Il termine usato come costipazione, è un termine molto vago che abbraccia diverse sintomatologie. Non necessariamente un soggetto costipato, risulta essere affetto da problematiche intestinali proprio a causa delle tantissime sintomatologie proprie di questo termine. Infatti, con il termine costipazione si indicano diversi disturbi intestinali come:

  • Feci dure durante l’evacuazione;
  • Transito intestinale rallentato;
  • Evacuazione incompleta;
  • Alterata frequenza di evacuazione (meno di 3 volte a settimana);
  • Tempo eccessivo trascorso in bagno (1)…

Costipazione

Approssimativamente il 30% degli individui della popolazione mondiale ha avuto uno dei sintomi appena citati durante la propria vita. Di questi la maggior parte della popolazione colpita è rappresentata da anziani e donne (2). Generalmente i soggetti maggiormente colpiti sono di età compresa tra 45-55 anni negli uomini e dopo i 30 anni nelle donne (3).

Cause della stitichezza

Le cause della stitichezza o stipsi risultano essere di carattere multifattoriale. Spesso il motore primario è l’alimentazione che vede il consumo di cibi ricchi di proteine e poveri di fibre con un’assunzione limitata di acqua. Tutto questo causa una soppressione della peristalsi intestinale. La diminuzione della progressione del materiale fecale e la sua maggiore permanenza, causa un eccessivo riassorbimento di acqua provocando un eccessivo indurimento e compattazione delle feci (3). Oltre all’alimentazione, l’alterata peristalsi potrebbe essere dovuta dall’alterazione della normale struttura del sistema nervoso enterico composto dal plesso sottomucoso di Messner e mioenterico di Auerbach (4). Ma anche una non corretta attività fisica o un non corretto stile di vita, possono essere inquadrate come cause primarie (5).

Cause della stitichezza

Ma oltre alle cause appena citate, annoverate tra le cause primarie della stipsi, è stato visto che spesso i soggetti costipati presentano anche alcune delle seguenti condizioni associate che possono essere definiti fattori causali (di seguito ne vengono citati alcuni):

  • Condizioni chirurgiche:
    • Tumore del colon-retto;
    • Diverticolosi;
    • Compressione esterna da tumore;
    • Rettocele (scivolamento del retto in vagina);
    • Anomalie post chirurgiche;
    • Fistola anale;
    • Megacolon;
  • Disordini neurologici:
    • Depressione;
    • Parkinson;
    • Patologia del midollo spinale;
    • Neuropatia autonomica;
  • Malattie metaboliche:
    • Malattia renale cronica;
    • Diabete mellito;
    • Uremia;
    • Porfiria;
    • Iperparatiroidismo;
  • Disordini gastrointestinali:
    • Fistola;
    • Emorroidi;
    • Prolasso rettale;
    • Sindrome dell’intestino irritabile;
  • Problematiche muscoloscheletriche:
    • Sclerodermia;
    • Amiloidosi;
    • Dermatomiositi;
  • Farmaci:
    • Antidepressivi;
    • Antistaminici;
    • Diuretici;
    • Antiepilettici.

Queste sono soltanto alcune delle condizioni che possono associarsi alla malattia. Qualora volessi leggere la tabella completa puoi visionarla all’interno dell’articolo che troverai in bibliografia (35).

Classificazione della stipsi

La costipazione viene classificata in 3 ampie categorie:

  1. Stitichezza da transito normale;
  2. Stitichezza da transito lento;
  3. Stitichezza da disordini fecali.

Secondo alcuni studi, la stragrande maggioranza dei soggetti affetti da stipsi, risultano essere a transito normale (59%), seguiti dai soggetti affetti da costipazione da transito lento (25%). Il restante 16% è distribuito tra i soggetti con disordini nell’evacuazione (13%) e i soggetti che oltre ai problemi nell’evacuazione, presentano associato un intestino pigro (3%) (6).

Stitichezza a transito normale

La stipsi da transito normale è rappresentata dalla difficoltà nell’evacuazione o dalla presenza di feci dure. Tuttavia, le feci presentano una normale progressione all’interno del colon. Essa è una problematica che trova risoluzione, sollievo, già con la normale somministrazione farmacologica (6).

Costipazione da transito lento

La costipazione da transito lento si presenta maggiormente nelle giovani donne che presentano un intestino pigro o un colon che non riesce ad avere una corretta coordinazione tra le sue differenti parti (5).

Stipsi da disordini fecali

La stipsi da disordini fecali si presenta nei soggetti con normale o lento transito, quella che la contraddistingue dalle altre tipologie è la presenza di problemi durante l’evacuazione. Infatti, nei soggetti affetti, l’evacuazione è spesso inadeguata o difficoltosa a causa di una contrazione anale paradossa o spasmi anali involontari (3-5).

Diagnosi della stipsi

La diagnosi della stipsi deriva dallo studio della storia clinica aiutata da esami radiologici e sierologici che hanno lo scopo di eliminare eventuali condizioni che possono essere una delle cause secondarie della costipazione stessa.

Essendo comunque di carattere clinico, il medico deve trovare determinati criteri, conosciuti criteri Roma III che aiutano ad identificare la presenza della problematica (3-5).

Per far sì che ci sia la diagnosi di stipsi, è necessario che siano presenti almeno due dei criteri citati successivamente. Criteri soddisfacenti per 3 mesi con insorgenza almeno maggiore di 6 mesi prima della diagnosi.

Devono essere soddisfatti almeno due dei seguenti criteri:

  1. < 3 defecazioni a settimana;
  2. Feci grasse o dure;
  3. Evacuazione incompleta;
  4. Sensazione di blocco anorettale od ostruzione;
  5. Esecuzione di manovre manuali per facilitare la defecazione;
  6. Forza eccessiva durante la defecazione (5).

Terapia della stipsi

Qualora fosse appurata l’assenza di eventuali cause secondarie di cui abbiamo parlato sopra, la terapia per la costipazione è molto simile a quella riportata nella donna in gravidanza.

La prima terapia della stipsi vede di fondamentale importanza la modifica dello stile di vita. Sicuramente l’idratazione e l’aumento dell’attività fisica sono raccomandate come riportato in diversi studi (7-8). L’assunzione di fibre nella dieta è fondamentale per migliorare il transito intestinale e la morbidezza delle feci. In genere bisognerebbe assumere una dose giornaliera di fibre pari a 20-25 gr per circa 1-2 settimane e uso di integratori di fibre.

Fibre e stitichezza

Qualora non fosse sufficiente, è possibile, dietro prescrizione medica, l’assunzione e lassativi seguendo un determinato iter terapeutico (3).

Osteopatia e stitichezza

Tengo a precisare che in osteopatia non esistono protocolli per la risoluzione di una determinata problematica. Tale affermazione non è stata tanto vera quanto in questo caso. Come abbiamo già ampiamente detto, la costipazione o stipsi o stitichezza, chiamiamola come vogliamo, è una problematica che presenta una origine multifattoriale. Nonostante l’eziopatogenesi multifattoriale, il trattamento osteopatico risulta essere indicato come una delle terapie da adottare per il miglioramento/risoluzione della stitichezza. In letteratura sono riportati diversi studi che confermano quanto appena detto (9-10).  Compito dell’osteopata, dato che inizia ad essere una delle prime figure professionali a cui si rivolge la popolazione, è quello di riuscire a inquadrare la problematica per capire se il paziente è un paziente osteopatico oppure no. Dico già, per esperienza personale, che, nella maggior parte dei casi, la problematica bisogna approcciarla in maniera multidisciplinare. L’anamnesi osteopatica, durante la prima visita, è di fondamentale importanza. È indispensabile indagare sull’alimentazione e l’attività motoria del soggetto in esame, sullo stile di vita e sulla presenza o assenza di malattie con terapia annessa. Tutto questo non deve servire per fare diagnosi, cosa che spetta al medico, ma per riuscire a capire fino a che punto il trattamento osteopatico sia indicato.

Da questa indagine, spesso si comprende come uno scorretto stile di vita (es. alimentazione errata, inadeguata assunzione d’acqua, sedentarietà…), sia visto come la normalità da parte del paziente.

Una volta appurata la legittimità del trattamento, eliminate le controindicazioni al trattamento, il paziente verrà trattato non settorialmente, ma globalmente, com’è giusto che sia.

 

Controindicazioni al trattamento osteopatico

Non tutti i pazienti soggetti a costipazione sono pazienti osteopatici. I pazienti con pregressi interventi al grande intestino (intestino crasso), affetti da IBS (sindrome dell’intestino irritabile), tossicodipendenti, sono pazienti che non riuscirebbero a beneficiare del trattamento osteopatico a causa della presenza di una patologia di fondo che dovrebbe essere trattata in maniera allopatica in prima istanza (10).

Cosa valutare nella stipsi

Come già detto, non è possibile creare una procedura che vada bene per tutti i pazienti poiché ognuno di essi presenta una determinata storia clinica. Ovviamente porremo maggiore attenzione al compartimento gastrointestinale e faremo maggiore attenzione alle zone che presentano una modifica di direzione o di diametro delle componenti intestinali (11).

Porremo particolare attenzione alla parte sigmoidea, alle due flessure coliche, alla valvola ileocecale e alla flessura duodeno-digiunale. Qualora dovessimo riscontrare differenti zone intestinali da trattare, in base alla mia pratica quotidiana, consiglio di trattare le strutture da valle a monte (es. prima sigma e poi valvola ileocecale) (11).

Osteopatia e stitichezza

Tuttavia, il trattamento osteopatico è globale, a tal proposito bisogna comunque porre attenzione e trattare all’occorrenza il sistema enterico. Questo possiamo farlo indirettamente andando a lavorare parte dei sistemi che, insieme ad esso, vanno a comporre il sistema nervoso autonomo e cioè il sistema parasimpatico (lavorando il nervo vago) e il sistema ortosimpatico (valutando e trattando la zona toraco-lombare) (11).

Valutazione tratto dorso lombare

Ricordiamo inoltre che la motilità intestinale è aiutata dalla discesa e risalita del muscolo diaframma. Nel nostro caso è obbligatorio valutarlo e trattarlo qualora fosse necessario. Legato alla valutazione e trattamento del diaframma è il pavimento pelvico, di fondamentale importanza in questo caso (11).

Valutazioni successive 

All’interno dell’articolo abbiamo parlato dei criteri Roma III come metodo per la diagnosi della stipsi. Tuttavia, dato la diagnosi non di competenza dell’osteopata, è possibile valutare il lavoro svolto grazie alla compilazione di un breve diario (non necessariamente cartaceo) da parte del paziente utilizzando i criteri di Cleveland e i Bristol Stool Scale.

Criteri di Cleveland

Si tratta di un questionario da far compilare al paziente riguardo la severità della propria costipazione. È un sistema che valuta la severità della stipsi in base ad una scala di punteggio che va da 0 a 30. 0 indica nessuna costipazione e 30 severa costipazione. Se il paziente dovesse indicare 15 come punteggio, allora si parlerà di costipazione cronica (12). Tale test è utile da effettuare prima dell’inizio dei cicli di trattamento così da poter rapportare tale punteggio a quello indicato nelle sedute successive (11).

Bristol Stool Scale

La scala di Bristol indica, attraverso la valutazione della consistenza delle feci, accostate ad una specifica numerazione, il tempo di transito del materiale fecale all’interno del tratto intestinale. Viene utilizzata una numerazione che va da 1 a 7 così suddivisa:

  1. “Consistenza come delle noci”;
  2. “Come una salsiccia grumosa”;
  3. “Come una salsiccia con crepe;
  4. “Come un serpente liscio”;
  5. “Con parti morbide”;
  6. “Consistenza molto soffice”;
  7. “Consistenza liquida”.

Il tempo di transito ottimale corrisponde al valore “4”. Il valore “1” indica un transito molto lento mentre il valore “7” indica un transito molto veloce (10).

Bibliografia:

  1. Lembo A, Camilleri M. Current concepts chronic constipation. The New England Journal of Medicine. 2003; 349(14):1360-1368;
  2. Bharucha AE, Pemberton JH, Locke GR 3rd. American Gastroenterological Association technical review on constipation. Gastroenterology. 2013;144:218–238;
  3. Tika Ram Bhandari and Sudha Shahi, Constipation. 2019 DOI 10.5772 intechopen.82392;
  4. Shaposhnikov Veniamin Ivanovich, To the Problem of Pathogenesis of Chronic Constipation. DOI: 10.26717/BJSTR.2019.23.003857;
  5. Lindberg G, Hamid SS,Malfertheiner P, Thomsen OO, Fernandez LB, Garisch J, et al.World gastroenterology organisation global guideline: Constipation—Aglobal perspective. Journal of Gastroenterology. 2011;45(6):483;
  6. Ashraf W, Park F, Lof J, Quigley EM. An examination of the reliability of reported stool frequency in the diagnosis of idiopathic constipation. The American Journal of Gastroenterology. 1996;91:26-32;
  7. Derbyshire E, Davies J, Costarelli V, Dettmar P. Diet, physical inactivity and the prevalence of constipation throughout and after pregnancy. Maternal & Child Nutrition. 2006;2:127-134;
  8. Chua HC, Nieh CC. The Effect of Lifestyle Modification in Treatment of Constipation in Older Adult. MedCrave Group LLC; 2016;
  9. Aurélie Belvauxa, Michel Bouchouchaa, Robert Benamouzig, Osteopathic management of chronic constipation in women patients. Results of a pilot study. Clinics and Research in Hepatology and Gastroenterology (2017) 41, 602—611;
  10. Rebecca Brugman Kylie Fitzgerald Gary Fryer, The effect of Osteopathic Treatment on Chronic Constipation – A Pilot Study. International Journal of Osteopathic Medicine 13(1):17-23;
  11. Esperienza personale;
  12. Steven Wexner, A constipation scoring system to simplify evaluation and management of constipated patients. 1996, Diseases of the Colon & Rectum;.
Angelo Terranova

Angelo Terranova

Fondatore di OsteoLab, Autore

Ciao, mi chiamo Angelo Terranova e sono un Osteopata. La mia passione per l'osteopatia mi ha portato nel 2015 a fondare OsteoLab che, insieme ad alcuni fidati colleghi, mi impegno a mantenere sempre aggiornato.

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