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24 Dicembre 2017

Anatomia dei muscoli del braccio

In questo breve articolo, verranno riportate le origini e inserzioni muscolari del braccio. I muscoli del braccio sono distinti in anteriori e posteriori. I muscoli anteriori del braccio sono rappresentati dal bicipite brachiale, muscolo bi-articolare, dal coracobrachiale e dal brachiale. I muscoli posteriori del braccio sono rappresentati dal muscolo tricipite brachiale e dall’anconeo. Il bicipite e il tricipite  sono  muscoli  antagonisti, alla contrazione di  uno corrisponde il rilassamento/stiramento dell’altro.

Qualora volessi, puoi leggere anche sui muscoli dell’avambraccio.

Indice delle informazioni che troverai nell’articolo

Muscolo bicipite brachiale

Il suo nome bicipite deriva dalla sua duplice origine. Esso presenta due capi (lungo e breve).

Il capo lungo origina dal tubercolo sopraglenoideo della scapola con un lungo tendine che si mette in rapporto con la testa dell’omero scorrendo all’interno dell’articolazione scapolomerale, circondato da una guaina sinoviale, e decorre nel solco intertubercolare, dietro al legamento trasverso dell’omero.

Il capo breve origina (medialmente al capo lungo) con un robusto tendine dal processo coracoideo della scapola, insieme al muscolo coracobrachiale.

I due tendini si continuano con i ventri muscolari che si uniscono a metà del braccio in un voluminoso ventre muscolare. Tale ventre termina con un robusto tendine sulla tuberosità radiale a livello dell’articolazione del gomito. Il tendine terminale, presenta una grossa espansione mediale chiamata lacerto fibroso, che si fonde con la fascia anibrachiale passando trasversalmente e medialmente all’arteria brachiale e posizionandosi sopra l’origine dei muscoli flessori dell’avambraccio.

Bicipite brachiale

By CFCF – Own work, CC BY-SA 4.0.
Fontehttps://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=44309314

Azione

Il bicipite brachiale risulta essere un potente supinatore dell’avambraccio andando ad agire sia sull’articolazione gleno-omerale che sull’articolazione del gomito. Agendo sull’articolazione gleno-omerale, permette movimenti di flessione, partecipando anche nei movimenti di intra ed extrarotazione dell’avambraccio con stabilizzazione dello stesso. Agendo sull’articolazione del gomito permette la flessione dell’avambraccio sul braccio creando supinazione da avambraccio prono. Il capo lungo viene impiegato nel mantenimento della traslazione e alzamento della testa omerale durante l’azione del muscolo deltoide.

Muscolo coracobrachiale

Il muscolo coracobrachiale è situato profondamente al bicipite brachiale, esso ha un origine comune con il capo breve del bicipite brachiale, origina dall’apice del processo coracoideo della scapola, insieme al tendine del capo breve del bicipite e si inserisce sul terzo medio della faccia anteromediale dell’omero, tra l’inserzione del tricipite e del brachiale.

Azione

Quando si attiva adduce flette l’omero.

Muscolo brachiale

Il muscolo brachiale origina appena al di sotto della tuberosità deltoidea dell’omero. Le sue fibre convergono in un grosso tendine che si inserisce sulla tuberosità dell’ulna.

Brachiale

By CFCF – Own work, CC BY-SA 4.0.
Fontehttps://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=44309314

Azione

La sua attivazione provoca la flessione dell’avambraccio sul braccio.

Muscolo tricipite brachiale

Il muscolo tricipite brachiale è un robusto muscolo che occupa quasi la totalità della loggia posteriore del braccio. Esso è composto da tre capi (lungo, laterale e mediale) che presentano tre differenti origini e che dalla scapola e dall’omero si portano all’ulna.

Il capo lungo origina dal tubercolo sottoglenoideo della scapola, passando sopra la capsula dell’articolazione glenomerale e fondendosi con essa.

Il capo laterale origina da una cresta posta sulla faccia posteriore dell’omero (sopra il solco del nervo radiale).

Il capo mediale, ricoperto dai capi laterale e lungo, presenta una origine molto estesa, ovvero dall’intera superficie posteriore dell’omero, nello specifico va da sotto il solco del nervo radiale a circa 2,5cm dalla troclea. I tre capi si uniscono in un voluminoso ventre che termina con un robusto tendine sulla faccia superiore dell’olecrano ulnare.

Tricipite brachiale

By CFCF – Own work, CC BY-SA 4.0.
Fontehttps://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=44309313

Azione

Il tricipite brachiale è il maggiore estensore dell’articolazione del gomito. Il capo mediale è coinvolto in tutti i tipi di estensione, mentre i restanti due capi (lungo e laterale) sono coinvolti nelle estensioni contro resistenza. Agisce anche sulla scapolomerale adducendo ed estendendo l’omero.

Muscolo anconeo

Il muscolo anconeo è un piccolo muscolo di forma triangolare situato posteriormente all’articolazione del gomito e fuso parzialmente con il tricipite brachiale, infatti esso risulta in continuità con la parte inferolaterale del capo mediale del tricipite brachiale.

Origina tramite un tendine dalla superficie posteriore dell’epicondilo laterale dell’omero e si porta in basso e medialmente per inserirsi al margine laterale dell’olecrano.

Azione

Il muscolo anconeo  lavora in sinergia con il tricipite brachiale nell’estensione dell’articolazione del gomito crando in questo modo l’estensione dell’avambraccio sul braccio.

 

Bibliografia:

Autore Angelo Terranova

Autore Angelo Terranova

Osteopata, CEO e fondatore di OsteoLab. Sono sempre stato convinto che la problematica della persona debba essere approcciata in maniera integrata e olistica. Per tale motivo ho creato OsteoLab.

Autore

Angelo Terranova

Osteopata, CEO e fondatore di OsteoLab. Sono sempre stato convinto che la problematica della persona debba essere approcciata in maniera integrata e olistica. Per tale motivo ho creato OsteoLab.

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