La TVPtrombosi venosa profonda indica la presenza di coaguli di sangue all’interno delle vene che rallentano od ostacolano letteralmente il flusso sanguigno venoso, sia che si tratti del sistema venoso superficiale che profondo. In basa alla presenza o assenza di infiammazione, la trombosi può assumere il nome di tromboflebite (presenza di infiammazione) o flebotrobosi (assenza di infiammazione).

TVP trombosi venosa profonda

By BruceBlaus. When using this image in external sources it can be cited as:Blausen.com staff (2014). “Medical gallery of Blausen Medical 2014”. WikiJournal of Medicine 1 (2). DOI:10.15347/wjm/2014.010. ISSN 2002-4436. – Own work, CC BY 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=29140359

 

TVP Trombosi venosa profonda: come si forma il trombo

Prima di parlare dei meccanismi che causano la formazione di trombi venosi, è importante introdurre la definizione di trombo. Il trombo non è altro che adesione, ammasso di piastrine che, con conseguente presenza di fibrina, andranno a formare il conosciuto coagulo. In base alla presenza o assenza di eritrociti, si parlerà di trombo rosso (presenza) o trombo bianco (assenza). La presenza dei tre componenti (piastrine, fibrina ed eritrociti) viene chiamata triade di Virchow. In genere i coaguli/trombi si formano a livello delle valvole unidirezionali venose, nel sistema venoso profondo degli arti inferiori.

trombosi venosa

By Blood_clot_diagram.png: en:User:Persian Poet Galderivative work: Aibdescalzo (talk) – Blood_clot_diagram.png, CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org

Ma quali sono i meccanismi che portano alla formazione di tali trombi? Principalmente sono 3:

  1. Ipercoagulabilità;
  2. Lesioni dell’endotelio vasale;
  3. Stasi venosa.

TVP da Ipercoagulabilità

L’ipercoagulabilità può derivare da molti fattori:

  • Assunzioni di medicinali o sostanze trombotiche;
  • Alterazioni dei fattori di coagulazione;
  • Presenza di tumori maligni;
  • Presenza di sostanze tromboplastiniche derivanti da pregressi traumi o interventi chirurgici;
  • Assunzione di pillola contraccettiva.

Trombosi venosa profonda da lesione endoteliale

La lesione endoteliale potrebbe innescare quei meccanismi che successivamente porteranno alla formazione di trombi. Le lesioni possono avere diverse e svariate cause:

  • Intervento chirurgico;
  • Uso di farmaci o mezzi di contrasto (sostanze irritanti la parete vasale);
  • Cateterismo;
  • Infiammazione dei vasi (flebiti);
  • Traumi.

Anche la presenza di uno degli eventi appena citati potrebbe portare alla Trombosi venosa profonda (TVP).

Es. Intervento chirurgico per frattura scomposta del femore. Qui i fattori possono essere molteplici. Abbiamo l’intervento in se che potrebbe creare un danno al vaso e la liberazione di sostanze tromboplastiniche causata dal danno tissutale (frattura).

Trombosi da stasi venosa

La stasi venosa spesso è causata dalla presenza di malattie intrinseche dei vasi, per esempio nelle varici o nelle flebiti. Può essere anche dovuta alla presenza di malattie più importanti come lo scompenso cardiaco congestizio o da prolungato allettamento della persona.

Esempio di stasi venosa: viaggi intercontinentali, che costringono la persona a ipomobilità protratta nel tempo. In queste situazioni, spesso i medici prescrivono l’assunzione di antiaggreganti piastrinici (aspirina), per limitare la possibilità di aggregazione piastrinica e quindi di formazione del trombo nei periodi di stasi venosa.

Sintomi della TVP

Nel 66%, ovvero nei 2/3 dei casi di TVP, la malattia risulta asintomatica, inoltre la maggior parte dei trombi che si formano nelle vene del polpaccio hanno una risoluzione spontanea e il loro decorso risulta essere anche asintomatico.

Nel restante 33% dei casi, i sintomi più diffusi sono:

  • Dolore all’arto interessato;
  • Edema;
  • Aumento della temperatura del distretto corporeo interessato;
  • Tensione delle masse muscolari della zona colpita.

Si tende a precisare comunque che, anche con la presenza di questi sintomi, non è sicura la diagnosi. Infatti la diagnosi è complicata e possibile soltanto dopo una corretta anamnesi e valutazione di eventuali esami di laboratorio da parte del medico.

Indagini per la diagnosi

E’ possibile effettuare diversi esami per aiutare il medico nella diagnosi di trombosi venosa profonda. 

Esami di laboratorio: nella TVP l’esame di laboratorio effettuato è la misurazione del D-dimero. Tale valore, nei pazienti affetti da trombosi venosa profonda, risulta aumentato per circa 7 gg. Esso però è un esame aspecifico poichè il suo aumento è legato anche ad altre condizioni, quindi tale esame viene usato principalmente per escludere tale malattia, infatti la sua negatività fa escludere la diagnosi, mentre la sua positività, indica l’esecuzione di ulteriori esami più specifici.

Indagini strumentali: l’Ecocolordoppler è l’esame strumentale più usato per la diagnosi. L’esame viene effettuato per la valutazione del flusso sanguigno venoso della coscia e del polpaccio. Il limite di questa tecnica è che, oltre ad essere operatore dipendente, a volte non permette di riconoscere se il trombo è occlusivo o no. La Risonanza magnetica è anch’essa un esame molto utile principalmente per visualizzare i trombi poco visualizzabili tramite l’ecodoppler, ovvero lungo il canale inguinale e durante la gravidanza, quando la compressione dell’utero altera il corretto flusso venoso.

 

Terapia

La terapia di elezione alla TVP è la terapia anticoagulante. Non entreremo nel merito delle dosi o dei farmaci utilizzati poichè, si tratta di terapie che prevedono prescrizione medica e pericolose se usata in maniera inadeguata e senza, appunto, controllo medico. 

Altra terapia è rappresentata da quella trombolitica, ovvero somministrazione di farmaci che hanno la funzione di lisare, distruggere il trombo. Tale terapia è rappresentata dall’infusione continua di farmaci per via endovenosa. Essa viene usata principalmente in pazienti con trombosi massiva, poiché il rischio emorragico è molto alto.

La terapia chirurgica consta nella trombectomia. I pazienti soggetti a tale terapia sono principalmente pazienti che con malattie di base, come l’insufficienza cardiaca respiratoria, che non permettono la somministrazione farmacologica di cui abbiamo appena parlato.

Bibliografia:

  • Sergio Della Volta, Luciano Daliento, Renato Razzolini – Malattie del Cuore e dei Vasi, McGraw-Hill Education; 3 edizione (1 aprile 2005);
  • Appunti personali.