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Indice parte osteopatica

L’encefalo è contenuto nella cavità cranica, circondato da una capsula ossea, il midollo spinale invece è situato nello speco vertebrale e delimitato, quindi, dalle vertebre stesse. Entrambe queste strutture sono rivestite dalle meningi, definite rispettivamente dall’esterno all’interno, dura madre, aracnoide e pia madre; lo spazio compreso tra l’aracnoide, in stretta correlazione con la dura madre e la superficie esterna del SNC, intimamente ricoperta dalla pia madre, è definito spazio subaracnoideo ed è riempito di liquido  che prende il nome di liquor cerebrospinale o cefalorachidiano. Il SNC è quindi protetto in ogni sua parte sia da strutture ossee che dal liquor cerebrospinale, il quale, agisce come cuscinetto liquido. È definito “acqua di roccia” poichè assolutamente limpido.

Liquido cefalorachidiano

By Alan Hoofring –  Public Domain.

Fonte: https://visualsonline.cancer.gov/

Il liquor cerebrospinale è una sostanza trasparente che bagna il nevrasse, è contenuto nel tessuto aracnoideo (subaracnoideo), all’interno dell’asse osseo cranio-rachideo. Esso circola anche nelle guaine perivascolari e nei gangli cervicali toracici e lombari. Permea la corteccia cerebrale, il midollo spinale, i globi oculari e occupa anche gli spazi interni del SNC, quali i ventricoli e il canale ependimale. Si presenta come liquido trasparente rinnovato ogni 6h, ossia 3-4 volte al giorno in condizioni fisiologiche. È un ultra filtrato di plasma che comprende: proteine, cloruri, glucidi e praticamente nessun elemento figurato.

 Formazione del liquor cerebrospinale

Il liquor cerebrospinale è secreto dai plessi coroidei situati sui tetti dei ventricoli. Questi plessi sono dei complessi ciuffi di vasi sanguigni che sporgono nei ventricoli in corrispondenza di determinate zone della parete. Tale parete si trova sulla faccia mediale dell’emisfero (lamina corioidea) si assottiglia durante lo sviluppo embrionale, in modo da essere spinta lateralmente nel lume del ventricolo dai vasi della pia madre, che aderisce alla superficie esterna. All’inizio dello sviluppo embrionale ogni ciuffo di vasi è coperto da uno strato di cellule epiteliali che formano l’epitelio del plesso. Il plesso maturo possiede, quindi, due componenti: il tessuto connettivo della pia madre con i vasi e lo strato epiteliale; esso sporge all’interno della cavità del ventricolo ed è collegato alla pia madre esterna attraverso una fessura (fessura corioidea). Conforme alla rotazione dell’emisfero il plesso forma lungo la parete mediale del ventricolo un semicerchio, che si estende dal forame interventricolare di Monro fino al corno inferiore (o temporale). Il corno anteriore (o frontale) ed il corno posteriore (o occipitale)non contengono, invece, alcun plesso. Il plesso coroideo presenta quindi una superficie vasta ed estremamente convoluta. Ogni diramazione contiene arterie, capillari e caverne venose; tutti i vasi sono circondati da connettivo e collagene.

Il plesso corioideo è considerato il luogo di produzione del liquor. È qui, infatti, che il tessuto arterioso meningo-encefalico lascia filtrare dai suoi vasi fini, per dialisi, il plasma che diventa appunto liquor. Essi sono situati su:

  • Ventricoli laterali;

  • Terzo ventricolo;

  • Quarto ventricolo;

  • Seno destro.

 Circolazione

I ventricoli laterali ricevono liquor cerebrospinale dai plessi corioidei laterali. Il LCR raccolto in questi ventricoli arriva al III ventricolo tramite il forame di Monrò e si mescola al liquor del III ventricolo stesso, prodotto dai plessi coroidei mediani. In seguito il liquor attraverso l’acquedotto del Silvio (situato in corrispondenza della Sincondrosi sfeno-basilare o SSB), si congiunge con il liquor prodotto nel IV ventricolo e da qui passa, attraverso i due fori laterali di Luscka e il foro mediano di Magendie, nel compartimento periferico costituito dagli spazi sotto aracnoidei. Una parte, tuttavia, dal quarto ventricolo si continua nel canale ependimale all’interno del midollo spinale.

