L’equilibrio è il rapporto ottimale esistente tra soggetto e ambiente circostante. Il soggetto deve compiere dei movimenti adeguati. Possiamo dividere l’equilibrio in una componente statica→concetto dell’aspetto posturale nel quale la proiezione al suole deve rientrare nella base di appoggio; e dinamica→non abbiamo un baricentro che cade nella base di appoggio ma deve essere proiettato in avanti, ciò necessita una variazione posturale in funzione del tempo, capace di allargare il poligono di appoggio, così da permettere al soggetto di effettuare le adeguate correzioni di equilibrio.

L’equilibrio può essere definito come la risultante di diversi sistemi tra i quali le retine che danno informazioni su quello che si  trova davanti al soggetto. L’organo vestibolare informa la corteccia sulla posizione attuale del capo e inoltre, attraverso le vie vestibolo spinali, regola l’aspetto muscolare del tronco, ideale per il movimento del capo in quel determinato momento.

Queste vie regolano la contrazione della muscolatura assiale in corrispondenza dei movimenti del capo.

Equilibrio

By OpenStax College – Anatomy & Physiology, Connexions Web site. http://cnx.org/content/col11496/1.6/, Jun 19, 2013., CC BY 3.0.

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Equilibrio e propriocettori

I nostri propriocettori periferici (recettori profondi nel sottocute come Pacini e Ruffini, organi tendinei del Golgi, fusi neuromuscolari) sono indicatori di pressione, vibrazione, allungamento e contrazione muscolare. Tali propriocettori portano, alla corteccia, informazioni riguardo al grado di contrazione o allungamento dei muscoli durante il movimento. Il SNC riceve tali informazioni, le integra e modula eventuali risposte che possono essere automatiche o volontarie.

Input e Output

Gli input sono le afferenze che arrivano alla corteccia:

  • Informazioni visive;
  • Informazioni vestibolari;
  • Informazioni somatosensoriali→sensibilità superficiale e propriocezione;
  • Informazione reticolare, cervelletto e sistema extrapiramidale. NB. Il cervelletto e i gangli della base sono fondamentali nelle diverse fasi della gestione del movimento, specialmente quello volontario.

Gli output sono le efferenze che raggiungono la periferia:

  • Riflesso vestibolo-oculare→permette al soggetto di mantenere il proprio sguardo su un oggetto a prescindere dal tipo di movimento;
  • Riflesso vestibolo-spinale→dato da una via discendente di partenza dai nuclei vestibolari ai corpi cellulari dei muscoli assiali che si trovano a livello dei corni anteriori del midollo spinale dei muscoli interessati;
  • Riflesso collicolo-vestibolare→i muscoli del collo si contraggono in modo diverso in base al movimento del capo.

NB. Gli obiettivi di questi riflessi sono quelli di controllo della postura e del mantenimento e stabilizzazione dell’immagine nella retina.

 

Riflesso vestibolo-oculare VOR

Tale riflesso è mediato dai nuclei vestibolari che permettono la rotazione degli occhio nella direzione opposta alla rotazione del capo. Esso consente di mantenere fisso lo sguardo durante la rotazione del capo.

Riflesso collico-vestibolare

È grazie a questo riflesso che riusciamo a dare equilibrio al collo rispetto ai movimenti del capo. Le informazioni vestibolari, provenienti principalmente dai canali semicircolari dell’orecchio, raggiungono il ganglio di Scarpa e poi i nuclei vestibolare inferiore, superiore e laterale posti nell’area vestibolare a livello del pavimento del IV ventricolo. Da qui le informazioni si spostano ai collicoli superiori (tubercoli quadrigemini), sul tetto del mesencefalo, tramite il fascicolo longitudinale mediale, e dai collicoli si dipartono fibre per i nuclei dei nervi oculomotori→questa via ha l’importante funzione di sincronizzare i movimenti della testa e degli occhi per riuscire a fissare lo sguardo. Infatti, fissando un oggetto e ruotando la testa di 45° a sinistra, gli occhi ruoteranno di 45° a destra per non perdere il contatto visivo con l’oggetto. In questo esempio, i collicoli superiori hanno influenzato il nucleo del muscolo retto mediale dell’occhio sinistro ed il retto laterale (abducente) dell’occhio destro.

 

Riflesso ottico-cinetico

Tale riflesso è costituito da un nistagmo bifasico, il riflesso è legato alla percezione unidirezionale di quello che c’è all’esterno del soggetto e che va verso l’esterno del capo visivo.

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Bibliografia: