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	<title>Giuseppe Ilardo | Osteolab</title>
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	<title>Giuseppe Ilardo | Osteolab</title>
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	<item>
		<title>Pericardio: descrizione e rapporti anatomici</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe Ilardo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 27 Apr 2022 10:00:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Anatomia]]></category>
		<category><![CDATA[apparato cardiovascolare]]></category>
		<category><![CDATA[sierose]]></category>
		<category><![CDATA[torace]]></category>
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					<description><![CDATA[Il pericardio è un sacco fibrosieroso che avvolge l’organo cardiaco. Esso adempie a molteplici funzioni relative al supporto della fisiologia cardiaca.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h1><strong>Anatomia del pericardio</strong></h1>
<p>Il <strong>pericardio</strong> è un sacco fibrosieroso che avvolge l’organo cardiaco. Esso adempie a molteplici funzioni relative al supporto della fisiologia cardiaca.</p>
<div id="attachment_238362" style="width: 342px" class="wp-caption aligncenter"><img fetchpriority="high" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-238362" class="wp-image-238362 " src="https://www.osteolab.net/wp-content/uploads/2021/12/Pericardio-anatomia.jpg" alt="Pericardio anatomia" width="332" height="398" /><p id="caption-attachment-238362" class="wp-caption-text"><span style="font-size: 8pt;"><strong>In questa immagine possiamo apprezzare la porzione posteriore del pericardio dove troviamo le emergenze dei grossi vasi. In questa sezione anatomica, il cuore è stato esportato.</strong></span></p></div>
<p>Esso è preposto a prevenire una sovraespansione del cuore in fase di diastole e impedisce, mediante una serie di sistemi, che si crei eccessivo attrito tra le strutture rapportate con il cuore ed il cuore stesso disperdendo energia e danneggiando le strutture.</p>
<h2><strong>Pericardio: suddivisione anatomica</strong></h2>
<p>Il pericardio è caratterizzato dalla presenza di 8 aperture corrispondenti a:</p>
<ul>
<li>4 per le <strong>vene polmonari</strong>, due a destra e due a sinistra;</li>
<li>2 per le <strong>vene cave</strong>, una <strong>superiore</strong> e una <strong>inferiore</strong>;</li>
<li>1 per l’<strong>aorta</strong>;</li>
<li>1 per l’<strong>arteria polmonare</strong> comune.</li>
</ul>
<p>Il sacco pericardico è suddiviso nelle seguenti strutture:</p>
<ul>
<li><strong>Pericardio fibroso</strong>: è lo strato più esterno ed è costituito da tessuto connettivo di tipo denso che aderisce strettamente al centro frenico del diaframma.</li>
<li><strong>Pericardio sieroso</strong>: è lo strato più interno a sua volta costituito da un <em>foglietto parietale</em> ed un <em>foglietto viscerale</em>. Il foglietto parietale prende rapporto con il “sacco fibroso” mentre il foglietto viscerale prende rapporto con la muscolatura cardiaca (costituendo l’<strong>epicardio</strong>) e con le radici dei grandi vasi cardiaci. I due foglietti del pericardio sieroso si riflettono a livello della base del cuore (costituita dall’area dei due atri) e formano uno spazio interposto ad essi, noto come <strong>cavità pericardica</strong> riempita di un liquido a funzione lubrificante noto come <em>liquido pericardico</em>.</li>
</ul>
<h3><strong>Pericardio fibroso</strong></h3>
<p>Il <strong>pericardio fibroso</strong> si rapporta direttamente con le pleure parietali e viscerali. In particolare, entra in rapporto con le strutture peduncolari dei polmoni (bronchi principali, arterie e vene polmonari) faccia mediastinica dei polmoni. È inoltre separata dallo sterno mediante l’organo timico e dal tessuto connettivo che riempie il mediastino anteriore. Come già noto, inferiormente si continua con il centro frenico diaframmatico costituendo un elemento di fissità indiretto per il cuore e lateralmente si rapporta con le facce mediastiniche delle pleure polmonari. Ha la funzione principale di impedire le sottoespansioni e le sovraespansioni essendo un elemento connettivale piuttosto rigido.</p>
<div id="attachment_238363" style="width: 510px" class="wp-caption aligncenter"><img decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-238363" class="wp-image-238363 size-full" src="https://www.osteolab.net/wp-content/uploads/2021/12/Pericardio-fibroso.jpg" alt="Pericardio fibroso" width="500" height="348" srcset="https://www.osteolab.net/wp-content/uploads/2021/12/Pericardio-fibroso.jpg 500w, https://www.osteolab.net/wp-content/uploads/2021/12/Pericardio-fibroso-480x334.jpg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 500px, 100vw" /><p id="caption-attachment-238363" class="wp-caption-text"><span style="font-size: 8pt;"><strong>In questa immagine possiamo apprezzare la suddivisione dei diversi foglietti di cui è composto il pericardio. troviamo il pericardio fibroso nello strato più esterno e il pericardio sieroso in quello più interno. Fonte img: By OpenStax College &#8211; Anatomy &amp; Physiology, Connexions Web site. http://cnx.org/content/col11496/1.6/, Jun 19, 2013., CC BY 3.0,</strong> <a href="https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=30148195" target="_blank" rel="nofollow noopener">https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=30148195</a></span></p></div>
<h3><strong>Pericardio sieroso</strong></h3>
<p>Il <strong>pericardio sieroso</strong>, invece, decorre internamente a quello fibroso e si rapporta più direttamente con le strutture viscerali (vedi foglietti del pericardio sieroso). I due foglietti, <em>viscerale</em> e <em>parietale</em>, si riflettono a livello della <strong>base</strong> del cuore andando a costituire nei punti di riflessione due importanti <strong>seni</strong>:</p>
<ul>
<li><strong>Seno trasverso del pericardio</strong> (<em>Seno di Theile</em>): punto di riflessione posteriormente all’aorta, arteria polmonare e anteriormente alla vena cava superiore.</li>
<li><strong>Seno obliquo del pericardio</strong> (<em>Seno di Haller</em>): punto di riflessione tra le vene polmonari destra e sinistra.</li>
</ul>
<div id="attachment_238364" style="width: 510px" class="wp-caption aligncenter"><img decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-238364" class="wp-image-238364 size-full" src="https://www.osteolab.net/wp-content/uploads/2021/12/Pericardio-sieroso.jpg" alt="Pericardio sieroso" width="500" height="281" srcset="https://www.osteolab.net/wp-content/uploads/2021/12/Pericardio-sieroso.jpg 500w, https://www.osteolab.net/wp-content/uploads/2021/12/Pericardio-sieroso-480x270.jpg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 500px, 100vw" /><p id="caption-attachment-238364" class="wp-caption-text"><span style="font-size: 8pt;"><strong>In questa immagine viene staccato via un lembo che rappresenta la porzione viscerale del pericardio sieroso, ovvero quella porzione che entra direttamente in contatto con il muscolo cardiaco (epicardio). Fonte img: By</strong> <a href="http://www.scientificanimations.com" target="_blank" rel="nofollow noopener">http://www.scientificanimations.com</a> &#8211; <a href="http://www.scientificanimations.com/wiki-images/" target="_blank" rel="nofollow noopener">http://www.scientificanimations.com/wiki-images/</a>, <strong>CC BY-SA 4.0,</strong> <a href="https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=80154904" target="_blank" rel="nofollow noopener">https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=80154904</a></span></p></div>
<h2><strong>Dispositivi di fissità</strong></h2>
<p>Il pericardio è ancorato alle strutture anatomiche circostanti mediante tre <strong>legamenti</strong>.</p>
<ul>
<li><strong>Legamenti vertebropericardici</strong>: costituiti dalla continuità tra la tonaca avventizia dei vasi cervicali (con i quali troviamo il rapporto con il pericardio viscerale) e la fascia paravertebrale tra T4 e T5.</li>
<li><strong>Legamenti frenopericardici</strong>: sono suddivisi in <em>anteriore</em> e <em>bilaterali</em>. Costituiti dall’inserzione del pericardio a livello del centro frenico.</li>
<li><strong>Legamenti sternopericardici</strong>: sono suddivisi in <em>superiore</em> se il legamento si inserisce a livello della faccia dorsale del manubrio sternale, <em>inferiore</em> se il legamento si inserisce a livello del processo xifoideo sternale.</li>
</ul>
<h2><strong>Vascolarizzazione arteriosa</strong></h2>
<p>La maggior parte dei tessuti del pericardio è irrorata dalle <strong>arterie pericardiofreniche</strong>, originati dalle arterie toraciche interne. La restante parte è irrorata da piccoli <strong>rami coronarici</strong>, <strong>rami bronchiali</strong>, <strong>muscolofrenici</strong> ed <strong>esofagei</strong>.</p>
<p>Soprattutto la componente dell’<em>epicardio</em> (foglietto viscerale) è vascolarizzata dai rami coronarici.</p>
<h2><strong>Vascolarizzazione venosa</strong></h2>
<p>La maggior parte dei tessuti del pericardio è drenata dalle <strong>vene pericardiofreniche</strong>, che a loro volta si gettano a livello delle vene brachiocefaliche o a livello delle vene toraciche interne. La restante parte è drenata da vasi minori come alcuni<strong> rami pericardici</strong> del <a href="https://www.osteolab.net/vena-azygos-e-vena-emiazygos/">sistema azygos-emiazygos</a>.</p>
<h2><strong>Vascolarizzazione linfatica</strong></h2>
<p>Il <a href="https://www.osteolab.net/drenaggio-linfatico">drenaggio linfatico</a> è comune in parte al drenaggio del cuore. Anteriormente al pericardio, sono presenti dei gruppi di linfonodi collegati da una rete linfatica. Questi gruppi linfonodali fanno riferimento ai <strong>linfonodi prepericardici</strong> ed i <strong>linfonodi pericardici parietali</strong>.</p>
<p>I linfonodi pericardici in generale drenano la linfa:</p>
<ul>
<li><strong>Verso il basso</strong>: nei linfonodi frenici superiori;</li>
<li><strong>Verso l’alto</strong>: nei linfonodi brachiocefalici, tracheobronchiali e paratracheali.</li>
</ul>
<p>Da questi linfonodi poi, la linfa viene drenata a livello dei <strong>tronchi broncomediastinici </strong>di destra e di sinistra che poi drenano nei rispettivi dotti.</p>
<p style="text-align: center;"><span style="text-decoration: underline;"><a href="https://www.osteolab.net/linfonodi-anatomia">Leggi di più sui linfonodi</a></span></p>
<h2><strong>Innervazione</strong></h2>
<p>Anche a livello del pericardio (fibroso e sieroso), l’innervazione prevalentemente è autonoma e costituita da <strong>componente <a href="https://www.osteolab.net/sistema-nervoso-parasimpatico/">parasimpatica</a></strong> e <strong>componente <a href="https://www.osteolab.net/sistema-nervoso-simpatico/">simpatica</a></strong>.</p>
<ul>
<li>La componente parasimpatica è fornita dal <a href="https://www.osteolab.net/nervo-vago/#segmento-cervicale"><strong>nervo laringeo ricorrente sinistro</strong></a> e i <a href="https://www.osteolab.net/nervo-vago/#segmento-toracico"><strong>rami vagali esofagei</strong></a>.</li>
<li>La componente simpatica è fornita dai rami postgangliari dei <a href="https://www.osteolab.net/sistema-nervoso-simpatico"><strong>gangli aortici</strong></a> e <strong>cardiaci</strong>.</li>
</ul>
<p>Un&#8217;ulteriore innervazione è fornita dal <a href="https://www.osteolab.net/plesso-cervicale/#nervo-frenico"><strong>nervo frenico</strong></a> che emette alcuni rami che tuttavia rappresentano la componente a minor prevalenza.</p>
<div id="attachment_238366" style="width: 405px" class="wp-caption aligncenter"><img decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-238366" class="wp-image-238366 " src="https://www.osteolab.net/wp-content/uploads/2021/12/Sacco-pericardico.jpg" alt="Sacco pericardico" width="395" height="507" srcset="https://www.osteolab.net/wp-content/uploads/2021/12/Sacco-pericardico.jpg 467w, https://www.osteolab.net/wp-content/uploads/2021/12/Sacco-pericardico-234x300.jpg 234w" sizes="(max-width: 395px) 100vw, 395px" /><p id="caption-attachment-238366" class="wp-caption-text"><span style="font-size: 8pt;"><strong>In questa immagine vediamo la posizione del sacco pericardico all&#8217;interno del mediastino e i suoi rapporti nervosi con il <a href="https://www.osteolab.net/nervo-vago/">nervo vago</a>.</strong></span></p></div>
<p><strong>Bibliografia:</strong></p>
<ul>
<li>Anatomia Umana &#8211; <a href="https://amzn.to/3dEKk1o" target="_blank" rel="nofollow noopener sponsored">Basi Anatomiche per le Neuroscienze tratto dal Prometheus Vol. II</a> di M. Schünke, E. Schulte e U. Schumacher, I ed. 2021, EDISES.</li>
<li>Appunti personali</li>
</ul>
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		<title>Guaina dei muscoli retti dell&#8217;addome: descrizione</title>
		<link>https://www.osteolab.net/guaina-dei-muscoli-retti-delladdome/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe Ilardo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 23 Apr 2022 10:00:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Anatomia]]></category>
		<category><![CDATA[apparato locomotore]]></category>
		<category><![CDATA[fascia]]></category>
		<category><![CDATA[muscoli]]></category>
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					<description><![CDATA[La guaina dei muscoli retti dell’addome è una struttura fibrosa che avvolge bilateralmente il muscolo retto addominale. si costituisce di un foglietto...]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h1><strong>Guaina dei muscoli retti dell&#8217;addome: descrizione anatomica</strong></h1>
<p>La <strong>guaina dei muscoli retti dell’addome</strong> è una struttura fibrosa che avvolge bilateralmente il muscolo retto addominale.</p>
<div id="attachment_238434" style="width: 610px" class="wp-caption aligncenter"><img decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-238434" class="size-full wp-image-238434" src="https://www.osteolab.net/wp-content/uploads/2022/01/Guaina-dei-muscoli-retti-delladdome.jpg" alt="Guaina dei muscoli retti dell'addome" width="600" height="224" srcset="https://www.osteolab.net/wp-content/uploads/2022/01/Guaina-dei-muscoli-retti-delladdome.jpg 600w, https://www.osteolab.net/wp-content/uploads/2022/01/Guaina-dei-muscoli-retti-delladdome-480x179.jpg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 600px, 100vw" /><p id="caption-attachment-238434" class="wp-caption-text"><span style="font-size: 8pt;"><strong>Visione trasversale dei muscoli retti dell&#8217;addome avvolti nella propria guaina</strong></span></p></div>
<h2><strong>Guaina dei muscoli retti dell&#8217;addome: la sua origine</strong></h2>
<p>La guaina dei muscoli retti si costituisce di un <strong>foglietto anteriore</strong> e un <strong>foglietto posteriore</strong>.</p>
<ul>
<li><em>Foglietto anteriore</em>: formato dall’<strong>aponeurosi del muscolo obliquo esterno</strong> e dalla lamina esterna della biforcazione dell’<strong>aponeurosi del muscolo obliquo interno</strong>. È ricoperto anteriormente dalla <strong>fascia superficiale.</strong></li>
<li><em>Foglietto posteriore</em>: formato dall’<strong>aponeurosi del muscolo trasverso dell’addome</strong> e dalla lamina interna della biforcazione dell’<strong>aponeurosi del muscolo obliquo interno</strong>. È ricoperto posteriormente dalla <strong>fascia trasversale</strong>.</li>
</ul>
<p>Quindi, l’aponeurosi del muscolo <strong>obliquo interno</strong>, giunto all’estremità laterale del muscolo retto dell’addome si sdoppia in:</p>
<ul>
<li><em>Lamina esterna</em>: prosegue con aponeurosi del muscolo obliquo esterno;</li>
<li><em>Lamina interna</em>: prosegue con aponeurosi del muscolo trasverso.</li>
</ul>
<p>Questa organizzazione della guaina dei muscoli retti resta costante fino al livello ombelicale. In particolare, a questo livello l’aponeurosi del muscolo trasverso si divide, originando solo un foglietto anteriore. Questo punto di divisione dell’aponeurosi del trasverso prende il nome di <strong>linea di Douglas</strong> (linea arcuata).</p>
<p>Circa 3 cm al di sotto della <strong>linea di Douglas</strong>, le aponeurosi del <em>muscolo trasverso</em> (che ora è solo anteriore), del <em>muscolo obliquo interno</em> e del <em>muscolo obliquo esterno</em> si fondono in un unico foglietto anteriore della guaina dei muscoli retti.</p>
<p>Posteriormente quindi, sempre al di sotto della linea arcuata, il foglietto posteriore sarà solamente costituito dalla <strong>fascia trasversale</strong> connessa al peritoneo parietale posteriormente.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Drenaggio linfatico arto superiore</title>
		<link>https://www.osteolab.net/drenaggio-linfatico-arto-superiore/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe Ilardo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 20 Apr 2022 14:19:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Anatomia]]></category>
		<category><![CDATA[apparato cardiovascolare]]></category>
		<category><![CDATA[sistema linfatico]]></category>
		<category><![CDATA[vascolare]]></category>
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					<description><![CDATA[Distinguiamo due tipologie di drenaggio linfatico dell'arto superiore: rete epifasciale e rete sottofasciale. La linfa viene drenata nei linfonodi ascellari.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h1><strong>Drenaggio linfatico dell&#8217;arto superiore</strong></h1>
<p>Come l&#8217;<a href="https://www.osteolab.net/drenaggio-linfatico-arto-inferiore/">arto inferiore</a>, distinguiamo due tipologie di <strong>drenaggio linfatico dell&#8217;arto superiore</strong>: <strong>rete epifasciale</strong> e <strong>rete sottofasciale.</strong></p>
<p>I vasi collettori del <strong>drenaggio epifasciale</strong> decorrono parallelamente alle vene cefalica e vena basilica mentre i vasi collettori del <strong>drenaggio sottofasciale</strong> decorrono parallelamente alle strutture vascolari profonde. I collettori si anastomizzano continuamente durante il loro decorso.</p>
<p><img decoding="async" class=" wp-image-238594 aligncenter" src="https://www.osteolab.net/wp-content/uploads/2022/01/Drenaggio-linfatico-arto-superiore.jpg" alt="Drenaggio linfatico arto superiore" width="420" height="491" /></p>
<h2><strong>Drenaggio linfatico arto superiore: dove viene drenata la linfa</strong></h2>
<p>La linfa viene drenata complessivamente a livello dei <strong><a href="https://www.osteolab.net/linfonodi-anatomia/">linfonodi</a> ascellari</strong>. I linfonodi ascellari occupano la regione del cavo ascellare. I linfonodi ascellari si suddividono in cinque gruppi di linfonodi:</p>
<ul>
<li><em>Pettorali anteriori;</em></li>
<li><em>Sottoscapolari anteriori;</em></li>
<li><em>Brachiali laterali;</em></li>
<li><em>Centrali;</em></li>
<li><em>Apicali.</em></li>
</ul>
<p>Dal gruppo degli apicali, l’ultimo gruppo linfonodale ascellare, la linfa viene drenata a livello dei <strong>linfonodi sottoclaveari</strong> e poi <strong>sovraclaveari</strong> e successivamente nel <strong>tronco succlavio</strong>. I tronchi succlavi destro e sinistro, drenano poi rispettivamente a livello del dotto linfatico e dotto toracico.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="https://www.osteolab.net/drenaggio-linfatico/"><span style="text-decoration: underline;">Leggi di più sul drenaggio linfatico</span>.</a></p>
]]></content:encoded>
					
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			</item>
		<item>
		<title>Ghiandola pituitaria: suddivisione anatomica</title>
		<link>https://www.osteolab.net/ghiandola-pituitaria/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe Ilardo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 02 Apr 2022 13:36:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Anatomia]]></category>
		<category><![CDATA[sistema endocrino]]></category>
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					<description><![CDATA[La ghiandola pituitaria è situata a livello della estremità inferiore del peduncolo ipofisario nella sella turcica, ovvero una depressione dell’osso sfenoide...]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La <strong>ghiandola pituitaria</strong> è situata a livello della estremità inferiore del peduncolo ipofisario nella <strong>sella turcica</strong>, ovvero una depressione dell’<a href="https://www.osteolab.net/sfenoide/">osso sfenoide</a>, che crea una loggia nota come <strong>fossetta ipofisaria</strong>. Superiormente, è delimitata dal <strong>diaframma ipofisario</strong>, ovvero una struttura muscolare che separa l’ipofisi dal <a href="https://www.osteolab.net/nervo-ottico/">chiasma ottico</a>. Questo diaframma presenta una apertura centrale per il passaggio del peduncolo ipofisario.</p>
<div id="attachment_238199" style="width: 647px" class="wp-caption aligncenter"><img decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-238199" class=" wp-image-238199" src="https://www.osteolab.net/wp-content/uploads/2021/11/Ghiandola-pituitaria.jpg" alt="Ghiandola pituitaria" width="637" height="362" srcset="https://www.osteolab.net/wp-content/uploads/2021/11/Ghiandola-pituitaria.jpg 637w, https://www.osteolab.net/wp-content/uploads/2021/11/Ghiandola-pituitaria-480x273.jpg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 637px, 100vw" /><p id="caption-attachment-238199" class="wp-caption-text"><span style="font-size: 8pt;"><strong>By Images are generated by Life Science Databases(LSDB). &#8211; from Anatomography, website maintained by Life Science Databases(LSDB).You can get this image through URL below. 次のアドレスからこのファイルで使用している画像を取得できますURL., CC BY-SA 2.1 jp,</strong> <a href="https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=7833196" target="_blank" rel="nofollow noopener">https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=7833196</a></span></p></div>
<p>È doppiamente rivestita da <a href="https://www.osteolab.net/meningi/"><strong>membrane durali</strong> <strong>meningee </strong></a>(<a href="https://www.osteolab.net/meningi/#dura-madre"><em>dura mater</em></a>) ed è circondata da <strong>quattro <em>seni</em></strong>, che nel complesso formando il <strong>seno circolare</strong>:</p>
<ul>
<li><strong>Seni intercavernosi </strong>(superiormente e inferiormente);</li>
<li><a href="https://www.osteolab.net/seno-cavernoso/"><strong>Seni cavernosi</strong></a> (lateralmente a dx e sx).</li>
</ul>
<p>Ha una forma ovoidale ed è costituita da una <strong>parte anteriore</strong> e una <strong>parte posteriore</strong> con origini embrionali e funzioni completamente differenti.</p>
<div id="attachment_238203" style="width: 510px" class="wp-caption aligncenter"><img decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-238203" class="size-full wp-image-238203" src="https://www.osteolab.net/wp-content/uploads/2021/11/Seno-circolare-ipofisi.jpg" alt="Seno circolare ipofisi" width="500" height="312" srcset="https://www.osteolab.net/wp-content/uploads/2021/11/Seno-circolare-ipofisi.jpg 500w, https://www.osteolab.net/wp-content/uploads/2021/11/Seno-circolare-ipofisi-480x300.jpg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 500px, 100vw" /><p id="caption-attachment-238203" class="wp-caption-text"><span style="font-size: 8pt;"><strong>Spaccato frontale dove possiamo apprezzare il seno circolare che viene a formarsi intorno alla ghiandola pituitaria. Fonte: By Okkes Kuybu, MD and Diana &#8211; Kuybu O, Dossani RH. Cavernous Sinus Syndromes. [Updated 2019 Apr 4]. In: StatPearls [Internet]. Treasure Island (FL): StatPearls Publishing; 2019 Jan-. Available from: https://www.ncbi.nlm.nih.gov/books/NBK532976/, CC BY 4.0,</strong> <a href="https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=80192617" target="_blank" rel="nofollow noopener">https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=80192617</a></span></p></div>
<h3 style="text-align: center;"><strong>Indice delle informazioni che troverai nell’articolo</strong></h3>
<ul>
<li><a href="#rapporti">Rapporti;</a></li>
<li><a href="#irrorazione-arteriosa">Irrorazione arteriosa;</a></li>
<li><a href="#drenaggio-linfatico">Drenaggio linfatico;</a></li>
<li><a href="#innervazione">Innervazione;</a></li>
<li><a href="#adenoipofisi">Adenoipofisi;</a></li>
<li><a href="#neuroipofisi">Neuroipofisi.</a></li>
</ul>
<h2><strong><a id="rapporti"></a>Ghiandola pituitaria: rapporti diretti</strong></h2>
<ul>
<li><strong>Inferiormente</strong>: tetto del seno sfenoidale (<em>sella turcica</em>);</li>
<li><strong>Superiormente</strong>: tuber cinereum ipotalamico;</li>
<li><strong>Anteriormente</strong>: chiasma dei nervi ottici;</li>
<li><strong>Posteriormente</strong>: ponte, arteria basilare, due arterie cerebrali posteriori.</li>
</ul>
<div id="attachment_238200" style="width: 610px" class="wp-caption aligncenter"><img decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-238200" class="size-full wp-image-238200" src="https://www.osteolab.net/wp-content/uploads/2021/11/Ipofisi-anatomia.jpg" alt="Ipofisi anatomia" width="600" height="333" srcset="https://www.osteolab.net/wp-content/uploads/2021/11/Ipofisi-anatomia.jpg 600w, https://www.osteolab.net/wp-content/uploads/2021/11/Ipofisi-anatomia-480x266.jpg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 600px, 100vw" /><p id="caption-attachment-238200" class="wp-caption-text"><span style="font-size: 8pt;"><strong>Anatomia dell&#8217;ipofisi e rapporti</strong></span></p></div>
<h2><strong><a id="irrorazione-arteriosa"></a>Ipofisi: vascolarizzazione arterovenosa</strong></h2>
<p>La vascolarizzazione dell’ipofisi è strutturata in modo tale da garantire l’interazione funzionale con l’ipotalamo (si parla di asse ipotalamico-ipofisario) in modo tale da permettere lo scambio di ormoni tra ipotalamo e ipofisi. Questo sistema nel complesso prende il nome si <strong>sistema portale </strong>i cui capillari sono sempre fenestrati e dotati di periciti.</p>
<p>La vascolarizzazione in afflusso è concessa da due rami di derivazione della arteria carotide interna e dai suoi rami:</p>
<ul>
<li>Una <strong>arteria ipofisaria inferiore</strong>: deputate all’irrorazione principalmente della adenoipofisi e del peduncolo ipofisario.</li>
<li>Più di una <strong>arteria ipofisaria superiore:</strong> Sono deputate all’irrorazione della neuroipofisi.</li>
</ul>
<p><strong>Vascolarizzazione dell&#8217;adenoipofisi</strong>: L’arteria ipofisaria superiore forma il <strong>plesso capillare primario</strong> a livello dell’eminenza mediana e questo plesso termina a livello delle vene portali che scorrendo lungo la pars tuberalis forniscono il <strong>plesso capillare secondario</strong>. Questi due plessi drenano come segue:</p>
<ul>
<li>Il plesso primario, alimentato dall’<em>arteria ipofisaria superiore,</em> drena in <strong>vasi portali</strong> (venule infundibolari).</li>
<li>Il plesso secondario, alimentato dal <em>plesso primario</em> tramite i vasi portali, drena in <strong>vene ipofisarie</strong> della adenoipofisi. Notiamo immediatamente che è stata definita una rete mirabile venosa vena &#8211; capillari venosi &#8211; vena che fa parte nel complesso con il plesso primario del <strong>sistema portale</strong>.</li>
</ul>
<p>Questo sistema portale giunge alla adenoipofisi rifornendo la pars distalis di ormoni di rilascio/inibitori ipotalamici.</p>
<p>Dalla rete capillare secondaria il sangue refluo defluisce a livello delle <strong>vene ipofisarie </strong>della adenoipofisi e da qui raggiungono la circolazione sistemica mediante il <strong>seno cavernoso</strong> della dura madre. Esiste una via di controllo a feedback negativo diretto da parte dell’ipofisi sull’ipotalamo grazie ad una connessione che avviene tramite il circolo capillare secondario e la neuroipofisi mediante corte vene portali e da qui viene raggiunto l’ipotalamo stesso.</p>
<p><strong>Vascolarizzazione della neuroipofisi</strong>: Le arterie ipofisarie inferiori nascono dalle arterie carotidi interne e dai loro rami. Queste capillarizzano e fuoriescono in qualità di <strong>vene ipofisarie</strong> della neuroipofisi. Il drenaggio venoso ha la fondamentale funzione di trasportare gli <strong>ormoni ipofisari</strong> dalla <em>ghiandola</em> fino ai <em>tessuti bersaglio</em>.</p>
<div id="attachment_238204" style="width: 589px" class="wp-caption aligncenter"><img decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-238204" class="size-full wp-image-238204" src="https://www.osteolab.net/wp-content/uploads/2021/11/Vasi-portali-ipofisi.jpg" alt="Vasi portali ipofisi" width="579" height="500" srcset="https://www.osteolab.net/wp-content/uploads/2021/11/Vasi-portali-ipofisi.jpg 579w, https://www.osteolab.net/wp-content/uploads/2021/11/Vasi-portali-ipofisi-480x415.jpg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 579px, 100vw" /><p id="caption-attachment-238204" class="wp-caption-text"><span style="font-size: 8pt;"><strong>Visuale del sistema portale dell&#8217;adenoipofisi. Fonte: By OpenStax College &#8211; Anatomy &amp; Physiology, Connexions Web site. http://cnx.org/contents/IgqATiKA@3/The-Pituitary-Gland-and-Hypoth, Jun 19, 2013., CC BY 3.0,</strong> <a href="https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=30148144" target="_blank" rel="nofollow noopener">https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=30148144</a></span></p></div>
<h2><strong><a id="drenaggio-linfatico"></a>Drenaggio linfatico</strong></h2>
<p>Totalmente assente.</p>
<h2><strong><a id="innervazione"></a>Innervazione</strong></h2>
<p>Ipofisi è innervata da <strong>ipotalamo </strong>e <strong>fibre del sistema nervoso autonomo</strong> (simpatiche e parasimpatiche) per regolazione della coordinazione vascolo-motoria.</p>
<h2><strong><a id="adenoipofisi"></a>Adenoipofisi o apofisi anteriore</strong></h2>
<p>La adenoipofisi, la parte anteriore della ghiandola pituitaria, si trova a contatto con il lobo posteriore. Alla adenoipofisi, giungono ormoni provenienti da <strong>nucleo arcuato</strong> e alcuni neuroni del <strong>nucleo paraventricolare</strong>.</p>
<p>L’adenoipofisi, la parte anteriore della ghiandola pituitaria, si sviluppa dalla <em>tasca di Rathke</em>, una evaginazione ectodermica dello stomodeo, alla 3° settimana di vita embrionale. È deputata alla secrezione di <strong>ormoni tropici</strong> diretti contro altre ghiandole endocrine (ACTH, FSH, LH, TSH) e <strong>ormoni non tropici</strong> diretti contro cellule non endocrine (GH, PRL). È costituita da tre porzioni:</p>
<ul>
<li><a href="#distale"><strong>Pars distalis </strong></a>(parte distale);</li>
<li><a href="#intermedia"><strong>Pars intermedia</strong></a> (parte intermedia);</li>
<li><a href="#infundibulare"><strong>Pars infundibularis o tuberalis</strong></a> (parte tuberale).</li>
</ul>
<p><a id="distale"></a>La <strong>parte distale</strong> è la parte maggiormente sviluppata della ghiandola anteriore. È costituita da cordoni e gruppi di cellule epiteliali immersi in uno <em>stroma fibroso reticolare</em> in contatto con vasi capillari. Questa porzione stromale è più densa a livello della capsula che emettendo lamine fibrose separa alcune porzioni cellulari della parte distale.</p>
<p>Le cellule costituenti la parte distale, sono cellule <strong>endocrine secernenti</strong> di tipo <strong>epiteliale</strong>. Si distinguono varie tipologie di cellule epiteliali della pars distalis:</p>
<ul>
<li><strong>Cellule acidofile</strong>: secernono ormoni non tropici, ovvero ormoni aventi come tessuto bersaglio il tessuto effettore finale.</li>
<li><em>Cellule somatotrope</em>: deputate alla produzione di <strong>ormone della crescita</strong> (GH). Costituiscono circa la metà dell’intero tessuto della pars distalis adenoipofisaria. Il rilascio di GH è mediato dall’ormone ipotalamico GHRH che però induce anche al rilascio dell’ormone somatostatina che inibisce la secrezione di GH. Anche l’ormone <strong>grelina</strong> secreto dalle ghiandole gastriche è in grado di stimolare queste cellule alla produzione dell’ormone della crescita coordinando l’assunzione di cibo con la crescita. Le cellule contengono granuli acidofili contenenti l’ormone.</li>
<li><em>Cellule lattotrope</em>: deputate alla produzione di <strong>ormone prolattina</strong> (PRL). Costituiscono una parte minore del tessuto e contengono granuli acidofili contenenti l’ormone. La secrezione di questo ormone viene inibita dalla dopamina e viene favorita dall’ormone PRH sempre ipotalamico. Una peculiarità è che quando questi granuli vengono rilasciati, queste cellule appaiono come <strong>cromofobe</strong>. Le cellule lattotrope aumentano di molto le dimensioni e la popolazione complessiva a livello della ademoipofisi determinando un ingrossamento della ghiandola nelle donne in stato di gravidanza.</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<ul>
<li><strong>Cellule basofile</strong>: secernono ormoni tropici, ovvero molecole aventi come tessuto bersaglio un altro tessuto endocrino secernente un ulteriore ormone.</li>
<li><em>Cellule gonadotrope</em>: deputate alla produzione di <strong>ormoni gonadotropici</strong> (FSH e LH).</li>
</ul>
<ol>
<li>Le cellule produttrici di FSH sono ubicate prevalentemente a livello delle porzioni postero-laterali della pars distalis.</li>
<li>Le cellule produttrici di LH sono ubicate prevalentemente a livello della parte centrale della pars distalis.</li>
</ol>
<p>Il rilascio degli ormoni suddetti è regolato dalla presenza del fattore ipotalamico GnRH. Sono cellule PAS-positive e la basofilia è data dall’intensità del REG presente.</p>
<ul>
<li><em>Cellule tireotrope</em>: deputate alla produzione di <strong>ormone tireotropina</strong> (TSH). Non hanno una localizzazione precisa ma si trovano sparse in tutto il volume della pars distalis. Il rilascio dell’ormone TSH è soggetto alla presenza dell’ormone ipotalamico TRH. La basofilia delle cellule è data dall’abbondanza dei ribosomi e sono cellule PAS-positive.</li>
<li><em>Cellule corticotrope</em>: deputate alla produzione di <strong>ormone corticotropo</strong> (ACTH). Sono ubicate a livello della zona posteromediale della pars distalis. Il rilascio dell’ormone ACTH è condizionato dalla presenza del fattore di rilascio ipotalamico CRH. La basofilia di queste cellule viene determinata dal citoplasma ricco di ribosomi e REG, quindi strutture acide. Sono cellule PAS-positive.</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<ul>
<li><strong>Cellule cromofobe</strong>: costituiscono la componente staminale non secernente (circa il 30% del parenchima). Si tratta infatti di elementi indifferenziati, privi di attività secretoria e privi di granuli. Ne fanno parte le <em>cellule stellate</em> e <em>cellule di riserva</em>. Le cellule stellate hanno una particolare forma stellata e hanno la facoltà di formare <strong>follicoli</strong>. Hanno essenzialmente funzione di sostegno meccanico e trofico (regolatoria).</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<p>Le cellule appena descritte della adenoipofisi, presentano rapporti caratteristici con il <strong>sistema portale ipotalamico-ipofisario</strong>. Questa grande rete capillare ha la funzione di trasportare <em>fattori di rilascio</em> e <em>fattori di inibizione</em> prodotti dai neuroni <strong>parvocellulari</strong> ipotalamici, sino alle cellule dell’adenoipofisi.</p>
<div id="attachment_238201" style="width: 510px" class="wp-caption aligncenter"><img decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-238201" class="size-full wp-image-238201" src="https://www.osteolab.net/wp-content/uploads/2021/11/Cellule-ipofisi-anteriore.jpg" alt="Cellule ipofisi anteriore" width="500" height="343" srcset="https://www.osteolab.net/wp-content/uploads/2021/11/Cellule-ipofisi-anteriore.jpg 500w, https://www.osteolab.net/wp-content/uploads/2021/11/Cellule-ipofisi-anteriore-480x329.jpg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 500px, 100vw" /><p id="caption-attachment-238201" class="wp-caption-text"><span style="font-size: 8pt;"><strong>By Mikael Häggström, M.D.- Author info- Reusing images- Conflicts of interest:NoneMikael HäggströmConsent note: Consent from the patient or patient&#8217;s relatives is regarded as redundant, because of absence of identifiable features (List of HIPAA identifiers) in the media and case information (See also HIPAA case reports guidance). &#8211; Own work, CC0,</strong> <a href="https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=96257233" target="_blank" rel="nofollow noopener">https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=96257233</a></span></p></div>
<p><a id="intermedia"></a>La <strong>parte intermedia</strong> è formata da cellule in rapporto con la <em>pars nervosa neuroipofisaria</em> e disposte a formare delle piccole <strong>cisti</strong> ripiene di colloide (<em>cisti di Rathke</em>) o raggruppamenti cellulari.</p>
<p>A livello della pars intermedia, viene secreto l’<strong>ormone</strong> <strong>melanocito-stimolante</strong> (<em>intermedina</em> o MSH).</p>
<p><a id="infundibulare"></a>La <strong>parte tuberale</strong> dell’adenoipofisi continua con la parte distale e contribuisce alla costituzione del <em>peduncolo ipofisario</em>.</p>
<p>È costituita da <strong>cellule endocrine</strong> e <strong>cellule follicolari </strong>rappresntando la parte di ipofisi adibita alla regolazione delle funzioni neuroendocrine tra ipotalamo e ipofisi. Le cellule follicolari si suddividono in <em>cellule epiteliali,</em> organizzati in cordoni allungati che seguono il decorso di condotti vascolari sanguiferi ed essendo a contatto con le cellule endocrine sono adibite al trasporto trans-cellulare, e <em>cellule follicolo-stellate</em> che si interpongono tra gli elementi endocrini.</p>
<p>Le cellule di questi cordoni follicolari della parte tuberale sono immerse nello <strong>stroma </strong>connettivale e sono prevalentemente costituite da <strong>cellule cromofobe</strong>, dato che sono quasi completamente assenti le <strong>cellule acidofile</strong> e <strong>basofile</strong>.</p>
<p>Le cellule cromofobe, in questa sede, svolgono funzione <strong>macrofagica</strong> e <strong>pinocitotica</strong> contro gli elementi cellulari dannosi, fungendo da barriera tra il liquor encefalico (III ventricolo e spazio subaracnoideo) ed il sangue capillare.</p>
<p>Le cellule endocrine fanno essenzialmente riferimento a cellule tireotrope e cellule gonadotrope.</p>
<h2><strong><a id="neuroipofisi"></a>Neuroipofisi o apofisi posteriore</strong></h2>
<p>La neuroipofisi, la parte posteriore della ghiandola pituitaria, si trova a contatto con il lobo anteriore. Alla neuroipofisi, giungono ormoni provenienti da <strong>nucleo sopraottico</strong> e alcuni neuroni del <strong>nucleo paraventricolare</strong>.</p>
<p>È costituita da tre porzioni:</p>
<ul>
<li><em>Eminenza mediana</em></li>
<li><em>Infuindibolo</em></li>
<li><em>Pars nervosa</em> (parte nervosa)</li>
</ul>
<p>L’<strong>eminenza mediana</strong> e l’<strong>infundibolo</strong> hanno struttura similare. In particolare, si annovera la presenza di:</p>
<ul>
<li>Fibre amieliniche (assoni)</li>
<li>Elementi gliali (pituiciti)</li>
<li>Componente vascolare</li>
</ul>
<p>Le fibre nervose amieliniche vanno a costituire il <strong>fascio ipotalamo-ipofisario</strong>, che collegano quindi in nuclei <em>sopraottici</em> e <em>paraventricolari</em> con la neuroipofisi, facendo sinapsi con i capillari sanguiferi comunicanti con la ipofisi posteriore.</p>
<p>Questi fasci possiedono a livello terminale, delle dilatazioni sinaptiche da dove potranno fuoriuscire gli ormoni prodotti dall’ipotalamo per dirigersi a livello della neuroipofisi (<strong>ossitocina</strong> e <strong>ADH</strong>).</p>
<p>Queste fibre amieliniche, presentano inoltre degli ammassi cromofili noti come <strong>corpi di Herring</strong> che sono costituiti da materiale neurosecreto, ossitocina e vasopressina, che si accumula a tratti lungo il decorso della fibra stessa.</p>
<p>Le terminazioni nervose quindi si portano a ridosso dell’endotelio vascolare fenestrato, andando a costituire una <strong>sinapsi</strong> che prevede il rilascio degli ormoni ossitocina e vasopressina che raggiungono quindi la circolazione sistemica.</p>
<p>Il passaggio degli ormoni è consentito dalla <strong>lamina basale</strong> dell’endotelio vascolare e dai <strong>pituiciti</strong>, cellule gliali che mediano le connessioni tra neuroni e capillari. Ai pituiciti sono quindi attribuite le funzioni di <strong>sostegno</strong>, <strong>accumulo</strong> e <strong>scarica</strong> del neurosecreto a livello del torrente capillare.</p>
<p>Il sistema capillare della neuroipofisi origina dalle <strong>arterie ipofisarie inferiori</strong>.</p>
<p>Le vescicole degli assoni neuronali provenienti dai nuclei sopraottico e paraventricolare ipotalamici contengono il <strong>neurosecreto</strong> (OXT o ADH) e <strong>neurofisina</strong>, ovvero una molecola in grado di legarsi all’ormone secreto e coadiuvarne il trasporto.</p>
<div id="attachment_238205" style="width: 629px" class="wp-caption aligncenter"><img decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-238205" class="size-full wp-image-238205" src="https://www.osteolab.net/wp-content/uploads/2021/11/Neuroipofisi.jpg" alt="Neuroipofisi" width="619" height="500" srcset="https://www.osteolab.net/wp-content/uploads/2021/11/Neuroipofisi.jpg 619w, https://www.osteolab.net/wp-content/uploads/2021/11/Neuroipofisi-480x388.jpg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 619px, 100vw" /><p id="caption-attachment-238205" class="wp-caption-text"><span style="font-size: 8pt;"><strong>Le cellule neurosecretorie ipotalamiche rilasciano Ossitocino o ADH all&#8217;interno dell&#8217;ipofisi posteriore (neuroipofisi). Questi ormoni sono immagazzinati e rilasciati nel sangue tramite i capillari del plesso. Fonte: By OpenStax College &#8211; Anatomy &amp; Physiology, Connexions Web site. http://cnx.org/content/col11496/1.6/, Jun 19, 2013., CC BY 3.0,</strong> <a href="https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=30148142" target="_blank" rel="nofollow noopener">https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=30148142</a></span></p></div>
<p><strong>Bibliografia</strong></p>
<ul>
<li>Anatomia Umana – <a href="https://amzn.to/30ffN7c" target="_blank" rel="nofollow noopener sponsored">Basi Anatomiche per le Neuroscienze tratto dal Prometheus Vol. II</a> di M. Schünke, E. Schulte e U. SchumacherI, I ed. 2021, EDISES.</li>
<li>ISTOLOGIA di Monesi di N. Bernardini et al, VII ed. 2018, PICCIN.</li>
</ul>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.osteolab.net/ghiandola-pituitaria/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Vascolarizzazione addominale: vasi arteriosi e venosi</title>
		<link>https://www.osteolab.net/vascolarizzazione-addominale/</link>
					<comments>https://www.osteolab.net/vascolarizzazione-addominale/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe Ilardo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 04 Mar 2022 11:00:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Anatomia]]></category>
		<category><![CDATA[apparato cardiovascolare]]></category>
		<category><![CDATA[vascolare]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.osteolab.net/?p=238352</guid>

					<description><![CDATA[La parete anteriore dell’addome è vascolarizzata da due arterie, ovvero la arteria epigastrica superiore e arteria epigastrica inferiore.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h1><strong>Vascolarizzazione addominale: descrizione anatomica dei vasi arteriosi e venosi dell&#8217;addome</strong></h1>
<p>In questo breve articolo parliamo della <strong>vascolarizzazione dell&#8217;addome</strong> arteriosa e del suo drenaggio venoso. Per comodità suddivideremo la cavità addominale in due porzioni, o meglio pareti:</p>
<ul>
<li><strong>Parete addominale anteriore;</strong></li>
<li><strong>Parete addominale posteriore.</strong></li>
</ul>
<h3 style="text-align: center;"><strong>Indice delle informazioni che troverai nell’articolo</strong></h3>
<ul>
<li><a href="#anteriore-arteriosa">Parete addominale anteriore (arteriosa);</a></li>
<li><a href="#posteriore-arteriosa">Parete addominale posteriore (arteriosa);</a></li>
<li><a href="#anterolaterale-venosa">Parete addominale anterolaterale (venosa):</a>
<ul>
<li><a href="#venosa-superficiale">Venosa superficiale;</a></li>
<li><a href="#venosa-profonda">Venosa profonda.</a></li>
</ul>
</li>
<li><a href="#posteriore-venosa">Parete addominale posteriore (venosa).</a></li>
</ul>
<h2><strong><a id="anteriore-arteriosa"></a>Vascolarizzazione addominale arteriosa: parete addominale anteriore</strong></h2>
<p>La parete anteriore dell’addome è vascolarizzata da due arterie, ovvero la <strong>arteria epigastrica superiore</strong> e <strong>arteria epigastrica inferiore</strong>.</p>
<div id="attachment_238372" style="width: 409px" class="wp-caption aligncenter"><img decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-238372" class="wp-image-238372 " src="https://www.osteolab.net/wp-content/uploads/2021/12/arteria-epigastrica-superiore-e-inferiore.jpg" alt="arteria epigastrica superiore e inferiore" width="399" height="623" srcset="https://www.osteolab.net/wp-content/uploads/2021/12/arteria-epigastrica-superiore-e-inferiore.jpg 448w, https://www.osteolab.net/wp-content/uploads/2021/12/arteria-epigastrica-superiore-e-inferiore-192x300.jpg 192w" sizes="(max-width: 399px) 100vw, 399px" /><p id="caption-attachment-238372" class="wp-caption-text"><span style="font-size: 8pt;"><strong>In questa immagine frontale, possiamo apprezzare l&#8217;emergenza dell&#8217;arteria epigastrica superiore e dell&#8217;arteria epigastrica inferiore.</strong></span></p></div>
<p>L’<strong>arteria epigastrica superiore </strong>origina come ramo terminale dall’<em>arteria toracica interna</em> a livello della sesta cartilagine costale. Si porta caudalmente attraversando anteriormente le fibre inferiori del muscolo trasverso del torace e le fibre superiori del muscolo trasverso dell’addome.</p>
<p>Perfora la guaina dei muscoli retti ponendosi tra il <em>foglietto posteriore</em> e il <em>muscolo retto addominale</em>, andando via via a vascolarizzarne il ventre carnoso. In corrispondenza della regione sopraombelicale, si anastomizza con la arteria epigastrica inferiore.</p>
<p>L’<strong>arteria epigastrica inferiore</strong> origina come ramo mediale dell’<em>arteria iliaca esterna</em> inferiormente al legamento inguinale. Si porta cranialmente dapprima lungo il margine mediale dell’orifizio inguinale interno e successivamente ponendosi tra fascia trasversale e peritoneo parietale. Quando raggiunge la guaina dei muscoli retti, l’arteria perfora la fascia trasversale e tra la fascia stessa e il muscolo retto dell’addome (a questo livello forma la <strong>piega epigastrica</strong> che divide la fossetta inguinale laterale da quella mediale). Quando l’arteria giunge a livello della linea arcuata, vi passa anteriormente e quindi sarà anteriore anche al muscolo trasverso dell’addome. Fino a 1 cm sopra la linea arcuata, l’arteria decorrerà tra il muscolo retto dell’addome e il muscolo trasverso dell’addome. Oltre 1 cm sopra la linea arcuata, l’arteria decorrerà tra il muscolo retto dell’addome ed il muscolo obliquo interno.</p>
<div id="attachment_238373" style="width: 519px" class="wp-caption aligncenter"><img decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-238373" class="wp-image-238373 " src="https://www.osteolab.net/wp-content/uploads/2021/12/Arteria-epigastrica-inferiore.jpg" alt="Arteria epigastrica inferiore" width="509" height="495" srcset="https://www.osteolab.net/wp-content/uploads/2021/12/Arteria-epigastrica-inferiore.jpg 509w, https://www.osteolab.net/wp-content/uploads/2021/12/Arteria-epigastrica-inferiore-480x466.jpg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 509px, 100vw" /><p id="caption-attachment-238373" class="wp-caption-text"><span style="font-size: 8pt;"><strong>In questa immagine possiamo apprezzare l&#8217;origine dell&#8217;arteria epigastrica inferiore.</strong></span></p></div>
<p>All’interno della guaina dei muscoli retti, l’arteria epigastrica inferiore si anastomizza con l’arteria epigastrica superiore. Durante il suo decorso esegue anche altre anastomosi, con l’arteria sottocostale e arterie lombari.</p>
<p>L’arteria epigastrica inferiore darà origine anche ai <strong>rami cutanei</strong> e <strong>rami muscolari</strong>. I rami cutanei si porteranno anteriormente e superficialmente andando ad anastomizzarsi con l’<strong>arteria epigastrica inferiore superficiale</strong> (arteria epifasciale che decorre nel sottocutaneo ed originata dall’arteria femorale).</p>
<h2><strong><a id="posteriore-arteriosa"></a>Vascolarizzazione dell&#8217;addome arteriosa: parete addominale posteriore</strong></h2>
<p>La parete addominale posteriore è principalmente vascolarizzata dalle <strong>arterie lombari</strong> attraverso i loro <em>rami dorsali</em>.</p>
<p>Le <strong>arterie lombari</strong> sono 5 (corrispondenti alle cinque vertebre dei lombi) e si originano dalla parete laterale dell’aorta addominale e decorrono posteriormente alle arcate lombari dei muscoli <em>psoas</em>, <em>quadrato dei lombi</em> e <em>diaframma</em> seguendo lo schema metamerico valido per tutte le arterie intercostali e l’arteria sottocostale. Continuando nel loro decorso, anteriormente, penetrano a livello dei muscoli larghi dell’addome.</p>
<p>I <strong><em>rami</em> dorsali</strong> delle suddette arterie lombari si portano posteriormente andando a irrorare i muscoli della loggia paravertebrale e il rachide.</p>
<h2><strong><a id="anterolaterale-venosa"></a>Drenaggio venoso dell&#8217;addome: parete anterolaterale</strong></h2>
<p>Il drenaggio del refluo della parete anterolaterale è costituito da una <strong>rete superficiale</strong> e una <strong>rete profonda</strong>.</p>
<h3><strong><a id="venosa-superficiale"></a>Rete venosa superficiale</strong></h3>
<p>La rete venosa superficiale si compone di tre importanti vasi venosi che si compongono di:</p>
<ul>
<li><strong>Vena toracoepigastrica</strong> (che drenerà nella vena ascellare);</li>
<li><strong>Vena epigastrica superficiale</strong> (che drenerà nella vena femorale);</li>
<li><strong>Vena iliaca circonflessa superficiale</strong> (che drenerà nella vena femorale).</li>
</ul>
<p>La funzione principale di queste vene superficiali (sottocutanee) è quella di <strong>drenare</strong> le <strong>vene periombelicali</strong> a livello della regione ombelicale, che decorrono all’interno del <strong>legamento rotondo dell’ombelico</strong> (ovvero il residuo delle vene ombelicali).</p>
<p>Queste vene superficiali assumono notevole importanza clinica nell’ambito delle <em>anastomosi portocavali</em>, ovvero dei collegamenti di flusso venoso tra <em>vena porta</em> e <em>sistema venoso generale</em>, del quale fanno parte anche le vene addominali superficiali, mediata dalle <em>vene periombelicali</em>. In caso di <strong>ipertensione portale</strong>, il sangue presente a livello del sistema portale, dovendo trovare una via di drenaggio alternativa data la condizione di ipertensione vascolare locale, viene in parte drenato dalle vene periombelicali e quindi raggiungerà successivamente le vene addominali superficiali. La condizione del <strong>caput medusae</strong> dovuta a epatopatie ipertensive, è correlabile a questo maggiore drenaggio ematico refluo a livello delle vene periombelicali e addominali superficiali.</p>
<div id="attachment_238375" style="width: 370px" class="wp-caption aligncenter"><img decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-238375" class="wp-image-238375 " src="https://www.osteolab.net/wp-content/uploads/2021/12/Caput-medusae.jpg" alt="Caput medusae" width="360" height="301" /><p id="caption-attachment-238375" class="wp-caption-text"><span style="font-size: 8pt;"><strong>In questa immagine possiamo visionare come si presenta il caput medusae. Fonte img: By Pei-Ming Yang, M.D., Ph.D., and Ding-Shinn Chen, M.D. &#8211; https://www.nejm.org/doi/full/10.1056/nejmicm050651N Engl J Med 2005; 353:e19 DOI: 10.1056/NEJMicm050651, Attribution,</strong> <a href="https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=109223067" target="_blank" rel="nofollow noopener">https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=109223067</a></span></p></div>
<h3><strong><a id="venosa-profonda"></a>Rete venosa profonda</strong></h3>
<p>La rete venosa profonda è costituita principalmente dalle <strong>vene satelliti</strong> delle arterie addominali. In particolare:</p>
<ul>
<li>Le <strong>vene epigastriche superiori</strong> decorrono strettamente parallele alla arteria epigastrica superiore per poi confluire a livello della <strong>vena toracica interna</strong>.</li>
<li>Le <strong>vene epigastriche inferiori </strong>decorrono strettamente parallele alla arteria epigastrica inferiore per poi confluire a livello della <strong>vena iliaca esterna</strong>. Queste vene si anastomizzano con le vene lombari e alla vena sottocostale.</li>
</ul>
<h2><strong><a id="posteriore-venosa"></a>Drenaggio venoso: parete posteriore</strong></h2>
<p>La parete addominale posteriore è principalmente drenata dalle <strong>vene lombari</strong> e dalla <strong>vena ileolombare.</strong></p>
<div id="attachment_238376" style="width: 422px" class="wp-caption aligncenter"><img decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-238376" class="wp-image-238376 " src="https://www.osteolab.net/wp-content/uploads/2021/12/Vene-lombari.jpg" alt="Vene lombari" width="412" height="374" /><p id="caption-attachment-238376" class="wp-caption-text"><span style="font-size: 8pt;"><strong>By OpenStax College &#8211; Anatomy &amp; Physiology, Connexions Web site. http://cnx.org/content/col11496/1.6/, Jun 19, 2013., CC BY 3.0,</strong> <a href="https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=30148288" target="_blank" rel="nofollow noopener">https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=30148288</a></span></p></div>
<p>Le <strong>vene lombari</strong> sono 5 (corrispondenti alle cinque vertebre dei lombi) e decorrono parallelamente alle arterie lombari. A seguito dell’unione dei rami anteriori con i rami posteriori, le vene lombari, a livello paravertebrale in prossimità dei processi costiformi delle vertebre lombari, si fondono longitudinalmente originando la <strong>vena lombare ascendente</strong> che poi formerà, a destra e a sinistra, la <a href="https://www.osteolab.net/vena-azygos-e-vena-emiazygos/">vena azygos ed emiazygos</a>. I rami principali continueranno il decorso lungo la parete anteriore del corpo vertebrale e si getteranno all’interno della vena cava inferiore.</p>
<div id="attachment_238181" style="width: 446px" class="wp-caption aligncenter"><img decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-238181" class="wp-image-238181 " src="https://www.osteolab.net/wp-content/uploads/2021/11/Vena-azygos.jpeg" alt="Vena azygos" width="436" height="396" /><p id="caption-attachment-238181" class="wp-caption-text"><span style="font-size: 8pt;"><strong>In rosso la vena azygos e le vene toraciche che drenano a sinistra nella vena emiazygos e a destra nella vena azygos. Fonte: By OpenStax College &#8211; Anatomy &amp; Physiology, Connexions Web site. http://cnx.org/content/col11496/1.6/, Jun 19, 2013., CC BY 3.0,</strong> <a href="https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=30148288" target="_blank" rel="nofollow noopener">https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=30148288</a></span></p></div>
<p><strong>Bibliografia</strong></p>
<ul>
<li>Anatomia Umana – <a href="https://amzn.to/30ffN7c" target="_blank" rel="nofollow noopener sponsored">Vol. I Basi Anatomiche per la Semeiotica tratto dal Prometheus</a> di M. Schünke, E. Schulte e U. Shumacherl, I ed. 2021, EDISES;</li>
<li>Anatomia Umana – <a href="https://amzn.to/30ffN7c" target="_blank" rel="nofollow noopener sponsored">Vol. II Basi Anatomiche per la Fisiopatologia tratto dal Prometheus</a> di M. Schünke, E. Schulte e U. Shumacherl, I ed. 2021, EDISES.</li>
</ul>
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		<title>Drenaggio linfatico arto inferiore</title>
		<link>https://www.osteolab.net/drenaggio-linfatico-arto-inferiore/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe Ilardo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 21 Jan 2022 14:38:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Anatomia]]></category>
		<category><![CDATA[apparato cardiovascolare]]></category>
		<category><![CDATA[sistema linfatico]]></category>
		<category><![CDATA[vascolare]]></category>
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					<description><![CDATA[Il drenaggio linfatico dell'arto inferiore può essere distinto in due tipologie. Drenaggio sottofasciale e drenaggio epifasciale...]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h1><strong>Drenaggio linfatico dell’arto inferiore</strong></h1>
<p>Come l&#8217;<a href="https://www.osteolab.net/drenaggio-linfatico-arto-superiore">arto superiore</a>, distinguiamo due tipologie di <strong>drenaggio linfatico dell&#8217;arto inferiore</strong>: <strong>rete epifasciale</strong> e <strong>rete sottofasciale. </strong></p>
<p>I vasi collettori del drenaggio epifasciale decorrono parallelamente alle vene piccola safena e grande safena mentre i vasi collettori del drenaggio sottofasciale decorrono parallelamente alle vene poplitea e femorale. I collettori si anastomizzano a livello della regione <em>poplitea</em> ed <em>inguinale</em>.</p>
<p>La rete di drenaggio <strong>sottofasciale</strong> è deputata al drenaggio delle strutture muscolari, ossee, articolari e nervose.</p>
<p>La rete di drenaggio <strong>epifasciale</strong> è deputata al drenaggio della regione cutanea e sottocutanea dell’arto inferiore. Si distinguono due vasi per il drenaggio superficiale:</p>
<ul>
<li><strong>Tronco posterolaterale</strong>: decorre lungo al vena piccola safena verso i <strong>linfonodi poplitei</strong> superficiali e profondi che poi si scaricheranno mediante il drenaggio sottofasciale ai linfonodi inguinali profondi. Il tronco drena solo il margine laterale del piede e la piccola porzione posteriore della gamba. I linfonodi poplitei superficiali e profondi si distinguono in:</li>
<li><strong>Primo gruppo</strong>: a livello dello sbotto della piccola safena nella vena poplitea</li>
<li><strong>Secondo gruppo</strong>: a livello dell’articolazione del ginocchio</li>
<li><strong>Terzo gruppo</strong>: a livello più laterale</li>
<li><strong>Tronco anteromediale</strong>: decorre lungo la vena grande safena verso i linfonodi inguinali superficiali e drena la linfa da tutta la cute e sottocute dell’arto inferiore tranne il margine laterale del piede e una piccola porzione posteriore della gamba. I linfonodi inguinali superficiali drenano successivamente a livello dei linfonodi inguinali profondi.</li>
</ul>
<div id="attachment_238934" style="width: 253px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-238934" class="wp-image-238934 size-full" src="https://www.osteolab.net/wp-content/uploads/2022/01/Drenaggio-linfatico-arto-inferiore.jpg" alt="Drenaggio linfatico arto inferiore" width="243" height="800" srcset="https://www.osteolab.net/wp-content/uploads/2022/01/Drenaggio-linfatico-arto-inferiore.jpg 243w, https://www.osteolab.net/wp-content/uploads/2022/01/Drenaggio-linfatico-arto-inferiore-91x300.jpg 91w" sizes="(max-width: 243px) 100vw, 243px" /><p id="caption-attachment-238934" class="wp-caption-text"><span style="font-size: 8pt;"><strong>Linfonodi superficiali e sistema di drenaggio linfatico dell&#8217;arto inferiore.</strong></span></p></div>
<p>&nbsp;</p>
<h2><strong>Linfonodi inguinali</strong></h2>
<p>I <strong>linfonodi inguinali superficiali</strong> sono epifasciali, situati nella regione inguinale. Si suddividono in gruppo dei superiori (<em>superomediali</em> e <em>superolaterali</em>) e gruppo degli inferiori (<em>inferomediali</em> e <em>inferolaterali</em>). Questi linfonodi drenano direttamente nei linfonodi inguinali profondi.</p>
<p>I <strong>linfonodi inguinali profondi</strong> sono sottofasciali, situati nella regione inguinale medialmente alla vena femorale in prossimità dello sbocco della vena grande safena nella femorale. Il loro ruolo è fondamentale in quanto drenano la linfa a livello dei <strong>linfonodi iliaci</strong>.</p>
<p>Dai linfonodi iliaci, la linfa viene drenata a livello dei <strong>linfonodi lombari</strong>.</p>
<p>Si nota in particolare il <strong>linfonodo di Cloquet </strong>che rappresenta il linfonodo inguinale di maggiori dimensioni che riceve la linfa sia dai linfonodi inguinali superficiali che da quelli profondi.</p>
<p style="text-align: center;"><span style="text-decoration: underline;"><a href="https://www.osteolab.net/linfonodi-anatomia">Leggi di più sui linfonodi</a></span></p>
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		<title>Ossificazione: tipologie e meccanismi di osteogenesi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe Ilardo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 Jan 2022 11:17:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Fisiologia]]></category>
		<category><![CDATA[apparato locomotore]]></category>
		<category><![CDATA[ossa]]></category>
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					<description><![CDATA[L’ossificazione, chiamata anche osteogenesi, è un processo che consta nella sostituzione della matrice mesenchimale a livello...]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h1><strong>Ossificazione: tipologie e meccanismi di osteogenesi</strong></h1>
<p>L’ossificazione, chiamata anche osteogenesi, è un processo che consta nella sostituzione della <em>matrice mesenchimale </em>a livello dell’abbozzo scheletrico embrionale con <strong><a href="https://www.osteolab.net/tessuto-osseo/">tessuto osseo</a> propriamente detto</strong>.</p>
<p>Il processo di ossificazione si sviluppa in due possibili meccanismi:</p>
<ul>
<li><strong>Ossificazione intramembranosa</strong> conosciuta anche come ossificazione diretta;</li>
<li><strong>Ossificazione endocondrale </strong>conosciuta anche come ossificazione indiretta.</li>
</ul>
<p>Prima di iniziare con la descrizione delle due tipologie di ossificazioni, è doveroso precisare che si tratta di processi che generano <strong>tessuto osseo spugnoso</strong>. La formazione del <strong>tessuto osseo compatto</strong> è successiva alla osteogenesi, e si esplica mediante l’evoluzione del tessuto spugnoso in <strong>osteoni</strong>.</p>
<h2><strong>Ossificazione intramembranosa</strong></h2>
<p>Definiamo con ossificazione intramembranosa la trasformazione diretta da <strong>tessuto mesenchimale embrionale</strong> a <strong>tessuto osseo</strong>. Le ossa che si formano tramite questa modalità sono chiamate <em>ossa membranose</em> e tra queste vengono annoverate tutte le ossa non di sostegno dell’architettura scheletrica umana.</p>
<div id="attachment_238262" style="width: 406px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-238262" class="size-full wp-image-238262" src="https://www.osteolab.net/wp-content/uploads/2021/12/Ossificazione-intramembranosa.jpg" alt="Ossificazione intramembranosa" width="396" height="264" srcset="https://www.osteolab.net/wp-content/uploads/2021/12/Ossificazione-intramembranosa.jpg 396w, https://www.osteolab.net/wp-content/uploads/2021/12/Ossificazione-intramembranosa-300x200.jpg 300w" sizes="(max-width: 396px) 100vw, 396px" /><p id="caption-attachment-238262" class="wp-caption-text"><span style="font-size: 8pt;"><strong>Ossificazione intramembranosa.</strong> <strong>Di Robert M. Hunt &#8211; Opera propria, CC BY 3.0, </strong><a href="https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=3809344" target="_blank" rel="nofollow noopener">https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=3809344</a></span></p></div>
<p>I <strong>preosteoblasti</strong>, presenti a livello del tessuto mesenchimale riccamente vascolarizzato, a seguito di segnali stimolatori (di natura ormonale) vanno in contro a differenziamento in <strong>osteoblasti</strong>. Questi, si organizzano in raggruppamenti noti come <strong>aggregati densi</strong> (o <em>centri di ossificazione</em>) circondati da <strong>periostio</strong> e iniziano la produzione di una trabecola di matrice extracellulare ossea (<strong>osteoide</strong>) rapidamente mineralizzata e quindi calcificata.</p>
<p>La produzione di osteoide è garantita quindi dall’attività osteoblastica che si esplica a livello della membrana periostea in cui sono avvolte e contenute le cellule stesse.</p>
<p>Questo processo porta al progressivo accumulo di trabecole di matrice ossea in continua calcificazione che, man mano che si accumula, ingloba gli osteoblasti trasformandoli in <strong>osteociti</strong>. Quindi, la matrice in continuo accumulo sottrae sempre più osteoblasti produttori. Pertanto, occorre mantenere un equilibrio omeostatico volto a garantire un quantitativo costantemente sufficiente di osteoblasti, soprattutto nelle fasi dello sviluppo ed accrescimento osseo. Questo equilibrio, si esplica attraverso la presenza di <strong>cellule preosteoblastiche</strong> (staminali) che a seguito del differenziamento, si trasformano in osteoblasti attivi.</p>
<p>A seguito della unione dei vari <strong>centri di ossificazione</strong> è possibile visualizzare la classica rete trabecolare fitta, tipica delle <strong>ossa spugnose</strong> non di sostegno.</p>
<p>A termine della maturazione ossea, il tessuto va incontro a rimodellamento da parte di <strong>osteoclasti</strong> ed <strong>osteoblasti</strong> ai fini di garantire l’<em>omeostasi della calcemia</em> e la <em>regolazione della struttura ossea</em>. Il restante tessuto mesenchimale non differenziato, si trasforma in <strong>midollo osseo rosso</strong>.</p>
<h2><strong>Ossificazione endocondrale</strong></h2>
<p>Definiamo con ossificazione endocondrale la trasformazione indiretta del tessuto mesenchimale in tessuto osseo, che prevede una fase intermedia di <strong>tessuto cartilagineo</strong>. Le ossa che si formano tramite questa modalità sono chiamate <em>ossa cartilaginee</em> e tra queste vengono annoverate tutte le ossa di sostegno dell’architettura scheletrica umana.</p>
<div id="attachment_238263" style="width: 530px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-238263" class="size-full wp-image-238263" src="https://www.osteolab.net/wp-content/uploads/2021/12/Ossificazione-endocondrale.jpg" alt="Ossificazione endocondrale" width="520" height="310" srcset="https://www.osteolab.net/wp-content/uploads/2021/12/Ossificazione-endocondrale.jpg 520w, https://www.osteolab.net/wp-content/uploads/2021/12/Ossificazione-endocondrale-480x286.jpg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 520px, 100vw" /><p id="caption-attachment-238263" class="wp-caption-text"><span style="font-size: 8pt;"><strong>Ossificazione endocondrale. Immagine di pubblico dominio,</strong> <a href="https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=378950" target="_blank" rel="nofollow noopener">https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=378950</a></span></p></div>
<p>Anche in questo caso, grazie allo stimolo <strong>ormonale</strong>, assistiamo ad una primaria fase di addensamento del tessuto mesenchimale in <strong>centri condrogenici</strong>, circondati da <strong>pericondrio</strong>.</p>
<p>I centri condrogenici sono formati da tessuto mesenchimale differenziato a <strong>condroblasti</strong>, ovvero precursori dei condrociti produttori di <strong>cartilagine ialina</strong> per la formazione dell’abbozzo cartilagineo del futuro osso.</p>
<h2><strong>Meccanismo di osteogenesi</strong></h2>
<p>All’inizio del processo di ossificazione, nella <strong><em>diafisi ossea</em></strong> i condrociti degenerano progressivamente, creando un vuoto spaziale colmato successivamente da <em>vasi sanguiferi</em> che permetteranno una migliore irrorazione del tessuto mesenchimale e quindi il la ricezione di <strong>ormoni stimolatori</strong>. A questo livello infatti, si forma il <strong>centro di ossificazione primario</strong>, dove le cellule condrocitiche acquisiscono facoltà <em>osteoblastiche</em> sostituendo il pericondrio in periostio.</p>
<p>Sempre grazie alla irrorazione della cartilagine da parte dei capillari sanguiferi, i <strong>macrofagi</strong> invadono il periostio e a questo livello si differenziano in <strong>osteoclasti</strong> la cui funzione è <em>degradare la cartilagine</em>.</p>
<p>I vasi sanguiferi in continua espansione nel tessuto, facilitano il trasporto di <strong>osteoblasti</strong> dai centri di ossificazione al periostio esterno, dove esplicano la loro funzione di <em>produzione di osteoide</em>.</p>
<p>A livello della <strong><em>epifisi ossea</em></strong> resterà presente la matrice di <strong>pericondrio</strong> contenente <strong>condrociti</strong> e <strong>condroblasti</strong> deputati alla produzione continua di cartilagine ialina in grandi quantità.</p>
<p>A livello della <strong><em>metafisi ossea</em></strong> prossimale e distale si viene a creare la <strong>piastra di crescita epifisaria</strong>, sede dell’allungamento.</p>
<p>Infatti, a livello delle epifisi distale e prossimale viene continuamente prodotta cartilagine ialina, questa verrà progressivamente trasformata in tessuto osseo dagli osteoblasti diafisari, allungando l’osso longitudinalmente, garantendo inoltre ottima resistenza a <strong>trazione </strong>e <strong>carichi assiali</strong>.</p>
<p>Una minima quantità di tessuto di cartilagine ialina rimarrà a livello delle superfici epifisarie, anche quando il processo di ossificazione sarà completamente completato dopo la pubertà, formando le <strong>cartilagini articolari</strong> delle faccette articolari dell’osso.</p>
<p>Sempre a livello delle epifisi, sono ubicati i <strong>centri di ossificazione secondari</strong>, i quali saranno protagonisti di un meccanismo di osteogenesi analogo alla <em>ossificazione intramembranosa</em>, formando tessuto osseo spugnoso trabecolare.</p>
<p><strong>Bibliografia</strong></p>
<ul>
<li>Anatomia Umana – <a href="https://amzn.to/30ffN7c" target="_blank" rel="nofollow noopener sponsored">Basi Anatomiche per le Neuroscienze tratto dal Prometheus Vol. II</a> di M. Schünke, E. Schulte e U. SchumacherI, I ed. 2021, EDISES.</li>
</ul>
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		<title>Midollo osseo: suddivisione e funzione</title>
		<link>https://www.osteolab.net/midollo-osseo/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe Ilardo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 Jan 2022 11:16:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Fisiologia]]></category>
		<category><![CDATA[ossa]]></category>
		<category><![CDATA[sistema endocrino]]></category>
		<category><![CDATA[sistema linfatico]]></category>
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					<description><![CDATA[Il midollo osseo è una componente tissutale fondamentale del canale midollare delle ossa lunghe e delle trabecole delle ossa spugnose.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h1><strong>Midollo osseo: suddivisione e funzione</strong></h1>
<p>Il midollo osseo è una componente tissutale fondamentale del <strong>canale midollare</strong> delle ossa lunghe e delle <strong>trabecole</strong> delle ossa spugnose. Insieme al timo, fa parte degli organi linfoidi primari e si suddivide in <strong>midollo osseo rosso</strong> e <strong>midollo osseo giallo</strong>.</p>
<div id="attachment_238289" style="width: 558px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-238289" class=" wp-image-238289" src="https://www.osteolab.net/wp-content/uploads/2021/12/Midollo-osseo.jpg" alt="Midollo osseo" width="548" height="274" srcset="https://www.osteolab.net/wp-content/uploads/2021/12/Midollo-osseo.jpg 548w, https://www.osteolab.net/wp-content/uploads/2021/12/Midollo-osseo-480x240.jpg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 548px, 100vw" /><p id="caption-attachment-238289" class="wp-caption-text"><span style="font-size: 8pt;"><strong>Osso femorale sezionato. By Pbroks13 &#8211; File:Bone_cross-section.svg, CC BY 3.0,</strong> <a href="https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=104283779" target="_blank" rel="nofollow noopener">https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=104283779</a></span></p></div>
<p>A livello del midollo osseo si instaura il <strong>processo linfoemopoietico</strong> che consiste nella differenziazione di particolari cellule staminali (<em>stromali</em>) in <strong>linfociti</strong> ed <strong>eritrociti</strong>.</p>
<p>Il midollo osseo è in continuo rimodellamento in funzione dell’età dell’individuo, in particolare a livello fetale quasi tutto lo scheletro dell’individuo è composto da midollo osseo rosso, mentre crescendo progressivamente questo viene sostituito da midollo osseo giallo fino al venticinquesimo anno di età in cui il midollo rosso è stanziato esclusivamente a livello di:</p>
<ul>
<li><a href="https://www.osteolab.net/vertebre/"><strong>Vertebre;</strong></a></li>
<li><strong><em><a href="https://www.osteolab.net/sterno/">Sterno</a> e <a href="https://www.osteolab.net/coste/">coste;</a></em></strong></li>
<li><a href="https://www.osteolab.net/clavicola/"><strong><em>Clavicole;</em></strong></a></li>
<li><a href="https://www.osteolab.net/scapola/"><strong><em>Scapole;</em></strong></a></li>
<li><strong><em>Ossa iliache;</em></strong></li>
<li><a href="https://www.osteolab.net/tag/ossa-craniche/"><strong><em>Ossa craniche;</em></strong></a></li>
<li><a href="https://www.osteolab.net/femore/"><strong><em>Epifisi prossimale del femore;</em></strong></a></li>
<li><a href="https://www.osteolab.net/omero-osso/"><strong><em>Epifisi prossimale dell’omero.</em></strong></a></li>
</ul>
<h2><strong>Midollo osseo: vascolarizzazione</strong></h2>
<p>Per quanto concerne l’aspetto della vascolarizzazione, il<strong> midollo osseo</strong> è irrorato da rami derivanti dall’<strong>arteria nutritizia dell’osso corrispondente</strong>. La terminazione della vascolarizzazione avviene a livello dei <strong>sinusoidi</strong> <strong>capillari</strong> (<em>delimitati da endotelio a lamina basale discontinua con fenestrazioni ampie</em>) che terminano in vene dal lume ampio. Questa vascolarizzazione permette l’irrorazione anche del sistema trabecolare dell’osso spugnoso che è separato dal midollo tramite cellule endoteliali.</p>
<p>Grazie a questo sistema di vascolarizzazione:</p>
<ul>
<li>Le cellule del <strong>sistema staminali linfopoietiche</strong> migrano dal <em>parenchima del midollo rosso</em> fino ai <em>sinusoidi vascolari</em> entrando così nel <strong>circolo sanguigno</strong>;</li>
<li>Le cellule del <strong>sistema staminali emopoietiche</strong> migrano invece attraverso la parete di questi sinusoidi mediante le fenestrazioni giungendo a livello dello <em>stroma midollare</em> (non entrano nel circolo sanguigno).</li>
</ul>
<h2><strong>Stroma</strong></h2>
<p>Lo <strong>stroma</strong> (involucro esterno) del midollo osseo rosso non ha funzioni direttamente emopoietiche ed è composto da un tessuto reticolare connettivale lasso entro il quale sono presenti le cosiddette <strong>isole eritroblastiche</strong> costituite da <strong>cellule emopoietiche</strong> (<em>produzione eritrociti</em>). Appena l’emopoiesi si esaurisce, particolari fibroblasti mesenchimali, che normalmente svolgono la funzione di secernere <strong>reticolina</strong> (collagene di tipo III) a livello delle isole, vengono riempiti di <strong>tessuto</strong> <strong>adiposo</strong>, sostituendo di fatto il midollo osseo rosso con il <strong>midollo osseo giallo</strong>.</p>
<p>Le cellule riempite di tessuto adiposo si chiamano <strong>cellule stellate</strong> (vecchi fibroblasti) e sosterranno le cellule della linea emopoietica in via di maturazione.</p>
<p>A livello dello stroma del midollo osseo sono state riconosciute <strong>cellule staminali mesenchimali</strong> deputate al differenziamento in <strong>cellule muscolari</strong> e <strong>cellule ossee</strong>.</p>
<h2><strong>Tessuto emopoietico</strong></h2>
<p>Il <strong>tessuto emopoietico</strong> invece è il tessuto deputato direttamente alla funzione emopoietica. Costituito dalle <strong>isole emopioietiche con cellule ematogene</strong>, presenta a livello parenchimale diverse linee linfoemopoietiche:</p>
<ul>
<li>Megacariociti;</li>
<li>Cellule linfoidi;</li>
<li>Eritrociti in vari stadi;</li>
</ul>
<p>Al centro delle <em>isole emopoietiche</em> vi è un <strong>macrofago tissutale</strong> che coadiuva il trasporto di ferro per l’emoglobina.</p>
<h2><strong>Cellule staminali linfoidi</strong></h2>
<p>Le cellule staminali linfoidi pluripotenti producono a livello del midollo osseo rosso:</p>
<ul>
<li><strong>Linfociti NK</strong> à <em>circolano liberamente una volta prodotti a livello del circolo sanguigno;</em></li>
<li><strong>Linfociti B</strong> à <em>si stanziano a livello degli organi linfoidi secondari;</em></li>
<li><strong>Linfociti T</strong>.</li>
</ul>
<p>I linfociti NK e linfociti B maturano direttamente nel midollo osseo e acquisiscono <strong>immunocompetenza.</strong></p>
<p>I linfociti T invece devono migrare a livello del <strong>timo</strong> per maturare e acquisire <strong>immunocompetenza</strong>. Questi linfociti, una volta divenuti competenti sono sottoposti a continue (<em>grazie a ormoni timici</em>) divisioni originando dei <strong>cloni</strong> selezionati per il <strong>non-self</strong>. Successivamente migreranno a livello degli organi linfoidi secondari.</p>
<p><strong>Bibliografia</strong></p>
<ul>
<li>Anatomia Umana – <a href="https://amzn.to/30ffN7c" target="_blank" rel="nofollow noopener sponsored">Basi Anatomiche per le Neuroscienze tratto dal Prometheus Vol. II</a> di M. Schünke, E. Schulte e U. SchumacherI, I ed. 2021, EDISES.</li>
</ul>
]]></content:encoded>
					
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			</item>
		<item>
		<title>Organi linfoidi primari e secondari</title>
		<link>https://www.osteolab.net/organi-linfoidi-primari-e-secondari/</link>
					<comments>https://www.osteolab.net/organi-linfoidi-primari-e-secondari/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe Ilardo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 Jan 2022 11:16:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Anatomia]]></category>
		<category><![CDATA[apparato cardiovascolare]]></category>
		<category><![CDATA[sistema endocrino]]></category>
		<category><![CDATA[sistema linfatico]]></category>
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					<description><![CDATA[A livello degli organi linfoidi quindi si innescano i protagonisti principali della risposta immunitaria adattativa (specifica) ovvero i linfociti B e linfociti T.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h1><strong>Organi linfoidi primari e secondari</strong></h1>
<p>Gli <strong>organi linfoidi</strong> fanno parte del <strong><a href="https://www.osteolab.net/sistema-linfatico-organizzazione-topografica">sistema linfatico</a> tissutale </strong>e sono suddivisi in due importanti categorie:</p>
<ul>
<li><strong>Organi linfoidi primari;</strong></li>
<li><strong>Organi linfoidi secondari.</strong></li>
</ul>
<p>A livello degli organi linfoidi quindi si innescano i protagonisti principali della <strong>risposta immunitaria adattativa</strong> (specifica) ovvero i <strong>linfociti B</strong> e <strong>linfociti T</strong>.</p>
<div id="attachment_238284" style="width: 510px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-238284" class="size-full wp-image-238284" src="https://www.osteolab.net/wp-content/uploads/2021/12/Organi-linfoidi.jpg" alt="Organi linfoidi" width="500" height="461" srcset="https://www.osteolab.net/wp-content/uploads/2021/12/Organi-linfoidi.jpg 500w, https://www.osteolab.net/wp-content/uploads/2021/12/Organi-linfoidi-480x443.jpg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 500px, 100vw" /><p id="caption-attachment-238284" class="wp-caption-text"><span style="font-size: 8pt;"><strong>Organi linfoidi primari e secondari. Di BruceBlaus. When using this image in external sources it can be cited as:Blausen.com staff (2014). &#8220;Medical gallery of Blausen Medical 2014&#8221;. WikiJournal of Medicine 1 (2). DOI:10.15347/wjm/2014.010. ISSN 2002-4436. &#8211; Opera propria, CC BY 3.0,</strong> <a href="https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=28086436" target="_blank" rel="nofollow noopener">https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=28086436</a></span></p></div>
<h2><strong>Organi linfoidi primari</strong></h2>
<p>Gli <strong>organi linfoidi primari</strong> sono costituiti da <a href="https://www.osteolab.net/timo/"><strong>timo</strong> </a>(dove maturano i linfociti T) e <a href="https://www.osteolab.net/midollo-osseo/"><strong>midollo osseo</strong></a> (dove maturano i linfociti B).</p>
<p>A livello del midollo osseo rosso sono presenti le<strong> cellule staminali</strong> di ambedue le linee linfocitarie e non appena vi giunge il segnale di differenziamento, le cellule staminali per la <strong>linea T</strong> raggiungono il <a href="https://www.osteolab.net/timo/"><strong>timo</strong></a>, mentre quelle per la <strong>linea B</strong> rimangono in sede.</p>
<p>In questi due organi quindi le cellule staminali vengono differenziate e acquisiscono <strong>immunocompetenza</strong>.</p>
<p>L’immunocompetenza è una proprietà intrinseca caratteristica delle cellule linfocitarie (<em>immunitarie</em>) che prevede la facoltà di distinguere agenti <strong>self</strong> da agenti <strong>non self</strong>.</p>
<h2><strong>Organi linfoidi secondari</strong></h2>
<p>Organi linfoidi secondari sono costituiti da <a href="https://www.osteolab.net/milza/"><strong>milza</strong></a>, <a href="https://www.osteolab.net/linfonodi-anatomia/"><strong>linfonodi</strong></a>, <strong>anello di Waldeyer</strong>, <strong>MALT</strong> (<em>tessuto linfoide associato alle mucose, es. <a href="https://www.osteolab.net/intestino-tenue-mesenteriale/#placche-di-peyer">placche di Peyer</a></em>).</p>
<p>A livello di questi organi, che nel frattempo sono stati raggiunti dalla migrazione dei linfociti immunocompetenti, avvengono i processi concernenti l’avvio della risposta immunitaria specifica, ovvero:</p>
<ul>
<li><strong>Esposizione antigene (e riconoscimento);</strong></li>
<li><strong>Selezione clonale;</strong></li>
<li><strong>Produzione umorale.</strong></li>
</ul>
<p>Del <strong>MALT</strong> fanno parte il:</p>
<ul>
<li><em>GALT</em>: tessuto linfoide associato all’intestino;</li>
<li><em>NALT</em>: tessuto linfoide associato alle prime vie aeree;</li>
<li><em>BALT</em>: tessuto linfoide associato ai bronchi;</li>
<li><em>EYALT</em>: tessuto linfoide associato agli occhi;</li>
<li><em>URALT</em>: tessuto linfoide associato alle vie urinarie;</li>
<li><em>VALT</em>: tessuto linfoide associato alle vie genitali femminili.</li>
</ul>
<p><strong>Bibliografia</strong></p>
<ul>
<li>Anatomia Umana – <a href="https://amzn.to/30ffN7c" target="_blank" rel="nofollow noopener sponsored">Basi Anatomiche per le Neuroscienze tratto dal Prometheus Vol. II</a> di M. Schünke, E. Schulte e U. SchumacherI, I ed. 2021, EDISES.</li>
</ul>
]]></content:encoded>
					
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			</item>
		<item>
		<title>Timo: descrizione anatomica e funzioni</title>
		<link>https://www.osteolab.net/timo/</link>
					<comments>https://www.osteolab.net/timo/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe Ilardo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 Jan 2022 11:16:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Anatomia]]></category>
		<category><![CDATA[sistema endocrino]]></category>
		<category><![CDATA[sistema linfatico]]></category>
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					<description><![CDATA[Il timo insieme al midollo osseo, è un organo linfoide primario, ubicato a livello della porzione anteriore del mediastino (inferiore e superiore).]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h1><strong>Timo: descrizione anatomica e funzioni</strong></h1>
<p>Il<strong> timo</strong> insieme al <a href="https://www.osteolab.net/midollo-osseo">midollo osseo</a>, è un organo linfoide primario, ubicato a livello della <strong>porzione anteriore del mediastino</strong> (<em>inferiore e superiore</em>).</p>
<div id="attachment_238295" style="width: 425px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-238295" class=" wp-image-238295" src="https://www.osteolab.net/wp-content/uploads/2021/12/Timo.jpg" alt="Timo" width="415" height="306" /><p id="caption-attachment-238295" class="wp-caption-text"><span style="font-size: 8pt;"><strong>Timo presente nella loggia mediastinica</strong></span></p></div>
<h2><strong>Anatomia macroscopica</strong></h2>
<p>Ha dimensioni variabili in funzione dell’età del soggetto, in particolare:</p>
<ul>
<li><strong>Età postnatale, pediatrica: </strong>organo timico di grandi dimensioni, fino a 30g di peso;</li>
<li><strong>Età postpuberale, adulta: </strong>organo timico degenera e subisce un lento processo di sostituzione del tessuto linfoide con matrice adiposa (analogo a quanto visto per midollo osseo).</li>
</ul>
<p>Macroscopicamente, si possono distinguere dei solchi <em>stromali</em> inframezzati nel parenchima dell’organo, costituiti da <strong>tessuto fibroso</strong> (ed elastico) rappresentato da prolungamenti ed estroflessioni della capsula all’interno del viscere stesso.</p>
<p>Inoltre, la ghiandola è costituita da <strong>due lobi</strong>, uno di destra e l’altro di sinistra, uniti da tessuto di natura connettivale a livello della porzione centrale.</p>
<h2><strong>Timo: rapporti</strong></h2>
<p>Il timo è in rapporto a vari livelli con molteplici visceri toracici:</p>
<ul>
<li><em>Anteriormente</em>: faccia endotoracica dello <a href="https://www.osteolab.net/sterno/">sterno</a> e prime 3 <a href="https://www.osteolab.net/coste/">cartilagini costali</a>;</li>
<li><em>Lateralmente</em>: mesotelio pleurico viscerale laterale del polmone dx e sx;</li>
<li><em>Posteriormente</em>: vena cava superiore, aorta, vene brachiocefaliche e trachea.</li>
</ul>
<h2><strong>Innervazione</strong></h2>
<p>Il timo in generale è innervato dal <strong>sistema nervoso autonomo</strong>:</p>
<ul>
<li>attraverso il <strong>ganglio cervicospinale</strong> del <a href="https://www.osteolab.net/sistema-nervoso-simpatico/">sistema nervoso simpatico</a>;</li>
<li>attraverso il <a href="https://www.osteolab.net/nervo-vago/"><strong>nervo vago</strong></a> del <a href="https://www.osteolab.net/sistema-nervoso-parasimpatico/">sistema nervoso parasimpatico</a>.</li>
</ul>
<p>Il timo è composto da <strong>regione capsulare</strong> e <strong>regione dei lobi</strong>. Entrambe queste regioni sono innervate da <em>fasci nervosi differenti</em>.</p>
<ul>
<li><em>Capsula</em>: innervata da <a href="https://www.osteolab.net/plesso-cervicale/#nervo-frenico"><strong>nervo frenico</strong></a> (<a href="https://www.osteolab.net/sistema-nervoso-parasimpatico/"><em>parasimpatico</em></a>) e <a href="https://www.osteolab.net/plesso-cervicale/#nervo-cervicale-discendente"><strong>nervo cervicale discendente</strong></a> (<a href="https://www.osteolab.net/sistema-nervoso-simpatico/"><em>simpatico</em></a>).</li>
<li><em>Lobi</em>: innervati nel primo periodo post-natale ed adolescenziale da <a href="https://www.osteolab.net/nervo-vago/"><strong>nervo vago</strong></a> (<a href="https://www.osteolab.net/sistema-nervoso-parasimpatico/"><em>parasimpatico</em></a>), successivamente da <strong>fibre perivascolari </strong>(<a href="https://www.osteolab.net/sistema-nervoso-simpatico/"><em>simpatico</em></a>).</li>
</ul>
<h2><strong>Vascolarizzazione</strong></h2>
<ul>
<li><em>Arteriosa</em>: arterie timiche originano direttamente dalle <strong>arterie toraciche interne</strong> o indirettamente da esse tramite <strong>arterie mediastiniche anteriori </strong>o <strong>arterie tiroidee inferiori</strong>;</li>
<li><em>Venosa</em>: vene timiche drenano a livello della <strong>vena brachiocefalica sinistra</strong>, <strong>vene toraciche interne</strong> e <strong>vene tiroidee inferiori</strong>.</li>
<li><em>Linfatica</em>: non vi sono vasi afferenti. A livello del timo si originano <a href="https://www.osteolab.net/sistema-linfatico-organizzazione-topografica/#capillari-linfatici"><strong>capillari linfatici</strong></a> a fondo cieco che derivano dalla <em>regione midollare</em> e dalla <em>giunzione corticomidollare</em> (regione interposta tra corticale e midollare timica) e che si inseriscono tra le trabecole connettivali della capsula. Questi vasi drenano in linfonodi<strong> parasternali</strong>, <strong>brachiocefalici</strong> e <strong>tracheobronchiali</strong>.</li>
</ul>
<h2><strong>Anatomia microscopica </strong></h2>
<p>A livello funzionale, il <strong>timo</strong> è l’organo preposto alla maturazione e corretto sviluppo della facoltà immunologica dei <strong>linfociti T</strong>.</p>
<p>Questa trattazione esula l’argomentazione dettagliata sul piano immunologico della funzionalità e sviluppo dei linfociti T, ma vengono risaltate solamente caratteristiche di tipo anatomo-funzionale.</p>
<p>In questa sede, i <strong>timociti</strong> (<em>cellule linfocitarie della linea T immature provenienti dal midollo osseo rosso, sede del parziale differenziamento di particolari cellule linfopoietiche</em>) acquisiscono immunocompetenza volta a garantire il corretto riconoscimento del <strong>non-self</strong>, discriminandolo dal <strong>self</strong>. Importante sottolineare che solamente il 10% del totale dei timociti provenienti dal <a href="https://www.osteolab.net/midollo-osseo">midollo osseo rosso</a>, acquisiranno immunocompetenza e diventeranno linfociti T propriamente detti.</p>
<p>Il <strong>timo</strong> è un organo <strong>parenchimatoso </strong>rivestito esternamente da <strong>capsula</strong> che, come precedentemente detto, origina delle protuberanze fibrose volte alla compartimentazione degli strati inferiori della ghiandola formando dei <strong>lobuli</strong>.</p>
<p>Essendo che il timo è sprovvisto di un <strong>ilo</strong>, questi setti fibrosi fungono da vie di transito per <em>arterie, vene</em> e <a href="https://www.osteolab.net/sistema-linfatico-organizzazione-topografica"><em>condotti linfatici</em></a>.</p>
<h2><strong><em>Organizzazione dei lobuli</em></strong></h2>
<p>Si evince per tanto, la presenza di <strong>lobuli timici</strong> che rappresentano le unità funzionali e morfologiche dell’organo.</p>
<p>Si distinguono quindi, tre fondamentali costituenti del lobulo (dall’esterno all’interno):</p>
<ul>
<li><strong>Zona capsulare</strong>;</li>
<li><strong>Zona corticale</strong>;</li>
<li><strong>Zona midollare</strong> che presenta dei <em>cordoni</em> che uniscono i vari lobuli.</li>
</ul>
<div id="attachment_238300" style="width: 410px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-238300" class="size-full wp-image-238300" src="https://www.osteolab.net/wp-content/uploads/2021/12/Struttura-interna-del-timo.jpg" alt="Struttura interna del timo" width="400" height="300" srcset="https://www.osteolab.net/wp-content/uploads/2021/12/Struttura-interna-del-timo.jpg 400w, https://www.osteolab.net/wp-content/uploads/2021/12/Struttura-interna-del-timo-300x225.jpg 300w" sizes="(max-width: 400px) 100vw, 400px" /><p id="caption-attachment-238300" class="wp-caption-text"><span style="font-size: 8pt;"><strong>Suddivisione interna del timo. Zona chiara (midollare), zona scura (corticale). Di Tourbulence di Wikipedia in olandeseLater versions were uploaded by Siebrand at nl.wikipedia. &#8211; Trasferito da nl.wikipedia su Commons., CC BY-SA 3.0,</strong> <a href="https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=1391989" target="_blank" rel="nofollow noopener">https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=1391989</a></span></p></div>
<p>Nella immediata area <strong>sottocapsulare</strong> si trova uno <strong>strato di cellule epiteliali</strong> che separa la capsula dalla zona corticale del lobulo timico, mentre al di sotto dell’area <strong>sottocorticale</strong> si trova la zona <strong>corticomidollare</strong>.</p>
<p>Istologicamente, le diverse aree <strong>corticale</strong> e <strong>midollare</strong> appaiono colorate (con <em>ematossilina</em>) in modo differente per aspetti legati al rapporto nucleo/citoplasma dei costituenti cellulari dei due tessuti:</p>
<ul>
<li><em>Zona corticale</em>: appare più <strong>scura</strong> per la presenza di alta concentrazione di timociti che possiedono un <strong>nucleo di grandi dimensioni</strong> e uno <strong>scarso citoplasma</strong>;</li>
<li><em>Zona midollare</em>: appare più <strong>chiara</strong> per la presenza di alta concentrazione di linfociti maturi che possiedono un <strong>citoplasma più abbondante</strong>.</li>
</ul>
<p>A livello della <strong>zona corticale</strong> e nella <strong>zona midollare </strong>sono presenti peculiari <strong>cellule reticolari </strong>(<em>epiteliali</em>) che hanno la funzione di circondare tramite <em>propaggini</em> i timociti in via di maturazione. Queste cellule reticolari circondano spesso le pareti dei capillari corticali. Il processo funzionale di maturazione dei timociti segue un tragitto che ha origine dalla paracorticale (<em>corticale interna</em>) fino alla <em>corticale esterna</em> e successivamente torna alla midollare.</p>
<div id="attachment_238302" style="width: 529px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-238302" class=" wp-image-238302" src="https://www.osteolab.net/wp-content/uploads/2021/12/Timo-anatomia-umana.jpg" alt="Timo anatomia umana" width="519" height="364" srcset="https://www.osteolab.net/wp-content/uploads/2021/12/Timo-anatomia-umana.jpg 519w, https://www.osteolab.net/wp-content/uploads/2021/12/Timo-anatomia-umana-480x337.jpg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 519px, 100vw" /><p id="caption-attachment-238302" class="wp-caption-text"><span style="font-size: 8pt;"><strong>Suddivisione anatomica del Timo. By OpenStax College &#8211; Anatomy &amp; Physiology, Connexions Web site. http://cnx.org/content/col11496/1.6/, Jun 19, 2013., CC BY 3.0,</strong> <a href="https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=30148314" target="_blank" rel="nofollow noopener">https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=30148314</a></span></p></div>
<p>Infatti, a livello della <strong>giunzione corticomidollare</strong>, riccamente vascolarizzata da <strong>venule</strong> <strong>timiche</strong>, avviene lo scambio tra <strong>linfociti T maturati</strong> (in direzione dei linfonodi) e <strong>timociti</strong> (provenienti dal midollo osseo) per ricominciare il ciclo.</p>
<p>In questo processo quindi il 10% dei timociti si trasformerà in <strong>linfociti T </strong>funzionanti e immunocompetenti che si trasferiranno quindi alle regioni T-dipendenti degli <a href="https://www.osteolab.net/organi-linfoidi-primari-e-secondari"><strong>organi linfoidi secondari</strong></a>.</p>
<h3><strong>Cellule reticolari della corticale</strong></h3>
<p>Le <strong>cellule reticolari della corticale</strong> hanno due importanti funzioni:</p>
<ul>
<li><strong>Funzione parenchimale</strong>: Ruolo determinante nella corretta maturazione dei <strong>linfociti T</strong>. Avvolgendo infatti i <strong>timociti</strong> con i prolungamenti citoplasmatici, svolgono la funzione di <strong>cellule immunomodulatrici</strong> ovvero producono particolari sostanze, quali <em>timosina</em>, <em>timopoietina</em> e <em>timulina</em>, che stimolano la maturazione della competenza immunitaria a livello dei linfociti in stato di differenziamento;</li>
<li><strong>Funzione stromale</strong>: sostengono la struttura della corticale e della midollare, sostengono quindi il parenchima;</li>
<li><strong>Funzione di BET</strong>: le cellule reticolari a livello della corticale costituiscono la <strong>barriera ematotimica</strong> che si integra con i capillari arteriosi corticali in una struttura esiguamente permeabile le cui cellule sono unite da <strong>desmosomi</strong>. La funzione di tale barriera consente di isolare i timociti in via di maturazione da potenziali antigeni che possano giungere al timo andando ad influire sul processo di maturazione.</li>
</ul>
<h3><strong>Cellule reticolari della midollare</strong></h3>
<p>Le <strong>cellule reticolari della midollare</strong> invece costituiscono i <strong>corpuscoli di Hassall</strong>, ovvero delle strutture caratteristiche del timo che costituiscono centri di accumulo del 90% dei timociti non maturati.</p>
<p>Le cellule di questi corpuscoli, quindi, sono <strong>necrotiche </strong>e <strong>calcificate</strong>. I corpi di Hassall sono destinati ad accrescimento continuo e aumento quantitativo nel corso della vita dell’individuo.</p>
<div id="attachment_238301" style="width: 507px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-238301" class=" wp-image-238301" src="https://www.osteolab.net/wp-content/uploads/2021/12/Corpuscolo-di-hassall.jpg" alt="Corpuscolo di hassall" width="497" height="373" srcset="https://www.osteolab.net/wp-content/uploads/2021/12/Corpuscolo-di-hassall.jpg 497w, https://www.osteolab.net/wp-content/uploads/2021/12/Corpuscolo-di-hassall-480x360.jpg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 497px, 100vw" /><p id="caption-attachment-238301" class="wp-caption-text"><span style="font-size: 8pt;"><strong>Corpuscolo di Hassall. By Drvasilerus &#8211; Own work, CC BY-SA 4.0,</strong> <a href="https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=45051371" target="_blank" rel="nofollow noopener">https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=45051371</a></span></p></div>
<p>Quindi nel timo sono presenti anche <strong>macrofagi </strong>e <strong>cellule dendritiche</strong> che degradano i timociti rimasti immaturi tramite i loro lisosomi endocellulari.</p>
<p><strong>Bibliografia</strong></p>
<ul>
<li>Anatomia Umana – <a href="https://amzn.to/30ffN7c" target="_blank" rel="nofollow noopener sponsored">Basi Anatomiche per le Neuroscienze tratto dal Prometheus Vol. II</a> di M. Schünke, E. Schulte e U. SchumacherI, I ed. 2021, EDISES.</li>
</ul>
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