Liquor cerebrospinale

Luoghi di stoccaggio del LCR:

  • Confluente antero-superiore: dal chiasma alla protuberanza anulare;

  • Confluente antero-inferiore: cisterna basale in continuità con il confluente antero-superiore, dal bulbo alla protuberanza anulare;

  • Confluente antero-laterale: Silvio a livello del segmento inferiore della scissura di Silvio;

  • Confluente postero-inferiore: grande cisterna tra il bulbo e il cervelletto;

  • Confluente postero-superiore: al di sopra del cervelletto;

  • Confluente postero-laterale o ponto cerebellare: tra la protuberanza anulare e il cervelletto;

  • Confluente midollare che circonda il midollo dal bulbo al cul de sac duramerico.

 Riassorbimento

Il liquor viene riassorbito quando la sua pressione supera quella venosa con un gradiente pressorio superiore a 7mm/Hg. Il riassorbimento si effettua sia attraverso vie venose che vie linfatiche:

  • Del liquido interstiziale verso il sangue venoso;
  • Del liquido interstiziale verso vie linfatiche canale toracico e vena succlavia sinistra;
  • Del liquido intrstiziale verso i seni venosi cranici, in particolare il seno longitudinale superiore con le granulazioni del Pacchioni che formano dei bottoni aracnoidei estroflessi all’interno del lume venoso.

 Funzioni

  • Protezione del sistema nervoso centrale da urti contro strutture ossee che lo contengono;

  • Assieme al sangue permette di controllare modificazioni dell’ambiente interno→esempio: modificazioni di CO2 nel liquor fanno scattare risposte automatiche dei centri respiratori del tronco cerebrale che a loro volta regolano il rifornimento di O2 e Ph del corpo;

  • Riduce il peso dell’encefalo e consente la sua perfusione ad un livello costante trovandosi al di sopra della pompa cardiaca;

  • Assicura il trasporto di ormoni, neurotrasmettitori (serotonina), proteine (albumina e globuline specifiche), anticorpi (immunoglobuline, anticorpi virali);

  • È un ultrafiltrato che riceve i residui cellulari e assicura il trasporto dei nutrienti, è l’intermediario tra il sangue e le cellule.

Fluttuazione del liquor cerebrospinale

La fluttuazione del liquor è, ricordiamo, uno dei cinque elementi che permettono la mobilità dell’asse cranio-sacrale. Le variazioni di forma e di massa cerebrale nelle fasi di espansione e ritorno elastico sono uno dei fattori dovuti, infatti, dalla fluttuazione del liquor. L’idrodinamica del LCR si basa su fenomeni pressori e si svolge in un circuito chiuso realizzato dalla dura madre e dai suoi sepimenti cranici e spinali. Su tale argomento ci sono molte teorie:

  • Woolley e Shaw (Istituto Rockfeller) notarono una contrazione ritmica degli oligodendrociti (cellule appartenent alle nevroglia del SNC);
  • Leland e Clarke osservarono delle pulsazioni continue, che si verificano nelle strutture più sottili del cervello, caratterizzate da onde cicliche di 8-12 minuti, non correlate nè alla frequenza cardiaca nè a quella respiratoria. Inoltre sostennero anche loro la teoria sul movimento ritmico degli oligodendrociti;
  • Boswher, grazie alla sue ricerche, confermò le variazioni di pressione del LCR, ma ammise anche che ancora molti dubbi sono da sciogliere sulla fluttuazione del liquor, dato che il sistema è, di per sè, particolarmente difficile da studiare, la stessa esplorazione modifica le condizioni idrodinamiche nella quale essa si attua normalmente;
  • Sutherland osservò il LCR in condizioni fisiologiche, nel proprio ambiente naturale e notò che la fluttazione non solo esiste, ma possiede due chiare caratteristiche:
    • potenza fisica (energia) che agisce in tutto il corpo come un “meccanismo idrodinamico”;
    • potenziale elettrico che presenta fasi positive e negative.

Entrambe sono intimamente connesse con la motilità del SNC.

E’ possibile avvalorare quest’ultima ipotesi con la percezione degli impulsi ritmici presenti in tutti i cranii umani. La media fisiologica è compresa tra i 10/14 cicli al minuto. Questo fenomeno è chiamato impulso ritmico craniale.

Tecniche osteopatiche che agiscono sulla fluttuazione del liquor

Le tecniche che influenzano la fluttuazione del LCR sono:

  • compressione del IV ventricolo;
  • Mobilizzazione dei temporali (Rotolamento simmetrico o asimmetrico) NB. Nel simmetrico si effettua la rotazione esterna in concomitanza alla flessione cranica. È possibile effettuare tale rotolamento in accelerazione o in rallentamento (questo meccanismo lavora sulla fluttuazione longitudinale). NB. Nell’asimmetrico, ovvero rotazione esterna in estensione cranica, serve a rilanciare la fluttuazione trasversale, chiamato anche PUSSY FOOT.

Fluttuazione longitudinale: Nel valutare la fluttuazione è necessario stabilire un contatto con essa ma non modificarla, quindi il tatto deve essere molto delicato.

Compressione del IV ventricolo o ritardo: Esso viene usato per rilanciare la fluttuazione longitudinale, anche se altri autori affermano che rilancia sia la longitudinale che la trasversale. Il IV ventricolo viene compresso per rilanciare la fluttuazione del LCR. L’applicazione può essere fatti agli angoli posteriori delle ossa parietali, ai processi mastoidei dei temporali, ma è preferibile che la compressione sia applicata sul sovra-occipite, appena medialmente agli angoli laterali, per avere effetto sui centri fisiologici del corpo, posti nel pavimento del IV ventricolo. L’intento di tale tecnica è quello di rallentare la fluttuazione al punto tale da favorire l’interscambio attraverso i fluidi corporei. Quindi non ha un effetto soltanto ai centri nervosi del pavimento del IV ventricolo, ma ho un’azione sistemica. Come appena detto la reazione è sistemica e i brevi colpi ritmici del diaframma agiscono sulla cisterna del pequet, sul dotto toracico e su tutte le fasce del corpo. Nella compressione dei bordi laterali del sovra-occipite, l’osso viene portato ad una leggera compressione. In questo modo gli angoli laterali si avvicinano verso l’interno. Tutto questo agisce sul tentorio che si trova sopra il cervelletto. In questo caso il tentorio agisce sul cervelletto creando una rotazione dello stesso andando a creare un sollevamento del IV ventricolo attraverso l’azione del peduncolo cerebellare medio in diretto contatto con lo stesso. Tale peduncolo solleverà il ponte e il midollo al di sotto del pavimento. Il ventricolo viene trazionato verso l’alto creando una diminuzione del diametro antero-posteriore. La tecnica ha un’azione Parasimpaticotonica. Ma è più corretto dire che agisce sulla distonia neurovegetativa, essa crea un equilibrio a livello neurovegetativo.

Indicazioni alla tecnica:

  • Astenia;
  • Stati ortosimpaticotonici;
  • Compressione della SSB;
  • Ipertensione;
  • Stimolare le contrazioni uterine;
  • Infezioni acute.

Controindicazioni:

  • Epilessia;
  • Asma cardiaco;
  • Ipotensione;
  • Bradicardia;
  • Traumi cranici-cervicali;
  • Colpi di frusta recenti;
  • Asma in crisi acuta;
  • Gravidanza a termine;
  • Stati parasimpaticotonici e vagali;
  • Stati depressivi o depressioni nervose.

Attenzione, nell’esecuzione della tecnica non bisogna andare sulla mastoide, sul temporale o sui parietali.

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Bibliografia: