Last updated on Maggio 17th, 2020 at 06:39 pm

L’osso sacro e coccige sono le ultime strutture che compongono la colonna vertebrale. La loro particolarità, che li differenzia da tutte le altre vertebre, è data dal fatto che sia l’osso sacro che il coccige, risultano composti dalla fusione di diverse vertebre.

Sacro e coccige

Osso sacro

L’osso sacro è un osso impari e mediano. È curvo e ricorda un cuneo, completa il confine dorsale della pelvi. Situato alla base della colonna vertebrale lombare, con la quale forma un angolo da 90° a 130°, sporge anteriormente formando il promontorio sacrale. Si articola lateralmente con le due ossa iliache e al di sotto con il coccige.

La sua ossificazione è particolare, infatti è la fusione di cinque vertebre che trova completamento non prima del 25° anno di età, tale ossificazione avviene contemporaneamente alla sincondrosi sfenobasilare. Le due componenti superiori si uniscono fra il settimo e l’ottavo anno di età, come quelle dello sfenoide e dell’occipite.

Presenta:

  • Faccia anteriore;

  • Faccia posteriore;

  • Facce laterali;

  • Base;

  • Sommità;

  • Canale sacrale.

Osso sacro: descrizione anatomica

Faccia anteriore: concava nei due sensi. Presenta un campo mediano, costituito dalla faccia anteriore dei corpi vertebrali sacrali. Quattro fori sacrali anteriori, disposti uno sopra agli altri sull’estremità delle creste sacrali. Sono attraversati dai rami anteriori dei nervi sacrali. Le docce sacrali anteriori, prolungano i fori all’esterno e convergono verso la grande incavatura sciatica;

Faccia posteriore: convessa a base superiore guarda in alto e dietro. Presenta la cresta sacrale sulla linea mediana risultante dalla saldatura delle apofisi spinose, si biforca verso il basso in due protuberanze laterali: le corna del sacro. Esse delimitano l’incavatura sacrale che rappresenta l’orifizio inferiore del canale sacrale. Su tutta la lunghezza di questa cresta aderisce l’poneurosi lombosacrale. Quattro fori sacrali posteriori che danno passaggio ai rami posteriori dei nervi sacrali. Possiede inoltre cinque tubercoli che sono il risultato della saldatura delle apofisi trasverse. Sul primo si inserisce il legamento assile che termina sulla tuberosità iliaca. Sul secondo tubercolo si inserisce il secondo legamento ileocongiunto (zaglas), che termina nella faccia interna della spina iliaca posterosuperiore. Sul terzo e quarto si inseriscono i legamenti ileocongiunti che terminano sulla spina iliaca posterosuperiore. Sui quattro tubercoli si inserisce il grande gluteo e la massa sacro lombare;

Facce laterali: presentano due segmenti. Uno superiore, che corrisponde alle prime due vertebre e che presta la superficie auricolare che al centro presenta un tubercolo. È a rotaia vuota per l’articolazione con l’osso iliaco. Un segmento posteriore che corrisponde alle ultime tre vertebre sacrali, qui si inseriscono il legamento sacro ischiatico, il piccolo legamenti sacro ischiatico, il grande gluteo e il muscolo ischiococcigeo;

Base: formata dalla parte superiore della prima vertebra sacrale, guarda avanti e alto. Possiamo dividerla in un una parte media che presenta la faccia superiore del corpo della prima vertebra sacrale e l’orifizio superiore del canale sacrale. Due parti laterali che presentano le ali del sacro ai lati del corpo. Una doccia obliqua corrispondente al passaggio del tronco lombosacrale. Nella sua parte esterna si inserisce l’osso iliaco;

Sommità: presenta medialmente una superficie convessa per l’articolazione con il coccige;

Canale sacrale: ha forma prismatica, forma la parte inferiore del canale rachideo si restringe e appiattisce portandosi in basso. Da origine da entrambi i lati a quattro canali che si biforcano e si aprono a livello dei fori sacrali posteriori ed anteriori. Contiene i nervi terminali della cauda equina e il cul-de-sac meningeo che discende fino alla seconda vertebra sacrale e il filum terminale, posto al di sotto di esso.

Dolore all’osso sacro

Le cause che possono portare dolore all’osso sacro sono molteplici. Possiamo comunque raggrupparle in cause dirette o indirette. Quando parliamo di cause dirette, ci riferiamo a traumi diretti sull’osso. Le cause indirette sono invece da ricercare in malattie sistemiche come l’osteoporosi che potrebbe la frattura delle vertebre sacrali, patologie dei dischi intervertebrali (L5-S1), alterazioni della normale fisiologia rachidea come le malformazioni strutturali, tumori che metastatizzano alle ossa o stati infiammatori delle articolazioni sacroiliache (sacroileite).

Osso sacro: fisiologia osteopatica

Il meccanismo respiratorio primario (MPR) include la mobilità involontaria e fisiologica dell’osso sacro fra le ossa iliache. Questo movimento è coordinato ed esiste in quanto l’osso sacro è collegato all’occipite dal sistema delle meningi (corelink) che determinano la connessione tra la sfera craniale e quella pelvica. Il movimento del sacro avviene attorno all’asse respiratorio dello stesso, posto posteriormente a livello del secondo segmento sacrale (S2) o legamento assile, tra il corto e lungo braccio. L’osso sacro oscilla in un arco tra le due ossa iliache. Il movimento è paragonabile al meccanismo combinato fulcro-perno del processo giugulare nel cranio per il movimento occipitale tra i temporali.

L’osso sacro effettua movimenti di nutazione e contronutazione su un asse passante per S2 a livello del legamento assile (Sutherland), che è lo stesso livello dell’asse biomeccanico che passa per l’unione del corto e lungo braccio dell’auricola sacrale. È un asse trasverso che predispone a movimenti su un piano sagittale.

Durante la fase di flessione la base cranica sale (basion e il foro occipitale si trovano in alto), trazionando verso l’alto il tubo durale e muovendo così l’osso sacro, la cui base si porta postero-superiormente percorrendo il lungo braccio, mentre l’apice si muove anteriormente verso la sinfisi pubica. Il sacro dunque tenderà a verticalizzarsi. Nella fase di estensione cranica si verifica un ritorno elastico e a una posizione neutrale del sacro.

I movimenti del sacro sono fondamentali nella biomeccanica del sistema muscolo scheletrico. Oltre ai movimenti conosciuti di nutazione e contronutazione, il sacro possiede altri movimenti adattativi come i movimenti di inclinazione e torsione, fondamentali nel corso dei movimenti della colonna vertebrale.

Descrizione anatomica del coccige

Il Coccige è un osso piccolo a sommità inferiore, appiattito. Si articola con l’osso Sacro che lo sovrasta. È formato dall’unione di 3 vertebre atrofizzate.

Presenta:

  • Faccia anteriore;

  • Faccia posteriore;

  • Bordi laterali;

  • Base.

Faccia anteriore e posteriore: presentano solchi trasversali dove vi si inseriscono dei legamenti sacrococcigei anteriori e posteriori;

Bordi laterali: sono irregolari vi si inseriscono il piccolo e il grande legamento sacro-sciatico e i muscoli ischiococcigeo e grande gluteo;

Base: si articola con il sacro, presenta due prolungamenti laterali, le corna laterali e le corna superiori che sono collegate alle corna del sacro attraverso i legamenti sacro coccigei.

Dolore al coccige

La coccigodinia è la sindrome dolorosa che colpisce il coccige o l’area in sua prossimità. Il dolore al coccige ha spesso una genesi traumatica come le ripetute cadute su di esso, o determinati sport come equitazione, sport da contatto come calcio, sci, snowboard. Ma a volte il dolore coccigeo è causato da tensioni presenti nel piccolo bacino o tensioni del pavimento pelvico.

Coccige: fisiologia osteopatica

Il Coccige è un osso piccolo a sommità inferiore, appiattito. Si articola con l’osso Sacro che lo sovrasta. È formato dall’unione di 3 vertebre atrofizzate.

Nella fase inspiratoria (flessione cranica) tende a verticalizzarsi, posteriorizzando la punta, nella fase espiratoria (estensione cranica) tende a orizzontalizzarsi.

Bibliografia:

  • G. Anastasi – G. Balboni, Trattato di Anatomia umanaEdi-Ermes IV 10/2006;
  • CAPOROSSI R., PEYRALADE F.: Traité pratique d`ostéopathie cranienne, Editions S.I.O. De Verlaque, France, 1992;
  • UPLEDGER J. E.: Terapia cranio-sacrale, Ed. Marrapese, Roma, 1997.

Angelo Terranova

Angelo Terranova

Fondatore di OsteoLab, Autore

Ciao, mi chiamo Angelo Terranova e sono un Osteopata. La mia passione per l'osteopatia mi ha portato nel 2015 a fondare OsteoLab che, insieme ad alcuni fidati colleghi, mi impegno a mantenere sempre aggiornato.

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