Come recita l’enciclopedia Treccani, per occlusione dentale si intende “i reciproci rapporti assunti dalle arcate dentarie in posizione di combaciamento”. Per normo-occlusione, in ortodonzia, non si intende soltanto il normale combaciamento delle arcate dentali, ma essa abbraccia un concetto molto più ampio che, oltre alle arcate dentali, racchiude concetti anatomici, gnatologici, neuro-muscolari ed estetici. Derivando dall’insieme di questi concetti, per parlare di corretta occlusione bisogna prendere in esame l’occlusione funzionale e non ideale, quindi, una condizione di armonia tra le arcate dentali in modo tale da sviluppare rapporti sia statici che dinamici senza l’alterazione dell’equilibrio articolare, neuro-muscolare ed estetico. Seguendo questo ultimo concetto, possiamo dire quindi che la corretta occlusione dentale deriva dall’equilibrio di diverse strutture che garantiscono il corretto combaciamento degli elementi dentali.

Occlusione dentale

Normo-occlusione. Immagine presa da Rappresentazione delle differenti classi di malocclusione. Henry W. L’ortodonzia moderna. Milano LSWR Srl 2013

Occlusione dentale: le strutture che partecipano

Le strutture sono molteplici ma, affinché si possa parlare di normo-occlusione (funzionale), bisogna che:

  • I Denti delle arcate superiore e inferiore devono combaciare senza deviazioni mandibolari nella chiusura, inoltre deve essere presenta sia una guida incisiva che canina. L’arcata superiore deve sempre sovraoccludere l’arcata inferiore con un overjet (distanza orizzontale tra gli incisivi superiori ed inferiori con un valore fisiologico di 2mm);
  • I Muscoli masticatori, devono lavorare nell’ambito del loro range fisiologico durante l’espletamento delle loro funzioni;
  • I movimenti Articolari (i condili mandibolari), devono muoversi in maniera simmetrica tra di loro;
  • L’Estetica, seguendo l’assioma secondo cui ciò che funziona è anche bello da vedere, deve essere piacevole.

Attenendosi a tali requisiti, una corretta occlusione dentale si raggiunge soltanto con l’armonia statica e dinamica delle strutture basali ossee, una corretta funzione neuro-muscolare, un ottimale combaciamento dentale tra l’arcata superiore ed inferiore e un’adeguata forma dei tessuti molli dell’apparato stomatognatico.

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Bibliografia: