13 Novembre 2020

Intestino e dolore lombare

Non sempre il mal di schiena è da attribuire ad un problema della colonna vertebrale, bensì a ciò che sta davanti ad essa e che si trova ad avere un rapporto molto, molto intimo! Si, parliamo proprio dell’intestino. In questo articolo parleremo di intestino e mal di schiena con i loro collegamenti e le possibili soluzioni.

Se dovessi avere dolore lombare e soffrire di stipsi, di meteorismo (gonfiori vari), di colite, ti consiglio di continuare a leggere perché il problema intestinale potrebbe essere la causa della tua lombalgia.

Indice delle informazioni che troverai nell’articolo

Faremo alcuni piccoli esempi attraverso i quali vedremo anche il collegamento diretto tra l’intestino e la colonna lombare così da riuscire a giustificare come alcune lombalgie possono essere “vere”, nonostante la negatività degli esami diagnostici (es. RX della colonna vertebrale). Parleremo dei motivi per i quali le tensioni addominali possono portare al mal di schiena e verranno dati consigli ed esercizi per far passare il mal di schiena.

Intestino e mal di schiena

Sicuramente ti sarai domandato: ma perché l’intestino causa mal di schiena? Per diversi motivi:

  1. Intestino e colonna vertebrale si trovano molto vicini, a volte anche a contatto;
  2. L’intestino si ritrova in stretto rapporto con diversi muscoli che originano dalla colonna vertebrale (muscolo ileo-psoas);
  3. L’infiammazione intestinale causata da un’alimentazione non corretta, può provocare alcune situazioni che possono portare ad un sovraccarico della colonna lombare e quindi a dolore.

Colonna vertebrale e intestino

Non tutti sanno che l’intestino si trova legato alla parete addominale posteriore e alla colonna vertebrale attraverso diversi legamenti. Processi infiammatori, irritazioni delle mucose intestinali, stipsi, possono alterare la qualità dei tessuti intestinali e di conseguenza le strutture adiacenti (es. i muscoli della colonna vertebrale).

Il muscolo ileo psoas è uno delle strutture che spesso vengono influenzate dall’intestino e, facendo parte dei muscoli che originano dalla colonna vertebrale, la sua tensione si scarica sulla zona lombare.

Spesso un’alimentazione non corretta, la distruzione della flora batterica intestinale causata ad esempio da una cura antibiotica non seguita da una terapia che integri tale flora, potrebbe provocare non pochi problemi intestinali che si tradurranno in alterato assorbimento, stipsi, diarrea, tutte situazioni che creano terreno fertile per l’insorgenza del dolore alla colonna vertebrale.

Rimedi al mal di schiena

Ovviamente parliamo dei possibili rimedi al mal di schiena qualora fossero imputabili ad un disturbo intestinale.

Qualora avessi già delle malattie intestinali conclamate, il consiglio che posso darti è quello di sentire comunque il proprio medico di base o lo specialista.

Nei restanti casi, in cui non sono presenti patologie intestinali, è possibile provare a risolvere le cause di cui abbiamo parlato.

Dieta per l’intestino irritato

E’ molto difficile riuscire ad individuare una dieta adeguata, sia per le molteplici cause che possono portare ad un intestino irritato, sia perché non mi occupo di alimentazione e perché la dieta deve essere personalizzata. Tuttavia possiamo dare dei consigli sui modi e sui cibi che bisognerebbe evitare/limitare.

Dieta per l'intestino irritato

Sicuramente è stato accertato che il consumo del pasto in maniera frettolosa, con una non adeguata tempistica di masticazione, aumenta la possibilità di avere problemi intestinali. Inoltre ci sono alcuni cibi che, in situazioni di infiammazione intestinale, devono essere limitati:

  • Latticini;
  • Determinate verdure come cavoli, cipolle…;
  • Bevande zuccherate e gassate;
  • Cibi confezionati o in scatola;
  • Spezie varie;
  • Marmellate e frutta (prugne, pesche…);
  • Legumi.

Inoltre l’idratazione dovrà essere adeguata, specialmente nelle persone che soffrono di stitichezza. Se non sai cos’è la stitichezza o volessi approfondire l’argomento, ti consiglio di leggere l’articolo sulla costipazione.

Stretching ileopsoas

Oltre all’alimentazione, possiamo lavorare anche sulla parte muscolare che potrebbe risultare infiammata.

Lo stretching del muscolo psoas è molto semplice e può essere eseguito in diversi modi. Cosa molto importante, dato che abbiamo un muscolo psoas destro e uno sinistro, bisogna stirarli entrambi.

Stretching psoas da sdraiato

Come si vede dall’immagine, in posizione supina teniamo l’arto destro flesso per evitare di sovraccaricare la colonna lombare, lasciamo cadere giù l’arto inferiore sinistro per stirare il muscolo ileopsoas.

Stretching ileopsoas

In questa immagine partiamo dalla figura n°1 e flettiamo ulteriormente la gamba destra facendo così avanzare il ginocchio destro (figura 2). In questo modo andremo ad aumentare la tensione stirando così le fibre del muscolo iloepsoas sinistro.

Trattamento viscerale

Oltre a questi espedienti, qualora non fossero sufficienti, l’osteopatia potrebbe essere una valida terapia. Spesso la manipolazione viscerale, ha un effetto immediato e già dalla prima seduta le differenze sono sostanziali. Ovviamente il trattamento osteopatico non sarà incentrato esclusivamente sulla manipolazione viscerale, ma verranno valutate e all’occorrenza trattate, le strutture che saranno individuate come la causa del dolore lombare.

Osteopatia e stitichezza

NB. L’osteopatia non deve essere vista come una terapia alternativa che si sostituisce alla terapia allopatica (terapia medica), bensì come una terapia integrata, di ausilio all’eventuale terapia medica.

Collegamenti tra intestino e colonna vertebrale (più specifico per professionisti)

Tutti sappiamo che l’intestino viene suddiviso in differenti porzioni e ogni porzione si differenzia dalle altre per struttura e funzione. Tralasciando queste informazioni, a mio avviso molto importanti e che potrete approfondire visionando gli articoli appartenenti all’apparato gastrointestinale, bisogna sapere che la porzione di intestino veramente mobile, è quella dell’intestino tenue mesenteriale (composto dal digiuno e ileo). Viene chiamato mesenteriale proprio perché risulta avvolto dal mesentere, legamento appiattito, struttura fondamentale per il passaggio di vasi e nervi. Il mesentere da un lato avvolge, come abbiamo detto, il digiuno e l’ileo, dall’altro risulta adeso alla parete addominale posteriore con una direzione obliqua, passando per il corpo della seconda vertebra lombare e terminando in fossa iliaca destra, in prossimità dell’articolazione sacroiliaca destra.

Risulta così molto più semplice pensare che l’alterazione della normale funzione intestinale, un’infiammazione, la presenza di coliche o altri problematiche intestinali, sovraccarichino il compartimento posteriore causando, a volte, blocchi articolari oppure dolori lombari. Questo è un esempio di sovraccarico meccanico che scarica sulle componenti strutturali, ne esistono molteplici e tutti possono portare, in questo caso al dolore lombare.

Altro esempio è il duodeno, ovvero la prima porzione dell’intestino tenue definita “porzione fissa”. E’ un organo retroperitoneale ad eccezione della sua prima porzione e risulta adeso alla parete posteriore dell’addome e scavalca, con la sua porzione orizzontale, la quarta vertebra lombare. Qualora non ricordi o conosci la sua anatomia, puoi leggere l’articolo dedicato dove riporto la descrizione, funzione e rapporti del duodeno. La quarta porzione del duodeno, conosciuta anche come “angolo duodeno-digiunale”, attraverso il muscolo di Treitz, risulta sospesa e legata al diaframma toracico, nello specifico alla porzione destra dello iato esofageo. Una tensione delle fibre muscolari proprie dell’organo, l’infiammazione, etc, possono scaricarsi sulla parete addominale posteriore oppure, gravare sul muscolo diaframma andando ad alterare/modificare la meccanica dello stesso e delle strutture ad esso legate (ricordo che il diaframma ha rapporti con le vertebre lombari, lo sterno e le ultime 6 coste).

Duodeno rapporti

Il colon, data la sua suddivisione in ascendente, trasverso, discendente, sigmoideo e retto, risulta essere adeso alla parete addominale posteriore da differenti strutture sia in maniera diretta che indiretta. Tali strutture risultano avere rapporti con le vertebre lombari e sacrali. Qualora volessi approfondire maggiormente la sua struttura e funzione ti consiglio di leggere l’articolo dedicato all’intestino crasso.

Prendendo in esame la porzione ascendente e discendente, esse risultano adese alla parete posteriore addominale tramite l’interposizione della fascia di Toldt. La fascia di Toldt, a livello delle flessure coliche si continua medialmente con la fascia di Treitz, creando così il legame tra il colon ascendente e discendente con il pancreas e il duodeno e, di conseguenza, direttamente con le vertebre lombari.

Fascia di toldt

Il colon sigmoideo invece risulta mantenuto in sede da un meso, chiamato mesosigma che permette di legare questo tratto di intestino crasso alla colonna lombare (quarta e quinta vertebra lombare), ma anche alle prime tre vertebre sacrali.

Il colon trasverso, ovvero la porzione del colon orizzontale che si trova compreso tra l’ascendente e il discendente, risulta legata alla parete posteriore dell’addome tramite il mesocolon trasverso.

Come è possibile capire, risulta impossibile ragionare e visualizzare il corpo come un insieme di strutture a compartimenti stagni, ma bisogna visualizzarlo come un insieme di strutture che si influenzano e si organizzano a vicenda.

Autore Angelo Terranova

Autore Angelo Terranova

Osteopata, CEO e fondatore di OsteoLab. Sono sempre stato convinto che la problematica della persona debba essere approcciata in maniera integrata e olistica. Per tale motivo ho creato OsteoLab.

Autore

Angelo Terranova

Osteopata, CEO e fondatore di OsteoLab. Sono sempre stato convinto che la problematica della persona debba essere approcciata in maniera integrata e olistica. Per tale motivo ho creato OsteoLab.

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