Il plesso sacrale è composto dal tronco lombo-sacrale, formato a sua volta da fibre provenienti da L4 e dal ramo anteriore di L5, e dai rami anteriori di S1, S2, S3. I rami anteriori sacrali fuoriescono dai fori sacrali anteriori ed hanno un calibro decrescente in senso cranio-caudale.

Indice dei contenuti

  1. Rami anastomotici;
  2. Rami collaterali;
  3. Rami collaterali anteriori;
  4. Rami collaterali posteriori;
  5. Ramo terminale (Nervo Ischiatico o Sciatico);
  6. Nervo peroniero;
  7. Nervo tibiale.

Il primo nervo sacrale partecipa con la totalità delle sue fibre alla costituzione del plesso sacrale. Il secondo nervo sacrale, detto bigemino, si divide in due rami secondari; il ramo superiore, quello maggiore, entra a far parte del plesso sacrale, mentre il ramo inferiore partecipa alla formazione dell’adiacente plesso pudendo. Il terzo nervo sacrale, viceversa, cede il maggior contingente di fibre al plesso pudendo e partecipa, invece, con poche fibre al plesso sacrale.
Il tronco lombo-sacrale emerge dal margine mediale del grande psoas e con un decorso quasi verticale costeggia il corpo di L5. Entra nella pelvi passando anteriormente all’articolazione sacro-iliaca. Si unisce, quindi, al primo nervo sacrale.
Il plesso sacrale ha, globalmente, la forma di un triangolo con base rivolta verso il sacro e l’apice rivolto verso la spina ischiatica, punto in cui le quattro radici si uniscono in un unico tronco nervoso che darà poi origine al nervo ischiatico o sciatico.
Il plesso sacrale è situato sulla parete posteriore della pelvi, a ridosso della faccia anteriore del muscolo piriforme, inglobato nella sua fascia connettivale che lo separa anteriormente dai vasi iliaci interni, dagli ureteri, dal plesso pelvico e dal retto (grazie anche all’interposizione dello spazio retro-rettale, della fascia rettale e mesoretto peritoneale). I vasi glutei superiori, derivanti dall’arteria iliaca interna, passano tra il tronco lombosacrale e la prima radice sacrale, i vasi glutei inferiori passano, invece, tra la prima e la seconda radice sacrale.

Plesso sacrale

Plesso sacrale: rami anastomotici

Ciascuna radice del plesso sacrale riceve, dalla limitrofa catena latero-gangliare, uno o più rami comunicanti grigi.

Rami collaterali

I rami collaterali del plesso sacrale si dividono in anteriori e posteriori, a seconda della superficie del plesso da cui si dipartono.

Plesso sacrale: rami collaterali anteriori

I rami collaterali anteriori del plesso sacrale, sono per lo più motori, fatta eccezione per un piccolo contingente di fibre diretta all’articolazione coxo-femorale. Si staccano dalla superficie anteriore del tronco nervoso e, passando a livello della grande incisura ischiatica al di sotto del muscolo piriforme, si dirigono ai muscoli profondi extra-rotatori dell’anca. Essi sono rappresentati dal:

  • Nervo per il quadrato del femore e il gemello inferiore (L4-L5-S1);

  • Nervo per l’otturatore interno e il gemello superiore (L5-S1-S2).

Rami collaterali posteriori

rami collaterali posteriori del plesso sacrale sono rappresentati dal:

  • Nervo gluteo superiore (L4-L5-S1): per il muscolo medio, piccolo gluteo e tensore della fascia lata, il quale emerge superiormente al piriforme, al di sotto del piccolo gluteo;

  • Nervo gluteo inferiore (L5-S1-S2): per il muscolo grande gluteo, che emerge inferiormente al piriforme insieme al nervo sciatico;

  • Nervo per il piriforme (S1-S2): per il muscolo omonimo;

  • Nervo cutaneo posteriore della coscia (S1-S2-S3): passa all’interno del grande forame ischiatico e al di sotto del piriforme. Discende nella parte posteriore della coscia, superficialmente al capo lungo del bicipite femorale. Continua oltre il ginocchio, costeggiando la piccola safena fino a metà polpaccio. Innerva la cute inferiore della natica, tutta la cute posteriore della coscia, del ginocchio e la cute posteriore della gamba fino a metà polpaccio.

Nervi e pavimento pelvico

By Henry Vandyke Carter – Henry Gray (1918) Anatomy of the Human Body (See “Book” section below)Bartleby.com: Gray’s Anatomy, Plate 837.

Fontehttps://commons.wikimedia.org

Nervo ischiatico o sciatico: ramo terminale 

Il ramo terminale del plesso sacrale è rappresentato dal nervo ischiatico o sciatico.

Il Nervo ischiatico o sciatico (L4-L5-S1-S2-S3) è un nervo misto, il nervo più voluminoso di tutto il corpo (2 cm circa di diametro all’unione delle radici). Origina da tutte le radici del plesso sacrale, che seguendo il decorso del piriforme, confluiscono in un unico tronco nervoso a livello della grande incisura ischiatica. Una volta formato, passa al di sotto del muscolo piriforme e la sua compressione a questo livello può portare alla sindrome dolorosa del piriforme o sciatica mozza. Si parla di sciatica mozza anche nelle sacroileiti. Uscito dalla cavità pelvica, passa tra il gran trocantere e la tuberosità ischiatica, appoggiandosi al muscolo gemello superiore, gemello inferiore, otturatore interno e quadrato del femore, muscoli che lo separano, insieme all’otturatore esterno, dalla testa femorale. Il nervo sciatico prosegue, quindi, verso la regione posteriore della coscia, rimanendo coperto superficialmente dal muscolo grande gluteo e mantenendosi laterale rispetto al nervo cutaneo posteriore della coscia. Qui si pone nell’interstizio muscolare delimitato medialmente dall’inserzione del grande adduttore e lateralmente dall’inserzione del vasto laterale del quadricipite prossimalmente e del capo breve del bicipite femorale distalmente. Più in basso è incrociato posteriormente dal capo lungo del muscolo bicipite. Durante il suo decorso nel retro della coscia, manda rami per la muscolatura posteriore (muscoli ischio-peroneo-tibiali e la parte ischiatica del grande adduttore). Raggiunto, quindi, l’angolo superiore della losanga poplitea, si divide nei suoi due rami terminali: nervo peroniero comune e nervo tibiale.

Nervo peroniero

Il nervo peroniero comune dopo la sua origine, segue il margine mediale del bicipite femorale, appoggiandosi al capo laterale del gastrocnemio e raggiungendo la regione posteriore della testa del perone. A questo livello manda rami muscolari per il tibiale anteriore e il ramo collaterale definito nervo cutaneo laterale del polpaccio che si collega con il corrispondente ramo cutaneo mediale del polpaccio, derivante dal nervo tibiale per formare il nervo surale (decorre insieme alla vena piccola safena tra i due gemelli del muscolo gastrocnemio). Il nervo cutaneo laterale del polpaccio innerva la cute posteriore, laterale e anteriore della parte superiore della gamba. Il nervo peroniero comune circonda, quindi, la testa del perone, portandosi anteriormente al di sotto dell’inserzione del muscolo peroniero lungo e, prima di dividersi nei due rami terminali, il nervo peroniero profondo e superficiale, manda rami articolari per l’articolazione del ginocchio e per l’articolazione tibio-peroneale prossimale. Il nervo peroniero superficiale emerge tra i muscoli peroniero lungo ed estensore lungo delle dita, perforando la fascia della gamba e facendosi più superficiale. Si divide nel ramo cutaneo dorsale mediale, più grande, e laterale, i quali passano al davanti dell’articolazione tibio-tarsica dissolvendosi nei rami dorsali digitali.

Il nervo peroniero superficiale innerva:

  • I muscoli peronieri (lungo e breve);
  • La cute anteriore della metà inferiore della gamba (metà superiore→nervo cutaneo laterale del polpaccio);
  • Attraverso i rami terminali, la cute dorsale del piede e di tutte le dita ad eccezione della cute laterale del V dito, innervata dal nervo safeno, e dalla cute tra I e II dito, innervata dal peroniero profondo.

Il nervo peroniero profondo, dopo la biforcazione, passa profondamente al muscolo estensore lungo delle dita, raggiungendo la parte anteriore della membrana interossea dove scorre l’arteria tibiale anteriore e con quest’ultima discende fino alla caviglia. Lì si divide in due rami terminali, uno mediale ed uno laterale e manda un ramo articolare che innerva l’articolazione tibio-tarsica. Il ramo terminale laterale passa sotto il muscolo estensore breve delle dita, a cui fornisce innervazione, e si risolve in piccoli rami interossei che innervano le articolazioni tarsali e quelle metataso-falangee di II, III, IV dito (tre dita di mezzo). Il ramo terminale mediale decorre insieme all’arteria pedidia (o dorsale del piede) e raggiunge la cute compresa tra I e II dito, innervandola. Durante il suo decorso sul dorso del piede, manda anche un ramo diretto alla prima articolazione metatarso-falangea.
I rami motori del nervo peroniero profondo si dipartono a vari livelli mentre percorre la gamba.

Per riassumere, il nervo peroniero profondo innerva:

  • Tibiale anteriore (insieme al nervo peroniero comune);
  • Estensore lungo delle dita;
  • Estensore lungo dell’alluce;
  • Peroniero anteriore;
  • Estensore breve delle dita;
  • Cute compresa tra I e II dito;
  • Articolazione tibio-tarsica;
  • Articolazioni del tarso;
  • Articolazioni metatarso-falangee, escluso il V raggio.

Nervo tibiale

Il nervo tibiale rappresenta il ramo maggiore del nervo ischiatico, in fossa poplitea scorre posteriormente al muscolo popliteo, fino al suo margine distale. Passa, quindi, sotto l’arco del soleo insieme all’arteria poplitea (che diventerà arteria tibiale posteriore) e si continua nella gamba, dove per tutto il suo decorso si trova appoggiato al muscolo tibiale posteriore e coperto da soleo e gastrocnemio. A livello del terzo distale di gamba, il nervo ischiatico aderisce invece alla superficie posteriore della tibia e si ritrova coperto superficialmente solo da cute e fasce. Si porta tra calcagno e malleolo mediale, sotto il retinacolo dei flessori e si divide nei nervi plantari mediale e laterale.
Il nervo tibiale manda rami articolari per l’articolazione del ginocchio, l’articolazione tibio-fibulare distale e l’articolazione tibio-tarsica; mentre i rami muscolari innervano tutta la muscolatura posteriore della gamba. Il primo collaterale del nervo tibiale, il ramo cutaneo mediale del polpaccio, si stacca a livello della fossa poplitea e si congiunge con il corrispondente ramo cutaneo latrale proveniente da nervo peroneo comune. Insieme decorrono nello spazio tra i due capi del gastrocnemio a formare il nervo surale, nervo esclusivamente sensitivo, che scorre lateralmente al tendine di Achille, unito alla piccola vena safena. Si porta, quindi, tra il calcagno e il malleolo laterale, innervando la cute postero-laterale del terzo inferiore della gamba. Passa poi al di sotto del malleolo, portandosi lungo il margine laterale del piede, innervando la cute sovrastante e la parte laterale del V dito.
Altri rami collaterali del nervo tibiale sono i rami calcaneari, rami sensitivi che si distribuiscono alla cute del calcagno.

Il nervo plantare mediale rappresenta la ramificazione più cospicua. Dopo la sua origine al di sotto del retinacolo dei flessori, si porta in profondità al muscolo abduttore dell’alluce e a livello delle basi dei metatarsi, si divide nei rami digitali diretti all’alluce e alle tre dita di mezzo (II, III, IV dito), i quali portano innervazione sia alle superfici articolari, sia alla muscolatura intrinseca delle falangi, che la cute dei polpastrelli. I rami cutanei del nervo plantare mediale perforano l’aponeurosi plantare per innervare la cute della pianta del piede.

Il nervo plantare laterale, dal punto di origine, si porta anch’esso al di sotto del muscolo adbuttore dell’alluce, quindi si dirige verso il tubercolo del V metatarso, dividendosi in un ramo superficiale e uno profondo, i quali si portano verso il V dito innervandone la cute e la muscolatura interossea. Il nervo plantare laterale innerva la cute della parte laterale del piede e la maggior parte dei muscoli plantari.

Per riassumere, il nervo tibiale innerva:

  • Articolazione del ginocchio;
  • Articolazione tibio-fibulare distale;
  • Articolazione della caviglia;
  • Muscolatura posteriore della gamba sia profonda che superficiale (popliteo, soleo, gastrocnemio, tibiale posteriore, flessore lungo delle dita e flessore lungo dell’alluce);
  • Muscolatura plantare;
  • La cute posteriore della gamba;
  • Le porzioni laterale del calcagno;
  • La cute della pianta del piede e il margine laterale del piede (distalmente rispetto all’innervazione del nervo safeno).

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Bibliografia: