La colonna vertebrale, o rachide, è un complesso osseo che costituisce lo scheletro del rachide. Essa ha la funzione di sostegno del tronco e della testa e di protezione del midollo spinale, racchiuso al suo interno. La colonna vertebrale risulta composta da 33-34 ossa, chiamate vertebre e che si articolano tra loro. Il rachide è rivestito da numerosi muscoli intrinseci ed estrinseci che gli conferiscono stabilità e mobilità. Ha la funzione si sostegno della testa e del tronco e di protezione del midollo spinale che racchiude al suo interno Essa si trova nella parte dorsale del tronco e fornisce sostegno al corpo sia a livello statico che dinamico.

Colonna vertebrale

Suddivisione della colonna vertebrale

La colonna vertebrale si suddivide in cinque segmenti:

  • Tratto cervicale: composto da sette vertebre (C1-C7) e da sostegno al collo. La prima vertebra si articola con l’osso occipitale. La settima con la prima dorsale;
  • Tratto dorsale: composto da dodici vertebre (D1-D12) e da sostegno al torace. La prima vertebra si articola con la settima cervicale e la dodicesima vertebra con la prima lombare;
  • Tratto lombare: composto da cinque vertebre (L1-L5) e costituisce lo scheletro dell’addome. La prima vertebra lombare si articola con la dodicesima dorsale e la quinta lombare si articola con la prima vertebra sacrale;
  • Tratto sacrale: composto da cinque vertebre fuse tra loro. La loro fusione forma l’osso sacro. La prima vertebra sacrale si articola con la quinta lombare e la quinta sacrale con la prima coccigea. Inoltre l’osso sacro si articola lateralmente con le ossa iliache;
  • occigeo: composto da quattro-cinque vertebre fuse anch’esse. La loro fusione forma il coccige. La prima vertebra coccigea si articola con la quinta sacrale.

Ogni segmento è composto da diverse vertebre e, tra ogni vertebra, ad eccezione di C0-C1, è interposto un disco cartilagineo con la funzione di assorbire la forza peso, le vibrazioni… I dischi inferiori (lombari) sono maggiormente soggetti alla pressione della forza peso. Essendone soggetti in maniera massimale, potrebbero andare in contro a fissurazioni con conseguente erniazione. Le vibrazioni sono quasi nulle a livello del capo, questo grazie alla presenza dei dischi intervertebrali, come già detto, ma anche dalla presenza di una grande quantità di articolazioni che si susseguono dalla porzione lombare a quella cervicale. L’assorbimento delle vibrazioni è molto importate!

Curve della colonna

La colonna vertebrale non è rettilinea, ma presenta delle curvature sul piano sagittale. Esse vengono reputate fisiologiche quando, secondo Rocher-Rigaud, presentano un cerco grado di convessità:

  • Lordosi cervicale: convessità anteriore di 36°;
  • Cifosi dorsale: convessità posteriore di 35°;
  • Lordosi lombare: convessità anteriore di 50°;
  • Cifosi sacrococcigea: convessità posteriore di 50°.

Le cifosi vengono definite curvature primarie, perchè sono le prime che si formano, esse infatti sono presenti già nel feto. La loro formazione è dovuta alla posizione che assume il feto nella vita intrauterina.

Le lordosi vengono definite curvature secondarie, questo perchè si formano soltanto successivamente e nello specifico, la lordosi cervicale si forma quando il neonato inizia ad avere il controllo del capo e del collo. La lordosi lombare si forma quando il neonato inizia ad assumere la stazione eretta e inizia a camminare.

Il passaggio da una curva al’altra è sempre un passaggio graduale, tranne che nell’articolazione tra la quinta vertebra lombare e la prima vertebra sacrale. Tale passaggio è un passaggio brusco che va a formare una sporgenza denominata promontorio.

Esiste anche la possibilità di formazione di curve fisiologiche che si instaurano, non lungo il piano sagittale, quanto sul piano frontale. In questo caso, tali curve verranno denominate scoliosi. E’ presente una leggera curva a concavità sinistra a livello del cuore e altre legate probabilmete un atteggiamento posturale.

Segmenti dal più importante al meno importante del rachide:

  1. Cervicale Alta;

  2. Cervicale Bassa;

  3. Lombare;

  4. Dorsale;

Tipologie di colonna vertebrale

In base all’accentuazione delle curve, il rachide si divide in:

  • Dinamico: curve accentuate. L’aumento delle curve portano un orientamento più inclinato di L5 su S1 con orizzontalizzazione del sacro ed un incremento della mobilità sacro-iliaca (si comporta come una diartrosi);
  • Normale: curve nè accentuate, nè diminuite;
  • Statica: curve diminuite. La riduzione delle curve tende a verticalizzare il sacro e la mobilità della sacro-iliaca si riduce rapidamente.

Il brusco passaggio dalla lordosi lombare alla cifosi sacrococcigea dà origine ad una formazione anatomica che viene definita promontorio.

NB. Una colonna troppo dinamica crea maggiore stress a livello dei muscoli posteriori, che devono contrastare la forza flettente anteriore. La conseguenza di tale tipologia di colonna è lo sviluppo di artrosi. L’eccessiva riduzione della cifosi toracica associata alla lordosi lombare rovina i dischi vertebrali. L’aumento della lordosi lombare crea lombalgie.

Le principali cause di modificazioni funzionali del rachide sono le variazioni posturali!!! CRA (catena retta anteriore) e CRP (catena retta posteriore) attive eccessivamente sono causa di modificazioni funzionali della colonna vertebrale.

All’interno della colonna nella sua parte posteriore è contenuto, nel canale vertebrale, il midollo spinale.

Movimenti nei piani dello spazio

I movimenti del rachide si sviluppano interno a differenti piani e assi:

  • Piano sagittale;

  • Piano trasversale;

  • Piano frontale;

  • Asse sagittale (dato dall’intersezione dei piani sagittale e trasversale) movimenti di abduzione e adduzione;

  • Asse trasversale (dato dall’intersezione dei piani frontale e trasversale) movimenti di flesso estensione;

  • Asse verticale (dato dall’incontro del piano frontale con il sagittale) movimenti di torsione in riferimento al rachide e rotazione in riferimento agli arti;

Il movimento complessivo della colonna vertebrale deriva dalla combinazione dei piccoli movimenti delle vertebre che si sommano tra loro, ovviamente questo è possibile anche grazie al movimento del bacino e dell’arto inferiore. Il movimento di ogni vertebra si può scomporre in traslazioni e rotazioni. Le traslazioni e rotazioni cessano quando si sviluppano movimenti antagonisti e uguali a quelli motori.

Ma in definitiva possiamo definire i seguenti movimenti:

  • Flesso-estensione sul piano sagittale

  • Inclinazione o “side bending” sul piano frontale

  • Rotazione sul piano trasversale

La colonna vertebrale può effettuare dei movimenti composti, ovvero la risultante dell’unione di uno o più movimenti sopracitati. Non esiste legge che possa spiegare il comportamento del movimento di una singola vertebra. Le leggi di Fryette sono un espediente utile per poter studiare la complessità del movimento della colonna vertebrale, ma non devono essere prese come leggi assolute, poiché esse danno una pallida idea dei movimenti della colonna vertebrale.

Il movimento esiste come conseguenza dell’attivazione di opportuni gradi di libertà che consentono i movimenti. Nel movimento rachideo non esiste:

  • Movimento a velocità costante;

  • Moto in mancanza di effetti inerziali.

Nell’articolazione lo stato di moto si genera dalla squilibrio tra azioni motrici e resistenti. Se l’azione motrice è maggiore dalla resistente, si crea un certo grado di libertà, quindi maggiore sarà la differenza tra azioni motrici e resistenze più rapido sarà l’INIZIO/ARRESTO del movimento.

Tipologia di movimento

I movimenti che avvengono lungo i piani dello spazio sono rappresentati da:

  • Flessione;

  • Estensione;

  • Inclinazione o Side;

  • Rotazione.

Durante la flessione: Avanzamento e discesa sulla vertebra superiore, lo spazio tra i 2 corpi vertebrali diminuisce anteriormente e aumenta posteriormente. Le faccette articolari si allontanano (divergenza), il disco fibrocartilagine viene schiacciato anteriormente e il nucleo polposo, contenuto al suo interno, viene spinto posteriormente;

Durante l’estensione: Procedimento inverso rispetto alla flessione. Le faccette articolari si avvicinano (convergenza), il disco fibrocartilagineo viene schiacciato posteriormente e il nucleo polposo, contenuto al suo interno, viene spinto anteriormente.

NB: in flessione i fori intervertebrali aumentano di diametro, mentre in estensione diminuiscono.

La colonna vertebrale non effettua mai dei movimenti puri. I movimenti sono sempre composti, questo viene fatto per preservare la struttura stessa. Si hanno perché bisogna avere una via di fuga per preservare la struttura. Un’inclinazione pura, porterebbe ad una eccessiva tensione il compartimento muscolo-legamentoso controlaterale all’inclinazione. Il movimento di inclinazione del rachide avviene sempre con la rotazione e viceversa. L’inclinazione è guidata dalle faccette articolare.

L’inclinazione Lombare pura è impossibile, nell’inclinazione Dx la faccetta articolare Dx si avvicina alla sottostante in convergenza e la Sx si allontana in divergenza.

Nella rotazione lombare pura si sfrutta il minimo spazio presente tra le faccette articolari che nella situazione di riposo si trovano tra la convergenza e la divergenza.

Per l’inclinazione quindi bisogna fondere i 2 movimenti, l’inclinazione è accompagnata da una rotazione nel verso opposto.

Movimenti dei segmenti della colonna vertebrale

  • Lombare: Movimenti avvantaggiati di flesso-estensione, dovuti alla conformazione delle facce articolari poste su un piano para-sagittale. Rotazione limitata, circa 1° per vertebra. I movimenti in Side Bending sono una via di mezzo tra la rotazione e la flesso-estensione;

  • Dorsale: Presenta movimenti di flesso-estensione, rotazione e Side Bending limitati in ampiezza a causa della presenza della gabbia toracica anteriormente alle coste. Le faccette articolari sono disposte su un piano para-frontale;

  • Cervicale: Movimenti di rotazione ed alta ampiezza . Faccette articolari disposte su un piano para-trasversale, presentano tuttavia un’ inclinazione. Partiamo dai 10° della settima cervicale ai 45° dell’atlante. Dalla disposizione delle faccette articolari ne deriva che ad una inclinazione segue una rotazione dalla stessa parte, questo è dovuto dalla presenza dei processi uncinati presenti sulle vertebre che si vanno ad inserire alla base delle vertebre soprastanti;

 Leggi di Fryette

L’inclinazione della colonna è data dalla presenza di 2 gruppi muscolari:

  • Lungo costrittori: muscoli che presentano uno spazio tra origine ed inserzione di circa 3 vertebre;

  • Corto costrittori: muscoli che presentano uno spazio tra origine ed inserzione di 1 vertebra;

  • Azione muscoli lungo costrittori (funzione principale creare Side): Da una posizione neutrale N, la contrazione di questi muscoli crea un Side S seguito da una rotazione volta in senso opposto dal Side. NSR (PRIMA LEGGE DI FRYETTE);

Se da una posizione neutrale un gruppo di vertebre (min 3) si inclina su un lato, ne deriverà una rotazione delle stesse nel lato opposto;

Azione muscoli corto costrittori, creano una rotazione, seguita da una inclinazione dello stesso lato;

  • Nella posizione di neutralità, es max est, le faccette articolari sono in massima convergenza, è possibile ruotare a destra facendo alzare la faccetta di sinistra creando così una inclinazione a destra con rotazione sempre a destra. (SECONDA LEGGE DI FRYETTE);

La seconda legge vale solo se si parte da una max estensione o max flessione.

  • Un movimento di un articolazione su un piano, diminuisce la possibilità di movimento nei restanti piani. (TERZA LEGGE DI FRYETTE);

Queste leggi riguardano il funzionamento fisiologico della Colonna vertebrale escluso l’ OAE (Occipite-Atlante-Epistrofeo). Nel restante segmento cervicale è possibile trovare solo disfunzioni inerenti alla 2° Legge. Nel tratto Lombare e Dorsale funzionano tutte le leggi.

Il range di neutralità della colonna vertebrale è compreso tra 10° di flessione e 5° di estensione, e all’interno di questo range vale la 1°legge di Fryette.

In flessione o estensione molto spiccate, vale la 2° legge di Fryette.

Le leggi riguardano la fisiologia della funzione della colonna vertebrale.

Se la situazione di FLESSIONE, ROTAZIONE, ESTENSIONE perdurano nel tempo, si potrebbe sfociare nella patologia.

  • La 1° legge si trova nella deviazione di un gruppo di vertebre;

  • La 2° legge si trova nella deviazione di una singola vertebra, ma qui non sappiamo quale faccetta articolare è bloccata (Convergenza o Divergenza). In questo caso possiamo trovare sia:

  • Faccetta articolare sinistra bloccata in Convergenza;

  • Faccetta articolare sinistra bloccata in Divergenza;

  • Faccetta articolare destra bloccata in Convergenza;

  • Faccetta articolare destra bloccata in Divergenza;

Osservazione della colonna vertebrale

In questa sede parlaremo soltanto dell’osservazione della colonna in ortostasi:

  • Visione frontale, laterale e posteriore del pz;

  • Controllare lordosi e cifosi;

  • Controllare eventuali curve che si discostano dalle sopra citate;

  • Far flettere il paziente a 90° partendo sempre da una flessione del capo e controllare se un emitorace è più alto del controlatarale;

  • Far inclinare il pz partendo sempre dall’inclinazione del capo e controllare eventuali scivolamenti del bacino (sintomo che per inclinarsi maggiormente dal lato dello scivolamento, deve aiutarsi facendo scivolare il bacino);

  • Far sedere il pz con schiena dritta e far ruotare la colonna. Il paziente viene seduto per eliminare i gradi di rotazione del bacino;

In natura non esiste nessuno perfetto, nessuno è simmetrico. L’osteopatia non ha la funzione di portare le due parti del corpo in completa simmetria, ovvero se dovesse presentarsi una persona con un bacino torno, si raddrizza solo se quel bacino dovesse portare dei problemi. Il concetto errato è che, se la persona non dovesse avere problemi, deve essere vista come, non una persona storta, ma in equilibrio.

Postura

La postura è il risultato di quello che la persona è in quel momento. Deriva da fattori psicologici, ambientali (interni ed esterni)…

Non esiste una postura corretta, essa è qualcosa di soggettivo. Si può indagare su una postura sbagliata o no, ma questo studio trova risposta soltanto tramite la sensibilità dell’operatore, proprio per questo motivo non è presente uno schema oggettivo della postura corretta, poichè essa è corretta in tutte le situazioni in cui l’organismo risulta in equilibrio con se stesso.

Muscolatura del rachide

Il corpo umano presenta due tipi fibre muscolari:

  • Fibre lisce;

  • Fibre striate.

I muscoli presentano diverse funzioni:

  • Permettono il movimento dei segmenti ossei;

  • Mantenimento di un tono muscolare di fondo (riflesso continuo mediato dal SNC e in parte dal SNP). I muscoli rimango costantemente contratti seppur in minima parte. Lo scopo è quello di mantenere la postura, aiutare le diverse strutture come ad esempio nel momento della digestione sarà più difficile trovarmi piegato sul fianco sinistro (presenza stomaco), aiuta a mantenere insieme le articolazioni. All’interno di una persona sono presenti delle variabili che possono portare ad un tono aumentato o diminuito. Es. Settimana rilassante porta ad un tono muscolare minore rispetto a quello di una settimana stressante. IL TONO MUSCOLARE E’ IL FUNZIONANEMTO DEL SNC, OVVERO ULTIMO PROLUNGAMENTO DEL SNC CHE MANIFESTA LA SITUAZIONE DEL SNC STESSO. Di contro i recettori sono sempre un prolungamento del SNC ma in senso inverso, essi mandano informazioni dall’ambiente al SNC, mentre i muscoli ne rappresentano la situazione dello stesso;

  • Protezione;

  • Metabolismo;

  • Comunicazione (viso corrugato o rilassato) questa è una funzione specializzata.

Vi è una stretta relazione tra la muscolatura e l’apparato legamentoso.

I muscoli scheletrici funzionano in catene muscolari. La catena muscolare non è una struttura già preformata o fissa, i muscoli di una determinata catena possono essere interpreti principali di un dato movimento ed interpreti secondari di un altro movimento. In pratica un muscolo può intervenire in più catene muscolari.

Definizione:

  • La catena muscolare è un insieme di muscoli che lavorano in sinergia per compiere determinati movimenti funzionali.

Per far qualsiasi movimento non basta un muscolo. Servono più muscoli per preservare il movimento. Se avessimo un solo muscolo, una volta andato in disfunzione, non saremmo più in grado di effettuare quel determinato movimento, invece ne abbiamo diversi che cooperano per dare come risultante un determinato movimento.

I diversi muscoli originano da diversi punti. E’ importante perché permettono l’uso massimale della forza in tutti gli angoli di movimento della struttura. Ovvero ad ogni angolo di movimento della struttura, troviamo un muscolo più o meno in tensione rispetto agli altri, e secondo la legge di Franck Starling, da un corretto allungamento dei sarcomeri che compongono le fibre muscolari, si ha un ottimale accorciamento della fibra muscolare con aumento conseguente della forza generata.

Spondilolisi e spondilolistesi

A livello del tratto lombare è importante porre attenzione all’istmo tra le 2 vertebre contigue (superiore e inferiore), è importante perché a livello, per esempio, di L4-L5 a volte potrebbe presentarsi una frattura (spondilolisi). Questa frattura fa scivolare in avanti la vertebra rotta.

La spondilolisi può portare alla spondilolistesi (scivolamento in avanti i dietro della vertebra interessata). E’ possibile visionare la spondilolisi nella proiezione Dx di una radiografia.

La frattura delle vertebre è più facile anteriormente, che posteriormente, questo dovuto ad una diversa disposizione delle trabecole ossee nello spazio. Le trabecole ossee si formano lungo gli assi di forza. Questa formazione è dovuta alla presenza di scariche piezoeletriche lungo le linee di forza che stimolano le cell ossee a secernere e addensare Sali di calcio.

I legamenti ileo-lombari sono in realtà parte delle fibre del QDL fibrotizzate dopo il primo anno di vita.

Il nucleo polposo ha la funzione di migliorare l’appoggio di una vertebra sull’altra, permettendo una disposizione omogenea del peso in qualsiasi posizione. L’anulus fibroso è composto da diverse fibre disposte concentricamente in modo diverso nello spazio verso il nucleo. Il disco è innervato ma non vascolarizzato.

Il disco varia di dimensione a seconda se si trova nella zona lombare o cervicale o dorsale.

  • A livello Lombare il disco è più alto rispetto agli altri presenti nelle diverse zone (Dorsale-Cervicale), questo perché è soggetto a forze maggiori.

  • Nelle Cervicali i dischi sono maggiori rispetto alle dorsali perché devono fare fronte a movimenti ben più ampi.

Il nucleo polposo è disposto diversamente da segmento a segmento, il Lombare è molto più arretrato rispetto agli altri segmenti, con conseguente aumento della possibilità di erniazione. Il tubercolo Faringeo è il punto più profondo di aggancio di tutti i visceri. Si aggancia anche il Legamento longitudinale anteriore.

Legamento Anulare: Espansioni del Legamento longitudinale anteriore che vanno lateralmente a rinforzare l’anulus fibroso del disco.

Il nervo senovertebrale di Luschka: nasce dalla parte anteriore del nervo spinale, entra nel canale spinale attraverso il foro intervertebrale, dopodiché si anastomizza con rami sia controlaterali che dei metameri superiori ed inferiori. Innerva i corpi vertebrali, le lamine, gli strati esterni dei dischi, il legamento longitudinale posteriore, la dura ed i relativi tessuti peridurali.

Il legamento longitudinale anteriore si lega principalmente sul terzo medio del corpo vertebrale, il posteriore si lega principalmente sull’anello fibroso, ma le fibre non aderiscono completamente al disco perché sono impegnate anche a contrarre rapporti con la dura madre.

La degenerazione dei dischi intervertebrali avviene per diversi motivi, ma principalmente per retrazione tissutale mediata da problematiche ormonali.

Disfunzioni osteopatiche

Le disfunzioni osteopatiche si suddividono in:

  • Simmetriche in flessione o estensione bilaterale;

  • Asimmetriche (Primo Grado o Secondo Grado).

Disfunzioni simmetriche

Nelle disfunzioni simmetreche, la vertebra rimane impegnata in flessione di 2° grado senza poter tornare in posizione di neutralità. Le apofisi articolari inferiori sono in divergenza rispetto alle sottostanti.

Disfunzioni asimmetriche

Le disfunzioni asimmetriche si instaurano sia in prima che in seconda legge:

  • Prima legge: si è difronte un gruppo di vertebre in disfunzione minimo 3, dove il side è primario e la rotazione è adattativa al side creata dai lungo costrittori spesso causata da: basculamento Bacino, arto più corto rispetto all’altro;

  • Seconda legge: si è difronte a faccette articolari bloccate in convergenza o divergenza, Contrariamente alla disfunzione di tipo 1 (prima legge) siamo di fronte ad un solo segmento disfunzionale dato dalla messa in tensione dei muscoli cortorestrittori.

Es. seconda legge: FRSd La vertebra è in flessione rotazione destra e side destro.

Cosa valutare nelle disfunzioni vertebrali

  • Controllare le trasverse (controllare se una è più superficiale dell’altra);

  • Controllare le spinose (Indicano la reale disposizione delle vertebre);

  • Controllare gli spazi tra le vertebre.

Nella 1° legge troviamo le spinose ruotate nello stesso verso.

Nella 2° legge è difficile capire quale è la faccetta bloccata se la superiore o la inferiore.

Es: Disfunzione in flessione una delle faccette articolari in divergenza non torna. Quella che invece riesce a tornare (si muove, è libera) fa inclinare e ruotare la vertebra dal proprio lato.

Quindi se la spinosa (quella inferiore rispetto alla superiore) si riallinea in flessione la faccetta bloccata è la controlaterale alla rotazione e inclinazione in divergenza. Viceversa, se si riallinea in estensione (dopo l’espirazione del paziente in decubito prono) la faccetta bloccata è quella omolaterale all’inclinazione e rotazione in convergenza.

Nella disfunzione in flessione si ha una posteriorità relativa dalla parte della faccetta mobile. Si chiama relativa perché è si più posteriore ma è l’articolazione mobile e non bloccata. Viceversa in una situazione di disfunzione in estensione, la posteriorità è vera perché la faccetta più posteriore è quella bloccata. A volte è possibile trovare tutte e 2 le faccette bloccate in divergenza o convergenza. Ci si accorge della disfunzione a causa dell’elevata densità tissutale. In altri casi è possibile trovare una faccetta in divergenza e la controlaterale in convergenza. In questi casi bisogna orientarsi attraverso la densità tissutale e il dolore.

Controindicazioni al trust

  • In situazioni di spondilo-lisi o spondilo-listesi;

  • Osteoporosi sospetta o conclamata;
  • Rifiuto del paziente;
  • In sospetta protusione o erniazione discale.

Queste sono le linee guida da seguire. Bisogna stare attenti in queste situazioni perché a livello lombare il centro di rotazione si trova a livello della spinosa. La rotazione porta ad una situazione di taglio dei corpi vertebrali.

Utile da sapere per rendere il posizionamento del paziente più veloce nelle normalizzazioni in trust del rachide, in questo caso lombare:

  • Nelle tecniche in rotazione e in chiusura i Pz vanno posizionati sul lato della rotazione;

  • Nelle tecniche in apertura la rotazione della vertebra va verso il soffitto.

Normalizzazione in 1° legge

Una disfunzione in 1° legge non da problemi alla colonna. Le faccette sono libere, in linea di massima si hanno dei fastidi muscolari. Oltre alle tecniche miotensive possiamo usare delle tecniche dirette. Ricordiamo che per essere in 1° legge bisogna avere:

  • Il rachide (colonna vertebrale) in neutralità tra 10° di flessione e i 5° di estensione;

  • Inclinazione della vertebra;

  • Rotazione opposta all’inclinazione;

  • Devono essere interessate almeno 3 vertebre.

Per la normalizzazione è buona cosa seguire i seguenti passaggi:

  • Miotensiva sul fascio muscolare irrigidito;

  • Se dopo la miotensiva il problema permane, si normalizza o l’apice di curva (vertebra con maggiore rotazione), o il culmine (vertebra superiore che ha la maggiore inclinazione), o la base (vertebra insieme al culmine con maggiore inclinazione).

La preparazione muscolare bisogna effettuarla nella zona che presenta maggiore possibilità di movimento, è possibile preparare anche la zona più rigida ovvero con minor possibilità di movimento ma è una preparazione relativa.

I muscoli da preparare prima di una normalizzazione in trust della colonna, in questo caso lombare sono:

  • Piriforme;

  • Legamenti Ileo-lombari;

  • Psoas;

  • QDL;

  • Muscoli erettori della colonna;

  • Diaframma;

La parte del rachide (colonna vertebrale) che segue la legge di Fryette è sicuramente il tratto Cervicale Inferiore. I motori principali delle disfunzioni sono i muscoli ma in minima parte anche i legamenti poiché presentano delle piccole parti contrattili.

SICURO DI NON AVERNE BISOGNO? DAI UN’OCCHIATA! LEGGI LE RECENSIONI!

Bibliografia: