Una buona valutazione della colonna vertebrale è fondamentale come primo approccio al paziente. La resistività delle vertebre danno tantissime informazioni all’operatore. Essa è uno step fondamentale nella ricerca della disfunzione primaria.

Possiamo intenderlo sempre come uno dei test globali, anche se già, dalla sua valutazione grossolana, riusciamo a passare anche ad una valutazione più specifica, più fine, dei singoli segmenti vertebrali.

Valutazione della colonna vertebrale

Valutazione della colonna vertebrale: cosa guardare

È importante porre la nostra attenzione:

  • Alla visione globale della colonna in ortostasi lungo il piano frontale: qui si potranno valutare eventuali alterazioni delle curve come le sue possibili inclinazioni in statica o in dinamica;
  • Alla visione delle rotazioni della colonna in flessione. E’ possibile apprezzare una rotazione vertebrale andando a valutare la presenza di gibbo costale dal lato della rotazione stessa. In osteopatia usiamo la valutazione del gibbo, non tanto per definire la presenza di una scoliosi che ricordo essere di pertinenza esclusivamente medica, ma per poter valutare il grado di rotazione e di convessità/concavità della colonna vertebrale.  La scoliosi deve, e sottolineo deve, essere diagnosticata dal medico!;
  • Alla visione delle curve rachidee sul piano sagittale (visione laterale): valutazione del grado di curva (curve accentuate, curve diminuite);
  • A valutare la mobilità, principalmente bisogna valutare lo scivolamento di una vertebra rispetto all’altra (nella posizione da seduto).

Cosa valutare da seduto

In osteopatia i test di valutazione vanno eseguiti passando dal globale allo specifico. Nella posizione seduta, siamo in grado di toccare con mano la reale disposizione vertebrale, la reale mobilità del gruppo vertebrale e della singola vertebra.

valutazione colonna vertebrale

Dopo la valutazione del gruppo vertebrale, ci concentriamo sulle singole vertebre che costituiscono il gruppo che presenta maggiore resistività alla mobilizzazione. Quindi si passa alla esecuzione del test di traslazione per valutare i gradi di traslazione di ogni vertebra. Reputo che non sia necessario, in questa posizione, valutare una vertebra rispetto la soprastante o sottostante, ma bisogna valutare la traslazione di ogni vertebra a destra e sinistra. Bisogna valutare le restrizioni di mobilità in traslazione.

Come possono presentarsi le vertebre

Nella valutazione delle singole vertebre è possibile trovare:

  • Da una parte movimento libero, dall’altro blocco brusco (disfunzione primaria). NB. La primaria si distribuisce su un unico livello mentre le secondarie su più livelli;
  • Da una parte il movimento è libero a dall’altro è limitato ma se si insiste, riusciamo a muovere la vertebra dalla parte bloccata (disfunzione secondaria);
  • Movimento libero bilateralmente (vertebra fisiologica).

Cosa molto importante, è che non bisogna soffermarsi alla disfunzione, bisogna andare oltre, bisogna capire il perchè la vertebra è fissata e dove. Se si riesce a lavorare sulla fissazione, riusciamo a risolvere il problema del blocco di movimento più facilmente.

NB. La traslazione a destra, presenterà una inclinazione a sinistra.

Prendendo in esame l’esempio appena fatto, migliore traslazione a destra con conseguente inclinazione a sinistra, bisogna capire quale faccetta articolare è fissata.

Come possiamo valutare la fissazione articolare?

Per la valutazione della fissazione, consiglio di effettuarla nella posizione prona. In posizione prona, è possibile simulare la flessione o estensione vertebrale aiutandosi con la respirazione del paziente.

Partiamo dall’esempio fatto: inclinazione destra con traslazione sinistra. Spesso sarà comunque accompagnata da una rotazione destra.

Essendo l’addome a contatto con il lettino, l’abbassamento del diaframma provocherà una flessione vertebrale. Mentre la risalita farà passare la posizione della colonna dalla flessione alla neutralità, quindi simulando una estensione partendo dalla posizione di flessione. In questo caso si valuterà la vertebra rispetto alla sua soprastante. Se durante la flessione l’inclinazionetraslazione e la rotazione dovesse risolversi, la faccetta in disfunzione sarà la sinistra (divergenza) viceversa, se si dovesse normalizza durante l’estensione vertebrale, la disfunzione si troverà sull’articolazione destra (convergenza).

