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emergenza I nervo cranico

By Brain_human_normal_inferior_view.svg: Patrick J. Lynch, medical illustratorderivative work: Beao – Brain_human_normal_inferior_view.svg, CC BY 2.5

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Il nervo olfattivo rappresenta il I paio di nervi cranici (sensitivo). Essendo sensitivo, veicola stimoli sensoriali provenienti dalla mucosa olfattiva presente nelle cavità nasali. Esso è costituito da filamenti che originano dall’unione degli assoni amielinici delle cellule olfattive (cellule neurosensoriali capaci di rinnovarsi ogni uno-due mesi) presenti nella mucosa olfattiva. Tali filamenti si organizzano in filuzzi che, in gruppi di 20, attraversano la lamina cribrosa dell’etmoide. Qui ogni filuzzo si ritrova ricoperto dalla pia, aracnoide e dura madre. Oltrepassata la lamina cribrosa, essi si collegano alle cellule presenti nel bulbo olfattivo telencefalico. Il bulbo olfattivo si trova compreso tra crista galli anteriormente e lo sfenoide posteriormente.

Bulbo olfattivo

By Henry Vandyke Carter – Henry Gray (1918) Anatomy of the Human Body (See “Book” section below)Bartleby.com: Gray’s Anatomy, Plate 771

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Nervo olfattivo: la sua struttura

Nervo olfattivo

By Patrick J. Lynch, medical illustrator. (labeled by was_a_bee) – File:Head_olfactory_nerve.jpg by Patrick J. Lynch, medical illustrator, CC BY 2.5

Fonte: https://commons.wikimedia.org/

Il nervo olfattivo presenta una struttura a strati che a partire dalla faccia ventrale sono:

  • Strato delle fibre olfattive→dove si ha l’ingresso degli assoni delle cellule neurosensoriali olfattive;

  • Strato glomerulare→maggiore presenza di cellule periglomerulari;

  • Strato plessiforme;

  • Strato delle cellule mitrali→sono le cellule più importanti del bulbo olfattivo. I dendriti di tali cellule entrano in contatto con gli assoni andando a formare un’arborizzazione sinaptica chiamata glomerulo olfattivo (strato dove sono presenti anche le cellule periglomerulari, gli interneuroni);

  • Strato delle cellule granulari;

  • Strato delle fibre del tratto olfattivo.

Dal bulbo olfattivo, organo pari, nasce il tratto olfattivo (II neurone) che si dirige in dietro e, in prossimità del piano emisferico, si divide in STRIA OLFATTORIA LATERALE, INTERMEDIA (INCOSTANTE) E MEDIALE formando il trigono olfattorio.

Lesione del nervo olfattivo

Una lesione del I nervo cranico, crea alterazione degli odori:

  • Iposmia→diminuzione dell’odorato;
  • Iperosmia→aumento dell’odorato;
  • Parosmia→alterazione dell’odorato;
  • Anosmia→assenza dell’odorato.

Aree cerebrali di riferimento

La strie laterale e intermedia terminano:

  • Nella corteccia olfattiva primaria (corteccia piriforme);
  • Nella corteccia del giro ippocampale;
  • Nei nuclei amigdaloidei corticomediali.

NB. La stria intermedia è legata alle reazioni viscerali e fa capo alla sostanza perforata anteriore (sistema limbico).

La stria mediale arriva al bulbo olfattorio opposto (le informazioni che derivano dalla parte destra, arrivano a sinistra e viceversa).

La stria laterale in definitiva da informazioni riguardo la tipologia dell’odore. L’amigdala è la struttura principale dove arrivano le informazioni olfattive. Quindi il lobo temporale è la struttura che riceve principalmente queste informazioni e di conseguenza nelle situazioni di alterazioni olfattive è opportuno lavorare sui temporali (meglio trattato nella parte osteopatica).

L’area encefalica deputata principalmente alla ricezione olfattiva è rappresentata dall’area 34 di Brodmann. L’appartenenza della corteccia olfattiva primaria alla porzione centrale del sistema limbico, rende le percezioni olfattive stimoli particolarmente potenti nell’evocazione di ricordi.

Trattamento osteopatico

  • Trattare l’osso etmoide, valutare i suoi rapporti con le ossa craniche e tra apofisi verticale e masse laterali. Importante è la sutura frontomascellare per trattare la lamina cribrosa;
  • Trattare base cranica;
  • Valutare e trattare il complesso sfenoidepalatinomascellare (porto la grande ala dello sfenoide in rotazione esterna, facendo così portiamo la pterigoide indietro, la pterigoide è in relazione con il palatino e mascellare, quindi andremo ad aumentare lo spazio tra queste ossa. L’indice intrabuccale creerà una rotazione esterna del mascellare;
  • Il lobo temporale è la struttura che riceve principalmente le informazioni olfattive e di conseguenza nelle situazioni di alterazioni olfattive è opportuno lavorare sui temporali, sul loro bilanciamento e rapporto con le altre ossa craniche.

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Bibliografia: