria di altri 180° così da riportare l’arto nella sua iniziale posizione. Se questo non fosse possibile, si dovrebbe effettuare il medesimo movimento appena spiegato ma in maniera opposta, così da riportare l’arto alla posizione iniziale.

Bibliografia: