<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>apparato cardiovascolare | Osteolab</title>
	<atom:link href="https://www.osteolab.net/tag/apparato-cardiovascolare/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.osteolab.net</link>
	<description>Il laboratorio della salute</description>
	<lastBuildDate>Tue, 27 Jun 2023 15:16:29 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=7.1.3</generator>

<image>
	<url>https://www.osteolab.net/wp-content/uploads/2020/07/cropped-Osteolab-icona-web-32x32.png</url>
	<title>apparato cardiovascolare | Osteolab</title>
	<link>https://www.osteolab.net</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>Pericardio: descrizione e rapporti anatomici</title>
		<link>https://www.osteolab.net/pericardio/</link>
					<comments>https://www.osteolab.net/pericardio/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe Ilardo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 27 Apr 2022 10:00:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Anatomia]]></category>
		<category><![CDATA[apparato cardiovascolare]]></category>
		<category><![CDATA[sierose]]></category>
		<category><![CDATA[torace]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.osteolab.net/?p=238357</guid>

					<description><![CDATA[Il pericardio è un sacco fibrosieroso che avvolge l’organo cardiaco. Esso adempie a molteplici funzioni relative al supporto della fisiologia cardiaca.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h1><strong>Anatomia del pericardio</strong></h1>
<p>Il <strong>pericardio</strong> è un sacco fibrosieroso che avvolge l’organo cardiaco. Esso adempie a molteplici funzioni relative al supporto della fisiologia cardiaca.</p>
<div id="attachment_238362" style="width: 342px" class="wp-caption aligncenter"><img fetchpriority="high" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-238362" class="wp-image-238362 " src="https://www.osteolab.net/wp-content/uploads/2021/12/Pericardio-anatomia.jpg" alt="Pericardio anatomia" width="332" height="398" /><p id="caption-attachment-238362" class="wp-caption-text"><span style="font-size: 8pt;"><strong>In questa immagine possiamo apprezzare la porzione posteriore del pericardio dove troviamo le emergenze dei grossi vasi. In questa sezione anatomica, il cuore è stato esportato.</strong></span></p></div>
<p>Esso è preposto a prevenire una sovraespansione del cuore in fase di diastole e impedisce, mediante una serie di sistemi, che si crei eccessivo attrito tra le strutture rapportate con il cuore ed il cuore stesso disperdendo energia e danneggiando le strutture.</p>
<h2><strong>Pericardio: suddivisione anatomica</strong></h2>
<p>Il pericardio è caratterizzato dalla presenza di 8 aperture corrispondenti a:</p>
<ul>
<li>4 per le <strong>vene polmonari</strong>, due a destra e due a sinistra;</li>
<li>2 per le <strong>vene cave</strong>, una <strong>superiore</strong> e una <strong>inferiore</strong>;</li>
<li>1 per l’<strong>aorta</strong>;</li>
<li>1 per l’<strong>arteria polmonare</strong> comune.</li>
</ul>
<p>Il sacco pericardico è suddiviso nelle seguenti strutture:</p>
<ul>
<li><strong>Pericardio fibroso</strong>: è lo strato più esterno ed è costituito da tessuto connettivo di tipo denso che aderisce strettamente al centro frenico del diaframma.</li>
<li><strong>Pericardio sieroso</strong>: è lo strato più interno a sua volta costituito da un <em>foglietto parietale</em> ed un <em>foglietto viscerale</em>. Il foglietto parietale prende rapporto con il “sacco fibroso” mentre il foglietto viscerale prende rapporto con la muscolatura cardiaca (costituendo l’<strong>epicardio</strong>) e con le radici dei grandi vasi cardiaci. I due foglietti del pericardio sieroso si riflettono a livello della base del cuore (costituita dall’area dei due atri) e formano uno spazio interposto ad essi, noto come <strong>cavità pericardica</strong> riempita di un liquido a funzione lubrificante noto come <em>liquido pericardico</em>.</li>
</ul>
<h3><strong>Pericardio fibroso</strong></h3>
<p>Il <strong>pericardio fibroso</strong> si rapporta direttamente con le pleure parietali e viscerali. In particolare, entra in rapporto con le strutture peduncolari dei polmoni (bronchi principali, arterie e vene polmonari) faccia mediastinica dei polmoni. È inoltre separata dallo sterno mediante l’organo timico e dal tessuto connettivo che riempie il mediastino anteriore. Come già noto, inferiormente si continua con il centro frenico diaframmatico costituendo un elemento di fissità indiretto per il cuore e lateralmente si rapporta con le facce mediastiniche delle pleure polmonari. Ha la funzione principale di impedire le sottoespansioni e le sovraespansioni essendo un elemento connettivale piuttosto rigido.</p>
<div id="attachment_238363" style="width: 510px" class="wp-caption aligncenter"><img decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-238363" class="wp-image-238363 size-full" src="https://www.osteolab.net/wp-content/uploads/2021/12/Pericardio-fibroso.jpg" alt="Pericardio fibroso" width="500" height="348" srcset="https://www.osteolab.net/wp-content/uploads/2021/12/Pericardio-fibroso.jpg 500w, https://www.osteolab.net/wp-content/uploads/2021/12/Pericardio-fibroso-480x334.jpg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 500px, 100vw" /><p id="caption-attachment-238363" class="wp-caption-text"><span style="font-size: 8pt;"><strong>In questa immagine possiamo apprezzare la suddivisione dei diversi foglietti di cui è composto il pericardio. troviamo il pericardio fibroso nello strato più esterno e il pericardio sieroso in quello più interno. Fonte img: By OpenStax College &#8211; Anatomy &amp; Physiology, Connexions Web site. http://cnx.org/content/col11496/1.6/, Jun 19, 2013., CC BY 3.0,</strong> <a href="https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=30148195" target="_blank" rel="nofollow noopener">https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=30148195</a></span></p></div>
<h3><strong>Pericardio sieroso</strong></h3>
<p>Il <strong>pericardio sieroso</strong>, invece, decorre internamente a quello fibroso e si rapporta più direttamente con le strutture viscerali (vedi foglietti del pericardio sieroso). I due foglietti, <em>viscerale</em> e <em>parietale</em>, si riflettono a livello della <strong>base</strong> del cuore andando a costituire nei punti di riflessione due importanti <strong>seni</strong>:</p>
<ul>
<li><strong>Seno trasverso del pericardio</strong> (<em>Seno di Theile</em>): punto di riflessione posteriormente all’aorta, arteria polmonare e anteriormente alla vena cava superiore.</li>
<li><strong>Seno obliquo del pericardio</strong> (<em>Seno di Haller</em>): punto di riflessione tra le vene polmonari destra e sinistra.</li>
</ul>
<div id="attachment_238364" style="width: 510px" class="wp-caption aligncenter"><img decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-238364" class="wp-image-238364 size-full" src="https://www.osteolab.net/wp-content/uploads/2021/12/Pericardio-sieroso.jpg" alt="Pericardio sieroso" width="500" height="281" srcset="https://www.osteolab.net/wp-content/uploads/2021/12/Pericardio-sieroso.jpg 500w, https://www.osteolab.net/wp-content/uploads/2021/12/Pericardio-sieroso-480x270.jpg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 500px, 100vw" /><p id="caption-attachment-238364" class="wp-caption-text"><span style="font-size: 8pt;"><strong>In questa immagine viene staccato via un lembo che rappresenta la porzione viscerale del pericardio sieroso, ovvero quella porzione che entra direttamente in contatto con il muscolo cardiaco (epicardio). Fonte img: By</strong> <a href="http://www.scientificanimations.com" target="_blank" rel="nofollow noopener">http://www.scientificanimations.com</a> &#8211; <a href="http://www.scientificanimations.com/wiki-images/" target="_blank" rel="nofollow noopener">http://www.scientificanimations.com/wiki-images/</a>, <strong>CC BY-SA 4.0,</strong> <a href="https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=80154904" target="_blank" rel="nofollow noopener">https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=80154904</a></span></p></div>
<h2><strong>Dispositivi di fissità</strong></h2>
<p>Il pericardio è ancorato alle strutture anatomiche circostanti mediante tre <strong>legamenti</strong>.</p>
<ul>
<li><strong>Legamenti vertebropericardici</strong>: costituiti dalla continuità tra la tonaca avventizia dei vasi cervicali (con i quali troviamo il rapporto con il pericardio viscerale) e la fascia paravertebrale tra T4 e T5.</li>
<li><strong>Legamenti frenopericardici</strong>: sono suddivisi in <em>anteriore</em> e <em>bilaterali</em>. Costituiti dall’inserzione del pericardio a livello del centro frenico.</li>
<li><strong>Legamenti sternopericardici</strong>: sono suddivisi in <em>superiore</em> se il legamento si inserisce a livello della faccia dorsale del manubrio sternale, <em>inferiore</em> se il legamento si inserisce a livello del processo xifoideo sternale.</li>
</ul>
<h2><strong>Vascolarizzazione arteriosa</strong></h2>
<p>La maggior parte dei tessuti del pericardio è irrorata dalle <strong>arterie pericardiofreniche</strong>, originati dalle arterie toraciche interne. La restante parte è irrorata da piccoli <strong>rami coronarici</strong>, <strong>rami bronchiali</strong>, <strong>muscolofrenici</strong> ed <strong>esofagei</strong>.</p>
<p>Soprattutto la componente dell’<em>epicardio</em> (foglietto viscerale) è vascolarizzata dai rami coronarici.</p>
<h2><strong>Vascolarizzazione venosa</strong></h2>
<p>La maggior parte dei tessuti del pericardio è drenata dalle <strong>vene pericardiofreniche</strong>, che a loro volta si gettano a livello delle vene brachiocefaliche o a livello delle vene toraciche interne. La restante parte è drenata da vasi minori come alcuni<strong> rami pericardici</strong> del <a href="https://www.osteolab.net/vena-azygos-e-vena-emiazygos/">sistema azygos-emiazygos</a>.</p>
<h2><strong>Vascolarizzazione linfatica</strong></h2>
<p>Il <a href="https://www.osteolab.net/drenaggio-linfatico">drenaggio linfatico</a> è comune in parte al drenaggio del cuore. Anteriormente al pericardio, sono presenti dei gruppi di linfonodi collegati da una rete linfatica. Questi gruppi linfonodali fanno riferimento ai <strong>linfonodi prepericardici</strong> ed i <strong>linfonodi pericardici parietali</strong>.</p>
<p>I linfonodi pericardici in generale drenano la linfa:</p>
<ul>
<li><strong>Verso il basso</strong>: nei linfonodi frenici superiori;</li>
<li><strong>Verso l’alto</strong>: nei linfonodi brachiocefalici, tracheobronchiali e paratracheali.</li>
</ul>
<p>Da questi linfonodi poi, la linfa viene drenata a livello dei <strong>tronchi broncomediastinici </strong>di destra e di sinistra che poi drenano nei rispettivi dotti.</p>
<p style="text-align: center;"><span style="text-decoration: underline;"><a href="https://www.osteolab.net/linfonodi-anatomia">Leggi di più sui linfonodi</a></span></p>
<h2><strong>Innervazione</strong></h2>
<p>Anche a livello del pericardio (fibroso e sieroso), l’innervazione prevalentemente è autonoma e costituita da <strong>componente <a href="https://www.osteolab.net/sistema-nervoso-parasimpatico/">parasimpatica</a></strong> e <strong>componente <a href="https://www.osteolab.net/sistema-nervoso-simpatico/">simpatica</a></strong>.</p>
<ul>
<li>La componente parasimpatica è fornita dal <a href="https://www.osteolab.net/nervo-vago/#segmento-cervicale"><strong>nervo laringeo ricorrente sinistro</strong></a> e i <a href="https://www.osteolab.net/nervo-vago/#segmento-toracico"><strong>rami vagali esofagei</strong></a>.</li>
<li>La componente simpatica è fornita dai rami postgangliari dei <a href="https://www.osteolab.net/sistema-nervoso-simpatico"><strong>gangli aortici</strong></a> e <strong>cardiaci</strong>.</li>
</ul>
<p>Un&#8217;ulteriore innervazione è fornita dal <a href="https://www.osteolab.net/plesso-cervicale/#nervo-frenico"><strong>nervo frenico</strong></a> che emette alcuni rami che tuttavia rappresentano la componente a minor prevalenza.</p>
<div id="attachment_238366" style="width: 405px" class="wp-caption aligncenter"><img decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-238366" class="wp-image-238366 " src="https://www.osteolab.net/wp-content/uploads/2021/12/Sacco-pericardico.jpg" alt="Sacco pericardico" width="395" height="507" srcset="https://www.osteolab.net/wp-content/uploads/2021/12/Sacco-pericardico.jpg 467w, https://www.osteolab.net/wp-content/uploads/2021/12/Sacco-pericardico-234x300.jpg 234w" sizes="(max-width: 395px) 100vw, 395px" /><p id="caption-attachment-238366" class="wp-caption-text"><span style="font-size: 8pt;"><strong>In questa immagine vediamo la posizione del sacco pericardico all&#8217;interno del mediastino e i suoi rapporti nervosi con il <a href="https://www.osteolab.net/nervo-vago/">nervo vago</a>.</strong></span></p></div>
<p><strong>Bibliografia:</strong></p>
<ul>
<li>Anatomia Umana &#8211; <a href="https://amzn.to/3dEKk1o" target="_blank" rel="nofollow noopener sponsored">Basi Anatomiche per le Neuroscienze tratto dal Prometheus Vol. II</a> di M. Schünke, E. Schulte e U. Schumacher, I ed. 2021, EDISES.</li>
<li>Appunti personali</li>
</ul>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.osteolab.net/pericardio/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Drenaggio linfatico arto superiore</title>
		<link>https://www.osteolab.net/drenaggio-linfatico-arto-superiore/</link>
					<comments>https://www.osteolab.net/drenaggio-linfatico-arto-superiore/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe Ilardo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 20 Apr 2022 14:19:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Anatomia]]></category>
		<category><![CDATA[apparato cardiovascolare]]></category>
		<category><![CDATA[sistema linfatico]]></category>
		<category><![CDATA[vascolare]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.osteolab.net/?p=238589</guid>

					<description><![CDATA[Distinguiamo due tipologie di drenaggio linfatico dell'arto superiore: rete epifasciale e rete sottofasciale. La linfa viene drenata nei linfonodi ascellari.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h1><strong>Drenaggio linfatico dell&#8217;arto superiore</strong></h1>
<p>Come l&#8217;<a href="https://www.osteolab.net/drenaggio-linfatico-arto-inferiore/">arto inferiore</a>, distinguiamo due tipologie di <strong>drenaggio linfatico dell&#8217;arto superiore</strong>: <strong>rete epifasciale</strong> e <strong>rete sottofasciale.</strong></p>
<p>I vasi collettori del <strong>drenaggio epifasciale</strong> decorrono parallelamente alle vene cefalica e vena basilica mentre i vasi collettori del <strong>drenaggio sottofasciale</strong> decorrono parallelamente alle strutture vascolari profonde. I collettori si anastomizzano continuamente durante il loro decorso.</p>
<p><img decoding="async" class=" wp-image-238594 aligncenter" src="https://www.osteolab.net/wp-content/uploads/2022/01/Drenaggio-linfatico-arto-superiore.jpg" alt="Drenaggio linfatico arto superiore" width="420" height="491" /></p>
<h2><strong>Drenaggio linfatico arto superiore: dove viene drenata la linfa</strong></h2>
<p>La linfa viene drenata complessivamente a livello dei <strong><a href="https://www.osteolab.net/linfonodi-anatomia/">linfonodi</a> ascellari</strong>. I linfonodi ascellari occupano la regione del cavo ascellare. I linfonodi ascellari si suddividono in cinque gruppi di linfonodi:</p>
<ul>
<li><em>Pettorali anteriori;</em></li>
<li><em>Sottoscapolari anteriori;</em></li>
<li><em>Brachiali laterali;</em></li>
<li><em>Centrali;</em></li>
<li><em>Apicali.</em></li>
</ul>
<p>Dal gruppo degli apicali, l’ultimo gruppo linfonodale ascellare, la linfa viene drenata a livello dei <strong>linfonodi sottoclaveari</strong> e poi <strong>sovraclaveari</strong> e successivamente nel <strong>tronco succlavio</strong>. I tronchi succlavi destro e sinistro, drenano poi rispettivamente a livello del dotto linfatico e dotto toracico.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="https://www.osteolab.net/drenaggio-linfatico/"><span style="text-decoration: underline;">Leggi di più sul drenaggio linfatico</span>.</a></p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.osteolab.net/drenaggio-linfatico-arto-superiore/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Vascolarizzazione addominale: vasi arteriosi e venosi</title>
		<link>https://www.osteolab.net/vascolarizzazione-addominale/</link>
					<comments>https://www.osteolab.net/vascolarizzazione-addominale/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe Ilardo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 04 Mar 2022 11:00:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Anatomia]]></category>
		<category><![CDATA[apparato cardiovascolare]]></category>
		<category><![CDATA[vascolare]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.osteolab.net/?p=238352</guid>

					<description><![CDATA[La parete anteriore dell’addome è vascolarizzata da due arterie, ovvero la arteria epigastrica superiore e arteria epigastrica inferiore.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h1><strong>Vascolarizzazione addominale: descrizione anatomica dei vasi arteriosi e venosi dell&#8217;addome</strong></h1>
<p>In questo breve articolo parliamo della <strong>vascolarizzazione dell&#8217;addome</strong> arteriosa e del suo drenaggio venoso. Per comodità suddivideremo la cavità addominale in due porzioni, o meglio pareti:</p>
<ul>
<li><strong>Parete addominale anteriore;</strong></li>
<li><strong>Parete addominale posteriore.</strong></li>
</ul>
<h3 style="text-align: center;"><strong>Indice delle informazioni che troverai nell’articolo</strong></h3>
<ul>
<li><a href="#anteriore-arteriosa">Parete addominale anteriore (arteriosa);</a></li>
<li><a href="#posteriore-arteriosa">Parete addominale posteriore (arteriosa);</a></li>
<li><a href="#anterolaterale-venosa">Parete addominale anterolaterale (venosa):</a>
<ul>
<li><a href="#venosa-superficiale">Venosa superficiale;</a></li>
<li><a href="#venosa-profonda">Venosa profonda.</a></li>
</ul>
</li>
<li><a href="#posteriore-venosa">Parete addominale posteriore (venosa).</a></li>
</ul>
<h2><strong><a id="anteriore-arteriosa"></a>Vascolarizzazione addominale arteriosa: parete addominale anteriore</strong></h2>
<p>La parete anteriore dell’addome è vascolarizzata da due arterie, ovvero la <strong>arteria epigastrica superiore</strong> e <strong>arteria epigastrica inferiore</strong>.</p>
<div id="attachment_238372" style="width: 409px" class="wp-caption aligncenter"><img decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-238372" class="wp-image-238372 " src="https://www.osteolab.net/wp-content/uploads/2021/12/arteria-epigastrica-superiore-e-inferiore.jpg" alt="arteria epigastrica superiore e inferiore" width="399" height="623" srcset="https://www.osteolab.net/wp-content/uploads/2021/12/arteria-epigastrica-superiore-e-inferiore.jpg 448w, https://www.osteolab.net/wp-content/uploads/2021/12/arteria-epigastrica-superiore-e-inferiore-192x300.jpg 192w" sizes="(max-width: 399px) 100vw, 399px" /><p id="caption-attachment-238372" class="wp-caption-text"><span style="font-size: 8pt;"><strong>In questa immagine frontale, possiamo apprezzare l&#8217;emergenza dell&#8217;arteria epigastrica superiore e dell&#8217;arteria epigastrica inferiore.</strong></span></p></div>
<p>L’<strong>arteria epigastrica superiore </strong>origina come ramo terminale dall’<em>arteria toracica interna</em> a livello della sesta cartilagine costale. Si porta caudalmente attraversando anteriormente le fibre inferiori del muscolo trasverso del torace e le fibre superiori del muscolo trasverso dell’addome.</p>
<p>Perfora la guaina dei muscoli retti ponendosi tra il <em>foglietto posteriore</em> e il <em>muscolo retto addominale</em>, andando via via a vascolarizzarne il ventre carnoso. In corrispondenza della regione sopraombelicale, si anastomizza con la arteria epigastrica inferiore.</p>
<p>L’<strong>arteria epigastrica inferiore</strong> origina come ramo mediale dell’<em>arteria iliaca esterna</em> inferiormente al legamento inguinale. Si porta cranialmente dapprima lungo il margine mediale dell’orifizio inguinale interno e successivamente ponendosi tra fascia trasversale e peritoneo parietale. Quando raggiunge la guaina dei muscoli retti, l’arteria perfora la fascia trasversale e tra la fascia stessa e il muscolo retto dell’addome (a questo livello forma la <strong>piega epigastrica</strong> che divide la fossetta inguinale laterale da quella mediale). Quando l’arteria giunge a livello della linea arcuata, vi passa anteriormente e quindi sarà anteriore anche al muscolo trasverso dell’addome. Fino a 1 cm sopra la linea arcuata, l’arteria decorrerà tra il muscolo retto dell’addome e il muscolo trasverso dell’addome. Oltre 1 cm sopra la linea arcuata, l’arteria decorrerà tra il muscolo retto dell’addome ed il muscolo obliquo interno.</p>
<div id="attachment_238373" style="width: 519px" class="wp-caption aligncenter"><img decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-238373" class="wp-image-238373 " src="https://www.osteolab.net/wp-content/uploads/2021/12/Arteria-epigastrica-inferiore.jpg" alt="Arteria epigastrica inferiore" width="509" height="495" srcset="https://www.osteolab.net/wp-content/uploads/2021/12/Arteria-epigastrica-inferiore.jpg 509w, https://www.osteolab.net/wp-content/uploads/2021/12/Arteria-epigastrica-inferiore-480x466.jpg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 509px, 100vw" /><p id="caption-attachment-238373" class="wp-caption-text"><span style="font-size: 8pt;"><strong>In questa immagine possiamo apprezzare l&#8217;origine dell&#8217;arteria epigastrica inferiore.</strong></span></p></div>
<p>All’interno della guaina dei muscoli retti, l’arteria epigastrica inferiore si anastomizza con l’arteria epigastrica superiore. Durante il suo decorso esegue anche altre anastomosi, con l’arteria sottocostale e arterie lombari.</p>
<p>L’arteria epigastrica inferiore darà origine anche ai <strong>rami cutanei</strong> e <strong>rami muscolari</strong>. I rami cutanei si porteranno anteriormente e superficialmente andando ad anastomizzarsi con l’<strong>arteria epigastrica inferiore superficiale</strong> (arteria epifasciale che decorre nel sottocutaneo ed originata dall’arteria femorale).</p>
<h2><strong><a id="posteriore-arteriosa"></a>Vascolarizzazione dell&#8217;addome arteriosa: parete addominale posteriore</strong></h2>
<p>La parete addominale posteriore è principalmente vascolarizzata dalle <strong>arterie lombari</strong> attraverso i loro <em>rami dorsali</em>.</p>
<p>Le <strong>arterie lombari</strong> sono 5 (corrispondenti alle cinque vertebre dei lombi) e si originano dalla parete laterale dell’aorta addominale e decorrono posteriormente alle arcate lombari dei muscoli <em>psoas</em>, <em>quadrato dei lombi</em> e <em>diaframma</em> seguendo lo schema metamerico valido per tutte le arterie intercostali e l’arteria sottocostale. Continuando nel loro decorso, anteriormente, penetrano a livello dei muscoli larghi dell’addome.</p>
<p>I <strong><em>rami</em> dorsali</strong> delle suddette arterie lombari si portano posteriormente andando a irrorare i muscoli della loggia paravertebrale e il rachide.</p>
<h2><strong><a id="anterolaterale-venosa"></a>Drenaggio venoso dell&#8217;addome: parete anterolaterale</strong></h2>
<p>Il drenaggio del refluo della parete anterolaterale è costituito da una <strong>rete superficiale</strong> e una <strong>rete profonda</strong>.</p>
<h3><strong><a id="venosa-superficiale"></a>Rete venosa superficiale</strong></h3>
<p>La rete venosa superficiale si compone di tre importanti vasi venosi che si compongono di:</p>
<ul>
<li><strong>Vena toracoepigastrica</strong> (che drenerà nella vena ascellare);</li>
<li><strong>Vena epigastrica superficiale</strong> (che drenerà nella vena femorale);</li>
<li><strong>Vena iliaca circonflessa superficiale</strong> (che drenerà nella vena femorale).</li>
</ul>
<p>La funzione principale di queste vene superficiali (sottocutanee) è quella di <strong>drenare</strong> le <strong>vene periombelicali</strong> a livello della regione ombelicale, che decorrono all’interno del <strong>legamento rotondo dell’ombelico</strong> (ovvero il residuo delle vene ombelicali).</p>
<p>Queste vene superficiali assumono notevole importanza clinica nell’ambito delle <em>anastomosi portocavali</em>, ovvero dei collegamenti di flusso venoso tra <em>vena porta</em> e <em>sistema venoso generale</em>, del quale fanno parte anche le vene addominali superficiali, mediata dalle <em>vene periombelicali</em>. In caso di <strong>ipertensione portale</strong>, il sangue presente a livello del sistema portale, dovendo trovare una via di drenaggio alternativa data la condizione di ipertensione vascolare locale, viene in parte drenato dalle vene periombelicali e quindi raggiungerà successivamente le vene addominali superficiali. La condizione del <strong>caput medusae</strong> dovuta a epatopatie ipertensive, è correlabile a questo maggiore drenaggio ematico refluo a livello delle vene periombelicali e addominali superficiali.</p>
<div id="attachment_238375" style="width: 370px" class="wp-caption aligncenter"><img decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-238375" class="wp-image-238375 " src="https://www.osteolab.net/wp-content/uploads/2021/12/Caput-medusae.jpg" alt="Caput medusae" width="360" height="301" /><p id="caption-attachment-238375" class="wp-caption-text"><span style="font-size: 8pt;"><strong>In questa immagine possiamo visionare come si presenta il caput medusae. Fonte img: By Pei-Ming Yang, M.D., Ph.D., and Ding-Shinn Chen, M.D. &#8211; https://www.nejm.org/doi/full/10.1056/nejmicm050651N Engl J Med 2005; 353:e19 DOI: 10.1056/NEJMicm050651, Attribution,</strong> <a href="https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=109223067" target="_blank" rel="nofollow noopener">https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=109223067</a></span></p></div>
<h3><strong><a id="venosa-profonda"></a>Rete venosa profonda</strong></h3>
<p>La rete venosa profonda è costituita principalmente dalle <strong>vene satelliti</strong> delle arterie addominali. In particolare:</p>
<ul>
<li>Le <strong>vene epigastriche superiori</strong> decorrono strettamente parallele alla arteria epigastrica superiore per poi confluire a livello della <strong>vena toracica interna</strong>.</li>
<li>Le <strong>vene epigastriche inferiori </strong>decorrono strettamente parallele alla arteria epigastrica inferiore per poi confluire a livello della <strong>vena iliaca esterna</strong>. Queste vene si anastomizzano con le vene lombari e alla vena sottocostale.</li>
</ul>
<h2><strong><a id="posteriore-venosa"></a>Drenaggio venoso: parete posteriore</strong></h2>
<p>La parete addominale posteriore è principalmente drenata dalle <strong>vene lombari</strong> e dalla <strong>vena ileolombare.</strong></p>
<div id="attachment_238376" style="width: 422px" class="wp-caption aligncenter"><img decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-238376" class="wp-image-238376 " src="https://www.osteolab.net/wp-content/uploads/2021/12/Vene-lombari.jpg" alt="Vene lombari" width="412" height="374" /><p id="caption-attachment-238376" class="wp-caption-text"><span style="font-size: 8pt;"><strong>By OpenStax College &#8211; Anatomy &amp; Physiology, Connexions Web site. http://cnx.org/content/col11496/1.6/, Jun 19, 2013., CC BY 3.0,</strong> <a href="https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=30148288" target="_blank" rel="nofollow noopener">https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=30148288</a></span></p></div>
<p>Le <strong>vene lombari</strong> sono 5 (corrispondenti alle cinque vertebre dei lombi) e decorrono parallelamente alle arterie lombari. A seguito dell’unione dei rami anteriori con i rami posteriori, le vene lombari, a livello paravertebrale in prossimità dei processi costiformi delle vertebre lombari, si fondono longitudinalmente originando la <strong>vena lombare ascendente</strong> che poi formerà, a destra e a sinistra, la <a href="https://www.osteolab.net/vena-azygos-e-vena-emiazygos/">vena azygos ed emiazygos</a>. I rami principali continueranno il decorso lungo la parete anteriore del corpo vertebrale e si getteranno all’interno della vena cava inferiore.</p>
<div id="attachment_238181" style="width: 446px" class="wp-caption aligncenter"><img decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-238181" class="wp-image-238181 " src="https://www.osteolab.net/wp-content/uploads/2021/11/Vena-azygos.jpeg" alt="Vena azygos" width="436" height="396" /><p id="caption-attachment-238181" class="wp-caption-text"><span style="font-size: 8pt;"><strong>In rosso la vena azygos e le vene toraciche che drenano a sinistra nella vena emiazygos e a destra nella vena azygos. Fonte: By OpenStax College &#8211; Anatomy &amp; Physiology, Connexions Web site. http://cnx.org/content/col11496/1.6/, Jun 19, 2013., CC BY 3.0,</strong> <a href="https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=30148288" target="_blank" rel="nofollow noopener">https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=30148288</a></span></p></div>
<p><strong>Bibliografia</strong></p>
<ul>
<li>Anatomia Umana – <a href="https://amzn.to/30ffN7c" target="_blank" rel="nofollow noopener sponsored">Vol. I Basi Anatomiche per la Semeiotica tratto dal Prometheus</a> di M. Schünke, E. Schulte e U. Shumacherl, I ed. 2021, EDISES;</li>
<li>Anatomia Umana – <a href="https://amzn.to/30ffN7c" target="_blank" rel="nofollow noopener sponsored">Vol. II Basi Anatomiche per la Fisiopatologia tratto dal Prometheus</a> di M. Schünke, E. Schulte e U. Shumacherl, I ed. 2021, EDISES.</li>
</ul>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.osteolab.net/vascolarizzazione-addominale/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Drenaggio linfatico arto inferiore</title>
		<link>https://www.osteolab.net/drenaggio-linfatico-arto-inferiore/</link>
					<comments>https://www.osteolab.net/drenaggio-linfatico-arto-inferiore/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe Ilardo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 21 Jan 2022 14:38:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Anatomia]]></category>
		<category><![CDATA[apparato cardiovascolare]]></category>
		<category><![CDATA[sistema linfatico]]></category>
		<category><![CDATA[vascolare]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.osteolab.net/?p=238598</guid>

					<description><![CDATA[Il drenaggio linfatico dell'arto inferiore può essere distinto in due tipologie. Drenaggio sottofasciale e drenaggio epifasciale...]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h1><strong>Drenaggio linfatico dell’arto inferiore</strong></h1>
<p>Come l&#8217;<a href="https://www.osteolab.net/drenaggio-linfatico-arto-superiore">arto superiore</a>, distinguiamo due tipologie di <strong>drenaggio linfatico dell&#8217;arto inferiore</strong>: <strong>rete epifasciale</strong> e <strong>rete sottofasciale. </strong></p>
<p>I vasi collettori del drenaggio epifasciale decorrono parallelamente alle vene piccola safena e grande safena mentre i vasi collettori del drenaggio sottofasciale decorrono parallelamente alle vene poplitea e femorale. I collettori si anastomizzano a livello della regione <em>poplitea</em> ed <em>inguinale</em>.</p>
<p>La rete di drenaggio <strong>sottofasciale</strong> è deputata al drenaggio delle strutture muscolari, ossee, articolari e nervose.</p>
<p>La rete di drenaggio <strong>epifasciale</strong> è deputata al drenaggio della regione cutanea e sottocutanea dell’arto inferiore. Si distinguono due vasi per il drenaggio superficiale:</p>
<ul>
<li><strong>Tronco posterolaterale</strong>: decorre lungo al vena piccola safena verso i <strong>linfonodi poplitei</strong> superficiali e profondi che poi si scaricheranno mediante il drenaggio sottofasciale ai linfonodi inguinali profondi. Il tronco drena solo il margine laterale del piede e la piccola porzione posteriore della gamba. I linfonodi poplitei superficiali e profondi si distinguono in:</li>
<li><strong>Primo gruppo</strong>: a livello dello sbotto della piccola safena nella vena poplitea</li>
<li><strong>Secondo gruppo</strong>: a livello dell’articolazione del ginocchio</li>
<li><strong>Terzo gruppo</strong>: a livello più laterale</li>
<li><strong>Tronco anteromediale</strong>: decorre lungo la vena grande safena verso i linfonodi inguinali superficiali e drena la linfa da tutta la cute e sottocute dell’arto inferiore tranne il margine laterale del piede e una piccola porzione posteriore della gamba. I linfonodi inguinali superficiali drenano successivamente a livello dei linfonodi inguinali profondi.</li>
</ul>
<div id="attachment_238934" style="width: 253px" class="wp-caption aligncenter"><img decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-238934" class="wp-image-238934 size-full" src="https://www.osteolab.net/wp-content/uploads/2022/01/Drenaggio-linfatico-arto-inferiore.jpg" alt="Drenaggio linfatico arto inferiore" width="243" height="800" srcset="https://www.osteolab.net/wp-content/uploads/2022/01/Drenaggio-linfatico-arto-inferiore.jpg 243w, https://www.osteolab.net/wp-content/uploads/2022/01/Drenaggio-linfatico-arto-inferiore-91x300.jpg 91w" sizes="(max-width: 243px) 100vw, 243px" /><p id="caption-attachment-238934" class="wp-caption-text"><span style="font-size: 8pt;"><strong>Linfonodi superficiali e sistema di drenaggio linfatico dell&#8217;arto inferiore.</strong></span></p></div>
<p>&nbsp;</p>
<h2><strong>Linfonodi inguinali</strong></h2>
<p>I <strong>linfonodi inguinali superficiali</strong> sono epifasciali, situati nella regione inguinale. Si suddividono in gruppo dei superiori (<em>superomediali</em> e <em>superolaterali</em>) e gruppo degli inferiori (<em>inferomediali</em> e <em>inferolaterali</em>). Questi linfonodi drenano direttamente nei linfonodi inguinali profondi.</p>
<p>I <strong>linfonodi inguinali profondi</strong> sono sottofasciali, situati nella regione inguinale medialmente alla vena femorale in prossimità dello sbocco della vena grande safena nella femorale. Il loro ruolo è fondamentale in quanto drenano la linfa a livello dei <strong>linfonodi iliaci</strong>.</p>
<p>Dai linfonodi iliaci, la linfa viene drenata a livello dei <strong>linfonodi lombari</strong>.</p>
<p>Si nota in particolare il <strong>linfonodo di Cloquet </strong>che rappresenta il linfonodo inguinale di maggiori dimensioni che riceve la linfa sia dai linfonodi inguinali superficiali che da quelli profondi.</p>
<p style="text-align: center;"><span style="text-decoration: underline;"><a href="https://www.osteolab.net/linfonodi-anatomia">Leggi di più sui linfonodi</a></span></p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.osteolab.net/drenaggio-linfatico-arto-inferiore/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>2</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Organi linfoidi primari e secondari</title>
		<link>https://www.osteolab.net/organi-linfoidi-primari-e-secondari/</link>
					<comments>https://www.osteolab.net/organi-linfoidi-primari-e-secondari/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe Ilardo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 Jan 2022 11:16:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Anatomia]]></category>
		<category><![CDATA[apparato cardiovascolare]]></category>
		<category><![CDATA[sistema endocrino]]></category>
		<category><![CDATA[sistema linfatico]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.osteolab.net/?p=238283</guid>

					<description><![CDATA[A livello degli organi linfoidi quindi si innescano i protagonisti principali della risposta immunitaria adattativa (specifica) ovvero i linfociti B e linfociti T.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h1><strong>Organi linfoidi primari e secondari</strong></h1>
<p>Gli <strong>organi linfoidi</strong> fanno parte del <strong><a href="https://www.osteolab.net/sistema-linfatico-organizzazione-topografica">sistema linfatico</a> tissutale </strong>e sono suddivisi in due importanti categorie:</p>
<ul>
<li><strong>Organi linfoidi primari;</strong></li>
<li><strong>Organi linfoidi secondari.</strong></li>
</ul>
<p>A livello degli organi linfoidi quindi si innescano i protagonisti principali della <strong>risposta immunitaria adattativa</strong> (specifica) ovvero i <strong>linfociti B</strong> e <strong>linfociti T</strong>.</p>
<div id="attachment_238284" style="width: 510px" class="wp-caption aligncenter"><img decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-238284" class="size-full wp-image-238284" src="https://www.osteolab.net/wp-content/uploads/2021/12/Organi-linfoidi.jpg" alt="Organi linfoidi" width="500" height="461" srcset="https://www.osteolab.net/wp-content/uploads/2021/12/Organi-linfoidi.jpg 500w, https://www.osteolab.net/wp-content/uploads/2021/12/Organi-linfoidi-480x443.jpg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 500px, 100vw" /><p id="caption-attachment-238284" class="wp-caption-text"><span style="font-size: 8pt;"><strong>Organi linfoidi primari e secondari. Di BruceBlaus. When using this image in external sources it can be cited as:Blausen.com staff (2014). &#8220;Medical gallery of Blausen Medical 2014&#8221;. WikiJournal of Medicine 1 (2). DOI:10.15347/wjm/2014.010. ISSN 2002-4436. &#8211; Opera propria, CC BY 3.0,</strong> <a href="https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=28086436" target="_blank" rel="nofollow noopener">https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=28086436</a></span></p></div>
<h2><strong>Organi linfoidi primari</strong></h2>
<p>Gli <strong>organi linfoidi primari</strong> sono costituiti da <a href="https://www.osteolab.net/timo/"><strong>timo</strong> </a>(dove maturano i linfociti T) e <a href="https://www.osteolab.net/midollo-osseo/"><strong>midollo osseo</strong></a> (dove maturano i linfociti B).</p>
<p>A livello del midollo osseo rosso sono presenti le<strong> cellule staminali</strong> di ambedue le linee linfocitarie e non appena vi giunge il segnale di differenziamento, le cellule staminali per la <strong>linea T</strong> raggiungono il <a href="https://www.osteolab.net/timo/"><strong>timo</strong></a>, mentre quelle per la <strong>linea B</strong> rimangono in sede.</p>
<p>In questi due organi quindi le cellule staminali vengono differenziate e acquisiscono <strong>immunocompetenza</strong>.</p>
<p>L’immunocompetenza è una proprietà intrinseca caratteristica delle cellule linfocitarie (<em>immunitarie</em>) che prevede la facoltà di distinguere agenti <strong>self</strong> da agenti <strong>non self</strong>.</p>
<h2><strong>Organi linfoidi secondari</strong></h2>
<p>Organi linfoidi secondari sono costituiti da <a href="https://www.osteolab.net/milza/"><strong>milza</strong></a>, <a href="https://www.osteolab.net/linfonodi-anatomia/"><strong>linfonodi</strong></a>, <strong>anello di Waldeyer</strong>, <strong>MALT</strong> (<em>tessuto linfoide associato alle mucose, es. <a href="https://www.osteolab.net/intestino-tenue-mesenteriale/#placche-di-peyer">placche di Peyer</a></em>).</p>
<p>A livello di questi organi, che nel frattempo sono stati raggiunti dalla migrazione dei linfociti immunocompetenti, avvengono i processi concernenti l’avvio della risposta immunitaria specifica, ovvero:</p>
<ul>
<li><strong>Esposizione antigene (e riconoscimento);</strong></li>
<li><strong>Selezione clonale;</strong></li>
<li><strong>Produzione umorale.</strong></li>
</ul>
<p>Del <strong>MALT</strong> fanno parte il:</p>
<ul>
<li><em>GALT</em>: tessuto linfoide associato all’intestino;</li>
<li><em>NALT</em>: tessuto linfoide associato alle prime vie aeree;</li>
<li><em>BALT</em>: tessuto linfoide associato ai bronchi;</li>
<li><em>EYALT</em>: tessuto linfoide associato agli occhi;</li>
<li><em>URALT</em>: tessuto linfoide associato alle vie urinarie;</li>
<li><em>VALT</em>: tessuto linfoide associato alle vie genitali femminili.</li>
</ul>
<p><strong>Bibliografia</strong></p>
<ul>
<li>Anatomia Umana – <a href="https://amzn.to/30ffN7c" target="_blank" rel="nofollow noopener sponsored">Basi Anatomiche per le Neuroscienze tratto dal Prometheus Vol. II</a> di M. Schünke, E. Schulte e U. SchumacherI, I ed. 2021, EDISES.</li>
</ul>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.osteolab.net/organi-linfoidi-primari-e-secondari/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Drenaggio linfatico: suddivisione loco-regionale</title>
		<link>https://www.osteolab.net/drenaggio-linfatico/</link>
					<comments>https://www.osteolab.net/drenaggio-linfatico/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe Ilardo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Dec 2021 18:19:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Anatomia]]></category>
		<category><![CDATA[apparato cardiovascolare]]></category>
		<category><![CDATA[sistema linfatico]]></category>
		<category><![CDATA[vascolare]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.osteolab.net/?p=238323</guid>

					<description><![CDATA[In questo breve articolo parleremo dei tronchi vascolari deputati al drenaggio linfatico. Leggi la loro suddivisione anatomica loco-regionale...]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h1><strong>Drenaggio linfatico: suddivisione loco-regionale</strong></h1>
<p>In questo breve articolo parleremo dei tronchi vascolari deputati al <strong>drenaggio linfatico</strong>. Se volessi approfondire la sua anatomia, puoi leggere l&#8217;articolo sul <a href="https://www.osteolab.net/sistema-linfatico-organizzazione-topografica">sistema linfatico e la sua organizzazione topografica</a>.</p>
<div id="attachment_238329" style="width: 510px" class="wp-caption aligncenter"><img decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-238329" class="size-full wp-image-238329" src="https://www.osteolab.net/wp-content/uploads/2021/12/Drenaggio-linfatico.jpg" alt="Drenaggio linfatico" width="500" height="722" srcset="https://www.osteolab.net/wp-content/uploads/2021/12/Drenaggio-linfatico.jpg 500w, https://www.osteolab.net/wp-content/uploads/2021/12/Drenaggio-linfatico-480x693.jpg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 500px, 100vw" /><p id="caption-attachment-238329" class="wp-caption-text"><span style="font-size: 8pt;"><strong>By SGUL lymres &#8211; Own work, CC BY-SA 4.0,</strong> <a href="https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=99384129" target="_blank" rel="nofollow noopener">https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=99384129</a></span></p></div>
<p>Per una questione puramente didattica, per comprendere al meglio la suddivisione anatomica dei <strong>tronchi vascolari deputati al linfodrenaggio</strong>, li divideremo per regione:</p>
<ul>
<li><a href="#regione-toracica">Regione toracica:</a>
<ul>
<li><a href="#dotto-toracico">Dotto toracico;</a></li>
<li><a href="#dotto-linfatico-destro">Dotto linfatico destro;</a></li>
</ul>
</li>
<li><a href="#regione-addominale">Regione addominale.</a></li>
</ul>
<h2><strong><a id="regione-toracica"></a>Drenaggio linfatico: tronchi della regione toracica</strong></h2>
<ol>
<li>I <strong>tronchi broncomediastinici</strong> di destra e sinistra drenano i <strong>linfonodi parasternali</strong> e <strong>linfonodi brachiocefalici</strong> che a loro volta drenano i <strong>linfonodi tracheobronchiali</strong>.</li>
</ol>
<p>I tronchi broncomediastinici drenano quindi varie regioni:</p>
<ul>
<li>parete toracica;</li>
<li>diaframma;</li>
<li>fegato ed esofago toracico;</li>
<li>bronchi e polmoni;</li>
<li>trachea toracica;</li>
<li>cuore e mediastino.</li>
</ul>
<p>il <em>tronco broncomediastinico destro </em>confluisce a livello del <strong>dotto linfatico destro</strong></p>
<p>il <em>tronco broncomediastinico sinistro</em> confluisce a livello del <strong>dotto toracico</strong>.</p>
<ol start="2">
<li>I <strong>tronchi succlavi</strong> di destra e di sinistra drenano le stesse corrispettive regioni ed hanno il medesimo decorso. In particolare, decorrono parallelamente alle <em>vene ascellari </em>e <em>vene succlavie</em> drenando la linfa a livello di queste regioni:</li>
</ol>
<ul>
<li>arto superiore (dx e sx); <span style="text-decoration: underline;"><a href="https://www.osteolab.net/drenaggio-linfatico-arto-superiore/">leggi di più sul drenaggio linfatico dell&#8217;arto superiore</a></span></li>
<li>tessuti della porzione toracoaddominale (dx e sx).</li>
</ul>
<p>Drenano questi tessuti della porzione toracoaddominale fino a delle limitazioni che <strong>anteriormente</strong> si configura come la regione ombelicale e <strong>posteriormente</strong> si configura come la cresta iliaca.</p>
<p>Il <strong>tronco succlavio di destra</strong> sbocca direttamente nel circolo sanguigno a livello dell’<em>angolo venoso destro</em> (punto di giunzione tra vena succlavia destra e vena giugulare interna destra).</p>
<p>Il <strong>tronco succlavio di sinistra </strong>sbocca incontrandosi con il <em>tronco giugulare</em> a livello del <em>dotto toracico</em>.</p>
<ol start="3">
<li>I <strong>tronchi giugulari</strong> di destra e sinistra drenano i <strong>linfonodi cervicali profondi</strong> <strong>inferiori terminali</strong> che drenano la linfa proveniente dalle metà <em>destra</em> e <em>sinistra</em> della testa e collo.</li>
</ol>
<p>Il <strong>tronco giugulare destro</strong> sbocca direttamente a livello dell’<em>angolo venoso destro</em>.</p>
<p>Il <strong>tronco giugulare sinistro</strong> sbocca a livello del <em>dotto toracico</em>.</p>
<h3><strong><a id="dotto-toracico"></a>Drenaggio linfatico: dotto toracico</strong></h3>
<p>Il dotto toracico è un lungo condotto vascolare linfatico lungo 35-48 cm che trae origine a livello di T12 come sbocco della <strong>cisterna del chilo</strong> (<em>cisterna di Pecquet</em>).</p>
<div id="attachment_238327" style="width: 302px" class="wp-caption aligncenter"><img decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-238327" class=" wp-image-238327" src="https://www.osteolab.net/wp-content/uploads/2021/12/Dotto-toracico.jpeg" alt="Dotto toracico" width="292" height="707" srcset="https://www.osteolab.net/wp-content/uploads/2021/12/Dotto-toracico.jpeg 351w, https://www.osteolab.net/wp-content/uploads/2021/12/Dotto-toracico-124x300.jpeg 124w" sizes="(max-width: 292px) 100vw, 292px" /><p id="caption-attachment-238327" class="wp-caption-text"><span style="font-size: 8pt;"><strong>In questa immagine possiamo apprezzare il dotto toracico e la cisterna del chilo (cisterna del Pecquet).</strong></span></p></div>
<p>È quindi formato dalla confluenza sottodiaframmatica di 3 importanti tronchi toracici:</p>
<ul>
<li><strong>Tronco intestinale</strong>;</li>
<li><strong>Tronco lombare DX</strong>;</li>
<li><strong>Tronco lombare SX.</strong></li>
</ul>
<p>La cisterna del chilo si estende 5-7 cm in basso dall’origine del dotto toracico e si trova anterolateralmente ai corpi vertebrali di L1 e L2. È una struttura che decorre lateralmente a destra all’aorta toracica (<em>in prossimità dell’arco aortico decorre posteriormente</em>) e a sinistra della vena azigos.</p>
<p>Attraversa l’orifizio aortico del diaframma insieme alle <a href="https://www.osteolab.net/vena-azygos-e-vena-emiazygos/"><strong>vene azigos </strong></a>ed <a href="https://www.osteolab.net/vena-azygos-e-vena-emiazygos/"><strong>emiazigos</strong></a>.</p>
<p>Successivamente prosegue lungo tutto il <strong>mediastino posteriore</strong> portandosi fino alla C7 e successivamente curva in basso fino allo sbocco a livello dell’<em>angolo venoso sinistro</em>.</p>
<p>Il dotto toracico è il più importante tra i <a href="https://www.osteolab.net/sistema-linfatico-organizzazione-topografica/#dotti-linfatici"><strong>dotti linfatici</strong> </a>poiché drena i ¾ della linfa di tutto il corpo. In particolare, drena la linfa proveniente dalla porzione di sinistra di testa, collo, torace e arto superiore, drena la linfa proveniente da entrambi gli arti inferiori e dall’intero addome-pelvi.</p>
<h3><strong><a id="dotto-linfatico-destro"></a>Dotto linfatico destro</strong></h3>
<p>Si tratta di un dotto che drena la porzione destra del corpo dal torace fino alla testa (parte destra di torace, arto superiore, collo e testa).</p>
<p>Non riceve affluenze da molti <strong><a href="https://www.osteolab.net/sistema-linfatico-organizzazione-topografica/#tronchi-linfatici">tronchi linfatici</a> toracici</strong> (né tantomeno quelli addominali) tranne in taluni casi in cui il <strong>tronco broncomediastinico destro</strong> sbocca in questo dotto.</p>
<p>Questo tronco possiede un’anatomia variabile e anche una <strong>doppia terminazione</strong> (<em>a livello sia della giugulare interna di destra che di sinistra</em>). Un&#8217;unica terminazione è <strong>rara</strong>.</p>
<h2><strong><a id="regione-addominale"></a>Tronchi della regione addominale</strong></h2>
<p><em>Tronchi lombari</em> e <em>tronco intestinale</em> sono drenati a livello della <strong>cisterna del chilo</strong>.</p>
<ol>
<li>Il <strong>tronco intestinale </strong>drena la linfa proveniente dai <strong><a href="https://www.osteolab.net/linfonodi-anatomia">linfonodi</a> aortici</strong> <strong>laterali</strong> che a loro volta drenano la linfa proveniente (direttamente o indirettamente) da:</li>
</ol>
<ul>
<li>area sopraombelicale;</li>
<li>area sottombelicale;</li>
<li><a href="https://www.osteolab.net/reni/">reni</a> e <a href="https://www.osteolab.net/ghiandole-surrenali/">surreni</a>;</li>
<li>arti inferiori;</li>
<li>parete addominale e perineo;</li>
<li>visceri pelvici;</li>
<li>parte dell’addome viscerale.</li>
</ul>
<ol start="2">
<li>I<strong> tronchi lombari</strong> destro e sinistro, drenano la linfa proveniente da <strong><a href="https://www.osteolab.net/linfonodi-anatomia">linfonodi</a> celiaci</strong> che a loro volta drenano i <strong><a href="https://www.osteolab.net/linfonodi-anatomia">linfonodi</a> preaortici</strong> (<em>linfonodi mesenterici superiori ed inferiori</em>). I linfonodi mesenterici superiori e inferiori raccolgono la linfa da tutto il tratto gastrointestinale inferiore, dallo stomaco all’ano.</li>
</ol>
<p><strong>Bibliografia</strong></p>
<ul>
<li>Anatomia Umana – <a href="https://amzn.to/30ffN7c" target="_blank" rel="nofollow noopener sponsored">Basi Anatomiche per le Neuroscienze tratto dal Prometheus Vol. II</a> di M. Schünke, E. Schulte e U. SchumacherI, I ed. 2021, EDISES.</li>
</ul>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.osteolab.net/drenaggio-linfatico/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>2</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Linfonodi: anatomia macroscopica e microscopica</title>
		<link>https://www.osteolab.net/linfonodi-anatomia/</link>
					<comments>https://www.osteolab.net/linfonodi-anatomia/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe Ilardo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Dec 2021 18:18:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Anatomia]]></category>
		<category><![CDATA[apparato cardiovascolare]]></category>
		<category><![CDATA[sistema endocrino]]></category>
		<category><![CDATA[sistema linfatico]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.osteolab.net/?p=238308</guid>

					<description><![CDATA[Linfonodi: anatomia e descrizione I linfonodi sono organi linfoidi secondari, sede della attivazione dei linfociti B e T per l’innesco della risposta immunitaria adattativa. A livello dei linfonodi, la linfa scorre più lentamente così da favorire il processo di attivazione linfocitario per riconoscimento degli antigeni non-self esposti a livello delle cellule APC. Quando i linfociti [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h1><strong>Linfonodi: anatomia e descrizione</strong></h1>
<p>I linfonodi sono <a href="https://www.osteolab.net/organi-linfoidi-primari-e-secondari">organi linfoidi secondari</a>, sede della attivazione dei <strong>linfociti</strong> <strong>B</strong> e <strong>T</strong> per l’innesco della risposta immunitaria adattativa.</p>
<div id="attachment_238316" style="width: 510px" class="wp-caption aligncenter"><img decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-238316" class="size-full wp-image-238316" src="https://www.osteolab.net/wp-content/uploads/2021/12/Linfonodi-posizione.jpg" alt="Linfonodi posizione" width="500" height="461" srcset="https://www.osteolab.net/wp-content/uploads/2021/12/Linfonodi-posizione.jpg 500w, https://www.osteolab.net/wp-content/uploads/2021/12/Linfonodi-posizione-480x443.jpg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 500px, 100vw" /><p id="caption-attachment-238316" class="wp-caption-text"><span style="font-size: 8pt;"><strong>Posizione dei linfonodi. Di BruceBlaus. When using this image in external sources it can be cited as:Blausen.com staff (2014). &#8220;Medical gallery of Blausen Medical 2014&#8221;. WikiJournal of Medicine 1 (2). DOI:10.15347/wjm/2014.010. ISSN 2002-4436. &#8211; Opera propria, CC BY 3.0,</strong> <a href="https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=28086436" target="_blank" rel="nofollow noopener">https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=28086436</a></span></p></div>
<p>A livello dei linfonodi, la linfa scorre più lentamente così da favorire il processo di attivazione linfocitario per riconoscimento degli antigeni non-self esposti a livello delle cellule APC. Quando i linfociti vengono attivati vanno incontro alla <strong>selezione clonale</strong> che prevede la proliferazione di un determinato clone linfocitario, specifico per un determinato antigene riconosciuto.</p>
<p>I linfonodi sono ubicati in aree altamente suscettibili alle infezioni, tra cui si ricordano:</p>
<ul>
<li><strong><a href="https://www.osteolab.net/tag/apparato-gastrointestinale/">Apparato digerente</a>;</strong></li>
<li><strong>Occhi e orecchie;</strong></li>
<li><strong>Cavo orale;</strong></li>
<li><strong>Cavo inguinale;</strong></li>
<li><strong>Collo.</strong></li>
</ul>
<p>Sono organizzati in <strong>catene</strong> o <strong>raggruppamenti</strong> e raramente si trovano isolati. I linfonodi di maggiori dimensioni sono nominati <strong>ghiandole linfatiche </strong>ubicati precisamente a livello delle aree di connessione tra le appendici ed il tronco:</p>
<ul>
<li><strong>Base del collo;</strong></li>
<li><strong>Ascelle;</strong></li>
<li><strong>Inguine.</strong></li>
</ul>
<div id="attachment_238315" style="width: 374px" class="wp-caption aligncenter"><img decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-238315" class=" wp-image-238315" src="https://www.osteolab.net/wp-content/uploads/2021/12/Dove-si-trovano-i-linfonodi.jpg" alt="Dove si trovano i linfonodi" width="364" height="520" /><p id="caption-attachment-238315" class="wp-caption-text"><span style="font-size: 8pt;"><strong>Regioni dove si trovano i linfonodi.</strong></span></p></div>
<h2><strong>Classificazione dei linfonodi</strong></h2>
<p>La classificazione dei linfonodi viene eseguita in base a:</p>
<ul>
<li><strong>Direzione di flusso linfatico</strong>: i linfonodi vengono distinti in <em>primari, secondari ecc…</em> In particolare, i <a href="https://www.osteolab.net/organi-linfoidi-primari-e-secondari">linfonodi primari</a> drenano direttamente la linfa di un <strong>territorio tributario</strong>. Successivamente, la linfa dei linfonodi primari viene drenata da <a href="https://www.osteolab.net/organi-linfoidi-primari-e-secondari">linfonodi secondari</a> (o collettori). I linfonodi di grado maggiore possono essere collettori per linfonodi di grado minore o primari per un diverso rispettivo tributario.</li>
<li><strong>Localizzazione</strong>: i linfonodi vengono divisi in <strong>parietali</strong> o <strong>viscerali</strong>. I linfonodi parietali sono localizzati a livello della parete addominale o pelvica oppure a livello dei grandi vasi. I linfonodi viscerali sono pressoché ubicati a livello degli organi impari addominali.</li>
</ul>
<h2><strong>Linfonodi: Anatomia macroscopica</strong></h2>
<p>I linfonodi sono organi pieni di dimensioni variabili (da 1 a 25 mm), di colorazione bianco-rosea.</p>
<p>Sia la colorazione che le dimensioni variano in funzione della posizione e dell’attività funzionale (<em>fisiologica</em> o <em>patologica</em>) svolta in un determinato istante. In particolare, in caso di <strong>stress infiammatorio</strong>, i linfonodi appaiono di dimensioni maggiori, caldi e spesso dolenti (<em>calor, rubor, dolor, tumor</em>).</p>
<p>Nell’essere umano si contano circa 450 linfonodi suddivisi in <strong>linfonodi regionali</strong> che sono primari per determinati territori tributari, e che drenano la loro linfa a livello di specifici <strong>linfonodi di raccolta</strong>.</p>
<p>La distribuzione dei linfonodi negli individui umani è pressoché costante:</p>
<ul>
<li>Circa 300 a livello addominale;</li>
<li>Circa 100 a livello toracico;</li>
<li>Circa 50 a livello della regione testa-collo.</li>
</ul>
<p>La distribuzione dei linfonodi si esplica anche in merito alla loro profondità nell’organismo. I <a href="https://www.osteolab.net/sistema-linfatico-organizzazione-topografica"><strong>linfonodi superficiali</strong></a> si trovano a livello sottocutaneo e sono relazionati dal <em>sistema linfatico superficiale.</em> I <a href="https://www.osteolab.net/sistema-linfatico-organizzazione-topografica"><strong>linfonodi profondi</strong></a> si trovano a livello muscolo-scheletrico e sono relazionati dal <em>sistema linfatico profondo.</em></p>
<p>La linfa perviene ai linfonodi tramite i <strong>vasi afferenti</strong>, in numero elevato e che presentano una inserzione a livello del linfonodo di tipo <strong>sottocapsulare</strong> (e opposta all’ilo linfonodale) e fuoriesce tramite l’unico <strong>vaso efferente</strong> che prende origine a livello dell’ilo. Chiaramente, essendo unico, il vaso efferente ha calibro notevolmente maggiore del singolo vaso afferente.</p>
<h2><strong>Linfonodo: anatomia microscopica</strong></h2>
<p>Il <strong>linfonodo</strong> presenta una <strong>capsula fibrosa</strong> formata da <em>tessuto connettivo propriamente detto di tipo denso</em> arricchito di <strong>elastina</strong>, <strong>collagene</strong> e <strong>fibroblasti</strong>. La capsula emette internamente al parenchima dell’organo delle <strong>trabecole fibrose</strong> che dividono il linfonodo in compartimenti minori. La <strong>reticolina</strong> (collagene di III tipo) è un ulteriore componente fondamentale dei setti trabecolari (pressoché presenti nella parte terminale) e si continuano successivamente con il vaso efferente.</p>
<div id="attachment_238313" style="width: 430px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-238313" class="size-full wp-image-238313" src="https://www.osteolab.net/wp-content/uploads/2021/12/Linfonodi-anatomia.jpg" alt="Linfonodi anatomia" width="420" height="500" srcset="https://www.osteolab.net/wp-content/uploads/2021/12/Linfonodi-anatomia.jpg 420w, https://www.osteolab.net/wp-content/uploads/2021/12/Linfonodi-anatomia-252x300.jpg 252w" sizes="(max-width: 420px) 100vw, 420px" /><p id="caption-attachment-238313" class="wp-caption-text"><span style="font-size: 8pt;"><strong>Anatomia microscopica del linfonodo. By Chris Sullivan &#8211; Own work, CC BY-SA 4.0,</strong> <a href="https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=83021206" target="_blank" rel="nofollow noopener">https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=83021206</a></span></p></div>
<p>I <strong>vasi afferenti</strong> penetrano nel parenchima del linfonodo perforando la capsula fibrosa e inserendosi quindi a livello della regione sottocapsulare. Sono dotati di valvole per la regolazione del flusso in entrata e per evitare reflussi di linfa. All’interno dell’area sottocapsulare, il vaso afferente si ramifica formando il <strong>plesso intracapsulare</strong>. Questo plesso si riversa successivamente a livello del <strong>seno sottocapsulare</strong> dove poi la linfa raggiungerà il <strong>seno corticale</strong> ed infine il <strong>seno midollare</strong> (o terminale). Dal seno terminale la linfa defluirà dal linfonodo attraverso il <strong>vaso efferente</strong> (anch’esso valvolato). A livello dei <em>seni linfatici</em> precedentemente descritti, la linfa viene ultradepurata e arricchita di cellule linfocitarie.</p>
<p>Lo <strong>stroma</strong> del linfonodo è costituito quindi da tutte le strutture di sostegno che compongono l’organo, in particolare le <strong>trabecole fibrose</strong> che lo settano in più compartimenti.</p>
<p>Questi compartimenti linfonodali quindi sono stratificati in:</p>
<ul>
<li><strong>Zona capsulare;</strong></li>
<li><strong>Zona corticale;</strong></li>
<li><strong>Zona midollare.</strong></li>
</ul>
<h3><strong>Linfonodi: zona corticale</strong></h3>
<p><em>ATTIVAZIONE LINFOCITI B</em></p>
<p>Sotto il seno sottocapsulare si trova la <strong>zona corticale esterna </strong>che contiene i <em>noduli linfatici</em> (o follicoli). Si annoverano quindi:</p>
<ul>
<li><strong>Follicolo linfatico primario</strong>: costituito da linfociti B in forma quiescenti.</li>
<li><strong>Follicolo linfatico secondario</strong>: costituito dall’evoluzione del follicolo linfatico primario. È costituito da una <em>zona germinativa</em> e <em>zona mantellare</em>.</li>
</ul>
<p>A seguito della attivazione immunitaria, dove la APC attiva un linfocita B, questo migra a livello del follicolo linfatico primario e comincia a proliferare. Quindi, contribuisce alla formazione della struttura del <strong>follicolo secondario</strong> dotato di una <em>zona germinativa</em> costituita da <strong>cellule della memoria</strong> di quel determinato clone e una <em>zona mantellare</em> costituita da <strong>plasmacellule</strong> di quel determinato clone.</p>
<p>Parte di cellule B attivate a livello della corticale, e provenienti quindi dal follicolo secondario, raggiungono la zona midollare dove formeranno i <strong>cordoni della midollare</strong>.</p>
<p>Dal linfonodo, le cellule della memoria possono in parte trasferirsi ad altri organi linfoidi secondari, accumulandosi e attivandosi a seguito di una seconda esposizione allo stesso antigene, incrementando l’efficienza della risposta immunitaria.</p>
<p><em>ATTIVAZIONE LINFOCITI T</em></p>
<p>Al di sotto della zona corticale esterna, vi è la zona <strong>paracorticale</strong>. È proprio a livello della zona paracorticale che le APC (<em>antigen-presenting cells</em>) attivano i linfociti T4 o T8.</p>
<p>Questa zona è ricca di venule ad endotelio alto (HEV), attraversate dai linfociti T attivati per raggiungere il circolo sistemico.</p>
<div id="attachment_238317" style="width: 620px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-238317" class="size-full wp-image-238317" src="https://www.osteolab.net/wp-content/uploads/2021/12/Linfonodo.jpg" alt="Linfonodo" width="610" height="500" srcset="https://www.osteolab.net/wp-content/uploads/2021/12/Linfonodo.jpg 610w, https://www.osteolab.net/wp-content/uploads/2021/12/Linfonodo-480x393.jpg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 610px, 100vw" /><p id="caption-attachment-238317" class="wp-caption-text"><span style="font-size: 8pt;"><strong>Organizzazione interna del linfonodo.</strong></span></p></div>
<h3><strong>Linfonodo: zona midollare</strong></h3>
<p>La <strong>zona midollare del linfonodo</strong> contiene i seni midollari (terminali) costituiti da <strong>endotelio continuo </strong>e attraversati da fibre reticolari. A livello della midollare, il parenchima è organizzato in <strong>cordoni</strong> composti dal 10% delle plasmacellule B e linfociti emigranti che durante la permanenza in questa sede rilasciano anticorpi nei seni terminali (<em>rilascio di umori avviene a livello dei cordoni della midollare nel linfonodo</em>).</p>
<p>È proprio la regione midollare che costituisce e circonda l’<strong>ilo</strong> del linfonodo.</p>
<h2><strong>Vascolarizzazione</strong></h2>
<p>A livello del linfonodo penetrano vasi sanguiferi arteriosi a livello dell’ilo. Successivamente, attraversano le trabecole della midollare e raggiungono la zona corticale per creare un <strong>fitto microcircolo capillare</strong>. Questo circolo capillare termina in una <strong>venula</strong> che fuoriesce dall’ilo insieme al <em>vaso efferente</em>.</p>
<p>I capillari si distribuiscono soprattutto a livello della zona germinativa del follicolo secondario a livello della corticale esterna del linfonodo (<strong>direzione centrifuga</strong>). Successivamente le vene raccolgono il sangue refluo (<strong>direzione centripeta</strong>).</p>
<p><strong>Bibliografia</strong></p>
<ul>
<li>Anatomia Umana – <a href="https://amzn.to/30ffN7c" target="_blank" rel="nofollow noopener sponsored">Basi Anatomiche per le Neuroscienze tratto dal Prometheus Vol. II</a> di M. Schünke, E. Schulte e U. SchumacherI, I ed. 2021, EDISES.</li>
</ul>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.osteolab.net/linfonodi-anatomia/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Sistema linfatico: organizzazione topografica</title>
		<link>https://www.osteolab.net/sistema-linfatico-organizzazione-topografica/</link>
					<comments>https://www.osteolab.net/sistema-linfatico-organizzazione-topografica/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe Ilardo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Dec 2021 15:08:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Anatomia]]></category>
		<category><![CDATA[apparato cardiovascolare]]></category>
		<category><![CDATA[sistema linfatico]]></category>
		<category><![CDATA[vascolare]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.osteolab.net/?p=238275</guid>

					<description><![CDATA[Il sistema linfatico, o meglio, il sistema circolatorio linfatico, è un sistema complesso, composto da vasi che hanno la funzione di drenare fluidi dallo spazio interstiziale dei tessuti al torrente circolatorio.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h1><strong>Sistema linfatico: organizzazione topografica</strong></h1>
<p>Il <strong>sistema linfatico</strong>, o meglio, il <strong>sistema circolatorio linfatico</strong>, è un sistema complesso, composto da vasi che hanno la funzione di drenare fluidi dallo spazio interstiziale dei tessuti al torrente circolatorio e di organi.</p>
<div id="attachment_238277" style="width: 510px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-238277" class="size-full wp-image-238277" src="https://www.osteolab.net/wp-content/uploads/2021/12/Sistema-linfatico.jpg" alt="Sistema linfatico" width="500" height="722" srcset="https://www.osteolab.net/wp-content/uploads/2021/12/Sistema-linfatico.jpg 500w, https://www.osteolab.net/wp-content/uploads/2021/12/Sistema-linfatico-480x693.jpg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 500px, 100vw" /><p id="caption-attachment-238277" class="wp-caption-text"><span style="font-size: 8pt;"><strong>Sistema circolatorio linfatico include organi linfoidi primari e secondari, vasi linfatici. By SGUL lymres &#8211; Own work, CC BY-SA 4.0,</strong> <a href="https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=99532989" target="_blank" rel="nofollow noopener">https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=99532989</a></span></p></div>
<p>Dal punto di vista anatomo-funzionale, il sistema linfatico si suddivide in:</p>
<ul>
<li><strong>Sistema superficiale</strong>: <em>drenaggio di cute e sottocute;</em></li>
<li><strong>Sistema profondo</strong>: <em>drenaggio di ossa, muscoli, nervi e articolazioni;</em></li>
<li><strong>Sistema viscerale</strong>: <em>drenaggio di organi.</em></li>
</ul>
<p>Il <strong>sistema profondo</strong>, a differenza del sistema superficiale, è direttamente a contatto con i <strong>tronchi linfatici</strong> e riceve linfa drenata dal sistema superficiale stesso grazie a <strong>vasi perforanti</strong> che attraversano la fascia superficiale della cute trasportando la linfa in profondità.</p>
<p>Il <strong>sistema superficiale</strong> viene quindi drenato nel sistema profondo a livello di 3 specifici punti:</p>
<ul>
<li>Ascella;</li>
<li>Piega inguinale;</li>
<li>Collo laterale.</li>
</ul>
<p>In queste tre regioni sono presenti moltissimi <a href="https://www.osteolab.net/linfonodi-anatomia/">linfonodi</a> (e ovviamente vasi perforanti) che vengono sempre controllati in <strong>esami clinici</strong>.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="https://www.osteolab.net/drenaggio-linfatico/"><span style="text-decoration: underline;">Leggi di più sul drenaggio linfatico</span>.</a></p>
<h2><strong>Sistema linfatico: ordini vascolari</strong></h2>
<p>Vi sono 4 ordini vascolari a livello del <strong>sistema circolatorio linfatico</strong>, a partire dall’origine del trasporto della linfa fino alla terminazione:</p>
<ul>
<li><a href="#capillari-linfatici"><strong>Capillari linfatici</strong></a> (origine a fondo cieco, stretti e sottili);</li>
<li><a href="#vasi-precollettori"><strong>Vasi precollettori;</strong></a></li>
<li><a href="#vasi-collettori"><strong>Vasi collettori;</strong></a></li>
<li><a href="#tronchi-linfatici"><strong>Tronchi linfatici;</strong></a></li>
<li><a href="#dotti-linfatici"><strong>Dotti linfatici.</strong></a></li>
</ul>
<h3><strong><a id="capillari-linfatici"></a>Capillari linfatici</strong></h3>
<p>I primi vasi che originano il sistema superficiale ed il sistema profondo linfatico, sono i <strong>capillari linfatici</strong>. Taluni, sono delimitati da un singolo strato di cellule <strong>endoteliali</strong> a lamina basale discontinua (<em>e assenza di periciti</em>).</p>
<p>Tra le cellule endoteliali vi sono giunzioni che consentono il passaggio di <strong>liquido interstiziale</strong> e <strong>particelle</strong> (proteine, virus, batteri ecc…) anche di medie-grosse dimensioni.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-238276" src="https://www.osteolab.net/wp-content/uploads/2021/12/Capillari-linfatici.jpg" alt="Capillari linfatici" width="520" height="288" srcset="https://www.osteolab.net/wp-content/uploads/2021/12/Capillari-linfatici.jpg 520w, https://www.osteolab.net/wp-content/uploads/2021/12/Capillari-linfatici-480x266.jpg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 520px, 100vw" /></p>
<p>Caratteristica esclusiva di questi condotti vascolari è la presenza di <strong>filamenti di ancoraggio </strong>che protendono dalle cellule endoteliali e si ancorano a livello deli spazi intercellulari tra le cellule del tessuto circostante. Questi filamenti sono formati pressoché da <strong>fibre collagene</strong> e hanno particolari funzioni, ovvero determinano principalmente, mediante la loro messa in tensione, l’aumento del calibro del vaso capillare permettendo in questo modo l’entrata dei fluidi interstiziali accumulati nella zona <strong>pericapillare</strong>. Il fluido entrerà nel vaso per <strong>diffusione passiva</strong> o <strong>trasporto attivo</strong>.</p>
<h3><strong><a id="vasi-precollettori"></a>Vasi precollettori linfatici</strong></h3>
<p>I capillari linfatici si raccolgono a livello dei vasi precollettori linfatici di maggiore calibro. I vasi precollettori mettono in comunicazione la linfa capillare con i vasi collettori successivamente e la costituzione della parete dei vasi precollettori è simile a quella delle venule sanguifere anche se appare completamente assente la regolare suddivisione in tonache.</p>
<p>La lamina basale è sostituita con <strong>tessuto elastico</strong>. Questi vasi precollettori sono situati generalmente in prossimità di vasi sanguiferi e tessuto adiposo.</p>
<h3><strong><a id="vasi-collettori"></a>Vasi collettori linfatici</strong></h3>
<p>I vasi collettori linfatici sono muniti di <strong>valvole</strong> la cui funzione comprende:</p>
<ul>
<li>Impedire reflusso;</li>
<li>Impedire inversione di flusso;</li>
<li>Consentire flusso centripeto (<em>verso il centro</em>).</li>
</ul>
<p>Le valvole sono costituite da <strong>stroma fibroelastico</strong> che si sovrappone alle cellule endoteliali a livello della tonaca intima.</p>
<p>Le valvole sono un sistema quindi di <strong>regolazione del flusso</strong> e quindi a livello dei collettori si avranno:</p>
<ul>
<li><strong>tratti intervalvolari:</strong> <em>Regioni maggiormente dilatabili</em></li>
<li><strong>tratti valvolari:</strong> <em>Regioni difficilmente dilatabili</em></li>
</ul>
<p>La direzione del flusso viene fornita dalla contrazione ritmica di segmenti di muscolatura liscia (<em>della tonaca media</em>) e quindi dalla <strong>chiusura</strong> delle valvole distali e l’<strong>apertura</strong> delle valvole prossimali.</p>
<p>È infatti possibile suddividere la parete vascolare del vaso collettore in 3 tonache:</p>
<ul>
<li><strong>tonaca intima</strong>: a contatto con il lume è di natura endoteliale, costituita da una membrana basale sottostante e da uno strato di fibre elastiche a decorso longitudinale.</li>
<li><strong>tonaca media</strong>: esile strato di tonaca muscolare (e fibre elastiche). Il muscolo liscio si dispone in due fasce, <em>esterna </em>e <em>interna</em> (intrecciate a passo diverso e direzione opposta).</li>
<li><strong>tonaca avventizia</strong>: forte componente elastica all’interno della quale sono presenti condotti vascolari simili ai <em>vasa vasorum</em>.</li>
</ul>
<h2><strong><a id="tronchi-linfatici"></a>Tronchi e dotti linfatici<a id="dotti-linfatici"></a></strong></h2>
<p>Tronchi e dotti linfatici sono già ampiamente stati descritti in precedenza e determinano la terminazione del decorso del sistema linfatico.</p>
<p>Taluni, hanno la stessa struttura macroscopica dei <strong>collettori</strong> presentando la suddivisione nelle 3 tonache.</p>
<p>Le valvole, soprattutto nei tronchi a più grande dimensione, sono del tutto assenti. Sono tuttavia presenti strutture valvolari tra <strong>dotto toracico</strong>, <strong>dotto linfatico destro</strong> con i rispettivi sbocchi venosi ai fini di impedire il reflusso della linfa.</p>
<p>Le valvole di questi condotti terminali sono assai simili a quelle già descritte per i vasi collettori, solo che in aggiunta si rileva la presenza di <strong>fibre muscolari lisce</strong> a decorso parallelo a quello del vaso.</p>
<p><strong>Bibliografia</strong></p>
<ul>
<li>Anatomia Umana – <a href="https://amzn.to/30ffN7c" target="_blank" rel="nofollow noopener sponsored">Basi Anatomiche per le Neuroscienze tratto dal Prometheus Vol. II</a> di M. Schünke, E. Schulte e U. SchumacherI, I ed. 2021, EDISES.</li>
</ul>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.osteolab.net/sistema-linfatico-organizzazione-topografica/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Vena azygos e vena emiazygos: descrizione anatomica</title>
		<link>https://www.osteolab.net/vena-azygos-e-vena-emiazygos/</link>
					<comments>https://www.osteolab.net/vena-azygos-e-vena-emiazygos/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe Ilardo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Nov 2021 17:40:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Anatomia]]></category>
		<category><![CDATA[apparato cardiovascolare]]></category>
		<category><![CDATA[vascolare]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.osteolab.net/?p=238176</guid>

					<description><![CDATA[Descrizione anatomica e decorso della vena azygos e della vena emiazygos. Le vene lombari di destra e sinistra daranno origine rispettivamente a...]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h1><strong>Vena Azygos e vena Emiazygos</strong></h1>
<p>Dalle <strong>vene iliache interne</strong> nascono <strong>le due vene lombari ascendenti</strong>, che soccorrono posteriormente alle <strong>vene renali</strong>. Nel tratto lombare delle <strong>vene lombari ascendenti</strong> nascono, per le prime quattro vertebre, 4 paia di vene lombari dirette lateralmente che possono anastomizzarsi anteriormente con la<strong> vena epigastrica inferiore</strong> e un numero variabile di vene lombari dirette mediamente che si anastomizzano con le vene lombari mediali controlaterali, formando un <strong>plesso anastomotico</strong> che può aggettarsi anche in <strong>vena cava</strong>.</p>
<div id="attachment_238179" style="width: 510px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-238179" class="size-full wp-image-238179" src="https://www.osteolab.net/wp-content/uploads/2021/11/Vena-lombare-ascendente.jpeg" alt="Vena lombare ascendente" width="500" height="454" srcset="https://www.osteolab.net/wp-content/uploads/2021/11/Vena-lombare-ascendente.jpeg 500w, https://www.osteolab.net/wp-content/uploads/2021/11/Vena-lombare-ascendente-480x436.jpeg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 500px, 100vw" /><p id="caption-attachment-238179" class="wp-caption-text"><span style="font-size: 8pt;"><strong>In rosso le vene lombari ascendenti. Fonte: By OpenStax College &#8211; Anatomy &amp; Physiology, Connexions Web site. http://cnx.org/content/col11496/1.6/, Jun 19, 2013., CC BY 3.0,</strong> <a href="https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=30148288" target="_blank" rel="nofollow noopener">https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=30148288</a></span></p></div>
<p>Le <strong>vene lombari</strong> <strong>ascendono</strong> dalla loro origine fino al limite addominale-toracico, oltre il quale, nella regione toracica, le vene di destra e sinistra perderanno la loro simmetria originando a destra la <strong>vena azygos</strong> e a sinistra la <strong>vena emiazygos</strong>.</p>
<h2><strong>Vena Azygos</strong></h2>
<p><strong>La vena azygos</strong> origina dalla <strong>vena</strong> <strong>lombare destra</strong>, prosegue posteriormente alla <strong>vena cava inferiore</strong> fino ad arrivare a livello della <strong>vena cava superiore</strong> all’altezza di T3 (terza vertebra toracica o dorsale) dove vi è l’origine dell’arco aortico. In questa sede, anche la <strong>vena azigos</strong> crea un <em>arco</em> che si anastomizza con la <strong>vena cava superiore</strong>.</p>
<div id="attachment_238181-2" style="width: 510px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-238181-2" class="size-full wp-image-238181" src="https://www.osteolab.net/wp-content/uploads/2021/11/Vena-azygos.jpeg" alt="Vena azygos" width="500" height="454" srcset="https://www.osteolab.net/wp-content/uploads/2021/11/Vena-azygos.jpeg 500w, https://www.osteolab.net/wp-content/uploads/2021/11/Vena-azygos-480x436.jpeg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 500px, 100vw" /><p id="caption-attachment-238181-2" class="wp-caption-text"><span style="font-size: 8pt;"><strong>In rosso la vena azygos e le vene toraciche che drenano a sinistra nella vena emiazygos e a destra nella vena azygos. Fonte: By OpenStax College &#8211; Anatomy &amp; Physiology, Connexions Web site. http://cnx.org/content/col11496/1.6/, Jun 19, 2013., CC BY 3.0,</strong> <a href="https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=30148288" target="_blank" rel="nofollow noopener">https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=30148288</a></span></p></div>
<p>Nel suo decorso, la vena azygos drenerà alcuni rami collaterali noti come <strong>rami venosi intercostali </strong>(numerati in virtù della rispettiva costa). Dalla XII costa (a livello della <em>vena sottocostale</em>) dipartono una serie di rami che arrivano fino alla IV costa (<em>IV vena intercostale</em>) numerati in ordine regressivo rispettivamente alla costa di appartenenza.</p>
<p><strong>La IV vena intercostale, drenerà direttamente la II e la III vena intercostale mentre la vena intercostale suprema destra (I vena intercostale) drena direttamente a livello della vena brachiocefalica.</strong></p>
<h2><strong>Vena Emiazygos</strong></h2>
<p><strong>La vena emiazygos </strong>origina dalla <strong>vena lombare sinistra</strong>, prosegue in modo lineare fino alla IX vena intercostale. Successivamente alla IX vena intercostale, il circolo si interrompe e la <strong>vena emiazigos</strong> si piega verso destra e si immette nella <strong>vena azygos</strong>.</p>
<p>Dal V all’VIII spazio intercostale, sono drenate dalla <strong>vena emiazygos accessoria</strong> e successivamente, come l’emiazygos, si piega verso destra per immettersi nella vena azygos.</p>
<div id="attachment_238187" style="width: 510px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-238187" class="size-full wp-image-238187" src="https://www.osteolab.net/wp-content/uploads/2021/11/Vena-Emiazygos.jpg" alt="Vena Emiazygos" width="500" height="454" srcset="https://www.osteolab.net/wp-content/uploads/2021/11/Vena-Emiazygos.jpg 500w, https://www.osteolab.net/wp-content/uploads/2021/11/Vena-Emiazygos-480x436.jpg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 500px, 100vw" /><p id="caption-attachment-238187" class="wp-caption-text"><span style="font-size: 8pt;"><strong>In rosso la vena emiazygos, la vena emiazygos accessoria e le vene intercostali che drenano a sinistra nella vena emiazygos e a destra nella vena azygos. Fonte: By OpenStax College &#8211; Anatomy &amp; Physiology, Connexions Web site. http://cnx.org/content/col11496/1.6/, Jun 19, 2013., CC BY 3.0,</strong> <a href="https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=30148288" target="_blank" rel="nofollow noopener">https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=30148288</a></span></p></div>
<p>La vena intercostale suprema di sinistra drena le vene intercostali II, III e IV, infine drena direttamente nella<strong> vena brachiocefalica</strong> di sinistra.</p>
<p>È possibile in taluni casi che la<strong> vena intercostale suprema di sinistra sia collegata alla vena accessoria così come è possibile che vi sia un ramo diretto che collega la vena intercostale suprema sinistra con la vena azygos</strong>.</p>
<p>Inoltre, si registrano situazioni in cui non è presente il ramo collaterale della vena emiazygos e quindi la vena emiazygos prosegue fino al V spazio intercostale. La <strong>vena emiazygos</strong> presenta una certa <strong>variabilità maggiore </strong>rispetto alla <strong>vena azygos</strong>.</p>
<p><strong>Bibliografia</strong></p>
<ul>
<li>Anatomia Umana – <a href="https://amzn.to/30ffN7c" target="_blank" rel="nofollow noopener sponsored">Basi Anatomiche per le Neuroscienze tratto dal Prometheus Vol. I</a> di M. Schünke, E. Schulte e U. SchumacherI, I ed. 2021, EDISES.</li>
</ul>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.osteolab.net/vena-azygos-e-vena-emiazygos/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>CID coagulopatia intravasale disseminata: caratteristiche, cause e terapia</title>
		<link>https://www.osteolab.net/cid-coagulopatia-intravasale-disseminata/</link>
					<comments>https://www.osteolab.net/cid-coagulopatia-intravasale-disseminata/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Angelo Terranova]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 11 Apr 2020 10:06:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Patologia]]></category>
		<category><![CDATA[apparato cardiovascolare]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.osteolab.net/?p=223345</guid>

					<description><![CDATA[La coagulopatia intravasale disseminata, conosciuta anche con l’acronimo CID è una sindrome emorragica acquisita, nota anche come coagulopatia da consumo.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h1><strong>CID coagulopatia intravasale disseminata: caratteristiche, cause e terapia</strong></h1>
<p>La <strong>coagulopatia intravasale disseminata</strong>, conosciuta anche con l’acronimo <strong>CID</strong> è una sindrome emorragica acquisita, nota anche come <strong>coagulopatia da consumo</strong>.</p>
<p>Si presenta con intensità di vario grado e che spesso va a compromettere la situazione clinica della persona affetta. La CID non è mai primaria, bensì sempre secondaria ad una grave malattia come:</p>
<ul>
<li><strong>Sepsi</strong>;</li>
<li><strong>Leucemia</strong>;</li>
<li><strong>Tumori</strong>;</li>
<li><strong>Trauma importante</strong>;</li>
<li><strong>Intervento chirurgico</strong>(<a href="http://https://www.osteolab.net/cid-coagulopatia-intravasale-disseminata/#bibliografia">1</a>)…</li>
</ul>
<h3 style="text-align: center;"><strong>Indice delle informazioni che troverai nell’articolo</strong></h3>
<ul>
<li><a href="#caratteristiche">Caratteristiche;</a></li>
<li><a href="#meccanismo">Meccanismo d’azione;</a></li>
<li><a href="#clinica">Manifestazione clinica;</a></li>
<li><a href="#cause">Cause della CID;</a></li>
<li><a href="#terapia">Terapia e trattamento.</a></li>
</ul>
<h2><strong><a id="caratteristiche"></a>Coagulazione intravasale disseminata: caratteristiche</strong></h2>
<p>La sindrome è caratterizzata da una<strong> presenza disseminata</strong>, nella microcircolazione, <strong>di <a href="https://www.osteolab.net/tvp-trombosi-venosa-profonda/#come-si-forma-il-trombo">trombi</a></strong>. L’eccessiva formazione di questi trombi è legata ad un’attivazione della coaguazione in maniera diffusa, <strong>questa coagulazione disseminata determina il consumo dei fattori della coagulazione</strong>, determinando così anche una <strong>coagulopatia da consumo</strong>, con il consumo dei fattori, portando al rischio di emorragia (<a href="http://https://www.osteolab.net/cid-coagulopatia-intravasale-disseminata/#bibliografia">2</a>).</p>
<div id="attachment_224257" style="width: 510px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-224257" class="wp-image-224257 size-full" src="https://www.osteolab.net/wp-content/uploads/2020/04/Cid-coagulopatia-intravasale-disseminata-porpora.jpeg" alt="Cid coagulopatia intravasale disseminata - porpora" width="500" height="500" srcset="https://www.osteolab.net/wp-content/uploads/2020/04/Cid-coagulopatia-intravasale-disseminata-porpora.jpeg 500w, https://www.osteolab.net/wp-content/uploads/2020/04/Cid-coagulopatia-intravasale-disseminata-porpora-480x480.jpeg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 500px, 100vw" /><p id="caption-attachment-224257" class="wp-caption-text"><span style="font-size: 8pt;"><strong>Petechia / porpora dell&#8217;arto inferiore a causa della vasculite indotta da farmaci.</strong></span><br /><span style="font-size: 8pt;"><strong>Di James Heilman, MD &#8211; Opera propria, CC BY-SA 3.0,</strong> <a href="https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=11857197" target="_blank" rel="noopener noreferrer">https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=11857197</a></span></p></div>
<h2><strong><a id="meccanismo"></a>CID: meccanismo d’azione</strong></h2>
<p>La<strong> coagulopatia intravascolare disseminata</strong> (CID) si caratterizza da un quadro trombo-emorragico rappresentato da:</p>
<ul>
<li><strong>Attivazione dei fattori della coagulazione </strong>mediata dall’attivazione del fattore tissutale;</li>
<li><strong>Aumento dell’attività fibrinolitica </strong>a causa dell’aumento della presenza del D-dimero a causa della degradazione della fibrina e dell’aumento dell’FDP secondario alla degradazione del fibrinogeno;</li>
<li><strong>Consumo dei fattori che inibiscono la cascata della coagulazione </strong>come l’antitrombina III (<a href="http://https://www.osteolab.net/cid-coagulopatia-intravasale-disseminata/#bibliografia">3</a>).</li>
</ul>
<h2><strong><a id="clinica"></a>Manifestazione clinica</strong></h2>
<p>La <strong>presentazione clinica della CID</strong> può variare molto, ma è caratterizzata da gravi sanguinamenti cutanei e mucosi che possono esporre il paziente al rischio di morte. Ma la CID porta anche all’occlusione a causa della riduzione, consumo dei fattori della coagulazione. <strong>Gli organi maggiormente soggetti all’occlusione dei piccoli vasi</strong> sono la <strong>cute</strong>, il <strong>cervello</strong> e i <strong>reni</strong>. Seguono, i <strong>polmoni</strong>, il <strong>tratto gastrointestinale</strong> e i <strong>surreni</strong> (<a href="http://https://www.osteolab.net/cid-coagulopatia-intravasale-disseminata/#bibliografia">4</a>).</p>
<p>Le alterazioni che si riscontrano più frequentemente sono: <strong>piastrinopenia</strong>, <strong>riduzione del fibrinogeno plasmatico</strong> e aumento dei prodotti di degradazione della fibrina per l’intensa fibrinolisi secondaria (<a href="http://https://www.osteolab.net/cid-coagulopatia-intravasale-disseminata/#bibliografia">2</a>).</p>
<h2><strong><a id="cause"></a>Le cause dalla CID</strong></h2>
<p>Quali sono le cause della CID?</p>
<ul>
<li>Quadri particolari di shock (<strong>schock anafilattico</strong>);</li>
<li>Determinate complicanze ostetriche;</li>
<li>Infezioni massive;</li>
<li><strong>Neoplasie </strong>come quelle del <a href="https://www.osteolab.net/pancreas/">pancreas</a> e della prostata;</li>
<li>Morsi da serpente;</li>
<li>Ustioni e traumi (<a href="http://https://www.osteolab.net/cid-coagulopatia-intravasale-disseminata/#bibliografia">2</a>).</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<h2><strong><a id="terapia"></a>Terapia</strong></h2>
<p><strong>La terapia</strong> <strong>della CID</strong> deve tendere innanzi tutto a rimuovere la causa scatenante, infatti, lo scopo del trattamento sarà quello di curare la sua causa.</p>
<p><strong>Es. se dovesse essere causata da un’infezione, la terapia sarà incentrata sulla cura dell’infezione</strong> (<a href="http://https://www.osteolab.net/cid-coagulopatia-intravasale-disseminata/#bibliografia">5</a>). Ovviamente, oltre alla terapia incentrata sulla causa, si deve inoltre <strong>controllare la sintomatologia emorragica con terapia sostitutiva</strong> (ad es. somministrazione di plasma fresco) ed eventualmente ridurre il consumo dei fattori della coagulazione mediante <strong>farmaci anticoagulanti</strong>, in particolare eparina. Nonostante i continui studi della sindrome, il suo tasso di mortalità si aggira intorno al <strong>30-50%</strong> (<a href="http://https://www.osteolab.net/cid-coagulopatia-intravasale-disseminata/#bibliografia">1</a>), nelle situazioni di CID grave, la prognosi è quasi sempre infausta (<a href="http://https://www.osteolab.net/cid-coagulopatia-intravasale-disseminata/#bibliografia">5</a>).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong><a id="bibliografia"></a>Bibliografia:</strong></p>
<ol>
<li>Gullo, <a href="https://amzn.to/2wQhrgX" target="_blank" rel="noopener">Sepsi: Miriade di risposte, Aspetti controversi, Soluzioni possibili</a>. Springer; 2004 edizione 13 giugno 2008;</li>
<li>Appunti personali;</li>
<li>Gino Roberto Corazza, Francesco Perticone, Francesco Violi, <a href="https://amzn.to/2WXge28" target="_blank" rel="noopener">SIMI Handbook Terapia Medica</a>. Edra, Prima edizione edizione 13 novembre 2017;</li>
<li>Maniscalco, <a href="https://amzn.to/2Jtjdr4" target="_blank" rel="noopener">Le fratture diafisarie dell’arto inferiore</a>. Springer Verlag, 2004 ed. edizione 1 gennaio 2004;</li>
<li>Bryan E. Anderson, <a href="https://amzn.to/39ySxzA" target="_blank" rel="noopener">Atlante di anatomia fisiopatologia e clinica: apparato tegumentario</a>. Edra Masson; 2 edizione 1 gennaio 2013.</li>
</ol>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.osteolab.net/cid-coagulopatia-intravasale-disseminata/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