NB. Se volessi approfondire meglio questo aspetto ti consiglio di leggere le disfunzioni vertebrali

Valutazione del sacro e coccige

Dalla posizione seduta iniziamo ad effettuare test aspecifici sulla reale mobilità dell’osso sacro.

Si inizia a valutare le basi sacrali. Posizioniamo i pollici sui solchi sacroiliaci (tra SIPS e BASE SACRALE). Si fa effettuare una inclinazione della colonna. Inclinando a destra, in fisiologia, si sentirà un avanzamento della base sacrale di destra e viceversa. Successivamente si spostano gli indici dove erano i pollici e i pollici sulle AIL (angolo infero laterale) e dovremo sentire una torsione del sacro, ovvero, nell’inclinazione a destra del rachide, la base destra avanzerà e l’AIL sinistra arretrerà. Esistono altre valutazioni del sacro come il TFS (test di flessione da seduto).

Valutazione osso sacro

Successivamente si passerà alla valutazione del coccige, della sua mobilità e posizione nello spazio. Si chiede una flessione al paziente, si cerca il coccige e una volta presovi contatto, si chiede al paziente di srotolarsi (ritornare nella posizione di riposo da seduto) facendo cadere il coccige sul proprio dito. Si farà effettuare una inclinazione destra al paziente e, normalmente si dovrà sentire il coccige spostarsi verso destra e viceversa.

Cosa valutare da prono

Nella posizione prona possiamo valutare, in maniera molto specifica, l’allineamento delle singole vertebre sia con le soprastanti che con le sottostanti. Per comodità, quando parliamo di disfunzione vertebrale, ci riferiamo sempre rispetto alla vertebra soprastante. Quindi se dovessimo andare a valutare la terza vertebra lombare L3, la valuteremo sempre rispetto alla seconda vertebra lombare L2. (Leggi l’anatomia delle vertebre lombari).

In questa posizione possiamo andare a valutare il tratto dorsale, lombare, sacro e coccige. Le vertebre cervicali si valuteranno, in maniera più specifica in posizione supina.

Valutazione del tratto dorsale e lombare

Le vertebre lombari e le vertebre dorsali, vengono valutate nello stesso modo in posizione prona. Le strutture che prendiamo a in considerazione per la valutazione del reale allineamento e della tipologia della disfunzione, sono le spinose. Posizioniamo le spinose tra il pollice e l’indice di ogni mano e valutiamo gli eventuali disallineamenti. In questa posizione, oltre all’allineamento è possibile valutare anche la distanza, lo spazio tra una vertebra e l’altra, andandoci a dare così se le due vertebre sono divergenti (vertebra inferiore in estensione rispetto alla superiore) o convergenti (vertebra inferiore in flessione rispetto la superiore). Specifico sempre rispetto alla superiore, perchè non sappiamo se la vertebra in reale disfunzione sia la superiore o l’inferiore. (Per approfondire l’argomento questo articolo sulle disfunzioni vertebrali).

valutazione vertebre lombari

Valutazione del sacro e coccige

Nella posizione prona si valuta maggiormente l’osso sacro. Possiamo andare a valutare anche in coccige, prendendone contatto e valutando la sua disposizione nello spazio e, nello specifico, lo stato dei suoi legamenti (valutazione possibile anche in decubito laterale). Per la valutazione di quest’ultimo, poniamo il nostro pollice ai lati e valutatiamo le sue possibili inclinazioni. In questo modo andremo a valutare i legamenti sacrociccigei laterali.

Es. Creiamo una inclinazione destra del coccige, quindi portando la sua punta verso destra (convessità sinistra e concavità destra), andremo a testare i legamenti sacrococcigei laterali sinistri e viceversa.

Per quanto riguarda l’osso sacro, poniamo il palmo della mano di ascolto a suo diretto contatto. Il posizionamento della mano è indifferente, direzione craniale o direzione caudale. La cosa importante è quella di riuscire ad ascoltare i suoi movimenti: nutazione (estensione cranica), contronutazione (flessione cranica), torsione. Qualora volessimo far esacerbare tali movimenti, possiamo chiedere al paziente di effettuare una inspirazione profonda.

Per valutare l’effettiva disfunzione sacrale, ovviamente abbiamo già effettuato il test di flessione da seduto (TFS), poniamo l’altra mano sopra la mano di ascolto e proseguiamo con il test del rimbalzo, effettuamo una pressione equamente distribuita e valutiamo il suo grado di mobilità: Si lascia comprimere (sacro in nutazione), pone eccessiva resistenza (sacro in contronutazione).

Questi sono i test più conosciuti ed effettuati agli inizi. Ovviamente sono presenti test più specifici che non verranno citati in questo articolo. (Qualora qualcuno volesse avere maggiori informazioni riguardo questi test, può fare richiesta direttamente lasciando un commento)

Cosa valutare da supino

Nella posizione prona si valuta principalmente il tratto cervicale. Andiamo quindi a valutare la mobilità delle vertebre cervicali. Quello che dobbiamo andare a ricercare, oltre al movimento, è la zona dove ha maggiore restrizione di mobilità e maggiore densità.

valutazione colonna cervicale

Si valutano le vertebre cervicali dai due lati (destro e sinistro). Inizialmente ci posizioniamo sulle trasverse (ripassa anatomia delle vertebre cervicali) per imprimere un movimento di lateralità (traslazione laterale), successivamente ci spostiamo sulle masse laterali per effettuare un movimento simil rotatorio. Bisogna dirigere la spinta verso il naso del paziente (in questa direzione andiamo ad effettuare questi movimenti nel verso del posizionamento delle faccette articolari che è di 45°).

PS. La valutazione sull’inclinazione del rachide cervicale l’abbiamo eseguita nella valutazione della colonna da seduto!

Come valutare vertebra cervicale in estensione o flessione

Per testare se la vertebra è in estensione o flessione spostiamo il mento del paziente. con il mento alzato andremo a valutare l’estensione della vertebra, con il mento abbassato sarà valutata la flessione.

Pensiero durante un mento alzato: Ponendo il caso di trovarci davanti divergenza delle spinose di due vertebre in posizione di neutralità (come già detto prendiamo in considerazione la soprastante rispetto la sottostante). Qualora fosse presente una disparità accentuata o invariata tra una spinosa (soprastante) e l’altra (sottostante), anche creando un’ascesa del mento del paziente, se il divario non dovesse attenuarsi è possibile che quella vertebra vada peggio in estensione, quindi potrebbe trattarsi di una vertebra in flessione. Rispetto a come erano in posizione neutra, la vertebra in esame sarà in disfunzione in flessione perchè non andrà in convergenza alzando il mento!

Come valutare OAE

C0-C1-C2 si discostano da quanto detto precedentemente sulle vertebre della tratto cervicale basso. Questo perchè esse non hanno un architettura standard, non presentano dischi intervertebrali. Per quanto riguarda C1 su C2, bisogna considerare la presenza dell’odontoide, ergo, i movimenti di C1 (atlante) saranno di rotazione sullepistrofeo. Per trovare le trasverse dell’atlante (C1), bisogna posizionare le dita davanti alle mastoidi dell’osso temporale e dietro il ramo ascendente della mandibola. Quindi cerchiamo di reperire le trasverse di C1, per esplorare la rotazione occorre, visto che non è palpabile la spinosa poiché non presente, bisogna posizionare le dita delle 2 mani in contatto tra loro con le unghie e posizioniamo gli anulari su inion, indici sulla spinosa di C2, i medi si troveranno sulla proiezione della spinosa di C1. Effettuiamo movimenti di rotazione, di circa 30°. Inizialmente saranno i condili dell’occipite a muoversi. Terminato il loro movimento, continuiamo con la rotazione e dovremo sentire che i medi scavalcano la spinosa che si trova sotto gli indici. Se questo non avviene vuol dire che C1 è bloccata. In rotazione destra, se i medi non riescono a superare, oltrepassare sulla sinistra la spinosa di C2, l’atlante è bloccata nella rotazione a sinistra, quindi atlante ruota facilmente a sinistra e non a destra.

Bibliografia:

  • Esperienza personale;
  • Appunti personali.