Dolore alla mandibola quando mastico: cause e cosa fare
Non sempre ma, in alcuni casi, si potrebbe avvertire dolore mandibolare durante la masticazione. Non è necessaria addentare qualcosa di molto resistente per avvertire dolore, a volte basta anche un po’ di pane o della frutta per provocare il dolore. Il motivo è che l’atto della masticazione, mobilita necessariamente un complesso apparato composto dall’articolazione temporomandibolare (ATM), i denti, e muscoli che hanno la funzione di spostare la mandibola(1) . Quando questo meccanismo si affatica, quando queste strutture si infiammano, il semplice movimento di masticazione può trasformarsi in un’agonia continua(2). Spesso, questa sintomatologia, deriva dai cosiddetti disturbi temporomandibolari (DTM)(3).
Perché si ha dolore durante la masticazione
L’atto della masticazione è la risultante del lavoro in completa sincronia tra le due articolazioni temporomandibolari che si trovano subito davanti alle orecchie e i muscoli della masticazione, principalmente i muscoli massetere e temporale(4). La mandibola non si apre e chiude semplicemente ma, scivola in avanti, si porta lateralmente e torna al centro (leggi di più sul movimento della mandibola) . Fondamentale è la presenza di un menisco, un cuscinetto che migliora l’articolazione che avviene tra la mandibola e l’osso temporale (Articolazione temporomandibolare)(3).
Dato quanto detto, il dolore durante la masticazione può essere di due origini che spesso si influenzano:
- Origine muscolare (Mialgia masticatoria) che risulta essere la causa maggiore. Si tratta di affaticamento muscolare. Questi muscoli che vengono utilizzati non soltanto per masticare, a causa di stress prolungato es. serrare i denti durante il giorno, nel bruxismo notturno si infiammano. Durante la masticazione, i muscoli, che sono già infiammati, sono sollecitati ulteriormente scatenando una sensazione di bruciore e affaticamento diffuso che potrebbe estendersi a tutta la guancia e/o alle tempie(4-5).
- Origine articolare (artralgia e spostamento del menisco) più raro. Se il menisco (cuscinetto di cartilagine) si sposta dalla sua posizione corretta, l’articolazione può produrre il cosiddetto click durante il movimento di apertura o chiusura. Questo click può essere accompagnato anche da dolore o sensazione di blocco meccanico(4).

Rappresentazione che illustra l’articolazione temporomandibolare, il disco cartilagineo e i muscoli masticatori durante il movimento di masticazione
Come si valuta il disturbo e quando chiedere aiuto
Per capire se è un problema da porre al proprio medico o al professionista da cui si è seguiti, possiamo rispondere a un questionario composto da 3 domande noto come TMD Pain Screener(1):
- Nell’ultimo mese il dolore alla mandibola è stato persistente o intermittente?
- Al risveglio, avvertiamo rigidità o indolenzimento alla mascella?
- Il dolore si modifica aprendo ampiamente la bocca, serrando i denti o masticando la chewing gum?
Se la risposta a queste domande è legata a situazioni in cui è necessario muovere la mandibola, allora probabilmente il dolore percepito potrebbe essere legato a una disfunzione temporomandibolare(1). Bisogna però tenere a mente che non tutti i dolori che compaiono durante i pasti o che sono presenti nella regione mandibolare, risultano legati a problematiche dell’articolazione ATM o dei muscoli masticatori. Esistono dei campanelli d’allarme (red flags) che richiedono un controllo medico urgente:
- Dolore che si presenta sotto sforzo fisico: dolore che si presenta alla mandibola o al collo camminando in salita o sotto sforzo e svanisce a riposo, senza alcuna modifica alla masticazione. Questa situazione può essere legata più a un problema cardiaco che della bocca(5).
- Fatica improvvisa a completare un pasto unita a dolore temporale e del cuoio capelluto, può essere segno dell’arterite di Horton (Arterite a cellule giganti)(5).
- Blocco improvviso della bocca con riduzione dell’apertura della bocca (inferiore a 2 cm) con gonfiore al collo e conseguente difficoltà alla deglutizione(5).
- Perdita di sensibilità sulla zona del mento o del labbro inferiore(5).
Se non sono presenti questi segnali, i disturbi mandibolari, nella maggior parte dei casi, hanno un decorso benigno con alta risposta alle terapie conservative(1).

Grafica che mette a confronto visivo le tensioni muscolo-articolari benigne con i segnali di allerta clinica (red flags).
Relazione tra occlusione, bite e dolore mandibolare
Si è sempre pensato che la presenza di denti storti, il modo in cui i denti superiori si rapportano con i denti inferiori potessero in qualche modo essere legati al dolore durante la masticazione, tuttavia, la ricerca attuale ha smentito tale idea, ovvero, le caratteristiche occlusali e il contatto tra le arcate non rappresentano la causa diretta del dolore mandibolare(2). Nel tempo, anche il ruolo del bite è stato ridimensionato. Sebbene il bite abbia un ruolo importante nel proteggere i denti durante il serramento notturo o bruxismo e nell’offrire un sollievo parziale al dolore(6), con il tempo si è visto che la sua efficacia diminuisce e non è superiore ai programmi di esercizio dedicato(7).

Confronto visivo Tra il modello meccanico rigido del bite/allineamento dentale con un approccio globale incentrato su rilassamento muscolare e gestione dello stress.
Trattamento manipolativo nel dolore mandibolare
Il trattamento manipolativo o la terapia manuale, rappresenta un valido aiuto per chi soffre di dolore alla masticazione(6). L’utilizzo di tecniche specifiche di mobilità articolare, manovre di rilassamento miofasciale e il trattamento dei punti trigger, aiutano a ridurre le tensioni muscolari e a migliorare la mobilità mandibolare con conseguente riduzione di dolore(7). Si è visto che, l’inserimento di manovre manuali all’interno di un percorso di esercizi attivi e di respirazione, garantisce un aumento dei risultati rispetto al riposo dell’articolazione stessa(8).
Tuttavia, è fondamentale inquadrare la terapia poiché la sola mobilizzazione e manipolazioni articolari, in associazione allo sblocco e trattamento del tratto della colonna cervicale, nonostante offrano un aumento della mobilità e riduzione del dolore, da sole non cancellano istantaneamente il problema. E’ necessario che il paziente modifichi le abitudini di sovraccarico quotidiano(9). Infatti, il trattamento manuale non deve essere visto come una serie di manovre isolate e passive, ma ha la funzione di ridurre le tensioni e restituire la fiducia necessaria per iniziare a muovere la mandibola senza timore(6).

Immagine in ambito clinico del trattamento dei muscoli della masticazione in soggetto con dolore mandibolare
Cosa fare per ridurre il dolore
Quando il dolore temporomandibolare non presenta le caratteristiche d’allarme come riportato nel capitolo della valutazione del dolore, la gestione del dolore inizia modificando alcune abitudini quotidiane:
- Modificare la consistenza del cibo: questa modifica è temporanea e consiste nel prediligere alimenti morbidi (passati, vellutate, pece, uova…) ed evitare cibi duri come il pane croccante, frutta a guscio etc. in questo caso si andrà a ridurre il carico meccanico sui tessuti infiammati(5).
- Applicare impacchi caldi (35-40 gradi) sulle guance per 20-30 min per aumentare la vascolarizzazione muscolare e ridurre le tensioni dei muscoli masticatori. Se il dolore dovesse essere traumatico, oppure, nei casi di infiammazione acuta dell’articolazione, l’applicazione di impacchi freddi aiuta a tenere sotto controllo il gonfiore(4).
- Eseguire movimenti lenti e controllati di apertura e chiusura della mandibola senza causare un aumento del dolore (4).
- Fare attenzione alle parafunzioni involontarie, ovvero, a riposo i denti non devono toccarsi e la posizione della lingua deve essere sulla papilla retroincisiva (appena dietro i denti superiori), la punta deve toccare il palato(4).
- Eseguire tecniche di rilassamento muscolare, respirazione diaframmatica(7).
- Assumere, per brevi periodi, farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS) esclusivamente dietro consiglio medico(4).
Conclusioni
In definitiva il dolore alla mandibola che si verifica durante la masticazione risulta essere un dolore molto diffuso nella popolazione ma, nella stragrande maggioranza dei casi, la causa è da ricercare in un sovraccarico funzionale e transitorio dei muscoli masticatori, principalmente nel massetere e temporale, o in una temporanea disfunzione articolare. Le persone che si sottopongono ai percorsi conservativi che mettono al centro il movimento attivo, presentano una riduzione del dolore tra il 75% e 90% dei casi(1).
Hai difficoltà o dolore quando mastichi? Se dovessi soffrire di questo problema e volessi una valutazione personalizzata, contattami pure. Attraverso un’attenta e mirata valutazione sarà possibile individuare le cause del problema e impostare, ove possibile, il percorso più adatto alla tua situazione. Mi trovi a Legnano e San Damiano d’Asti.
Domande frequenti (FAQ)
Perché avverto dolore mandibolare quando mastico?
Il dolore che si avverte quando si mastica, può dipendere da un sovraccarico della muscolatura masticatoria e/o da una sofferenza dell’articolazione temporomandibolare. In genere si parla di un’origine muscolo-scheletrica che può beneficiare di trattamenti conservativi come esercizi di mobilità, rilassamento e modifica temporanea della propria dieta.
E’ normale sentire un click alla mandibolare mentre mangio?
Il rumore articolare alla masticazione risulta essere molto frequente, se il rumore non è accompagnato da dolore o da un blocco dell’articolazione temporomandibolare è generalmente considerato benigno che richiede un monitoraggio continuo e una riduzione di sovraccarico del lavoro della mandibola.
Il bite notturno è sempre necessario per trattare questo dolore?
No, il bite, sebbene possa fornire un beneficio a breve termine, specialmente nei soggetti che serrano i denti durante la notte, la ricerca dimostra che la terapia manuale seguita da esercizi attivi di mobilità e rilassamento muscolare, risultano essere spesso più efficiaci.
Se fa male la mandibola, devo mangiare cibi liquidi?
Non è necessaria una dieta liquida. E’ sufficiente passare temporaneamente a una dieta morbida, quindi evitare cibi duri come pane croccante, frutta aguscio, e ridurre il lavoro di masticazione quindi evitare, per esempio, di masticare chewing gum. In questo modo si consentirà il riposo dell’articolazione e dei muscoli masticatori.
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