Autore: Giuseppe Ilardo

2 Aprile 2022

La ghiandola pituitaria è situata a livello della estremità inferiore del peduncolo ipofisario nella sella turcica, ovvero una depressione dell’osso sfenoide, che crea una loggia nota come fossetta ipofisaria. Superiormente, è delimitata dal diaframma ipofisario, ovvero una struttura muscolare che separa l’ipofisi dal chiasma ottico. Questo diaframma presenta una apertura centrale per il passaggio del peduncolo ipofisario.

Ghiandola pituitaria

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È doppiamente rivestita da membrane durali meningee (dura mater) ed è circondata da quattro seni, che nel complesso formando il seno circolare:

  • Seni intercavernosi (superiormente e inferiormente);
  • Seni cavernosi (lateralmente a dx e sx).

Ha una forma ovoidale ed è costituita da una parte anteriore e una parte posteriore con origini embrionali e funzioni completamente differenti.

Seno circolare ipofisi

Spaccato frontale dove possiamo apprezzare il seno circolare che viene a formarsi intorno alla ghiandola pituitaria. Fonte: By Okkes Kuybu, MD and Diana – Kuybu O, Dossani RH. Cavernous Sinus Syndromes. [Updated 2019 Apr 4]. In: StatPearls [Internet]. Treasure Island (FL): StatPearls Publishing; 2019 Jan-. Available from: https://www.ncbi.nlm.nih.gov/books/NBK532976/, CC BY 4.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=80192617

Indice delle informazioni che troverai nell’articolo

Ghiandola pituitaria: rapporti diretti

  • Inferiormente: tetto del seno sfenoidale (sella turcica);
  • Superiormente: tuber cinereum ipotalamico;
  • Anteriormente: chiasma dei nervi ottici;
  • Posteriormente: ponte, arteria basilare, due arterie cerebrali posteriori.
Ipofisi anatomia

Anatomia dell’ipofisi e rapporti

Ipofisi: vascolarizzazione arterovenosa

La vascolarizzazione dell’ipofisi è strutturata in modo tale da garantire l’interazione funzionale con l’ipotalamo (si parla di asse ipotalamico-ipofisario) in modo tale da permettere lo scambio di ormoni tra ipotalamo e ipofisi. Questo sistema nel complesso prende il nome si sistema portale i cui capillari sono sempre fenestrati e dotati di periciti.

La vascolarizzazione in afflusso è concessa da due rami di derivazione della arteria carotide interna e dai suoi rami:

  • Una arteria ipofisaria inferiore: deputate all’irrorazione principalmente della adenoipofisi e del peduncolo ipofisario.
  • Più di una arteria ipofisaria superiore: Sono deputate all’irrorazione della neuroipofisi.

Vascolarizzazione dell’adenoipofisi: L’arteria ipofisaria superiore forma il plesso capillare primario a livello dell’eminenza mediana e questo plesso termina a livello delle vene portali che scorrendo lungo la pars tuberalis forniscono il plesso capillare secondario. Questi due plessi drenano come segue:

  • Il plesso primario, alimentato dall’arteria ipofisaria superiore, drena in vasi portali (venule infundibolari).
  • Il plesso secondario, alimentato dal plesso primario tramite i vasi portali, drena in vene ipofisarie della adenoipofisi. Notiamo immediatamente che è stata definita una rete mirabile venosa vena – capillari venosi – vena che fa parte nel complesso con il plesso primario del sistema portale.

Questo sistema portale giunge alla adenoipofisi rifornendo la pars distalis di ormoni di rilascio/inibitori ipotalamici.

Dalla rete capillare secondaria il sangue refluo defluisce a livello delle vene ipofisarie della adenoipofisi e da qui raggiungono la circolazione sistemica mediante il seno cavernoso della dura madre. Esiste una via di controllo a feedback negativo diretto da parte dell’ipofisi sull’ipotalamo grazie ad una connessione che avviene tramite il circolo capillare secondario e la neuroipofisi mediante corte vene portali e da qui viene raggiunto l’ipotalamo stesso.

Vascolarizzazione della neuroipofisi: Le arterie ipofisarie inferiori nascono dalle arterie carotidi interne e dai loro rami. Queste capillarizzano e fuoriescono in qualità di vene ipofisarie della neuroipofisi. Il drenaggio venoso ha la fondamentale funzione di trasportare gli ormoni ipofisari dalla ghiandola fino ai tessuti bersaglio.

Vasi portali ipofisi

Visuale del sistema portale dell’adenoipofisi. Fonte: By OpenStax College – Anatomy & Physiology, Connexions Web site. http://cnx.org/contents/IgqATiKA@3/The-Pituitary-Gland-and-Hypoth, Jun 19, 2013., CC BY 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=30148144

Drenaggio linfatico

Totalmente assente.

Innervazione

Ipofisi è innervata da ipotalamo e fibre del sistema nervoso autonomo (simpatiche e parasimpatiche) per regolazione della coordinazione vascolo-motoria.

Adenoipofisi o apofisi anteriore

La adenoipofisi, la parte anteriore della ghiandola pituitaria, si trova a contatto con il lobo posteriore. Alla adenoipofisi, giungono ormoni provenienti da nucleo arcuato e alcuni neuroni del nucleo paraventricolare.

L’adenoipofisi, la parte anteriore della ghiandola pituitaria, si sviluppa dalla tasca di Rathke, una evaginazione ectodermica dello stomodeo, alla 3° settimana di vita embrionale. È deputata alla secrezione di ormoni tropici diretti contro altre ghiandole endocrine (ACTH, FSH, LH, TSH) e ormoni non tropici diretti contro cellule non endocrine (GH, PRL). È costituita da tre porzioni:

La parte distale è la parte maggiormente sviluppata della ghiandola anteriore. È costituita da cordoni e gruppi di cellule epiteliali immersi in uno stroma fibroso reticolare in contatto con vasi capillari. Questa porzione stromale è più densa a livello della capsula che emettendo lamine fibrose separa alcune porzioni cellulari della parte distale.

Le cellule costituenti la parte distale, sono cellule endocrine secernenti di tipo epiteliale. Si distinguono varie tipologie di cellule epiteliali della pars distalis:

  • Cellule acidofile: secernono ormoni non tropici, ovvero ormoni aventi come tessuto bersaglio il tessuto effettore finale.
  • Cellule somatotrope: deputate alla produzione di ormone della crescita (GH). Costituiscono circa la metà dell’intero tessuto della pars distalis adenoipofisaria. Il rilascio di GH è mediato dall’ormone ipotalamico GHRH che però induce anche al rilascio dell’ormone somatostatina che inibisce la secrezione di GH. Anche l’ormone grelina secreto dalle ghiandole gastriche è in grado di stimolare queste cellule alla produzione dell’ormone della crescita coordinando l’assunzione di cibo con la crescita. Le cellule contengono granuli acidofili contenenti l’ormone.
  • Cellule lattotrope: deputate alla produzione di ormone prolattina (PRL). Costituiscono una parte minore del tessuto e contengono granuli acidofili contenenti l’ormone. La secrezione di questo ormone viene inibita dalla dopamina e viene favorita dall’ormone PRH sempre ipotalamico. Una peculiarità è che quando questi granuli vengono rilasciati, queste cellule appaiono come cromofobe. Le cellule lattotrope aumentano di molto le dimensioni e la popolazione complessiva a livello della ademoipofisi determinando un ingrossamento della ghiandola nelle donne in stato di gravidanza.

 

  • Cellule basofile: secernono ormoni tropici, ovvero molecole aventi come tessuto bersaglio un altro tessuto endocrino secernente un ulteriore ormone.
  • Cellule gonadotrope: deputate alla produzione di ormoni gonadotropici (FSH e LH).
  1. Le cellule produttrici di FSH sono ubicate prevalentemente a livello delle porzioni postero-laterali della pars distalis.
  2. Le cellule produttrici di LH sono ubicate prevalentemente a livello della parte centrale della pars distalis.

Il rilascio degli ormoni suddetti è regolato dalla presenza del fattore ipotalamico GnRH. Sono cellule PAS-positive e la basofilia è data dall’intensità del REG presente.

  • Cellule tireotrope: deputate alla produzione di ormone tireotropina (TSH). Non hanno una localizzazione precisa ma si trovano sparse in tutto il volume della pars distalis. Il rilascio dell’ormone TSH è soggetto alla presenza dell’ormone ipotalamico TRH. La basofilia delle cellule è data dall’abbondanza dei ribosomi e sono cellule PAS-positive.
  • Cellule corticotrope: deputate alla produzione di ormone corticotropo (ACTH). Sono ubicate a livello della zona posteromediale della pars distalis. Il rilascio dell’ormone ACTH è condizionato dalla presenza del fattore di rilascio ipotalamico CRH. La basofilia di queste cellule viene determinata dal citoplasma ricco di ribosomi e REG, quindi strutture acide. Sono cellule PAS-positive.

 

  • Cellule cromofobe: costituiscono la componente staminale non secernente (circa il 30% del parenchima). Si tratta infatti di elementi indifferenziati, privi di attività secretoria e privi di granuli. Ne fanno parte le cellule stellate e cellule di riserva. Le cellule stellate hanno una particolare forma stellata e hanno la facoltà di formare follicoli. Hanno essenzialmente funzione di sostegno meccanico e trofico (regolatoria).

 

Le cellule appena descritte della adenoipofisi, presentano rapporti caratteristici con il sistema portale ipotalamico-ipofisario. Questa grande rete capillare ha la funzione di trasportare fattori di rilascio e fattori di inibizione prodotti dai neuroni parvocellulari ipotalamici, sino alle cellule dell’adenoipofisi.

Cellule ipofisi anteriore

By Mikael Häggström, M.D.- Author info- Reusing images- Conflicts of interest:NoneMikael HäggströmConsent note: Consent from the patient or patient’s relatives is regarded as redundant, because of absence of identifiable features (List of HIPAA identifiers) in the media and case information (See also HIPAA case reports guidance). – Own work, CC0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=96257233

La parte intermedia è formata da cellule in rapporto con la pars nervosa neuroipofisaria e disposte a formare delle piccole cisti ripiene di colloide (cisti di Rathke) o raggruppamenti cellulari.

A livello della pars intermedia, viene secreto l’ormone melanocito-stimolante (intermedina o MSH).

La parte tuberale dell’adenoipofisi continua con la parte distale e contribuisce alla costituzione del peduncolo ipofisario.

È costituita da cellule endocrine e cellule follicolari rappresntando la parte di ipofisi adibita alla regolazione delle funzioni neuroendocrine tra ipotalamo e ipofisi. Le cellule follicolari si suddividono in cellule epiteliali, organizzati in cordoni allungati che seguono il decorso di condotti vascolari sanguiferi ed essendo a contatto con le cellule endocrine sono adibite al trasporto trans-cellulare, e cellule follicolo-stellate che si interpongono tra gli elementi endocrini.

Le cellule di questi cordoni follicolari della parte tuberale sono immerse nello stroma connettivale e sono prevalentemente costituite da cellule cromofobe, dato che sono quasi completamente assenti le cellule acidofile e basofile.

Le cellule cromofobe, in questa sede, svolgono funzione macrofagica e pinocitotica contro gli elementi cellulari dannosi, fungendo da barriera tra il liquor encefalico (III ventricolo e spazio subaracnoideo) ed il sangue capillare.

Le cellule endocrine fanno essenzialmente riferimento a cellule tireotrope e cellule gonadotrope.

Neuroipofisi o apofisi posteriore

La neuroipofisi, la parte posteriore della ghiandola pituitaria, si trova a contatto con il lobo anteriore. Alla neuroipofisi, giungono ormoni provenienti da nucleo sopraottico e alcuni neuroni del nucleo paraventricolare.

È costituita da tre porzioni:

  • Eminenza mediana
  • Infuindibolo
  • Pars nervosa (parte nervosa)

L’eminenza mediana e l’infundibolo hanno struttura similare. In particolare, si annovera la presenza di:

  • Fibre amieliniche (assoni)
  • Elementi gliali (pituiciti)
  • Componente vascolare

Le fibre nervose amieliniche vanno a costituire il fascio ipotalamo-ipofisario, che collegano quindi in nuclei sopraottici e paraventricolari con la neuroipofisi, facendo sinapsi con i capillari sanguiferi comunicanti con la ipofisi posteriore.

Questi fasci possiedono a livello terminale, delle dilatazioni sinaptiche da dove potranno fuoriuscire gli ormoni prodotti dall’ipotalamo per dirigersi a livello della neuroipofisi (ossitocina e ADH).

Queste fibre amieliniche, presentano inoltre degli ammassi cromofili noti come corpi di Herring che sono costituiti da materiale neurosecreto, ossitocina e vasopressina, che si accumula a tratti lungo il decorso della fibra stessa.

Le terminazioni nervose quindi si portano a ridosso dell’endotelio vascolare fenestrato, andando a costituire una sinapsi che prevede il rilascio degli ormoni ossitocina e vasopressina che raggiungono quindi la circolazione sistemica.

Il passaggio degli ormoni è consentito dalla lamina basale dell’endotelio vascolare e dai pituiciti, cellule gliali che mediano le connessioni tra neuroni e capillari. Ai pituiciti sono quindi attribuite le funzioni di sostegno, accumulo e scarica del neurosecreto a livello del torrente capillare.

Il sistema capillare della neuroipofisi origina dalle arterie ipofisarie inferiori.

Le vescicole degli assoni neuronali provenienti dai nuclei sopraottico e paraventricolare ipotalamici contengono il neurosecreto (OXT o ADH) e neurofisina, ovvero una molecola in grado di legarsi all’ormone secreto e coadiuvarne il trasporto.

Neuroipofisi

Le cellule neurosecretorie ipotalamiche rilasciano Ossitocino o ADH all’interno dell’ipofisi posteriore (neuroipofisi). Questi ormoni sono immagazzinati e rilasciati nel sangue tramite i capillari del plesso. Fonte: By OpenStax College – Anatomy & Physiology, Connexions Web site. http://cnx.org/content/col11496/1.6/, Jun 19, 2013., CC BY 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=30148142

Bibliografia

Autore Giuseppe Ilardo

Autore Giuseppe Ilardo

Studente di Medicina e Chirurgia.

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