Scapola

Scapola-scollamento

Trattamento generale osteopatico della spalla: tecnica 

L’operatore è in affondo con entrambe le gambe e si pone omolaterale al lato del decubito del paziente. L’operatore afferra e mobilizza la scapola del paziente. Tale mobilizzazione può essere preceduta da una manovra di scollamento portando l’arto superiore in rotazione interna massima (avambraccio piegato a 90° e posizionato dietro la schiena del paziente) e cercando di liberare le fibre muscolari in tutte le direzione dello spazio. Una volta liberati i tessuti si avvolge la scapola con la mano craniale a livello della spina scapolare e con la mano caudale a livello dell’angolo inferiore per poi terminare compiendo delle circonduzioni.

SUCCESSIVAMENTE

Secondariamente l’operatore si pone si affondo con la gambe (esterna avanti), il paziente rimane in decubito laterale. Si pongono i pollici sotto al cavo ascellare scavalcando tendini inserzionali dei muscoli grande pettorale e gran dorsale. Superiormente le dita si possono porre a livello della borsa deltoidea e compiendo movimenti di abduzione. Questa manipolazione può essere indicata in caso di impingement, conflitto sub-acromiale o per le sindromi di “spalla congelata. Spostando superiormente le dite nel terzo laterale della linea cucullare si monitora articolazione acromio-claveare, si può mobilizzare la clavicola o soffermarsi sull’articolazione sterno-costo-clavicolare.

Spalla-decubito-laterale

Numerose sono le patologie attribuite alla spalla che in realtà osteopaticamente risultano essere condizioni arginabili o totalmente risolvibili poiché derivanti da situazioni disfuzionali che interessano distretti limitrofi.

Bibliografia:

  • Marcello L. Marasco, Archi funzionali e biomeccanica vertebrale di John Martin Littlejohn, Marrapese 2009.